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Elezioni Francesi. L’Esagono Comunque Meglio dello Stivale

23 aprile, 2007 - 18:55 di  
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In pole position il candidato di centrodestra Nicolas Sarkozy seguito a ruota da la femme fatale Royal, socialista, candidato del centrosinistra. Dietro di loro hanno provato a contendersi l’ingresso al secondo turno il candidato del centro Bayrou e l’ultraconservatore Le Pen.
A parte qualche brutto neo, vedi l’ultraconservatore nazionalista sponsorizzante la pena di morte e xenofobie varie, i programmi e le prospettive dei candidati presidenziabili francesi sono davvero esaltanti se confrontate con quelle del Belpaese.




Giusto qualche esempio in alcuni settori cruciali quali la Cultura, la Comunicazione e l’Educazione. La Francia investe normalmente moltissimo nel settore culturale e fa della formazione e dell’istruzione un caposaldo fondamentale dello sviluppo del Paese.
Qualche esempio di ciò è la fitta rete di musei, biblioteche, videoteche largamente accessibile ai giovani e alla comunità intera, bene organizzata e fruibile pressochè a tutti. In moltissimi casi coperta anche da una rete internet Wifi a disposizione dell’utenza. Esempio emblematico il Centre de Pompidou , museo di arte contemporanea nel cuore di Parigi. Senza pensare ai giorni di ingresso gratuito (generalmente la prima domenica del mese) alla maggior parte degli edifici museali.
Nei programmi di queste presidenziali c’è chi promuove addirittura la totale gratuità di tutti i musei nazionali (Sarkozy).

Altro esempio ne è il tasso di lettura, uno dei più alti in Europa e che noi italiani, in base alle statistiche possiamo solo invidiare. Ma ovviamente il tasso di lettura è dipendente anche da politiche editoriali quali ad esempio il costo dei libri. In Italia un classico della letteratura, tascabile, viene venduto mediamente a 8 – 10 euro mentre in Francia è possibile trovarlo in libreria a prezzi molto più contenuti, anche 3 euro se il libro non è formato da molte pagine (vedi Camus, “L’Etranger” edition Folio Gallimard – in Italia a 7 euro ed. Bompiani). Oltr’alpe poi, in librerie come Gibert Jeune è possibile trovare una vasta scelta di tascabili usati anche a 1 – 2 euro.

L’Istruzione e le Comunicazioni

Ma cos’è che maggiormente promuove la cultura se non l’accesso all’istruzione di base e superiore?
Solo un esempio: i nostri cugini francesi pagano in media fra i 200 e i 350 euro annui per tasse universitarie. In Italia per la stessa cifra quasi non si riesce a pagare nemmeno la prima delle rate annuali.
Ma cosa propongono i candidati alla presidenza? Un aumento del 10% annuo del budget per la ricerca (Royal), aumento del 50% del budget per l’insegnamento superiore (Sarkozy), e aumento delle borse di studio (quasi tutti i candidati). Poi ancora scolarizzazione obbligatoria a tre anni, prestiti a tasso zero per studenti, aumento del numero degli educatori e così via. In una cosa però il nostro Paese è avanti: l’istituzione del Servizio Civile Volontario. Nel mondo delle Comunicazioni invece i due candidati propongono: obblighi per i canali pubblici di accrescere le emissioni culturali (Sarkozy) e una tassazione degli introiti pubblicitari dei canali privati a favore dei canali pubblici (Royal), sostegno allo sviluppo di software libero (Sarkozy) e il rafforzamento delle misure anticoncentrazione nella stampa (Royal).
In Italia invece ci ritroviamo ancora a parlare dell’eterno irrisolto conflitto di interessi, e a sorbirci in tv l’ultima pupa-valletta di turno fresca fresca dell’ultima inchiesta o ancora “approfondimenti” su fenomeno letterario-cinematografico acchiappa adolescenti.

Contributo di locazione

Per le politiche sociali ed economiche numerose sono le proposte, ma basta ricordare che, già allo stato attuale delle cose, in Francia si ha diritto ad esempio a contributi di disoccupazione e a contributi di locazione. Vale dire, per quest’ultimo, un rimborso di parte dell’affito pagato; su 500 euro di affitto si ottengono anche 190 euro di rimborso dallo Stato, (Caf, qui potete effettuare una simulazione del contributo statale).
Fra le nuove proposte un aumento del minimo salariale a 1500 euro mensili (Royal), l’esonero dei diritti di successione per piccoli e medi patrimoni (Sarkozy), creazione di un “small business act” alla francese con sgravi ed esoneri fiscali e semplificazioni delle pratiche amministrative (l’escluso Bayrou).

In conclusione, chiunque riuscirà vincitore di queste presidenziali, la situazione francese, pur con i suoi numerosi problemi (tra gli altri vedi: criminalità, immigrazione, banlieu, ‘collocazione europea’), avrà prospettive sicuramente più rosee di quella italiana.
Ed in definitiva poi, l’italiano medio si accontenterà di avere raggiunto pur sempre un primato calcistico.

Approfondimenti: Le Monde, i programmi dei candidati

di Babelez

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Comments

13 Risposte a “Elezioni Francesi. L’Esagono Comunque Meglio dello Stivale”
  1. Lameduck scrive:

    Una bella analisi. La realtà culturale francese è sicuramente meglio posizionata della nostra. Per quanto riguarda i programmi dei candidati, bisognerà vedere quando dalle promesse si passerà ai fatti. Sai com'è, tutto il mondo è paese.

    Piuttosto mi piacerebbe sapere: in Francia non usano le macchinette per votare della Diebold, vero?

  2. Vortexmind scrive:

    Ok, invece del Trentino il Casus Belli lo dobbiamo scatenare con la Francia. Andiamo al confine, sparacchiamo qualche colpo in aria e ci facciamo invadere :)

  3. roberto scrive:

    Da perfetti italiani diciamo che l’erba del vicino è sempre più verde, ma è veramente così?
    In Italia tutti si lamentano ma alla fine la gente sta bene (riprova ne avremo questa settimana con i ponti festivi).
    Prestiti a tasso zero per gli studenti? In Italia sarebbe il sistema perfetto per far fallire le banche considerando il numero di studenti fuori corso (tra cui io, mi pare giusto precisare).
    Servizio civile volontario sicuramente gran bella cosa ma pensate a quante sono le persone che ad esempio fanno i volontari in ambulanza senza i quali ci sarebbero molti più posti di lavoro.

  4. MenteCritica scrive:

    E' già successo. Ci hanno lasciati in mutande.

    A casa loro sono gente per bene, ma quando invadono altri paesi, sempre latini sono :-)

  5. giusi scrive:

    Perchè mi vie sempre più forte la voglia di emigrare?

    Sarà perchè vivo in un buco piccolissimo, più a sud di Tunisi, senza l'ombra di un teatro, un cinema, una biblioteca, con le scuole più vicine a 20 chilometri, senza che dico un' autostrada, una strada decente che mi porti nella più vicina città.

    Il sabato sera e nei fine settimana se non avessi internet m'ammazzerei, e meno male che ultrafortunatissima tra i miei concittadini ho un lavoro, almeno così mi distraggo un po'

    Vive la France ma mi contenterei anche del Trentino

  6. MenteCritica scrive:

    Non saprei Giusi. L'emigrazione è più bella quando la si progetta che quando la si vive. Ho lavorato a lungo all'estero, in paesi molto civili e guadagnando bene. Poi sono tornato. Sono certo che se in questo paese si ricominciasse a seminare, oltre che a mangiare, sarebbe bello viverci.

    ps qui si aspetta la continuazione, senza fretta, ma si aspetta. :-)

  7. Babelez scrive:

    Roberto, sarà anche vero quello che dici, ma io in Francia ci ho vissuto per anno, in Erasmus.

    Qui la gente sta bene? io sicuramente no! A Parigi oltre allo studio ho trovato un lavoretto part-time in un ristorante, ma sai che mi hanno fatto un contratto a tempo indeterminato? In Italia questo è ancora impossibile.

    Studenti fuori corso? eccerto con 45mila esami per tre anni e programmi ancora da vecchio ordinamento non è facile (li ho testati entrambi sulla mia pelle gli ordinamenti e tranne qualche raro caso cambiava solo il nome).

    Ambulanze: tu credi davvero che assumerebbero se non ci fossero i volontari? almeno col serv. civile ti danno quei 500 euri scarsi!

  8. roberto scrive:

    Ovviamente c'è chi sta bene e chi sta male ma tutti hanno un comune denominatore: il lamento.

    Ti parla uno che potendo sarebbe già scappato da tempo.

    Università: OK i programmi sono obsoleti, per non parlare delle strutture. Ma quanti sono coloro a cui piace fare i mantenuti?

    Servizio civile: è encomiabile chi mette a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie energie e mi pare sacrosanto che venga riconosciuto almeno, chiamiamolo così, un rimborso spese. La mia osservazione però è relativa al fatto che in Italia vi è la maggior percentuale di popolazione impegnata in organizzazioni di volontariato (soprattutto in campo sanitario)e alla tua domanda rispondo semplicemente SI.

  9. evacarriego scrive:

    trasecolo: chiunque fa meglio o solo propone meglio, o solo propone

  10. tusaichi scrive:

    …eh, sicuramente sono belle promesse elettorali,

    sicuramente non si sa quanto ne manterranno,

    sicuramente anche lì non son rose e fiori…

    sicuramente qui da noi

    se idee simili ce le sognamo la notte

    ci possiamo ritenere fortunati.

    tiramm'a campà.

  11. diabolicomarco scrive:

    Bella analisi babelez.

    Sulla sostanza concordo con quanto scritto nei due commenti qui sopra.

    Piccola postilla inutile.

    In questo articolo è forse la prima volta che la Royal viene chiamata per cognome. Sui giornali italiani quasi tutti parlano di "Segolene e Sarkozy". La chiamano per nome perchè è donna? O perché pensano che sia il cognome?

  12. roberto scrive:

    A mio avviso perchè Segolene è più accattivante di Royal, peraltro il cognome stride un po' con l'indirizzo politico.

  13. Davide@work scrive:

    No roberto, non credo sia per la musicalità del nome. Parliamo del paese delle quote rosa, dei nepotismi e del parlamento geriatrico. Credo che dm abbia colto nel segno

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