Elezioni e Facce dei Candidati. Un Lettore ci Scrive
14 maggio, 2009 di staff
Archiviato in Cronache Italiane, latest
In risposta a questo articolo, riceviamo da un lettore:
Caro Comandante Nebbia,
leggendo il suo articolo mi sono ritrovato a fare alcuni considerazioni, come altre volte in occasione delle campagne elettorali, che stavolta però ho pensato di partecipare. Difficile non essere d’accordo con lei e non condividere i sentimenti di sconforto di fronte all’utilizzo selvaggio degli spazi delle nostre belle e linde (diciamo così) città per l’affissione dei manifesti elettorali e soprattutto per l’utilizzo, sfacciato, all’interno degli stessi delle facce dei candidati.
Personalmente non riesco a dimenticare quello che di recente mi è sembrato come il più impressionante, in occasione del battesimo di una fondazione con l’obiettivo di promuovere l’immagine dell’Italia e degli italiani nel mondo. Obiettivo altamente meritorio. Se non fosse che l’immagine del manifesto, quella da promuovere per intendersi, ritraeva quattro figuri (o erano cinque? … buone notizie, sto cominciando a dimenticarlo) vestiti di tutto punto e a figura intera che sembravano avere appena terminato un casting per l’ultimo sequel del film The Godfather.

Proverò però a fare un piccolo passo in più cercando di assumere una posizione un po’ più scomoda. E che deriva da quel raro sentimento di umana comprensione che ho provato per quei candidati (alcuni, non tutti), messi alla prova dalla campagna elettorale. Sarà che mi sono sempre sentito più a mio agio nelle vesti di compratore che di venditore, ma l’idea di chi deve cercare di convincere gli altri della bontà delle proprie idee ed intenzioni mi ha sempre fatto pensare. Come superare la narcosi in cui siamo stati sprofondati, perforando le corazze ed armature varie che siamo costretti ad indossare per cercare di sopravvivere e che ci farebbero guardare con sospetto ogni potenziale candidato come all’ennesimo che dice di voler cambiare le cose.
Ovviamente sto pensando a candidati che si vogliano impegnare seriamente in una competizione seria. In cui le preferenze contino e che non possano beneficiare di posizioni di rendita dovute a feudi personali consolidati nel corso degli anni o dovute all’appartenenza a liste, apparati ed altro che trasformino la campagna elettorale solo in un fastidioso esercizio. Formalità e scotto da pagare in attesa del riconoscimento proveniente dalle urne elettorali.
E’ chiaro che quest’ultimo potrebbe rappresentare il punto debole di tutto il ragionamento ma preferirei pensare che è solo il punto che richieda di una maggior dose di speranza e magari di astrazione dalla realtà attuale.
Ma per un attimo ci vorrei provare, non discutendo se le istituzioni del Parlamento Europeo siano più o meno utili o meritorie rispetto a quelle nazionali, ma riflettendo sui mezzi con cui diffondere le proprie idee per farle arrivare ai cittadini prima delle elezioni. Aspetto non trascurabile se consideriamo la situazione dei mezzi di informazione nel nostro paese. Saranno sufficienti le iniziative dei candidati, le tavole rotonde, i convegni, gli eventi vari e così via fino ad arrivare ai passaparola degli amici e familiari.

Considerando il luogo dove ci troviamo non posso trascurare i mezzi tecnologici come i blog elettorali e le varie piazze virtuali (YouTube ed altro). Ma conosco moltissime persone che ancora ne sono escluse. Non disdegnerei quindi neanche i mezzi più tradizionali tra cui manifesti e i comizi, se questi possono aiutare a mantenere la democraticità del nostro sistema a un livello accettabile.
Non farei sparire ad ogni modo le facce.
Facce che possono raccontarci della nostra inadeguatezza o mediocrità oppure, ipotesi ancor di più temibile, delle similitudini che possono rintracciarsi tra la classe politica e quella degli elettori (almeno nel comune tentativo di mostrare espressioni e immagini di sé, come si fa su Facebook, che possano piacere agli altri).

Ma che proprio per questo dovrebbero ricordarci che non dovremo aspettarci figure ideali dalle panacee o soluzioni miracolistiche. Sarebbero sufficienti persone serie che spieghino chiaramente le loro idee del mondo e sui fatti della vita e che intendano perseguirle con impegno. Magari sostenendo lo sguardo con i loro elettori.
Nick.H.C.
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Caro Nick.H.C.,
il mio commento è nelle foto che ho fatto allegare alla sua lettera.
La foto dei cinque “italiani nel mondo” è qualcosa di veramente inquietante.
A questo proposito, credo che meriti di essere ricordata la vicenda del Di Girolamo: evidentemente nessuno si è preoccupato di rimandarlo a casa.
Invece la sfavillante carriera di Sergio De Gregorio … bleah
Mi auto cito a proposito delle facce…
http://jedan58.splinder.com/post/20456551/Per+fortuna+abbiamo+ancora+le+