Elezioni: Chi Sostiene Chi 7


Il Pd ha deciso di candidare alle prossime elezioni politiche Carlo Dell’Arringa, giuslavorista e docente di Economia politica all’Università Cattolica di Milano. Il quale ha dichiarato: “Sono molto contento di accettare la candidatura del Pd. Condivido in tutto l’idea del segretario Bersani di costituire una solida maggioranza, dialogante con le forze moderate di centro (Vendola cosa ne pensa?), necessaria per coniugare il necessario rigore del bilancio pubblico (cioè altri tagli ai servizi sociali e altre privatizzazioni) con una politica che vada maggiormente incontro alle esigenze delle famiglie, del lavoro e delle imprese (quello che dicono tutti, a partire da Monti e Berlusconi)”.
Pier Luigi Bersani ha commentato radioso: “La sua presenza renderà più forte il nostro impegno sui grandi temi sociali e del lavoro”. Per chi non lo sapesse, Dell’Arringa è da sempre impegnato sul piano teorico, dell’insegnamento universitario e – più di recente – come consulente di Sacconi, ministro del lavoro dell’ultimo governo Berlusconi, a smantellare il Pubblico Impiego. E infatti i risultati si vedono. Licenziamenti di massa e precarizzazione nelle pubbliche amministrazioni, a partire dagli insegnanti, e quindi un sostanzioso contributo alla recessione dell’economia.

E gli italiani, cosa ne pensano? La maggioranza crede ancora che il Pd sia un partito di sinistra, alcuni addirittura l’erede coerente e modernizzato del Pci. Ma questo a Bersani non va bene. Dopo che Ichino ha reso orfano il Pd e se ne è andato con Monti, Bersani ha prontamente imbarcato Dell’Arringa, che come sostituto di Ichino è perfetto. Insomma, Bersani proprio non può sopportare l’idea che qualcuno consideri il Pd un partito di sinistra. Cos’altro deve fare il Pd per essere considerato un partito di centro? Il povero Bersani ci sta tentando in tutti i modi, ma ancora non ce l’ha fatta.

E, per finire, cambiamo pianeta. L’astro fisica Margherita Hack ha dichiarato che sosterrà la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia: “Sono perfettamente d’accordo con le sue proposte, le condivido e mi sento in piena sintonia con lui e con il movimento che sta crescendo al suo fianco … mi auguro che, con Ingroia, si ritrovi il senso dell’onestà, del rispetto delle leggi, del rispetto del bene comune e della cosa pubblica, insomma una rivoluzione civile come dice il suo slogan”.

Antonio Ingroia e Margherita Hack. Due personalità che portano avanti due battaglie difficilissime e meritorie. Ingroia che fa – da sempre – della lotta alle mafie e alla corruzione generalizzata il perno del suo impegno. La Hack che fa – anche lei da sempre – della lotta in difesa della scuola pubblica, dell’investire nella ricerca scientifica e in quella finalizzata all’innovazione, il centro del suo discorso politico.
Ingroia e Hack, un ticket mica male. Se solo si riuscisse a portare a casa qualche risultato per quanto riguarda i loro obiettivi primari, sarebbe quasi una rivoluzione. Civile, beninteso.


Informazioni su Bruno Carchedi

Mi chiamo Bruno Carchedi. Sono nato ad Alessandria, città piemontese un po’ ligure. Mi sono laureato in ingegneria e ho sempre lavorato in grandi aziende dell’informatica. Mi sono buttato a capofitto nelle grandi lotte operaie e democratiche degli anni '70. Ho sempre fatto il sindacalista di base. In quanto sindacalista non ho mai fatto carriera in azienda. In quanto di base non ho mai fatto carriera nel sindacato. Il risultato è che adesso ho una pensione di sopravvivenza, anche se mi ritengo abbastanza un privilegiato. Cosa farei se potessi tornare indietro? Esattamente quello che ho già fatto. Ho due grandi passioni. Il buon vino (degustato in modiche quantità) anche se costa parecchio e la musica, che invece è alla portata delle mie tasche. Mi piacciono le danze etniche e popolari, e la musica classica (tutta). Ah, dimenticavo. Credevo che la Lega Nord fosse la più grande disgrazia capitata dopo il fascismo ... ma poi è arrivato Monti. Arrivato su MenteCritica grazie a questa opportunità

7 commenti su “Elezioni: Chi Sostiene Chi

  • ilBuonPeppe

    “Ingroia e Hack, un ticket mica male.”

    Sì. Se Ingroia non stesse imbarcando i residui ormai putrefatti di RC, PdCI, Idv, Verdi e compagnia bella. Il solito, triste, squallido, inaccettabile mezzo per riciclare chi non ha più niente da dire.
    Questo oltre al fatto che ogni giorno dispari Ingroia lancia un appello al PD per fare un accordo. Patetico.

  • fma

    Due personalità che portano avanti due battaglie difficilissime e meritorie.

    Non ci mancano, nè ci sono mai mancate, personalità che “portano avanti battaglie difficilissime e meritorie”. Ci mancano piuttosto buoni amministratori, capaci di fare le cose che servono e che si possono fare. Che non ci vengano a dire alla fine della giornata che la battaglia, condotta eroicamente in inferiorità di uomini e di mezzi, è perduta.

    • ilBuonPeppe

      No, abbiamo anche abbondanza di buoni amministratori.
      Il problema è che non sono nel posto giusto o non sono messi in condizione di fare il proprio lavoro come si deve.

  • eduardo

    Pienamente d’accordo con Carchedi sul fatto che il PD non sia un partito di sinistra. Ad essere onesti bisogna convenire che già con Veltroni aveva manifestato con molta chiarezza l’intenzione di dar vita ad una formazione politica ispirata all’omonimo partito americano e, quindi, tutt’affatto svincolato dalla tradizione e dalla storia della componente maggioritaria. Che quest’ultima si rifiuti di prendere atto della realtà è un problema di pigrizia intellettuale che non è giusto imputare a doppiezza di Bersani.
    Quanto ad Ingroia, francamente e semplicemente non riesco ad intravedere nelle sue qualità nulla che lo faccia somigliare ad un leader politico. Mi sembra piuttosto una brava persona con la quale scambiare gradevolmente qualche opinione fuori dalla scuola in attesa che escano i rispettivi figli. Mi sbaglierò, ma sono radicalmente convinto che un leader politico nella contingenza attuale debba offrire agli elettori uno straccio di idea su come uscire (tentare di uscire) dalla crisi. Inoltre, se posso esprimere un desiderio da affidare ad una stella cadente, non vorrei più sentire da nessuno di loro l’espressione “generazione perduta”: chi non ha nessuna idea per evitare che quella generazione si perda, si togliesse, gentilmente, dai coglioni.

I commenti sono chiusi.