Elezione Napolitano: la scandalosa conta dei capobastone 81


Ieri, mentre la Presidente Boldrini leggeva in diretta i voti per l’elezione del Presidente della Repubblica, si è consumato un altro fatto avvilente per la democrazia e la trasparenza del nostro paese. A dispetto di quanto la Boldrini stessa afferma.
Molti, suppongo, avranno notato che l’On. Boldrini durante lo spoglio non leggeva soltanto il cognome del Presidente, ovvero: “Napolitano”, ma tante diverse versioni dello stesso nome: “G. Napolitano”, “Napolitano G.”, “Giorgio Napolitano”, “Napolitano”.

Ieri, prima del voto avevo twittato:

Io non so se la Presidente Boldrini fosse obbligata, da regolamenti parlamentari, a leggere il voto per esteso, così com’era scritto sulla scheda. Probabilmente sì. Ma su una cosa non vi sono dubbi: quei diversi modi di scrivere il nome erano un chiaro segno di riconoscimento del voto. Quindi una cosa è certa: a differenza di quanto afferma la Presidente Boldrini l’elezione di Napolitano è stata tutt’altro che trasparente. Qualcuno mi dirà che tali metodi sono sempre stati usati. Forse sì, ma il perpetrarsi di un comportamento errato non lo rende per forza di cose corretto. Se poi la segnatura dei voti viene utilizzata per la rielezione di un Presidente della Repubblica già in carica la cosa assume contorni ancora più gravi.

Nei giorni scorsi abbiamo sentito dichiarazioni che non lasciavano dubbi. I Parlamentari di Sinistra e Libertà hanno apertamente affermato di aver segnato le loro schede per renderle riconoscibili. Fioroni, parlamentare del PD, ha fatto di peggio: ha fotografato la scheda.

Se un cittadino fotografa la sua scheda elettorale durante le elezioni viene arrestato, perché compie un reato. Fioroni ha addirittura mostrato la fotografia del voto ai giornalisti.
Se un cittadino vota in modo che il suo voto sia riconoscibile, quel voto è nullo. I Parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà hanno affermato pubblicamente di aver segnato le loro schede.

La triste verità è che i capibastone dovevano verificare che i loro picciotti votassero secondo mandamento, le fazioni di potere dovevano misurare la loro forza. Ogni volta che Boldrini leggeva il nome di Napolitano in modo diverso la democrazia e la trasparenza venivano schiaffeggiate e derise. Rido pensando a quanti nei giorni scorsi blateravano di mancanza di democrazia perché i Parlamentari del Movimento 5 stelle voterebbero come dice Grillo.

Ieri è stato eletto il Presidente della Repubblica, una delle cariche più importanti dello Stato italiano, una carica che dura oltre i cinque anni naturali della legislatura, però le stesse regole, che giustamente valgono per i cittadini a tutela della democrazia e della libertà di voto, non sono valse per i Parlamentari.


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