Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "El Disable Unido Jamas Serà Vencido!" è stato scritto da buscialacroce
Italia paese di santi, navigatori e di tanti, troppi, ignoranti!
Il 16 gennaio 2009 e sottolineo 2009 una disabile è stata cacciata da un centro commerciale solo perché guidava uno scooter per disabili (foto qui sotto e Ansa qui), questo fa capire che noi disabili siamo cittadini di serie B anzi di serie D girone H.

I tg non hanno riportato neanche la puzza di questa notizia, quando mai, perché noi disabili andiamo bene solo quando possiamo suscitare pena e compassione nel telespettatore italiota.
Al posto della ragazza io gli avrei smontato il negozio, così sarei passato nel torto, ma almeno avrebbero fatto vedere in tv un disabile incazzato ner…, scusa Obama, un po’ abbronzato e non rassegnato e piagnone.
Il direttore ha usato delle scuse patetiche per difendersi da una figura di merda pazzesca:
“Mi spiace davvero per l’equivoco ma vorrei dire che me la sono presa con il mezzo e non con la disabile, che per me resta una cliente come un’altra” – ha affermato.
“Purtroppo, mi sono trovato impreparato e nessuno è stato in grado di darmi una risposta. Ho cercato soltanto di evitare una situazione di pericolo. Il nostro negozio è frequentato anche da bambini e anziani e gli spazi sono molto ristretti. Si parla tanto di sicurezza sul lavoro, poi quando cerchi di fare gli interessi di tutti, finisci sui giornali. Fosse stata una carrozzella, anche elettrica, potrei capire questo accanimento, ma in questo caso ci troviamo di fronte a un motorino“.
Io per anni ho avuto lo stesso mezzo e non ho mai causato danni a persone o a cose, tra l’altro mia madre mi aveva assicurato contro i danni fatti a terzi, evitando bambini troppo curiosi, vecchietti lenti, passando per sfida in spazi strettissimi, la città era la mia pista preferita e per questo mi chiamavano Shumy.

Un paio di volte mi hanno tirato sotto con auto o motorini: una volta da una che aveva preso la strada contromano; una volta da uno che litigava con la ragazza che per poco non mi tranciava una gamba, voi giustamente direte va be’ tanto non è che ti servano a molto; per concludere in bellezza sono stato tirato sotto da una prostituta clandestina in sella ad un motorino truccato e senza assicurazione, assurdo no?
Gli scooter per disabili non sono considerati ciclomotori, difatti il 25 novembre 2008 il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha detto:
“I responsabili tecnici del dicastero, di comune accordo con la Commissione europea, giungono alla conclusione che non è possibile ridefinire le caratteristiche costruttive delle sedie a ruote per classificarle come veicolo. Non è possibile consentirne un uso più esteso: “Sono dispositivi medici”. Bocciata l’idea di classificarli come ciclomotore leggeri o di includerli nella categoria dei veicoli atipici”.
Ora per quanto mi riguarda non metterò mai piede, anzi ruota in un negozio Oviesse e se il signor Alberto Crippa non verrà punito per questo suo comportamento discriminatorio, cercherò in tutti i modi di convincere i 5.000.000 di disabili italiani a non effettuare più acquisti in questa catena di negozi!
Noi disabili sopportiamo troppo i comportamenti sbagliati degli altri verso i nostri confronti, è arrivato il momento di farci sentire!
El disable unido jamas sera vencido, el disable unido jamas sera vencido…!


queste notizie mi fanno vergognare tantissimo.
eppure situazioni similli (nella forma) le vedo tutti i giorni.
mi occupo di assistere non vedenti e disabili motori, ci fosse una volta (una) che non vengano trattati da alieni ad esempio in fila per la mensa o sugli autobus.
siamo immaturi, buscia, immaturi e infantili.
non mi sorprende più che il progresso culturale in questo paese sia arrivato soltanto con l’avvento di un totalitarismo.
Caro Buscia,
in realta’ piu’ di una TV (almeno TG3 e La 7) hanno mandato la notizia per un paio di giorni, con tanto di intervista alla ragazza.
Per il resto hai perfettemente ragione
Visco
FABBISOGNI PRIMARI
Premetto che è stato un caso essermi imbattuta nel sito di MenteCritica e che del fatto accaduto non ne ero a conoscenza, posto qui di seguito un mio pensiero che scrissi tempo fa ad una mia amica disabile.
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In una società moderna non dovrebbe neppure sussistere il problema dei disabili. Devono essere parte integrante della comunità!
Purtroppo ci portiamo appresso ancora molto del passato e ancora oggi, spesso, si soddisfano i fabbisogni della maggioranza della comunità, non tenendo conto di quella minoranza che è più debole.
Ditemi chi non è a favore delle varie iniziative che si intraprendono?
Dov’è che il disabile non è considerato?
Quali sono i problemi reali che incontra?
Tieni conto però, che:
rimuovere tutte le barriere architettoniche è un costo esorbitante. Bisognerebbe ovviare anche alle migliaia di buche sulle strade dove, chi passa col motorino, cade e ci lascia la pelle.
Qual è il fabbisogno primario qui?
Dare lavoro ai disabili, bene, c’è una legge che predispone ciò in percentuale. Il disabile, però, ha anche una pensione, ci sono tanti padri di famiglia che non percepiscono alcuno stipendio. Dimmi tu: qual è qui il fabbisogno primario? a chi bisogna trovare lavoro subito?
Quanti sono i malati in fase terminale che hanno bisogno di assistenza? Qual è la percentuale dei disabili, contro la percentuale dei tumorali?
Dimmi, fammi capire…
Guarda che non è così semplice come si pensi.
Io abito in un quartiere di Roma, pieno di disabili. Tutto è a misura del disabile, dal Municipio ai parcheggi, ai marciapiedi, agli scivoli, ai centri commerciali e case…
Nella mia scala c’è una disabile, viene assistita dai centri specializzati, percepisce una pensione, viene la fisioterapista a casa…dov’è che la società è carente?
Grazie e scusa in anticipo di essere stata un po’ cruenta.
La mia non è una provocazione, bada bene…
voglio solo capire.
Forse dovresti riflettere sul fatto che un disabile non è in grado di affrontare le sfide della vita con la stessa efficienza di altri.
Una mente che abita un corpo limitato ha lo stesso valore di un’altra mente e nessuno di noi ha scelto il corpo dove abitare.
I grandi magazzini pensano solo al guadagno in tutti i casi, non è che ce l’abbiamo con i disabili in particolare. Qui in zona, una dipendente è stata uccisa: si sono affrettati a ripulire il sangue e non hanno chiuso nemmeno un giorno, si è fatto un ascensore per permettere ai disabili di accedere alla stazione ma per lungo tempo, anche se ultimato, è rimasto chiuso a chiave, quindi inutilizzabile. Mancanza di sensibilità si sommano al puro tornaconto personale, senza pensare che basta poco per finire anche noi su una carrozzella, o più semplicemente basta avere un bambino. Però se devono rompere le scatole ad una attività, vanno a vedere se c’è l’ingresso e il bagno per disabili.
infatti. Solo quando si porta in giro un carrozzino si capisce quanto sia difficile passeggiare in carrozzella.
Il negozio è Oviesse vero? Ne ho uno proprio vicino casa, fai già conto che io sia tra quelli che lo boicotteranno.
Ciao