Condividi Ekkeminkiaè2vù? (o Dell’Italia sul 3no). ti ringrazia.

È domenica pomeriggio su un treno di pendolari. Uno sporco, puzzolente, regionale.
Ti lasci Roma e Firenze alle spalle e non senti più l’uomo col secchio azzurro che canta acquapaninibibiteee. Grigio e freddo, i sedili stretti, di tavolini manco l’ombra. Attenta a non frantumare le rotule della signora di fronte, smadonno e sfanculo fra i denti le FS, mentre cerco di infilare il trolley nell’anditotriangolarefraglischienalideisedili (come si chiama sto coso?).
Macchè, è tappato. Il nuovo design anti-prolo 2008/09 ha otturato lo spazio. Sotto il sedile la valigia non ci sta. Stretta fra donne cinesi e matrone africane, pakistani al cellulare e signore in pelliccia fucsia, rimpiango lo spazio ampio e la seduta comoda dell’ES. Eccezione, per me che viaggio low-cost ma che per scendere a Roma non ho alternative. ES che quando viaggio nella tratta Bologna – Firenze è una presa in giro dell’alta velocità, perché la percorrenza è sempre la stessa, ma il prezzo è quasi raddoppiato.
E allora quegli striscioni rossi, con tanti omini in livrea, mi sembrano l’ennesimo sberleffo di un paese allo sfascio. Dove i tentativi di rattoppo si fanno solo per chi i soldi ce li ha e i servizi, anche quelli minimi, se li può comprare.
Il resto del branco, affannato, che arranchi. Caldo il respiro, il fiato puzzolente, nello scompartimento le porte si chiudono. Risucchiato dalla nebbia di una domenica qualunque.
2 Responses
Carino.
Mi viene in mente: “Spesso il male di vivere ho incontrato…”
Un malumore esistenziale di cui il sottofondo politico è più il pretesto che il motore vero.
A parere mio.
Caro amico
Il volume IL DUCE ATTRAVERSO IL LUCE pubblicato da Mursia racconta della politica e della storia di Benito Mussolini dagli anni trenta al quarantacinque, letta in filigrana guardando i cinegiornali dell’Istituto Luce, che diventano testimoni della sua anima profonda: delle sue intenzioni segrete, dei suoi timori, delle sue malie. In pace. In guerra. Fino a Milano. A Piazzale Loreto. E’ un utilizzo inedito dei documenti cinematografici. Non più solo oggetti televisivi ma organi vivi di storia. E fatti.
I cinegiornali sono raccontati con il sentimento di chi ha creduto. E creduto in buona fede. Da italiano. Senza livore. Con l’amarezza degli sconfitti e la saggezza dei perdenti che credono in un colpo di reni della dignità.
Se puo’ lo guardi in libreria. Null’altro.
E mi perdoni l’invadenza.
Zeno Incocchi