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Ed Ora Tutti Zitti

9 gennaio, 2009 - 8:53 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine




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“La guerra non è una situazione felice”
Shimon Peres – Presidente dello Stato d’ Israele, Premio Nobel per la Pace 1994

“Chiunque sia coinvolto con il terrorisimo dentro ad Hamas è un obiettivo valido”
Benjamin Rutland – Capitano delle forze di difesa israeliane

“Sono armate studiate per capire un territorio e non per centrare bersagli specifici”
Ron Ben Yishai – esperto israeliano

“Gli agenti erano stati addestrati a mantenere l’ordine pubblico e a fornire pronto soccorso. I servizi segreti sostengono invece che i poliziotti, di notte, cambino divisa e aiutino le cellule che lanciano i Qassam”
B ‘ Teselem – Organizzazione di Gerusalemme per i diritti umani

“Soccorsi ostacolati dai soldati israeliani”
Croce Rossa




“La Striscia sembra un Lager”

Renato Martino – Cardinale

“Quel porporato parla come Hamas”
Stato Ebraico

“Quando una squadra di soldati finisce sotto il fuoco ed è in difficoltà, viene fatto partire il fuoco di sbarramento per aiutare l’unità a uscirne”
Amos Harel e Ani Issacharoff – analisti

“Israele fermi l’attacco senza rinvii”
Hosni Mubarak – Presidente dell’ Egitto

“Nessun ordine di allargare l’offensiva”
Ehud Olmert – Primo Ministro dello Stato Israeliano

“Niente tregua. A Gaza non c’è crisi umanitaria”
Livni – Primo Ministro Designato Israeliano

“Stavo preparando da mangiare per lui, è morto affamato”
Masouda al- Samouni – mamma di un bimbo 10 mesi

“Nella Striscia non c’è più un posto sicuro. La gente non sa dove scappare”
John Ging – dirigente agenzia Nazioni Unite per i rifugiati

“Quello di Israele e’ un legittimo desiderio di difendersi”
George Bush – presidente uscente degli Stati Uniti

“Il mio silenzio non è indifferenza”
Barack Obama – presidente eletto degli Stati Uniti

“L’America ha un leader alla volta”
Paul Berman – autore e giornalista

“Un regalo di Obama ai Palestinesi prima del suo insediamento”
Al Zawahiri – esponente di Al-Qaeda

“Speriamo lanci razzi da Libano siano fatto isolato”
Abu Mazen – Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese

“Siamo tutti cittadini di Gaza”
Saeb Erekat – Negoziatore dell’Anp

“Da li sparavano i cecchini, usano scudi umani”
Esercito Israeliano

“Irresponsabili le azioni di Hamas”
Sarkozy – Presidente della Repubblica Francese, Presidente Commissione UE

“Ue pronta a riprendere missione al valico di Rafah”
Francisco Javier Solana – Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, Segretario Generale dell’Unione Europea Occidentale

“La strada è molto stretta”
François Fillon – primo ministro francese

“L’attacco di terra è fallito”
Ismail Haniyeh – Premier di Hamas


“Abu Mazen ci ha solo criticato. Non ha fatto nulla di concreto”
Mussa Abu Marzuk – n° 2 di Hamas a Damasco

“Abu Mazen può restare, priorità la lotta a Israele”
Hamas – Movimento di Resistenza Islamico

“Mio figlio vuol tornare là dentro, ma dovrà stare a letto almeno 3 mesi: meglio così”
Amilam Am-Shalem – un padre

Israele ha violato la tregua umanitaria”
Ban ki-Moon – Segretario Generale Nazioni Unite

“Senza cibo, acqua e luce, la popolazione è allo stremo”
Francesco Petrelli – Presidente Ong Umanitaria

“La crisi peggiora di ora in ora”
Unrwa – Agenzia Umanitaria per lo sviluppo e l’assistenza

“Nostri soldati pronti per forza interposizione”
Ignazio La Russa – Ministro Italiano della Difesa

“Intollerabile bruciare le bandiere, significa voler distruggere uno Stato”
Gianfranco Fini – Presidente Italiano della Camera dei Deputati

“Appoggiamo il cessate il fuoco”
Franco Frattini – Ministro Italiano degli Esteri

“Posizione inadeguata del Governo”
Il PD

“Mi hanno preso ad un piede ma la mia squadra li ha ammazzati tutti e quindici. Quelli non sanno sparare. Li butteremo tutti via. Come stracci”
Aidan Levi – giovane di 22 anni con le stampelle

Ed ora tutti zitti.

sorelle_balousha
Riposate in pace, Principesse.

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Comments

6 Risposte a “Ed Ora Tutti Zitti”
  1. anna scrive:

    bombardate, bombardate, tanto a mantenere l’Onu, che non risolve mai niente ci siamo noi,
    a vivere nel terrore ci samo noi,
    a dover aiutare i rfugiati ci siamo noi,
    a dover foraggiare l’industria delle armi e i poteri economici che ci sono dietro ci siamo noi ,
    a sentire l’odio di questa situazione che si trascina dall’inizio dll’altro secolo per errori dei nostri politici ci siamo noi,
    a non vivere in un mondo tranquillo ci siamo noi,
    Soprattutto a morire e a soffrire ci sono loro, i due popoli.
    Non ho molta fiducia nelle virtù degli uomini, ma nei loro difetti usati bene, a volte si.
    Ci vorrebbe un sano menefreghismo da parte di tutti. Sembra assurdo, ma in questo caso, come sarebbe bello se tutti pensassero a mangiare, a dormire e a fare l’amore, senza pensare a una patria assassina e a una religione che vuole prevaricare sulle altre.
    anna

  2. Gunnar scrive:

    Non resta che attendere. L’imbecillità dilaga, si fa oceano. Mi trovo nell penosa condizione di voler commentare ciò che non può essere commentato. Ieri, durante un inconro ho commentato la “nuova guerra” sulla striscia di Gaza sostenendo che non si tratta di una guerra nuova ma di un nuovo modo (un po’ più veloce di un embargo) di ammazzare le persone di cui ci si vuole liberare.
    Una signora che conosco mi ha sorriso con sufficienza. Nello sguardo ho visto tutto il disprezzo sionista trasformato in cristallo e contornato da rimmell.
    Ho capito che a nulla sarebbe servito controbattere al suo “… è colpa di Hamas e del suo capetto amico dei terroristi…”
    Nonsarebbe servito a nulla per il semplice fatto che una guerra, comunque e sempre è un fatto che non crea ragioni ma solo morti. Una guerra, santa op laica che sia è solo un fenomeno di contenimento della specie umana creato inconsapevolemnte da chi ha paura di aver qualcuno intorno con cui dividere ciò che resta. Una guerra è solo l’effetto più ditruttivo di una condizione di paura. Una guerra non la si vince e non la si perde. La si combatte e chi resta ha solo un cerino acceso tra le dita con cui contare velocemente i morti prima di scottarsi.
    Gunnar

  3. Giacomo scrive:

    Premessa: sottolineo che non propendo, agnosticamente, per nessuna delle due fazioni. E mi autoincenso per aver testimonianza diretta di ciò fu visto invece in TV dai più comodamente seduti nei loro salotti nel lontanissimo 1983 a Beirut, e nel 1995/96 a Sarajevo. Sicché potrei dire, “presuntuosamente”, d’aver maggior cognizione, almeno su qualcosina che riguardi il teatro mediorientale e le cosiddette guerre di religione.

    Per l’ennesima volta, e nel caso specifico del medioriente in questa “guerra dei cent’anni”, mi trovo ad ascoltare opinioni, commenti, riporti di cronaca e castronerie (“Gaza è un lager”. A quanto pare il cardinale non sa cos’era un lager) d’ogni genere a corredo dell’ennesimo conflitto che vede Israele riversare piombo (fuso dicono o comunque solido, fosforo bianco ed altre amenità del genere…) su coloro i quali (tra i tanti) considera propri nemici.

    Non starò a “sottilizzare” ricordando che la fondazione dello stato d’Israele avvenne nel 1948 tout court, in un territorio che non gli apparteneva (la terra promessa!!!), col placet dei vincitori della seconda guerra mondiale (così ce li leviamo dai coglioni era il motivo principale di questi).
    E’ inutile piangere sul latte versato ormai 60 anni: Israele è lì, stabile ed inamovibile: una realtà consolidata, che anche fosse per usucapione così è.

    Né starò a dire, come alcune voci a favore degli arabi (dire palestinesi sarebbe riduttivo), che Israele soffre della “sindrome da assedio”: clamorosa cazzata. Sarebbe come dire ad un malato di cancro che soffre della sindrome…da cancro!

    Ancora una volta invece vorrei soffermarmi sul pandemonio (mediatico e non) che si scatena intorno alle vittime civili.

    Gli strateghi della Wehrmacht nella seconda guerra mondiale usavano i civili come fossero essi stessi un’arma ulteriore. Nelle loro rapide avanzate creavano orde di sfollati che spingevano appositamente in direzione delle truppe avversarie a contrastarne il percorso. Ed è meglio non parlare dell’escalation di vittime civili partendo dalle V1 e V2 su Londra, passando dalle tempeste di fuoco (descrizione voluta ed accorta e non metaforica) di Dresda o Dusseldorf per finire a Hiroshima e Nagasaki.

    Ed almeno fino alla guerra scatenata dall’Unione Sovietica con l’invasione dell’Afghanistan i civili sono sempre stati dimenticati e lasciati al loro destino, o quasi.

    Ora, o le guerre non si fanno o non ha senso parlare di regole, bombardamenti chirurgici, operazioni che non implicano i cosiddetti danni collaterali e, tra questi, le vittime civili che nelle guerre moderne sono enormemente superiori a quelle militari. Gaza poi è un “quartierone” affollatissimo e concentratissimo. Come pensare di prendere a cannonate una determinata palazzina senza ammazzare qualche civile dattorno? E che i soldati (diamo loro quest’onore) di Hamas strumentalizzino i civili è fuori discussione: che li portino di proposito dove arriveranno le cannonate ad esempio (i belgradesi lo facevano volontariamente…)
    Dopo tutto, come predetto, i tedeschi lo facevano sistematicamente nell’ultimo conflitto mondiale. E non pensate ci siano differenze comportamentali tra un soldato in guerra in epoche diverse: il motto è sempre quello, ovvero ‘mors tua vita mea’.

    Ancora in questo caso e da diverso tempo sto invece assistendo ad un fenomeno paradossale: dall’ecatombe balcanica al primo conflitto del Golfo, dal medioriente al recente conflitto lampo russo-georgiano sembra quasi che le onnipresenti organizzazioni umanitarie, da quelle ufficializzate dalla bandiera ONU (UNHCR, WFP) alle miriadi di enormi, grandi, piccole e miseramente minuscole non profit siano già lì: pronte sul piede…di pace! Appena il tiro incrociato delle armi da fuoco lo consente ecco pronti i convogli umanitari (così li chiamano) con i loro carichi di aiuti alimentari e non: pronti a soccorrere e lenire le pene di chi spesso ha perso tutto e pronti anche ad arricchire (ed arricchirsi, vogliamo parlare di quanto guadagna uno UN officer in missione o di quanto costa uno dei fiammanti fuoristrada da loro usati?) le tasche di chi è pronto a speculare ulteriormente (naturale evoluzione di quella che un tempo era detta borsa nera).

    E l’assurdo costo di un conflitto, anche qualora fosse limitato a 4 schiaffi tra i contendenti come nel caso georgiano, in termini economici (quelli umani sono pressoché scontati ed incalcolabili pur avendo ogni vita un suo prezzo) lievita ulteriormente in maniera esponenziale. A nostre spese anche, ovviamente.

    I civili muoiono in guerra. E soprattutto i bambini, i più deboli. Sono danni collaterali, inevitabili.
    Quindi, o le guerre si evitano parlando, parlando, parlando, parlando, parlando…fino a vomitarsi addosso l’un l’altro tante di quelle parole che l’uno capirà l’altro o cederà per sfinimento o non versiamo una sola lacrima per le vittime civili perché è soltanto buonismo parrocchiale.

  4. GBALSAMO scrive:

    “non versiamo una sola lacrima per le vittime civili perché è soltanto buonismo parrocchiale” Io non verso lacrime ai funerali dei miei parenti, non vedo perchè dovrei farlo per gente che è lontana centinaia di chilometri da me……però devo dire che il tuo discorso mi lascia perplesso e volevo chiederti: Tutto quanto hai scritto è per dire che la guerra è una merda o che è necessaria?Che è giusto che le tattiche militari prevedano i civili come scudi per le truppe o come diversivo da sacrificare contro il nemico?

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  1. Sempre da qualche parte le cose vanno peggio…

    “Stavo preparando da mangiare per lui, è morto affamato” Vi prego di leggerle tutte, questa è quella che mi ha stretto lo stomaco nel ghiaccio, ma vi prego di leggerle tutte. …



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