Economia*Ecologia=Eco²
3 maggio, 2007 di diabolicomarco
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Pianeta che Ride
Si cede con facilità alla tentazione di vivere in questo eterno presente. Si dimentica che c’è, per chi verrà, un futuro figlio delle nostre azioni. In linea teorica chi non è ecologista? Chi non si preoccupa del destino di questo unico piccolo mondo che chiamiamo “nostro” ma nostro non è? L’idea si scontra con la pratica. Ecologico non ha senso se non è anche economico. Chi investe e produce deve guadagnare – e bene – per vincere la competizione basata sul profitto. Il consumatore responsabile deve trovare la convenienza per non pagare in prima persona dei danni commessi dalla collettività irresponsabile.
Utopia? A volte penso di sì. Mi condiziona il fatto che i prodotti naturali, biologici, a basso impatto ambientale hanno prezzi elevati, a volte inaccessibili. Spesso sproporzionati. Ma non deve essere necessariamente così.
Dal 2000 esiste un marchio che, a livello europeo, attesta che un determinato prodotto o servizio ha un ridotto impatto ambientale. A parte la bruttezza del marchio in questione l’iniziativa è lodevole e, putroppo, unica. Le licenze Ecolabel valide in Italia sono 92 (al 31/01/07), una buona fetta riguarda servizi di ricettività turistica, ma ci sono anche prodotti tessili, prodotti vernicianti, cartarie e detersivi vari. (qui l’elenco completo)
Proprio grazie ai detersivi ho scoperto che il binomio “ecoquadro” (ecologia-economia) può esistere. Risolte le questioni ambientali, rimangono i dubbi sull’efficacia. Dal momento che non possono contenere diversi componenti “classici” dei detergenti non è che non funzionano? Riuscirà a rendermi felice di lavare i piatti come quelli che ho visto in tv? Di norma i prodotti ecolabel devono avere almeno la stessa efficacia dei prodotti convenzionali. A me sembra che funzioni. Però, per non sbagliare (sono sempre un uomo, e quindi approssimativo) ho fatto provare il detersivo per le stoviglie “Neutral” a mia suocera. Ha passato il durissimo test. Se l’approva la suocera vuol dire che va bene.
Veniamo alla spinosa questione economica. Perché com’è ovvio il detersivo in questione non lo trovo nei supermercati della mia zona. E questo me lo aspettavo. La sorpresa è che non lo trovo nemmeno nelle boutique eco-biologiche ma in un discount (Todis)! Sconvolgente. Quando poi, da brava massaia coscienziosa mi metto a valutare il costo al litro altra sorpresa. Costa meno di tutti i più famosi detersivi ultrapubblicizzati! Infine scopro che l’azienda produttrice è italiana e che fanno detersivi dal 1919 sono ancora più contento.
Forse questa è un’eccezione, ma io ci vedo il manifestarsi di una grande possibilità. Mi auguro che sempre più aziende si rendano conto della quantità di soldi che possono fare con noi, consumatori consapevoli. Finché saremo in pochi questa resterà una piccolezza ma la saggezza cinese insegna che anche “un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo”.
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Beh, io direi che è vero quel che dici: “Chi investe e produce deve guadagnare – e bene – per vincere la competizione basata sul profitto”
Io però allo stesso tempo stringerei la cinghia legislativa ed i relativi controlli nonché sanzioni attorno a tutte quelle attività e prodotti inquinanti.
Non è possibile che anche i governi abbiano un’ottica economica sull’ambiente. Io sono per la tolleranza zero. Per un semplice fatto. La situazione è disastrosa. Troppa gente ha guadagnato sullo sfruttamento intenso e spesso irreversibile delle risorse planetarie.
La terra è anche mia!
Date un’occhiata a GoogleHeart, guardate un po’ qual è lo sfruttamento del pianeta…
L’altro giorno leggevo un articolo interessante su “TGV magasine”.
Parlava delle popolazioni cosiddette “selvagge”. Beh questi “selvaggi” sono talmente tali da offrire oboli alla natura nel momento in cui prelevano delle risorse da essa. Senza contare che lo sfruttamento di quel che prelevano è al 100%.
Ciò che fa male alla terra fa male anche a noi e va estirpato alla radice senza troppi pensieri economici. E invece abbiamo fiumi, laghi e mari pieni di cacca, inquinanti… Terre fosforescenti, clima pazzo… Come piangeranno le popolazioni future…
L’uomo si estinguerà… E da un certo punto di vista… Meno male!
Che l’uomo si estingua non è un grosso problema, speriamo che rimangano almeno le donne
Su con la vita Maubra
Signore e signori nella ridente Taranto le emissioni di diossina negli ultimi tre anni sono aumentate del 30 %…evviva.
L’ilva della città su citata ha accolto i processi di lavorazione rifiutati da genova e dal resto dell’italia…evviva.
La diossina prodotta nella splendida fabbrica di propietà del benemerito filantropo dott. Riva produce l’80% della diossina di tutta Italia… evviva.
Morti bianche? Nella capitale della magna grecia c’è il genocidio bianco…evviva
DM perdonami sai che sono affezionato a te e famiglia, ritengo le informazioni utili e per quel che posso spesso cerco di adeguarmi, ma per alcune zone d’italia quello di cui parli è scandalosamente inutile.
Purtroppo.
@maubra
Il governo dovrebbe essere impegnato in prima linea nel favorire ogni tipo di consumo responsabile.
Con un ministro dell’ambiente che è il leader dei verdi siamo a cavallo no?
@marco il buono
quello che tu dici putroppo è vero. Molto triste.
hai centrato il punto, diabolicomarco.
ecologia ed economia viaggiano di pari passo, anzi direi che la prima è subordinata alla seconda.
da decenni l’ecologia arriva dove esistono falle, e cerca di salvare il salvabile.
la ricerca in campo ecologico è per lo più limitata all’arginamento di disastri ambientali già in atto, perchè questo rappresenta un business (la ricostruzione, no?), e tra i vari tipi di ricerca ti assicuro che è una delle meno sovvenzionate.
c’è però uno spiraglio di luce: il pensiero ecologico di chi ecologo lo è davvero si sta staccando da mere logiche accademiche ed inizia a reinterpretare il mondo sulla base di una cultura e di un’etica ecologica, riuscendo a bypassare il concetto del “faccio soldi subito” instillando l’idea che potrebbe essere economicamente vantaggioso l’intervento prima del danno.
ho avuto sentore di questo l’estate scorsa al convegno nazionale di ecologia di base, anche se devo ammettere che il ministro dell’ambiente che citi non si è presentato, seppur atteso.
Vi faccio un esempio: la provincia di caserta è in emergenza rifiuti da 14 anni. Da 14 anni la municipalizzata è commissariata, vale a dire che l’emergenza è strutturale, oramai.
Bene, ora arriva l’estate, e la monnezza (che arriva – cito casal di principe – al primo piano delle case, nonostante le foto del sito ufficiale) bisogna toglierla per il rischio epidemie.
Bene, l’amministrazione interviene allora in deroga alle norme sugli appalti (gare e ammontare dell’appalto) per affrontare l’”emergenza” e dà mandato alle piccole aziende locali (controllate da nonna papera? evidentemente no) di raccogliere la monnezza. L’anno prossimo, punto e capo.
Ora, un Paese dove è possibile ciò, dove non si riesce a far mettere il caso ai ragazzini, dove la gente si indebita per fare le vacanze…quanto ha a cuore l’ecologia? Potete rispondervi da soli. Ulteriore domanda:
Detto questo, voglio ringraziare dM – ce ne fossero come te, fratello – per le sue segnalazioni di consumo critico. Io, che abito praticamente in austria, credo avrò la possibilità di accedere a determinati prodotti, però come si è detto qui su, l’accesso è mooooolto limitato sul territorio. La chiave di volta, come dice dalse, è rendere convenienti le basse emissioni e il riciclo dei materiali. Pensate che la legislazione (europea s’intende, perché su questi campi l’italia è granitica) possa essere sufficiente? Illusi. Bisogna puntare sul cambiamento di mentalità, e non so se abbiamo abbastanza tempo a disposizione, dM.
Vi faccio un esempio: ………
@dalse
l’ecologia è subordinata all’economia. Un po’ come tutto, di questi tempi.
Per questo la piaceveole novità che ho riscontrato mi ha stupito.
Non solo è migliore degli altri, costa pure meno! MIRACOLO.
E’ evidente che non sono del settore. Quello che mi dici mi rassicura.
Che quel fesso del ministro non sia venuto -putroppo- non mi sorprende.
Evidentemente aveve cose più importanti da fare tipo questa
(vedi questo articolo di DFC)
@davide
Non c’è di che fratello quasi-austriaco.
Di tempo ne abbiamo. Che altro dobbiamo fare? Crepare senza nemmeno provarci?
Un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo.
Avanti!
Questo è lo spirito giusto dM, e lo condivido in pieno, ogni giorno