Ecco Il Motivo per cui Grillo non è andato in TV 26


L’attitudine di Grillo a comportarsi in maniera imprevedibile e del tutto fuori dagli schemi inquieta. Inquieta ed irrita quella parte di persone che si sono trovate, lentamente ed inconsapevolmente, a tramutarsi da cittadini a spettatori, da elettori a campioni di sondaggio.
L’effetto peggiore dell’era “Berlusconi” (dove, ubi maior minor cessat, la denominazione appartiene e Silvio Berlusconi, ma in realtà ha visto protagonisti personalità di ogni orientamento politico e culturale) è stato quello di creare un omogenizzazione culturale modellata sugli schemi cognitivi della casalinga di Voghera dove la democrazia si esercisce in TV, la mancata partecipazione al talk show rappresenta un incidente istituzionale e il successo o meno di un’idea politica si misura dal volume degli applausi scatenati nella claque in pieno talk show. In rispetto dei tempi televisivi e dei 140 caratteri di Twitter, l’argomentazione si è messa a dieta diventando slogan. Non è necessario spiegare come si farà una cosa, ma semplicemente introdurla inopinatamente nell’universo mediatico lasciando agli altri il compito di confutarla.

L’atteggiamento è talmente conclamato che la mancata presenza in televisione suona come un oltraggio alla corte, un rifiutare in blocco e senza compromessi un’abitudine mentale nella quale ormai ci siamo rifugiati tutti, una sorta di pappa allestita secondo i nostri bisogni che mangiamo tenendo vicina la ciotola dell’acqua perché porta sete, come i croccantini che diamo al gatto.

In quest’ottica, la scelta di Grillo di disertare i talk show e di non fare interviste, anche quelle “concesse” a Sky, (dove sulla questione della concessione io possiedo una versione leggermente diversa non supportata da evidenze probatorie) è ragionevole per due motivi fondamentali:

  1. Grillo chiuso in uno studio televisivo perde completamente di efficacia. I suoi concetti ed il suo modo di esprimerli hanno bisogno del ritorno della piazza, dell’interazione con un tessuto vivo, possibilmente incazzato, vessato e desideroso di cambiare. In questo modo si crea una straordinaria sinergia che non si ferma ai concetti esposti, ma si estende alle eccezionali possibilità che deriverebbero dall’abbattimento della gabbia dove attualmente si sente recluso l’elettorato italiano castrato da una legge elettorale sudamericana e da una classe politica che presidia tutti gli aspetti, anche i più periferici della società civile.
    I concetti che Grillo esprime in piazza, il cosiddetto “programma” è elementare, ridotto a punti essenziali e non sostanziali. Lo sa lui e lo sanno quelli che lo ascoltano, ma in piazza si capisce che non è il programma il punto, non sono le “proposte”, il punto è assaltare la Bastiglia, mettere mano al defibrillatore e rianimare questo paese prima che ci lasci definitivamente le cuoia. Nel chiuso di uno studio, nell’atmosfera controllata artificialmente indotta, senza il sostegno della rabbia della gente, Grillo apparirebbe ridicolo. Un predicatore pazzo che si è perso la strada verso casa.
  2. IL carisma di un leader è fragile. Tutti i grandi “capi” della storia lo hanno curato puntigliosamente. Nel nostro paese i leader scarseggiano. Bersani è un grigio funzionario di partito. Renzi è un leader castrato da un elettorato troppo tradizionalista per affrontare il cambiamento. Di Pietro era in sospeso tra leader e macchietta ed è scivolato tragicamente verso la macchietta. Vendola è un leader appassito da quando si è posto all’ombra del PD. Berlusconi è un leader in ottima forma. Lo esplicita attraverso la cura maniacale dell’immagine, la straordinaria abilità nel trasformare la menzogna in verità in cui lui stesso crede, le battute volgari che tanto piacciono a chi le ascolta salvo resipiscenze postume. Monti è stato un leader:è giunto al potere con l’equivalente di un’unzione divina, si è seduto allo scranno dittatore indiscusso ed ha esercitato il suo potere ferale con algida indifferenza. Una figura che a molti è apparsa inumana, lunare. Il suo errore è stato scendere dal piedistallo ed accettare la comunicazione al livello dei suoi avversari come un Granduca che sentendo chiasso nel cortile, scende a scambiarsi moccoli con gli stallieri. L’attenuazione del rigore, il rimangiarsi delle decisioni, il giro dei salotti televisivi,la birra, il cagnolino, gli attacchi pretestuosi, lo hanno reso uguale ed indistinguibile dagli altri con l’aggravante che, nel suo caso, si è trattato di un appannamento di immagine inaccettabile. Puoi votare uno che non ti piace e ti farà sudare se pensi che sia un leader in grado di tenere il timone, ma se non ti piace e si dimostra pure una mezza cartuccia non lo voti di certo. Grillo ha un grande carisma e fa bene a non fare l’errore di Monti. La gran parte del suo fascino consiste nel rappresentare l’alternativa a questo sistema partitocratico e culturalmente totalitario. Grillo a confronto con Bersani, Berlusconi e Monti sarebbe una macchietta, perché non puoi professarti mangiapreti e poi entrare in chiesa per partecipare alla messa. Grillo lo sa e si tiene lontano. Gli atri lo sanno e cercano di tirarlo disperatamente dentro.

In poche parole, il sistema che sta usando la partitocrazia per squalificare una legittima istanza di radicale cambiamento è mettere all’indice il predicatore che si rifiuta di abbracciare la fede imperante. In realtà, il predicatore si è dichiarato apostata da tempo.

Voi che state per decidere quale direzione imprime a questo paese, prima di preoccuparvi per il futuro guardate al passato. Guardate allo scempio di partecipazione democratica nel quale energie sincere e propositive sono state combuste nella fornace della partitocrazia, guardate all’istituzionalizzazione del privilegio e del classismo, guardate al disprezzo con cui ministri e grand commis hanno giudicato la nostra ansia di serenità e stabilità, guardate alla segreta alleanza tra poteri apparentemente avversari, ma sempre sodali quando si è trattato di difendere il sistema che ne giustifica l’esistenza.

Nel passato potete leggere una risposta, nel futuro va riposta una speranza. La speranza di essere in grado di fare da soli, senza funzionari in macchine blindate che corrono a sirene spiegate per le strade della città. La speranza è decidere in autonomia di cosa avere paura e superarla, insieme, come fanno le donne e gli uomini di una nazione. La speranza è lasciare la poltrona da spettatore, il ruolo di campione di sondaggio, aprire la porta e uscire per strada a fare, faticare ed infine a morire. Come da sempre fanno, con coraggio, donne e uomini di tutto il mondo.


26 commenti su “Ecco Il Motivo per cui Grillo non è andato in TV

  • fma

    Sono d’accordo su tutto ciò che riguarda la critica all’apparato, Monti compreso.
    Ciò che mi sfugge è il motivo per cui Grillo dovrebbe essere considerato il demiurgo in grado di guidarci alla terra promessa. Che ha fatto per meritarselo?
    O meglio, un motivo ce lo vedo e non mi piace, mi pare lo stesso motivo che in altre mille analoghe occasioni ha spinto l’adunata oceanica a offrire la corona al Masaniello di turno: la speranza che conoscesse una scorciatoia per attraversare il deserto.

    • aol

      Questa è la prova che conosci il m5s soltanto da un punto di vista ovvero tramite i taglia e cuci dei telegiornali che inquadrano grillo solo quando urla contro la casta. Grillo ha più volte ribadito che i tempi per far ripartire l’Italia saranno piuttosto lunghi e che si faranno dei sacrifici MA a partire dall’alto. A differenza di quanto riportato dai giornali il programma di Grillo è in assoluto quello che più di tutti coincide con le necessità di questo paese a partire dalla drastica riduzione dei costi politici alla semplice e scontatissima abolizione delle provincie (scontatissima per un paese normale ma non per il nostro dove i trombati vengono inseriti proprio all’interno di questi enti inutili) , ritrattare a 360° i patti con l’unione europea e stabilire se la permanenza nell’euro sia o meno ancora conveniente. Il m5s desidera inoltre rilanciare il concetto di unione europea costringendo soprattutto le nazioni nord europa a fare una scelta netta ovvero si all’Europa unita con regole uniche condivise dalle rispettive popolazioni che ne fanno parte oppure costringerle a fare outing svelando che a loro serve l’europa ( leggasi euro) soltanto per pura convenienza personale. Questi sono dei punti chiarissimi ma continuo a vedere giornalisti e relativi lettori che continuano a parlare di utopia nonostante ci siano dei punti semplicissimi da comprendere.

      • fma

        Caro aol
        io non ho criticato il programma di Grillo.
        Ho chiesto cos’ha fatto Grillo, fin qui, perchè si debba credere che saprà fare quel che promette.

    • aol

      Questa è la prova che conosci il m5s soltanto da un punto di vista ovvero tramite i taglia e cuci dei telegiornali che inquadrano grillo solo quando urla contro la casta. Grillo ha più volte ribadito che i tempi per far ripartire l’Italia saranno piuttosto lunghi e che si faranno dei sacrifici MA a partire dall’alto. A differenza di quanto riportato dai giornali il programma di Grillo è in assoluto quello che più di tutti coincide con le necessità di questo paese a partire dalla drastica riduzione dei costi politici alla semplice e scontatissima abolizione delle provincie (scontatissima per un paese normale ma non per il nostro dove i trombati vengono inseriti proprio all’interno di questi enti inutili) , ritrattare a 360° i patti con l’unione europea e stabilire se la permanenza nell’euro sia o meno ancora conveniente. Il m5s desidera inoltre rilanciare il concetto di unione europea costringendo soprattutto le nazioni nord europa a fare una scelta netta ovvero si all’Europa unita con regole uniche condivise dalle rispettive popolazioni che ne fanno parte oppure costringerle a fare outing svelando che a loro serve l’europa ( leggasi euro) soltanto per pura convenienza personale. Questi sono concetti chiarissimi ma continuo a vedere giornalisti e relativi lettori che continuano a parlare di utopia nonostante ci siano dei punti semplicissimi da comprendere.

    • Lago72

      Parlo per me: io non mi aspetto che Grillo salvi l’Italia. Ma mi aspetto che con Grillo saltino i giochi… Almeno in parte.

  • Antonello Puggioni

    Lo ripeterò fino alla nausea: milioni di Tv, in discarica controllata e riciclati in altri oggetti più utili sarebbero la mazzata quasi-finale per questo teatrino di ladroni.
    Quella finale speriamo la diano le donne e gli uomini di questo paese.
    Grazie, Comandante.

  • Marco

    Rifiutare la TV di pseudo informazione che abbiamo è, secondo me, unitamente all’invito ad informarsi autonomamente sul web,l’inizio di una possibile rivoluzione culturale.

  • Doxaliber

    Negli ultimi anni il vincitore delle elezioni ha sempre rifiutato il confronto con l’avversario.
    Penso a Berlusconi che snobbò sia Veltroni che Rutelli, ad esempio.
    Quindi il rifiuto di Grillo è tutt’altro che casuale. Sa che ad andare in televisione avrebbe soltanto da perderci.

  • Giannicola Bonora

    Solo un commento sul Presidente Monti. Sin dal primo giorno l’ho sentito rivolgere sorrisetti ed allusioni al suo predecessore, come un Sarkozy qualsiasi. Per me inaccettabile, anche se il predecessore si chiama Silvio Berlusconi. Direi che è un caso in cui il buongiorno si è visto dal mattino.

  • Vincenzo Rauzino

    Sono d’accordo in tutto.L’ingresso in Parlamento del M5S non risolverà i problemi del nostro Paese, il suo programma non può in alcun modo essere realizzato, ma la sua vittoria è un occasione irripetibile per accelerare il processo di dissoluzione di tutto il sistema e portarlo a compimento perchè si possa ricostruirlo, a cominciare dalla Costituzione, vero capolavoro di gattopardismo.

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