In questo strano paese borderline con un piede nel G8 e l’altro nel quarto mondo culturale, può capitare che in una mostra fotografica allestita a Bari il Sovrintendente alle Belle Arti ordini di rimuovere la foto qui a lato, raffigurante un bacio tra uomini. Oltre ad augurare al signore di essere immediatamente trasferito nella capitale emiliana così da potersi fregiare del titolo di Sovrintendente alle Belle arti bolognesi vorrei dire qualcosa a margine della nota faccenda dei DICO, la legge discount sulle unioni civili per le coppie di fatto sul cui destino post-crisi di governo tutti ci interroghiamo.
L’altissimo prelato dal ciuffo sbarazzino ci strapazza ogni giorno le gonadi con i suoi appelli alla salvezza della Famiglia dall’assalto dei DICO, ma oggi ha finalmente detto, seppure per allusioni, che cosa veramente gli fa paura. Una specie di coming-out.
Se già era imbarazzante scoprire che le scempiaggini dette sull’argomento dalla deputatessa già sfasciafamiglie Carfagna erano in realtà apporti ectoplasmatici del pensiero del sedicente filosofo Pera, rimango ancora più allibita nello scoprire che il Papa si è ridotto a citare, spero involontariamente, proprio la Carfagna con il suo accenno alle “convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale”. Pera-Carfagna-Ratzinger, il cerchio si chiude e non c’è più religione.
Dunque il problema sono le unioni omosessuali. E ci voleva tanto a dirlo? Sono mesi che ci girano attorno. Non sono le coppie di fatto qualsiasi, quelle talmente simili alle altre coppie che quasi non si distinguono dalle “origginali”, tanto sono ben imitate, ma le scandalose unioni tra uomo e uomo o donna e donna, magari più stabili e felici di quelle eterosessuali, a togliere il sonno al santo padre e magari anche a padre Georg.
Qui lo DICO e qui non lo nego. Secondo me una società si definisce veramente civile quando non discrimina più la sua componente omosessuale. Quando è capace di non scandalizzarsi di fronte a due donne o due uomini che si baciano, e permette a queste persone di vivere la propria vita liberamente, anche e soprattutto quando accolgono su di sé le responsabilità di una vita in comune. Non ci dovrebbe neanche essere bisogno di chiederlo un “matrimonio” gay. Dovrebbe esistere naturalmente, come esiste il matrimonio civile.
Ieri guardavo una vignetta su Verosudamerica a corredo di un post di Antonio sulla situazione della legislazione per le coppie gay in America Latina, decisamente più avanzata che da noi. La vignetta diceva: “La Chiesa si oppone alle unioni omosessuali?” “Dipende, se un ragazzo omosessuale sposa una ragazza omosessuale non c’è problema”.
E’ proprio ciò che accade di frequente e che fa capire come l’idea di matrimonio esclusivamente tra uomo e donna sia un qualcosa a volte di profondamente ipocrita.
Ma si rendono conto i signori bigotti di quale strada lunga e tortuosa sia quella che porta ciascuno di noi, una volta adulto, a potersi definire “eterosessuale” o “omosessuale” e a vivere la propria situazione accettandosi serenamente? E si rendono altresì conto di cosa significhi per una persona doversi sentire reietta a vita per qualcosa che non ha deciso di essere? E’ una cosa che mi ha sempre fatto sentire malissimo per empatia, e non solo per aver ricevuto le confidenze dolorose di amici gay.
Il Papa, facendo sospettare un tratto leggermente maniacale nel suo pensiero, si ostina a osannare la Famiglia, come se la Famiglia con la effe maiuscola, quella per intenderci formata da padre (uomo)-madre (donna) e ragazzini non si facesse già abbastanza male con le proprie mani. C’è ancora bisogno di ripetere che l’80% delle violenze sessuali sui bambini avvengono non nell’antro dell’orco nel bosco ma nell’intimità della propria casa, ad opera di persone di famiglia che proprio perché si sentono onnipotenti e patentati con bollo abusano dei piccoli come fossero una loro proprietà? Non sto a ricordare ancora una volta la cappa di omertà che le autorità vaticane hanno sempre steso sulla pedofilia e di come non siano altrettanto solerti nel denunciare la piaga degli abusi in famiglia.
Senza arrivare a questi estremi, la famiglia è spesso origine di sofferenza per i propri membri. Le famiglie dei vari mulini bianchi della pubblicità con le mamme strafighe già alle sei e tre quarti del mattino e mai con le mestruazioni dolorose, i babbi giulivi e i figlietti tanto buoni da sembrare finti ci mostrano un qualcosa che non esiste ed è per questo che queste pubblicità ci fanno tanta rabbia. La famiglia sarebbe una cosa bellissima ma raramente riesce ad esserlo, perchè siamo esseri umani.
La famiglia l’abbiamo assaggiata tutti e qualche volta il boccone è stato amaro. Ma anziché metterci a lavorare tutti per migliorare i rapporti tra le persone, per imparare a conoscerci, a rispettarci e ad amarci anche nelle differenze, ci si ostina – loro si ostinano – a voler tener in piedi a tutti i costi un simulacro dell’ordine costituito.
Mi viene in mente una cosa interessante. Ricordate quando “Ultimo Tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci fu sequestrato e addirittura bruciato sul rogo come opera indegna e indecente? Lessi qualche tempo fa che la cosa che aveva fatto andare in bestia i censori erano stati, più che le situazioni sessuali i dialoghi che le accompagnavano, come questo: “Voglio farti un discorso sulla famiglia…Quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alle virtù… Ed adesso ripeti insieme a me…Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini… dove i bambini sono torturati da quando dicono la prima bugia”, che accompagnava la famosa scena di sodomia.
Non so che fine farà la legge sui DICO (già PACS) nonostante la buona volontà delle ministre Pollastrini e Bindi. Nei 12 punti-regalo con il governo in premio non ve n’è traccia e sono pessimista. Nel fuoco di fila degli ipocriti, delle bolle papali e delle puttane sante probabilmente o si farà o un papocchio o si accantoneranno in attesa di millenni migliori. Prodi se non ha il coraggio non se lo può dare.
Io però continuo a sperare che un giorno anche il mio paese possa chiamarsi veramente civile.
di Lameduck
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45 commenti
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29 Marzo, 2007 a9:47
Pingback da MenteCritica · 29-03-07 Rassegna Stampa
29 Marzo, 2007 a 8:35
Giorgia
Oi grande Lameduck! Sei fortissima!
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29 Marzo, 2007 a 9:14
Gatto Assassino
Ottimo stile. Complimenti!
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29 Marzo, 2007 a 10:16
diabolicoMarco
Brava brava brava.
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29 Marzo, 2007 a 12:39
Emanuele
Concordo con ogni cosa!
ottimo il riferimento a ultimo tango a parigi! mi hai ricordato quella scena, e che scena.
Inoltre come non citare la canzone “il dilemma” del sommo Giorgio Gaber, dove appunto riflette sul concetto di famiglia.
Grande lameduck!
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29 Marzo, 2007 a 13:26
giusi
concordo, punto su punto, mi piace il tocco “civettuol-malizioso” del tuo articolo, si addice a cotanti sottanoni.
Si aggirano nei palazzi del potere e tramano…..tramano…tramano…….
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29 Marzo, 2007 a 14:32
marco il buono
Tutto molto giusto, nei contenuti e nell’eleganza,solo volevo precisare che i cittadini di Bari hanno accolto a braccia aperte il gay pride svoltosi qualche anno fà.
Addirittura le vecchiette e le famiglie rompevano rametti dei gerani che avevano sui balconi e le mandavano ai manifestanti.
Se ci penso mi viene ancora la pelle d’oca, non me lo sarei mai aspettato.
E’ l’ennesimo esempio che i politici sono completamente staccati dalla popolazione.
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29 Marzo, 2007 a 14:39
Demetrio De Sio
Perfetto, come dico in un altro commento: avrei voluto scriverlo io, ma per fortuna sei arrivata prima tu, a farlo meglio…
Aggiungo solo un’osservazione, che avrei scritto io…
Cosa c’è di più chiuso alla procreazione naturale del celibato?
Perché non si oppongono a questo, che è contro il primo comandamento (in ordine di tempo) dato da Dio: “crescete e moltiplicatevi!”?
Bellissima battuta!
Ah… non è una battuta?
Eppure la Carfagna mi piaceva molto, una ragazza promettente, non solo bellezza ma anche cervello.
Fino a che non si è venduta per il Berluska. Una delusione! E allora solo la bellezza non basta…
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29 Marzo, 2007 a 15:03
Stefano
Quest’ometto vestito di bianco e molto paradossale ha poco da alzare la voce sui VALORI.
Che cominci ad aprire le casse della Banca Vaticana (pare una delle più RICCHE al mondo) e a distribuire i soldi ai poveri di cui parla tanto nelle omelie ma, mi sa, che se ne frega altamente del loro destino.
Che faccia togliere ori ed argenti che addobbano i porporati (basta ed avanza il crocefisso di legno che portano i Padri Comboniani).
Che sciolga o disconosca l’OPUS DEI (vera e propria loggia massonica clericale)
Che scenda dal suo trono d’orato e vada tra i disperati (come Gesù fece toccandola con mano), ma mi risulta che oltre a qualche viaggetto di piacere nella COMODA EUROPA, a riguardo non abbia fatto nessun altro viaggio (tipo in MALAWI dove una piccola vite innocente si spengne OGNI 5 MINUTI)
Che……………….
Chiedo a voi di continuare
PER ME IN QUESTI TEMPI IL PAPA NON ESISTE!
[Rispondi a questo commento]
29 Marzo, 2007 a 18:49
marco panattoni
sono d’accordo su una legge per i conviventi (io stesso convivo) ma non con assurdità come gli alimenti per il convivente che si lascia.
Se volevo pagare gli alimenti, mi sposavo.
La legge sui conviventi serve, ma i dico, a partire dalla raccomandata da inviare al convivente, sono un insieme di norme messe a casaccio.
La legge deve fare in modo che, come dice Grillini, che se uno finisce in ospedale i parenti non possano impedirgli le visite, che si possa subentrare in affitti o proprietà.
Ma per esempio, sulla pensione di reversibilità sono contrario. A fronte di una coppia onesta, 10 coppie stanno insieme per finta ma si assicurano la pensione di reversibilità o altri vantaggi.
Io convivo da 10 anni, e sono felice di non essermi sposato. Mi vanno bene maggiori garanzie, ma se devo avere gli oneri del matrimonio, allora mi sposo.
Sugli omosessuali, non ho nessun problema a convivenze gay, trovo indegno che quando è morto Versace, i parenti hanno cacciato il partner di Versace da 20 anni, e si sono impossessati di tutto.
E Versace è famoso, gay poveri che vivono queste cose ci sono tutti i giorni.
Sul Papa ritengo che sia nel suo diritto dire un pò quel cazzo che vuole, in fondo democrazia vuol dire anche essere liberi di dire minchiate, sta a noi avere cervello e dimostrare che una cosa è la fede un’altra è la coscienza civile.
La chiesa non l’ha ancora imparato, nonostante divorzio ed aborto votati dai credenti, evidentemente non c’è due senza tre.
E preciso che chi parla crede, ma è indignato da questa polemica sui gay, da quanto accaduto con Welby, e che ritiene che i veri preti siano come Don Camillo, non come Ratzinger.
Sul mio blog ho scritto anche vari articoli in tal senso.
Saluti
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29 Marzo, 2007 a 22:21
marco il buono
Gli eterosessuali che convivono, a volte possone scegliere se sposarsi o no.
Agli omosessuali questa scelta non è concessa, quindi c’è bisogno del matrimonio omosessuale subito, anche se lo volete chiamare con un altro nome.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2007 a 21:09
Lameduck
Mi sembra una grande verità l’ultimo commento di marco il buono. Una grossa fetta della popolazione non ha gli stessi diritti degli altri cittadini e questo non può essere accettato da un paese civile. Dovremmo essere noi che proprio volendolo potremmo sposarci a batterci affinchè gli altri ottengano i nostri stessi diritti.
Una cosa che ci tenevo a comunicare con questo post è che quando si parla di omosessualità si tende a pensare solo al sesso. Invece si tratta anche e soprattutto di amore. Forse è proprio questo che spaventa, più dell’attrazione fisica verso una persona dello stesso sesso la possibilità di amarla “finchè morte non ci separi”. E’ questo che secondo me si vorrebbe negare.
A chi mi ha fatto i complimenti, grazie. Sono molto affezionata a questo post. Vi si parla d’amore e l’ho scritto la sera che mia madre se n’è volata via per sempre.
[Rispondi a questo commento]
30 Marzo, 2007 a 21:30
MenteCritica
Lamedick: cazzo, mi hai fatto venire la pelle d’oca. Sono felice che, magari anche solo per un secondo, tua madre sia stata con noi. Un pensiero per lei, ovunque sia adesso.
Quindi chiamiamolo giustamente amore. A me non va nemmeno la parola omoaffettivo, è come se si volesse creare un “affetto” diverso visto che c’è da metterci la parolina “omo” davanti.
Questo atteggiamento punitivo dello stato nei confronti dell’amore si manifesta anche nel divorzio.
Se uno non ha figli e non ha conflitti di interesse, perchè se decide di divorziare deve aspettare tre cazzo di anni?
Sono mesi che faccio questa domanda e nessuno mi ha dato uno straccio di risposta. Speriamo che dopo i costi di ricarica si prensano in esame anche i costi di divorzio (intendo i tre anni, volevo fare un parallelo ma ho scritto una stronzata)
[Rispondi a questo commento]
31 Marzo, 2007 a 21:10
Davide@home
Due citazioni:
-”un simulacro dell’ordine costituito.”
Definizione da vocabolario della lingua italiana
-”Io però continuo a sperare che un giorno anche il mio paese possa chiamarsi veramente civile.”
Grazie di esserci.
Sui Dico la penso esattamente come i due marco, panattoni e il buono.
P.S: che stile, Lameduck!
Au Revoir
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1 Aprile, 2007 a 0:34
spes74
Un abbraccio a Lameduck, so bene come ci si sente quando una persona così cara va via….
Indirettamente so anche quanto siano inutili i tre anni che si devono aspettare prima del divorzio….
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1 Aprile, 2007 a 6:58
Demetrio De Sio
Mi associo all’abbraccio a Lameduck.
Tua madre è in un bel posto, anzi in due: è anche nel tuo cuore, che sembra proprio un bel posto.
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1 Aprile, 2007 a 7:44
Demetrio De Sio
Trovo questo articolo molto interessante e molto vicino al Vangelo il prete di cui si parla, molto più di chi è più “in alto” di lui, vedi ultime affermazioni del nuovo presidente CEI Bagnasco che mette sullo stesso piano DICO e pedofilia.
Ottima anche la risposta di Capezzone: la Chiesa Cattolica faccia prima pulizia al proprio interno, nell’ambito della pedofilia, solo dopo si può eventualmente permettere il lusso di dire qualcosa agli altri.
O è solo per “noialtri” questo:
[Rispondi a questo commento]
1 Aprile, 2007 a 15:43
MenteCritica
Giusto Demetrio
[Rispondi a questo commento]
16 Luglio, 2007 a 12:22
Mario
Classici articoli di chi, per sua scelta, si chiude in un ghetto, e da lì pensa di poter bacchettare la maggioranza della società civile che la pensa in maniera diversa (possibile che tutti imbecilli attaccati alla sottana di Ruini e che non abbiano invece ragioni più forti?).
Il bello che ci sono arrivato cercando notizie sul mancanto invito del convivente di Gianni Versace alla cerimonia del 10° anno della sua morte.
Giusto per stanare gli ipocriti promotori dei DICO, un caleidoscopio di tante soluzioni diverse, che a forza le si vuol riunire in una leggina di 4 pagine.
E inutile continuare a darsi pacche sulle spalle tra ghettizzati, occorre invece interrogarsi anche sui punti deboli delle proprie idee, e mediare per portare miglioramenti veri per tutti.
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16 Luglio, 2007 a 16:03
diabolicomarco
Mario,
se hai un po’ di tempo ti consiglio di sfogliare un altro po’ di articoli di questo sito. Scoprirai che l’intento di chi scrive quì è esattamente l’opposto rispetto a quello che tu dici (ovvero chiudersi in un ghetto).
In particolare le questioni riguardanti gli omosessuali sono state trattate molte volte e da punti di vista anche molto diversi tra loro (ad esempio vedi qui e qui).
[Rispondi a questo commento]
16 Luglio, 2007 a 16:49
Mario
Farò come dici, ma frequento altri siti e finora è stata sempre la stessa “mmmooosica”. Mi scuso se sarò sembrato un pò intollerante, ma serve per riportare la palla al centro, perché su questi temi si “gioca” almeno in due squadre.
Quando leggo che la Chiesa deve prima fa pulizia al suo interno, e poi fare quello che che istituzionalente DEVE fare, comincia a venirmi l’orticaria.
Questo è per me settarismo, voglia di chiudersi in un ghetto culturale autoreferenziantesi, ma non solo, è anche offesa dei valori tradizionali in cui tanti, come me, credono e ritengono che vadano viceversa rivisitati e rafforzati.
Tutti noi abbiamo amici e parenti gay, e ci sono sempre cari; quelli che conosco io sanno bene che la chiesa non discrimina un uomo da un altro.
I problemi nascono quando, in nome della ugliaglianza dei singoli, si vogliono “distruggere” dei valori legati a comportamenti di due o più persone, segnatamente la famiglia, nata milioni prima della Chiesa, intesa laicamente come rapporto di sangue tra persone ch ha come fine primario la prosecuzione della specie umana. Non c’è spazio per altre accezioni del termine.
[Rispondi a questo commento]
16 Luglio, 2007 a 17:00
MenteCritica
Continuo a dire che se uno crede alla democrazia deve crederci fino in fondo, non solo quando gli conviene.
Per questo, se in Italia sono maggioranza quelli che pensano che chi non può avere bambini deve andare in Spagna, a me suona come una cazzata, ma me ne vado in Spagna e magari ci resto.
Ciò non toglie che, scientificamente, mi chiedo da dove derivino certezze granitiche come quelle espresse da Mario.
La tradizione non dovrebbe essere legge, perché ci fa ridere quando lo dicono gli integralisti islamici e fa ridere anche quando lo dicono gli italiani.
Poi “la famiglia ha come fine primario la prosecuzione della specie umana” suona un po’ come una gran presa per il culo per quelli che sono andati in Spagna a fare il servizietto di cui sopra.
Mettiamola così. Non è certo che le opinioni di Mario siano quelle giuste. Solo che Mario ed i suoi amici o sono di più o si sono organizzati per sembrarlo (vedi referendum sulla procreazione)
In entrambi i casi la tradizione e lo scopo finale della famiglia non c’entrano un cazzo, sono solo rapporti di forza ed esercizio del potere.
Ciò detto mi ritiro nel mio ghetto e lascio il campo a chi se l’è conquistato a botte di maggioranza o con qualche trucco un po’ sporco.
[Rispondi a questo commento]
16 Luglio, 2007 a 17:21
Mario
L’inizio è perfetto, peccato che poi ti contraddici da solo.
Il concetto che ho dato di famiglia non è mio, e comunque, fatta l’associazione tra il bisogno primario di proseguire la specie umana, ed una qualunque parola, poniamo PUPPAPPERO, al termine PUPPAPPERO non si possono dare altri significati. Una coppia gay non potrà mai avere un PUPPAPPERO come una coppia etero.
Vorrei essere un pò più preciso, perché mi pare che ci siano poche idee sul tema.
Chi, come Mario ed i suoi amici, non si limita a teorizzare la prosecuzione della specie, in particolare quella europea occidental, ma cerca anche di metterla in pratica, ha sperimentato in tutti questi anni enormi difficoltà ed ingiustizie economiche ai propri danni.
Con stipendi normali e pagando regolarmente le tasse, Mario e consorte hanno per diversi anni pagato un asilo nido privato a partire da 1.400.000 lire di 17 anni fa, inoltre lo stipendio di Mario e consorte erano esattamente gli stessi di tanti single conviventi o meno.
QUnidi Mario ed i suoi amici non fanno una battaglia CONTRO i gay, la fanno affinché lo stato ITALIANO si ravveda circa le sue posizioni in merito al sostegno che va dato alle FAMIGLIE che mettono al mondo dei FIGLI, FIGLI senza i quali un domani questo paese e la sua civilità spariranno.
P:S. MArio ha amici anche tra i gay, noi siamo diversi per questo…
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16 Luglio, 2007 a 19:14
Atena
Non ho capito cosa cambierebbe nel portafogli di Mario e della sua consorte nel caso in cui venissero riconosciute le unioni omosessuali…
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16 Luglio, 2007 a 19:25
spes74
Brava Atena, neanche io.
E poi una cosa che mi chiedo sempre quando leggo queste cose: una coppia omosessuale cosa cambia REALMENTE ad una coppia eterosessuale? A un eterosessuale che vuole sposarsi e avere dei figli cosa succede se un omosessuale chiede dei sacrosanti diritti? Non si sposa più? Chi e cosa glielo vieta? Cosa gli cambia, gli passa la voglia? Si può sposare tranquillamente e mettere al mondo tutti i figli che vuole per la prosecuzione della specie. Allo stesso modo l’omosessuale ha diritto di vivere la sua vita come meglio crede e con chi vuole.
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16 Luglio, 2007 a 19:34
Silent Enigma
un puppappero, atena (mi si perdoni l’ironia, non ho intenti persecutori)
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16 Luglio, 2007 a 19:35
Atena
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 0:26
Mario
Signore e signori, lo capirebbe anche il pizzikaglolo sotto casa mia.
“Mario” ci mette ti tasca sua denari e tempo e fatica per far crescere per portare avanti PUPPAPPERO. Un giorno questo sforzo consentirà ad una nuova generarzione di portare avanti altri PUPPAPPERO e cosi via di generazione in generazione.
Le famiglie di omosessuali, secondo i vostri intendimenti, non solo NON portano alcun contributo economico e sociale al loro paese tra 50 anni, ma in più vogliono entrare in competizione economica con i PUPPAPPERO di quelli che voi chiamate Mario ed i suoi amici, io chiamo i genitori naturali.
Bisogna essere ciechi per non vedere la trave davanti agli occhi, c’è una differenza abissale.
Questo nulla toglie alla piena parità di diritti dei singoli, a prescindere dai loro gusti sessuali.
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 0:33
Mario
Nessuno può togliere a mnessulo la libertà di scegliere il rapporto di coppia che preferisce, il problema è distinguere il PUPPAPPERO dal resto.
E francamente mi sbalordisce il fatto che tanta giente non comprenda non dico la differenza concettuale, opinabile, quanto quella pratico-economica ABISSALE.
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 9:59
MenteCritica
Quindi alla fine è solo un problema di danaro. Ed io che pensavo che discutessimo di etica e democrazia.
Visto che si parla di danaro, sarei lieto che tu mi spiegassi che c’azzecca con la procreazione medicalmente assistita, argomento che, a quel che mi risulta, sta sempre molto a cuore ai sostenitori della famiglia naturale che vivono confortati da infinite certezze.
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 16:49
Mario
E’ prevalentemente, ma non unicamente, un problema socio-economico l’equiparazione dei diritti (in mancanza di quella dei doveri) tra le unioni gay e i puppappero dei diversi. Poi per qualcuno può essere anche un problema di principio; lì basta confrontarsi civilmente per stabilire su cosa si deve essere uguali e su cosa si vuole essere diversi.
Ma mettiamo il vile danaro da parte e proviamo a fare un serio ed utile
confronto: cominciate a fare voi un elenco di 3-5 punti fermi mettendo accanto a ciascuno di essi il vostro giudizio di importanza ed irrinunciabilità, poi ci confrontiamo e vediamo se arriviamo con calma ad un avvicinamento di posizioni.
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 16:56
MenteCritica
No Mario,
scusami ma secondo me non va bene così.
Se la prendiamo troppo alla larga non arriviamo mai.
Ti ho fatto una domanda precisa ed è la seconda volta che la eviti.
Ripeto
Visto che si parla di danaro, sarei lieto che tu mi spiegassi che c’azzecca con la procreazione medicalmente assistita, argomento che, a quel che mi risulta, sta sempre molto a cuore ai sostenitori della famiglia naturale che vivono confortati da infinite certezze.
Alla quale, come multa
aggiungo:
Quindi se per le coppie omosessuali civilmente unite non fossero previste le agevolazioni per la famiglia, non ci sarebbe problema a certificarne l’unione?
Chiaramente sono solo chiacchiere a vuoto, ma serve per capire se dietro c’è una questione socio economica o una questione di principio.
Nel secondo caso caschi male. Vedi sottotitolo del sito
[Rispondi a questo commento]
17 Luglio, 2007 a 20:52
Mario
Cosa ti fa pensare che io sia interessato al sottoproblema della fecondazione assistita, e non a problemi più generali e concreti?
Della cosa al momento non me ne può fregar di meno, DICO veramente non mi sono mai posto il problema.
Passiamo alla domanda di riserva….
La risposta non può che essere positiva, ma dirottidippiùne, io non sono contro le agevolazioni tipiche per la famiglia estese ai gay, a parte il fatto che queste sono di per sé irrisorie e di facciata.
Da un lato per esempio, ritengo giusto che il compagno possa accedere alla quota dell’asse ereditario legittimo (non dimentichiamoci però che la disponibile arriva già al 33% e può essere ereditata da chiunque), dall’altro, però, vorrei che ci fosse più attenzione per i problemi legati alla maternità ad alla crescita dei figli, tenendo ben distinti i due ordini di problemi.
Prendiamo invece il subentro nel contratti di affitto: lì sono contrario perché è ora di finirla di dettare per legge le regole di libero mercato; “tu” mi dici prima che vuoi questa clausola nel contratto e ce la mettiaaaaamo, ma se non ce l’abbiamo meeeeessa non può venire Prodinoconfassino ad imporla a “me” proprietario, perché questo lede i miei diritti. Se invece “io” affitto ad un puppappero so che queste regole sono implicite, ma so anche o almeno spero e tollero, che queste regole servono per tutelare persone non autosufficienti e minorenni/anziane, entrambe le cose messe assieme bada bene.
[Rispondi a questo commento]
18 Luglio, 2007 a 12:37
MenteCritica
Quindi la PMA sarebbe un sottoproblema poco concretio di cui a te non frega nulla?
Scusa, ma ho capito. Pensavo parlassimo di valori, ma a quanto pare a te interessano i valori bollati.
Allora, se permetti, e a me che non può fregare di meno.
Tu stai qui a dire che una coppia omosessuale è in competizione per le risorse con una coppia eterosessuale. Mi sembra uno strano ragionamento. Siccome lo stato mangia tutto e lascia solo le briciole alla socialità, tu ti metti in competizione per quelle briciole invece di pretendere che gli sprechi siano ridotti e che nessuno possa dirsi felice a scapito di qualcun’altro.
Alla fine dei conti, visto che a te, nonostante quello che dicevi nei primi commenti, di etica non ti frega nulla devo suppore che purché tu riceva il supporto economico che ritieni adeguato, uno si può sposare anche con una capra che a te non ti frega.
Siccome si parla di economia e non di idee mi ritiro. Non sono all’altezza. Prima però ti dico una cosa. Se hai un Dio al quale fai riferimento, ringrazialo stasera per non averti fatto vivere il sottoproblema poco concreto della PMA e chiedigli perdono per aver offeso in questo le coppie sterili che vivono questa cosa come una tragedia.
[Rispondi a questo commento]
18 Luglio, 2007 a 13:55
Mario
Offeso? Stai delirando, sto dicendo che non è un problema essenziale per il quale tizio debba decidere per caio.
Se le coppie sterili ne fanno una tragedia è un problema loro, nel senso che non sono io a dover decidere per loro; che io sappia ci sono 1000 soluzioni, non una; prendano la decisioni più giusta, e se ci fosse un referendum mi asterrei (poi dentro di me ho un giudizio, ma no mi sento di considerarlo universale).
Pesavo che si parlasse di DICO, sei andato/a OT.
[Rispondi a questo commento]
18 Luglio, 2007 a 19:05
spes74
@Mario
Scusa ma anche a me sembra una offesa la tua. Dovresti trovarti in una situazione prima di dire certe cose. Con questo non è che te lo auguro, ci mancherebbe; soltanto forse avresti modo di valutare certe problematiche in modo diverso. Il fatto che tu decida di astenerti ad un referendum sul problema (e suppongo tu lo abbia fatto insieme a tanti altri), al di la del fatto che è un tuo diritto, non ti fa pensare che forse sia un po’ egoistico come comportamento? Io posso essere favorevole o meno ma dovrei in virtù di questo votare di conseguenza; l’astensione (con conseguenza il quorum non raggiunto) a me francamente sembra soltanto egoismo e direi anche ignoranza e superbia (oltre che comportamento da pecora in quanto si segue quello che dice la chiesa, ma questo è un altro discorso). Perchè? Perchè con questo comportamento si è deciso per tutti. Chi ha il problema che se lo tenga, tanto io sto bene. Vero? Non è così che dovrebbe andare però. Ognuno dovrebbe avere il diritto quantomeno di poter tentare tutte le strade (le 1000 soluzioni di cui parli). Diritti preclusi al momento, anche grazie a persone come te. Ti stupisci che le coppie sterili facciano una tragedia per questo? Non ti passa per la testa che per loro potrebbe ESSERE DAVVERO una tragedia? Ah già, non è un tuo problema…
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18 Luglio, 2007 a 20:16
Mario
Ripeto, pensavo che l’argomento fossero i DICO…, o io o voi siamo off topic, ma non fa niente.
Non lo trovo una tragedia, credo che tu mescoli i problemi all’interno della coppia e quelli al di fuori.
I problemi all’interno della coppia li risolve la coppia, non Mario, né tu né i DICO né chicchessia.
Io qualche problema ce l’ho pure, nel senso che avrei voluto avere almeno altri due figli, ma non si può, pazienza (capisco che è irrilevante di fronte a quello di avere il primo figlio, ma giusto per chiarire).
I problemi esterni alla coppia, non sono stati creati dall’oggi al domani, io sono contro qualsiasi restrizione, men che meno religiosa, a meno che non ci siano rischi di salute per il nascituro o la madre.
Mi asterrò in qualsiasi referenum perché:
1) non voglio decidere per altri, come detto prima;
2) non temo di affossare le speranze di nessuno, in quando i referendum non sono mai sostitutivi delle leggi, tantomeno di quelle buone che occorrerebbero nel caso specifico, ma servono solo per fissare dei paletti su questioni dove i miei diritti/doveri si accavallano con i tuoi.
Non ho offeso nessuno, né pensavo di toccare nel privato qualcuno: la domanda mi era stata posta, credevo, come questione di principio, ed io ho detto in modo inelegante, ma efficace, che non è per me una questione dove io pretendo di imporre la mia visione del mondo.
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19 Luglio, 2007 a 10:03
diabolicomarco
Restando in tema DICO: stando al tuo ragionamento se dovesse esserci un referendum sull’argomento io, maschio bianco eterosessuale sposato, dovrei astenermi perché non mi riguarda?
Nei referendum (nelle votazioni in genere, in realtà) ogni voto rappresenta la propria idea, la propria posizione sull’argomento. Astenersi per “non decidere per gli altri” mi sembra una posizione assolutamente insensata. In democrazia ognuno dice la propria. E la maggioranza vince.
Chi si astiene è spesso un qualunquista, che vuole solo la possibilità di accodarsi al carro del vincitore, chiunque esso sia.
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19 Luglio, 2007 a 12:24
Mario
Ecco bravo parliamo di DICO. ma parlare di DICO non significa salire sullo scranno per bacchettare ed insultare, bensì confrontarsi costruttivamente.
Siccome vedo che non riesco a spiegarmi ed a dialogare utilmente, come invece avrei voluto, vi saluto cordailmente e levo il disturbo.
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19 Luglio, 2007 a 12:53
diabolicomarco
Io non salgo su nessuno scranno, non bacchetto e non insulto te, Mario.
Insulto i qualunquisti opportunisti. Sei sei uno di quelli fai bene ad andartene, questo non è il posto giusto.
Altrimenti puoi provare a spiegarti, ti ascolto.
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19 Luglio, 2007 a 13:42
Mario
Ti rispondo solo perchè insisti neloffendere tirando la pietra e nascondendo la mano.
Evidentemente hai un concetto troppo elevato di te stesso, io faccio bene ad andarmene non perché sono un qualunquista, ma semplicemente perché non ho tempo da perdere con boriosi che salgono in cattedra.
Adios
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19 Luglio, 2007 a 13:59
diabolicomarco
Io queste offese (reiterate) non le vedo.
Sei libero di impiegare il tuo tempo come meglio credi.
Ciao.
Il concetto molto elevato di me stesso me l’ha dato la natura, non posso farci nulla.
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19 Luglio, 2007 a 14:10
spes74
@DM
Quant’è vero!!!
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19 Luglio, 2007 a 15:57
Silent Enigma
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19 Luglio, 2007 a 16:02
diabolicomarco
Essere alti più di due metri significa essere “diversi”.
E la diversità fa paura.
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