è questo il paese che meriti? 26


Voglio chiederti tu cosa pensi di meritare? Sì, esatto. Prova a mettere in funzione quella specie di spugna umida che ti porti in testa e datti una risposta. Cosa ti meriti? No non parlo di cosa meriti come donna o come uomo, come madre, lavoratore, fratello o amante. Quelli, onestamente, sono cazzi tuoi e non mi interessano. Voglio sapere cosa pensi di meritare come cittadino di questo paese dove sei nato per caso, cresciuto per caso e sopravvivi per caso.

Se pensi di meritare la politica fatta da crozza che imita berlusconi, bersani e monti che litigano in tv mentre la sera si siedono a tavola e si spartiscono pane e ministeri, se pensi che il rinnovamento sia quello proposto da un politico il cui unico merito è di essersi dichiarato omosessuale o quello di un club di magistrati, a mezzo tra la rivoluzione proletaria ruffiana e il filmatino di “Ciao Al” fatto togliendosi la giacchetta e poggiandola sulla spalla, allora non ho niente da dirti. Le cose vanno così e continueranno ad andare come meriti che vadano. Certo, oltre confine, al di fuori di questo recinto di buoi ottusi, la gente, i cittadini di quell’Europa che non ti piace perché non te ne senti all’altezza, si costruisce un futuro, decide delle sue azioni, ma questo a te non riguarda. Tu hai firmato una delega in bianco e l’hai messa nelle mani di capi bastone che al posto dei partiti fatti da persone hanno messo delle cupole mafiose dove si entra solo se si bacia il santino e non si esce mai, nemmeno da morti.

Se pensi di meritare questo allora tieniti questo teatrino di pupi dove, apparentemente, tutti sono nemici di tutti, nessuno ha un programma che non sia la salvaguardia del suo diritto a incularti, dove fra le necessità di gente che non riceve le cure necessarie per sopravvivere e il diritto alla scorta, diaria e macchina blindata la scelta è chiara, ineluttabile, indiscutibile. Tieniti questo paese che sa essere feroce con chi ruba nei supermercati, ma che riscopre i grandi valori del garantismo ogni volta che pesca uno dei suoi oligarchi con le mani nella marmellata. Tieniti pure questa cultura di merda del politicamente corretto dove non si può raccontare quello che accade se no si è populisti, dove non si può chiedere vendetta se no si è giustizialisti, dove l’unico cosa che interessa ai mandriani è quanto possono ricavare dalla tua pelle, dalle tue secrezioni e quanto profondamente si possono fottere tua figlia. Tieniti questo paese dove si discute all’infinito di tutto, dove ogni singola postilla viene analizzata fino alla sua intima struttura molecolare, dove poi alla fine non si fa mai un cazzo, dove tu, la tua compagna, i tuoi figli, la vostra casa, il vostro futuro non contano una mazza e sono merda pura nella mani di chi poi dice che sei choosy, che se sei senza lavoro è perché sei stato così schizzinoso da non volere pulire i cessi a due euro all’ora per uno che deve fare profitti smisurati per evadere le tasse, mandare i soldi alle cayman e per pagarsi cocaina e puttane.

Se è questo il paese che vuoi, quello dove maggioranza e opposizione sono due facce indistinguibili del potere, dove il televoto conta più del voto, dove tutti dicono che hanno un programma di governo, ma nessuno lo fa vedere, dove ci vuole il voto utile, quello utile a loro per sedersi di nuovo allo stesso posto e riprendere a ficcartelo nel culo perché tu conti meno dei loro cagnolini del cazzo, dove ogni sera ti raccontano quello che vuoi sentire tanto poi fanno quello che vogliono, dove tu non hai il diritto di sperare, dove nessuno, nemmeno tu stesso, crede in te, allora tienitelo questo paese di merda.

Fra un paio di settimane va al seggio e fa una croce, in un posto qualsiasi tanto è lo stesso. PD, PDL, UDC, Rivoluzione Civile, Monti, il tuo sarà un voto al sistema che ti ha tenuto al guinzaglio fino ad oggi. Vai, vota e poi non rompere il cazzo se dopo ti accorgerai che si sono messi per l’ennesima volta d’accordo. Non può essere altrimenti, perché bersani non può esistere senza berlusconi e monti non è nulla senza quegli altri due. L’uno è giustificazione per l’altro e nessuno è veramente interessato a sopraffare il suo “avversario”.

Per quanto mi riguarda, tra due settimane tornerò a votare per la prima volta dopo decenni. Voterà Movimento Cinque Stelle, ma voglio essere chiaro: Grillo, secondo me, non ha risposte e non ha alcuna possibilità di governare realmente questo paese. Si affida a persone magari oneste e di buona volontà, ma che non hanno esperienza e piani comuni. Quella per il M5S non è una scelta costruttiva, ma una scelta rivoluzionaria. Io punto sul fatto che dalle urne esca un risultato che squalifichi per sempre l’attuale oligarchia, che inneschi una volta e per tutte il meccanismo di rivoluzione, quella vera, non quella inciuciosa di ingroia.

Se l’ordine è la gabbia nella quale ci siamo chiusi, allora che venga il caos e se il M5S non è in grado di gestire il potere e fare governo, allora non una volta, ma tre volte meglio. Non voglio più sentire discorsi ragionevoli, parole sagge e avvertimenti. Sono vecchio abbastanza per decidere in prima persona di cosa avere paura e ho deciso che non ho paura se bersani o belusconi mi lasciano la manina, non ho paura che i loro scagnozzi non facciano più i ministri, i banchieri, i prefetti o i capi della polizia. Non ho paura. Voglio scoperchiare la gabbia, voglio sbagliare da solo e pagarne le conseguenze. Mi dimetto da impiegato, voglio diventare un libero professionista della vita. Nell’urna non voglio mettere un “voto utile”, voglio lasciare cadere una bomba a mano senza sicura.
E tu?


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