E’ Proprio Stupida Questa Guerra… 44


Giorni fa tentavo su queste pagine di cercare un perché a questa guerra. Mi rendo conto che è difficile scindere il  “perché” dell’odierno conflitto dal più vasto e (almeno per me) inestricabile “perché” dell’intera vicenda che da decenni coinvolge la stato di Israele ed i suoi avversari, ma quello che mi proponevo di fare era proprio questo, ossia rispondere alla domanda: a chi giova questa guerra?

La mia risposta, letto un po’ tutto quello che c’era da leggere (compreso l’ampio dibattito che su queste pagine si è dispiegato in questi giorni) è: questa guerra non giova a nessuno dei contendenti.

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Non sono uno storico e non saprei dire se ci siano mai state nella Storia guerre intelligenti o almeno utili. Mi pare di poter dire, però, che spesso le guerre hanno risolto a vantaggio del vincitore qualche questione in sospeso e che quindi hanno rivestito una qualche utilità per una delle parti.

Ma questa no. Questa, a mio parere, è proprio una guerra stupida, perché non è utile a nessuno.

Non è utile agli israeliani: a loro non serve riprendersi Gaza, che hanno abbandonato dal 2005. La loro azione è unicamente finalizzata a fermare i lanci di missili di Hamas, che dal 18 dicembre ha rotto la tregua ed ha ricominciato i lanci. E’ una guerra che comunque vada non potranno mai vincere a meno di non pensare possibile sterminare non 500 o 600, ma 500.000 o 600.000 persone: un’operazione militare limitata nel tempo, per quanto massiccia, non potrà infatti “bonificare” durevolmente un’area così densamente popolata e per questo difficile da controllare. Israele sta facendo, in pratica, la guerra ad Hamas, che è un partito politico. Osservava Massimo D’Alema a Matrix “non si fa una guerra ad un partito, con un partito si deve parlare di politica”.  Sembra facile, ma sedersi allo stesso tavolo con chi dichiara di volerti annientare non deve essere una passeggiata. Sotto il profilo politico, però, questa guerra è disastrosa per gli Israeliani, che stanno diventando sempre più “antipatici” al mondo intero per l’evidente sproporzione tra azione e reazione.

E qui apro una parentesi. A mio parere l’argomento “sproporzione” è suggestivo, ma non ha alcuna consistenza sul piano politico.  Come osserva Giovanni Sabbatucci sul “Messaggero” quando la parola passa alle armi, è inevitabile che ognuno dei contendenti usi quelle di cui dispone: il diritto internazionale può porre limiti a questa pratica (vietando ad esempio l’uso delle armi di distruzione di massa o del terrorismo indiscriminato contro la popolazione), ma non può impedire a chi combatte di mettere in atto le strategie necessarie per infliggere i maggiori danni ai suoi nemici e per proteggere i suoi concittadini, in divisa e non. Tanto più quando l’avversario mostra di non tenere in alcun conto la distinzione fra militari e civili, si tratti dei suoi o di quelli altrui.

Dunque questa guerra non è utile a Israele. Ma se non è utile a Israele, che ha rifiutato la tregua ed innescato l’escalation con l’azione di terra, allora a chi giova?

Non è utile al popolo palestinese, quello fatto di donne e bambini stremati, già prima della guerra al limite della sopravvivenza, che vede allontanarsi di giorno in giorno la prospettiva di un futuro di pace per i suoi figli. Non è utile ai paesi arabi  (specie quelli moderati, Egitto in testa) che vivono sulla propria pelle la possibile destabilizzazione politica dei loro territori. Non è utile al mondo occidentale (e a noi italiani meno che mai perché un eventuale conflitto allargato a tutta l’area mediorientale e del Mediterraneo ci vedrebbe in prima fila) non fosse altro per le ripercussioni  che avrebbe sulle disastrate economie già messe a dura prova dalla recessione.

E allora, a chi giova? Forse ad Hamas e al fondamentalismo islamico? Potrebbe essere, se li aiutasse davvero a conseguire il loro obiettivo dichiarato, l’eliminazione fisica dello stato d’Israele. Ma è mai possibile che siano tutti così accecati dall’odio e dal fervore fondamentalista da non capire che la distruzione fisica dello Stato di Israele è un obiettivo impossibile politicamente prima ancora che militarmente? O pensano davvero – faccio gli scongiuri – di arrivare al conflitto nucleare?

Soprattutto – e non sembri un’ovvietà – questa guerra non è utile alla pace. Le scene strazianti che i media mandano in onda ininterrottamente da quando sono iniziati i bombardamenti israeliani su Gaza non fanno che alimentare l’odio e votare al terrore altre decine di migliaia di “martiri”. Andare su Al Jazeera per credere. L’odio non porta alla pace, la allontana.

No, oramai io ne sono convinto: questa guerra è una che non giova a nessuno, è proprio una guerra stupida!

O forse ad essere stupido sono io, che vado cercando i perché dove non ci sono, e non guardo dove forse si annidano. E già, perché a pensarci bene le uniche parti cui questa guerra giova sono quelle che su questa guerra si arricchiscono: sono i produttori di armamenti, le lobbies militari, quelle degli aiuti umanitari e delle ricostruzioni, i petrolieri (il prezzo del petrolio è risalito proprio in questi dieci giorni dopo il crollo d’autunno).

Perché anche una guerra che sembra stupida per qualcuno può essere molto molto utile.