E manderemo i ministri a Taranto 1


Ehi Compagno Ga, ti ricordi quando riuscisti a portare Riva nella tua aula? Qualcuno aveva scritto sul muro dell’Ilva “Riva Assassino”, e lui s’era proprio incazzato.
Tu non ci sei più, Taranto ti ha portato via da chi ti amava, e anche da me. E non lo sai che il vecchio padrone, sporco e capitalista, è agli arresti domiciliari. Poca cosa, lo so, in confronto ai cadaveri accumulati negli anni, ma noi compagni spesso ci siamo dovuti accontentare delle piccole cose.

L’ultima volta che siamo passati con la tua Citroen la dietro il muro dei camini di fumo e di morte, mi spiegasti il ricatto al quale la città sottostava, di quella scelta orribile tra la vita e la morte, che era pur sempre morte, solo un po’ più lenta. C’era ancora tanta gente là dentro che sperava di non perdere il lavoro, ma di più sperava di non doversi ammalare, di non dover vedere ammalarsi i propri figli.

Ti penso spesso in questi giorni, vecchio Compagno. Ti ho pensato molto quando la magistratura ha detto basta, quando gli operai sono scesi in strada, quando i sindacati non si capiva bene da che parte stavano. E mi son chiesta con chi saresti stato tu. Oggi poi mi son risposta, quando un operaio ha spiegato che la saga non è così come ce la raccontano, che finalmente gli operai hanno compreso che se devono scegliere tra la propria morte civile, e la vita dei propri figli, non avranno dubbi: sceglieranno la seconda.
Oggi ti ho rivisto con la toga e ho sorriso, per tutte quelle cose che avevi capito, che mi hai raccontato, e per quelle di cui nessuno parlerà. Tu, prima di tutti sapevi che Riva, l’assassino, non si tocca, perché è uno di loro.

Caro Compagno, se sapessi quanto son cambiate le cose in questo poco tempo, da quando non ci sei più! Ora tutto è alla luce del sole, perché il nuovo governo è così avanti e trasparente che per mettercela al culo non ha più nemmeno bisogno di arzigogolare. Sono i sicari, quelli che come nei film americani resteranno impuniti, sono in missione per conto di Dio, non hanno bisogno nemmeno di nascondersi.
Tu non lo sai Compagno Ga, ma Taranto ha rischiato davvero di cambiare, e di poter tornare a respirare. È durato poco, ma è stato un bel sogno. Un magistrato, ad un certo punto, ha posto sotto sequestro la fabbrica di morte, e come ti dicevo, Riva agli arresti. Poi il pdl, con i soci del pd, si sono opposti, e il governo – quello serio che lavora per noi – è intervenuto: manderanno i ministri in avanscoperta, perché dicono, non si può chiudere l’Ilva, sarebbe un disastro. Sì lo hanno detto davvero, e lo faranno davvero, solo che la gente penserà che deve andar così per avere ancora un po’ di pane, mentre tu avresti ripetuto ancora una volta, che Riva non si tocca … che non si può … perché è uno di loro.

Oggi a me non resta altro da fare se non pensarti con forza, perché sì, tu lo portasti nella tua aula, ad un metro da te e la tua toga, ma poi anche tu da buon Tarantino hai dovuto morire. E in tua memoria firmo gli appelli per salvare altra magistratura, quella che ti somiglia, quella che aveva il senso del dovere e l’ideale dentro il cuore. Oggi tutto è cambiato Compagno, oggi lo Stato non esiste più, è solo un’azienda in mano a un piccolo grumo mafioso, che sacrifica parte di sé, se necessario alla SUA sopravvivenza. Ma tu già, almeno questo del futuro, lo sapevi.
A pugno chiuso, Compagno.
A Gastone De Vincentiis grande Uomo


Informazioni su Rita Pani

Rita Pani è nata a Carbonia (CI) il 4 Ottobre 1964. Ha collaborato nella redazione giornalistica di una piccola televisione sarda. Ha partecipato a diversi laboratori di scrittura creativa e collettiva prediligendo il racconto breve, ed ottenendo la pubblicazione di alcuni di essi e di alcune poesie, su qualche rivista tematica e in un’ antologia. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di una Onlus, impegnata nella promozione e nella divulgazione informativa sulle energie pulite e rinnovabili, e tutt’ora collabora con la Casa Editrice di musica classica “ClassicaViva”, come addetta stampa. Nel 2007 ha pubblicato il primo romanzo “Luce” con la Gammarò Editori di Sestri Levante, nel 2008 il secondo “Vite di vetro” e nel 2009 “Quell’amore alla finestra – Storia di Tello e Dora”, con la stessa Casa. Con la Epika Edizioni "Lo sguardo di Hermes". Da dieci anni scrive il Blog R-ESISTENZA, molto seguito, prediligendo le tematiche politiche, da cui ha tratto una Raccolta scaricabile da Web. Da novembre disponibile l'ultima pubblicazione "Quattro alberi di magnolia" di Epika edizioni.