E l’Orchestrina Suona
17 marzo, 2010 - 8:12 di dellefragilicose
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Mentre il paese affonda dopo essersi spaccato in due su un iceberg gigantesco, mentre la gente affoga perché non riesce a guadagnarsi la vita né col lavoro dipendente né con l’imprenditoria, mentre il fisco strozza chiunque riesca a beccare e se non becca, presume, mentre negli ospedali iniziano a mancare disinfettanti, ovatta e bende, mentre le fabbriche chiudono o si trasferiscono all’estero, mentre le macchine della polizia restano ferme perché non hanno benzina, mentre la gente si suicida(1) perché non sa più che fare, sul ponte del Titanic che sfoggia la bandiera tricolore l’orchestrina continua a suonare e i passeggeri di prima classe ballano e discutono di liste, ispezioni(2), talk show(3), telefonate tra padroni e servi(4)e di parole politicamente corrette(5).

Noi siamo tutti lì a guardare sperando che il comandante inizi a dare gli ordini per metterci in salvo, invece il comandante se ne fotte, pensa solo a se stesso e a suoi animaletti da compagnia. Nel frattempo, le scialuppe per i passeggeri di prima classe sono già in acqua.
Sì caro lettore di MenteCritica, perché loro si salveranno, non stare in pensiero. Sarai tu a dover fare un bagnetto nell’oceano ghiacciato, sarai tu a perderti nel buio e nella disperazione. Mentre tu farai il pieno di acqua salata, loro saranno già all’asciutto. Amici e nemici di oggi, a braccetto insieme.
Lontano, su qualche calda spiaggia tropicale, attenderanno il tramonto odorosi di crema solare, ricordando lo splendore della nave sulla quale hanno viaggiato e sperando che la prossima che prenderanno sia all’altezza di ciò a cui sono abituati.
Glielo lasciamo fare?
E l’Orchestrina Suona è di
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Dfc scrive:
Glielo lasciamo fare?
—
Proposte ?
Che non siano indignazione, proposte su che poter fare in maniera concreta.
Saluti.
Ok. Bella sfida. La raccolgo.
1- rallentare la produzione, ridurre i consumi allo stretto indispensabile, ignorare dibattiti non pertinenti la crisi.
2- spegnere la televisione. Per davvero. Disertare repubblica.ir, corriere.it, lastampa.it, ecc. Non comprare più quotidiani o settimanali.
3- non pagare gas, luce, acqua, telefono, canone tv, ecc. e aspettare che qualcuno venga a staccarli. Nel caso, resistere pacificamente, ma fermamente. Poi, eventualmente pagare.
4- disobbedire, sempre e ovunque salvaguardando se stessi e la propria famiglia.
Condivido le tue proposte, anche se:
1- rallentare la produzione, ridurre i consumi allo stretto indispensabile, ignorare dibattiti non pertinenti la crisi.
—Lo sto facendo già da un po e non ho intenzione di smettere.
2- spegnere la televisione. Per davvero. Disertare repubblica.ir, corriere.it, lastampa.it, ecc. Non comprare più quotidiani o settimanali.
—Come sopra.
3- non pagare gas, luce, acqua, telefono, canone tv, ecc. e aspettare che qualcuno venga a staccarli. Nel caso, resistere pacificamente, ma fermamente. Poi, eventualmente pagare.
—Questa mi piace come proposta, se volete i soldi veniteveli a prendere…
Ma se hai una busta paga lo fanno già di routine…
4- disobbedire, sempre e ovunque salvaguardando se stessi e la propria famiglia.
—Mahhh… si disobbedire è una forma di protesta.
E’ la parte dopo che suona un po male, e la propia patria/terra?
In passato avrei detto che bisogna sporcarsi le mani e lavorare sodo, ma adesso come adesso credo che dovremmo sporcarci le mani senza lavorare.
Non fraintendere, voglio dire che se vogliamo tenere in piedi sta sgangherata Italia, ci sarà da mostrare i denti e non solo quelli.
Non è che io sia d’accordo su questo, solo non vedo alternative.
Auguri.
Secondo me bisogna votare le persone che potrebbero fare qualcosa di buono.
Già, perchè l’Italia pullula di politici del genere.
No, non pullola, ma ce ne sono.
Si può dare la propria preferenza, quindi si può cerchere un candidato o candidata che soddisfa i requisiti da noi richiesti.
Se niente funziona si annulla la scheda, e si pensa di iscriversi ad un partito e magari candidarsi la prossima volta.
Ad occhio, io la vedo così
Forse hai ragione, ma sul fatto di unirsi a un partito e candidarsi, posso rispondere così:
se io sento il bisogno di andare in politica vuol dire che quello che c’è non mi soddisfa, quindi che senso avrebbe vendersi a un partito? Tanto vai a fare il loro gioco, e probabilmente una volta entrato capisci anche che il loro gioco ha un senso: il senso che a quel punto conviene anche a te. Il partito tuo, a meno che non sei ricco, non te lo puoi fare.
Poi, figurati, una donna in politica… una volta ci sarei andata, ma adesso… per cosa, per sentirsi chiamare bocchinara, venduta, nel migliore dei casi escort?
Ciao,
sinceramente ci sono donne in politica che stanno facendo grandi cose. Da Emma Bonino, a Cristiana Alicata ()
Il punto del partito è che non si vende niente a nessuno. Si migliora. Perchè essere in 3 ed avere ragione su tutto ed essere per nulla effettivi è una cosa che ha fatto il suo tempo.
Bisogna allearsi con chi ha obiettivi comuni per tentare di essere efficaci.
Creare un nuovo partito da zero non è facile. Cambiare i partiti esistenti, rinnovando le persone è più facile ( o più alla portata delle persone.)
I partiti sono strumenti. Dipende come vengono usati.
parlare di…………. liste, ispezioni, talk show, telefonate tra padroni e servi serve…. serve a far si che tanti di quelli che rischiano di fare il bagnetto nell’oceano ghiacciato, e perdersi nel buio e nella disperazione, stiano attenti a dove diavolo la fanno quella croce nell’intimità dell’urna.
Questa mattina ho letto l’articolo e l’ho trovato molto bello e centrato.
Anche il film “Metropolis” di Fritz Lang mi pare abbastanza attagliato alla realtà ambientale italiana odierna. Nelle terrazze e i piani più alti della citta globale vivono i ricchi e i furbi, nei bassifondi e nel mondo sotterraneo sono costretti a soffocare i poveri, i reietti e i disoccuppati e gli emarginati. Fino a quando?
Michela
Questo articolo è solo retorica.
Tu scrivi senz’altro bene, e questo articolo nè è una dimostrazione, però cosa vuoi comunicare che va tutto male? che chi ha i soldi se la cava meglio?
Sempre i soliti piagnistei, senza offesa, ma in un sito così non mi aspettavo una banalità del genere.
un sito così è fatto da persone che, nella loro vita, sono costrette a confrontarsi con quelle che qui sono solo parole.
Il fatto stesso che talvolta si ceda all’esasperazione anche quando si è abituati a riflettere, è significativo di per sé.
Comunque, abbiamo bisogno di gente che sappia fare di meglio.
Fatti avanti.