… e il Mondo Ride
29 settembre, 2008 - 8:34 di Fully
Archiviato in Caffè Amaro
Condividi … e il Mondo Ride. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Sarà che io sono di quelli che scrivono ancora Patria con la ‘p’ maiuscola…
Sarà che quando ascolto il nostro inno e vedo alzarsi la bandiera tricolore ad indicare una ricorrenza importante oppure a celebrare una bella vittoria sportiva provo un certo magone…
Sarà che mi infastidisce sentire un italiano riferirsi all’Italia dicendo “questo paese” anziché “il mio” o “il nostro paese”, perché vorrei che il pronome possessivo indicasse un senso di appartenenza che il “questo” al contrario, allontana…
Sarà per un motivo così che in questi giorni provo una grande amarezza.
Sì, lo so, noi italiani non siamo stinchi di santo. Non abbiamo il rigore del popolo tedesco, né lo charme di quello francese, né la compostezza dei britannici, né l’entusiasmo degli statunitensi. Ci è estranea la precisione degli svizzeri o la sorridente concretezza degli spagnoli, come pure la serena tranquillità dei popoli scandinavi o la laboriosità dei giapponesi…
Però fino a poco tempo fa l’Italia era considerata nel mondo un allegro punto interrogativo del quale si invidiava la radiosa capacità di superare alla grande ogni congiuntura affidandosi allo stellone e alla fantasia.

Poi arrivò la munnezza di Napoli e dintorni, e fu il disastro d’immagine a livello planetario. Com’era stato possibile che cumuli maleodoranti infestassero la terza città di un Paese del G8? Chissà quanti, nel mondo, avranno pensato che l’incredibile fosse solo uno stupido scherzo di Pulcinella.
Il miracolo di Berlusconi e Bertolaso (sì, ho scritto miracolo, che tale è parso il ritorno alla normalità) poteva far dimenticare al mondo intero mesi e mesi di prime pagine e di servizi filmati su ogni TV del Globo?
No di certo. Però forse avrebbe attenuato lo sconforto del vedere lo sfacelo di una splendida città. Forse avrebbe fatto pian piano scolorare la figuraccia grazie allo stesso meccanismo con cui si rimuovono i dispiaceri dalla memoria umana.
Ora non più. A rinverdire i fasti delle italiche figuracce ci ha pensato un altro disastro annunciato, quello di Alitalia, che . Il mondo assiste allo scempio di quello che un tempo era un nostro vanto, e non capisce come si possa brindare alla notizia che la grande azienda per cui lavori si avvia a tirare le cuoia.
E quando gli si prova a spiegare che questa innaturale esultanza (“Meglio falliti che in mano a dei banditi”) dipende da costosissime alchimie contrattuali e forse anche da meschine contrapposizioni politico-sindacali, guarda al nostro Paese (a tutto il Paese) con la irridente incredulità di chi non potrebbe mai immaginare qualcosa di simile dalle sue parti.
E intanto , in attesa di fare ottimi affari nel quarto mercato mondiale del trasporto aereo. Chissà nelle stanze ovattate dei loro palazzi di cristallo quanto hanno riso di noi.
E già: il mondo ride del mio Paese. Il mondo ride di me.
… e il Mondo Ride è di

Già…Il mondo ride e a me viene da piangere quando vedo che il massimo del patriottismo è ululare l’inno d’italia allo stadio tra po po ro po po po po e l’altro, ma non è neanche questione di patriottismo, che può portare a cecità verso alcuni fenomeni, ma questione di amore per la propria terra e per il proprio paese. Noi amiamo solo le cose che produce la terra, e poi neanche perchè le intossichiamo in qualsiasi modo. Sembra che non amiamo altro.
Anzi, sicuramente non amiamo altro. Se amassimo il nostro paese ci rivolteremmo come i francesi, bloccheremmo qualsiasi cosa, per un mese, due mesi, quel che serve.
Se amassimo il nostro paese non ci rassegneremmo ai cococo cocopro progetti e somministrazioni, non ci rassegneremmo al clientelismo, alla corruzione e all’ereditarietà di molti ruoli e posti di lavoro, non ci rassegneremmo di fronte alla decadenza morale e civica, non ci rassegneremmo allo scatafascio della scuola, alla sanità politicizzata, ai furbetti, all’evasione, al sistema economico-finanziario che è una giungla, non ci rassegneremmo a vespa e alla tv, saremmo attivi per costruire qualcosa.
“Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera”
La natura dell’essere umano e quella di amare solo se stesso ed a volte neppure quello.
L’egoismo e la solitudine sono i veri regnanti di questo mondo imperfetto, ai quali si e’ aggiunta una terza sovrana: la rassegnazione.
Applauso per questa citazione di Quasimodo, per il resto ti dò ragione.
Ma allora gli altri paesi “civili” come fanno ad arginare questo egoismo?
Esistono Paesi “civili”?
La maggiore civilta’, viaggiando e parlando con la gente, l’ho conosciuta fra i cosiddetti “barbari”.
Forse dovremmo chiedere a loro come fanno.
Cara Sara, esistono popolazioni che sono state perseguitate proprio perche’ portavano in se’ gli anticorpi a quei tre sovrani di cui ho scritto sopra.
Chi e’ dominato dalla solitudine, dall’egoismo e dalla rassegnazione non accetta che esista qualcuno al mondo che non lo e’.
Ma ok, sono d’accordo su questo aspetto, ma dobbiamo riconoscere che certi paesi (me ne stanno venendo in mente in europa) rispettino le regole, abbiano lo stato che funziona, e i cittadini che lo rispettano e che rispettano le istituzioni. Chiediamo anche ai “barbari” come fanno, chiediamolo a certi altri paesi, chiediamolo a chiunque, basta che impariamo come si fa!
Appunto.
Gli italici dovrebbero innanzi tutto (secondo me) calare un po’ della boria che hanno e che li fa sentire superiori solo perche 11 personaggi con la maglia blu sbiadito se ne vanno in giro per un prato verde a rincorrere un giocattolo di forma sferica. E per farlo qualche pirla da loro compensi miliardari.
Una volta calata la boria, dovrebbero imparare come fanno gli altri popoli a far funzionare le LORO democrazie.
Ah gia’, dimenticavo (e l’avevo scritto in tempi non sospetti), un’esempio di democrazia alla quale ispirarsi qualche italico che conta e che governa ce l’ha…
[OT] che cavolo mi e’ accaduto oggi che’ ho questa idiosincrasia per il gioco del calcio?[/OT]
Sono d’accordo…
OT. Ti è accaduto che oggi è lunedì, cioè ieri era domenica, e quindi forse ti sei cuccata un pò troppo calcio!
“Leggere attentamente il foglietto illustrativo. Troppo calcio fa male. Non somministrare prima dei 78 anni.”
[OT] Veramente la domenica non accendo mai la TV, ed inoltre non guardo mai gli sport dove ci sono palle che rotolano… per la verita’ non guardo mai lo sport in genere. Preferisco utilizzare il mio tempo libero per leggere oppure per scrivere
[/OT]
Verissimo.
Questa è una delle cose più scandalose dell’animo umano.
Mah, caro fully capisco il tuo stato d’animo ma devo dirti che quando mi capita di andare all’estero trovo più disprezzo e disapprovazione per il modo incivile in cui ci comportiamo che scherno…
…e d’altra parte constato quotidianamente com sia saltata ogni regola di convivenza civile; per questo, più che preoccuparmi di cosa pensino negli altri paesi, mi preoccupo di quanto male si viva “in questo paese” (di m., aggiungo io).
Comunque, riflessione a margine, mi sarebbe piaciuto che la globalizzazione avesse almeno avuto l’effetto positivo di superare i nazionalismi…invece manco quello.
Caro Fully, non è dalle bandiere o dall’inno che mi faccio prendere il magone, anche perchè io non mi sono mai sentito italiano, anche se ne parlo la lingua, anche se ci vivo, vivo come un esule.
Una sola cosa volevo dirti, non penso sinceramente che tu provi un emozione diretta per la tua bandiera o per il tuo inno, ma perchè in quel simbolo ed in quelle parole abbiamo l’illusione di essere un’unità, un popolo orgoglioso di quello che è, ne più e ne meno degli altri popoli, un popolo, una nazione, con i suoi crismi e difetti, in mezzo alle altre.
Se mi sentissi Italiano, non mi vergognerei di esserlo e forse, in parte lo sono e non me ne vergogno affatto, ho la mia parte di colpa se il paese è ridotto così, benché la mia giovinezza non me ne faccia a volte sentire i rimorsi di coscenza.
Dovunque ora siamo, in qualunque tempo ora ci troviamo è un buon tempo ed un buon luogo dai quali partire.
Il nazionalismo è sempre pericoloso, porta a ritenersi diversi solo per un dato anagrafico e spesso la diversità viene intesa come superiorità.
Ben da prima dello scandalo napoletano siamo sulla bocca di tutti: da sempre siamo il Paese delle mafie che controllano economia e ordine pubblico di intere regioni, per gli scandali del G8 di Genova abbiamo fatto inorridire tutti anche perché tra le vittime c’erano molti cittadini stranieri, Berlusconi è citato – direttamente o implicitamente – nei manuali e negli articoli che trattano di come non dovrebbe essere una democrazia sana, in Francia sono allibiti quando vedono un partito nazista come la Lega Nord al governo (lì tutte le forze politiche isolarono Le Pen scongiurando il pericolo nero), ecc…
Il nostro Paese ha avuto 60 anni per diventare una democrazia, altri ci sono riusciti in un terzo del tempo.
Chi ride di come sia messa l’Italia e chi la disprezza lo fa a ragion veduta e non si è meno italiani se si concorda con questa visione; è proprio per questo che è utile prendere le distanze in ogni modo da quel 60% di cittadini che plaudono l’operato di questa gentaglia, se non per dovere civico almeno per dissociarsi e non figurare come complici.
Quello che va fatto non è per amor di patria, ma per amor proprio (no, non coincidono).
Il mondo ride del mio Paese ed io con lui, l’unica differenza è che io ne subisco anche le conseguenze.
Qualcuno mi spiega il significato (ammesso che ne abbia uno) della frase “io mi sento italiano“?
Chiedi a Toto Cutugno
Non mi sento affatto di scherzare. Credo che una delle persone che meglio abbia espresso questa cosa sia stato Giorgio Gaber con la sua canzone “Io non mi sento italiano”.
E proprio come Gaber che lo fa pensando al Rinascimento io di fronte a queste domande mi incazzo un pochino
La mia richiesta non era affatto scherzosa; ma ringrazio Chiara per averci strapapto un sorriso.
Il punto comunque è che affermazioni come “io mi sento italiano“ oppure “io non mi sento italiano“, secondo me, non hanno alcun senso. Come ho già avuto modo di dire, io non ho scelto di essere italiano, non è uno status che ho conquistato, quindi non ne ho nè meriti nè colpe.
Sono italiano come sono maschio, europeo, bianco, miope, pelato, eccetera. Sono dati di fatto, che non richiedono un’accettazione.
I discorsi sull’italianità di solito preludono alla costruzione di barricate (reali o ideali) che qualcuno poi utilizza per i propri scopi, solitamente non dichiarati e ancor meno nobili.
Grazie per aver espresso un concetto facile facile che pero’, ce non viene detto in modo complicato, non viene compreso
In effetti che merito c’e’ ad essere italiani, o magiari, o vattelappesca?
Molti credono che lo sia, come altri credevano fosse un merito essere ariani, e secondo me costoro, in fondo in fondo, anche se non lo confessano, ammirano Josef Mengele.
Ah, meno male che almeno ci possiamo sfogare, ma di più non possiamo. Quel 60% di italiani che paude a questo governo ce lo impedisce. In quel 60% c’è gente che sta bene e, purtroppo, gente che dovrebbe mandarlo (il governo) a quel paese…E’ un paese stanco e rassegnato. E’ un paese disperato che non sa cosa fare. La disoccupazione è aumentata di un ulteriore 6%, soprattutto al sud. E il sud non si ribella. Va dietro a Lombardo, a Fitto, alla Carfagna, a Cosentino, ecc. E’ un paese stanco, che aspetta che sia Berlusconi a risolvergli i problemi invece di mandarlo a quel paese. Aumenta il gas. Evviva Berlusconi! Aumenta l’elettricità. Evviva Berlusconi! Aumenta la vita, quella della spesa eh. Evviva Berlusconi!
Adesso la Marina Militare ha organizzato una nave ecologica per pulire il mare. La Prestigiacomo ne ha parlato come se fosse stata opera sua. Anche lei ha imparato a fare miracoli in poco tempo. Certo se ci volesse molto non sarebbe un miracolo come la monnezza di Napoli. Ma perchè Chiaiano protesta? Le sue donne non volevano fare subito santo Berlusconi?
Rossi è diventato campione del mondo di moto. Balan campione del mondo di ciclismo. Quante bandiere tutte tricolore, nessuna della Lega.
Che significato ha tutto questo? Anche la Lega sbandiera il tricolore quando ci sono medaglie e campionati vinti?
Che strano paese il nostro! Vedi, Fully? Ho scritto nostro! Non è cambiato nulla!
E’ sport nazionale quello di parlarsi addosso e male.
Credo che il nostro sia l’unico paese in cui un italiano apre un discorso dicendo “gli italiani…” e proseguendolo con una sequela di critiche, maldicenze, improperi e bestemmie nei suoi stessi indiretti confronti neanche fosse che so, uno statunitense conservatore che parla di un portoricano immigrato clandestino.
Credo che oltre che porsi le domande di Fully e concentrarsi sui fatti recenti ci si debba interrogare su cosa sarebbe diventato il nostro paese se ben governato, visto che neanche il malgoverno, quanto piuttosto l’assenza completa di questo (dirottato in interessi privatissimi dei politici di turno) hanno comunque portato il nostro staterello a raggiungere le posizioni che ha (aveva?) a livello mondiale.
Non mi da infine particolarmente fastidio il fatto che il mondo possa ridersela di coloro i quali erano e resteranno “mangiaspaghetti” e “mammamia” quanto il fatto che, nel 2008, un Lucarelli qualunque debba ancora raccontarci e spiegarci (ieri sera) cosa sono mafia, camorra, ‘ndrangheta, pizzo, concussioni, malaffare e connivenze…
Soffro al pensiero che il nostro è un paese, come lo era prima dell’Unità d’Italia, dove non è la criminalità che crea la cattiva amministrazione ma questa che attira la prima come il miele le mosche!
Beh, qualcuno dice che in fondo ad ogni maldicenza ci sia una base di verita’.
No no, ti assicuro… anche contro i rom ne dicono di tutti i colori, e contro i neri, mentre li sprangano, dicono addirittura “sporco negro”.
Che sia uno sport nazionale non c’è dubbio, ma io parto da presupposti diversi. Il passato ha la sua importanza: giustamente la costruzione avviene dalle fondamenta. L’Italia è stata costruita male, perchè fin dall’inizio c’è stata una contrapposizione forte tra nord e sud. Il nord ad accaparrarsi il più possible tutto quello che aveva il sud, il sud a difendere il poco che gli era rimasto dopo le razzie dei governi del nord. Qualcuno ha addirittura detto che “L’Italia è fatta, bisogna fare gli italiani”. Ma non è questo il punto cruciale che a me interessa mettere in evidenza. Ora in evidenza c’è ancora il rapporto tra nord e sud. Con un nord, tipo Lega, che ignora e vuole ignorare le ragioni del sud e con un sud che non si rende conto che dando consenso al nord non si affrancherà mai e che avrà sempre di più le briciole che il mord gli vorrà dare. Ed io non sono contro il nord per partito preso. Lo sono perchè in questo momento sta usando violenza contro il sud.
La disoccupazione è salita ancora al 6,7% e sta dilagando soprattutto al sud e soprattutto tra le donne. Cosa sta facendo questo governo per il sud? Io non vedo nulla di concreto, tranne tagliare nella scuola e nella P.A.
Altri interventi strutturali per le piccole e medie imprese, contro le cosche mafiose, contro la disoccupazione, contro l’evasione fiscale dilagante, ecc. non ce ne sono.
Ci si è messo anche il presidente della Repubblica a dare ragione alla Gelmini, barcamendosi tra tagli e miglioramento del sistema scolastico, ma senza dare una direttiva precisa. Non è compito suo, è vero. Ma non intervenga in un campo che non conosce neppure lui. Anche lui vive di nostalgia del maestro unico: conosce molto bene il libro “Cuore”!
Che Lucarelli ci debba ancora spiegare mafia, camorra, speculazioni, intrallazi vari, beh, è televisone. Non credo che noi italiani, ti accontento, non ne siamo a conoscenza, ma “repetita iuvant”: anche in altri paesi avviene la stessa cosa.
Da noi si dice di chi non vuol vedere che ha gli occhi “foderati di prosciutto”.
E’ ciò che avviene purtroppo troppo spesso proprio perchè noi italiani abbiamo la memoria corta.
Secondo me più che Air France e Lufthansa quelli che sgnignazzano sono B. e i suoi amichetti.
So’ che nel resto del mondo fanno fatica a capire alcune cose che capitano qui. A dire il vero anch’io tutt’ora non le capisco tutte, ma sono giovane, avrò modo e tempo per farlo.
Se fossi in Alitalia anch’io avrei urlato “meglio falliti che in mano a sti banditi”. Anche perchè sonpo sicura che entro 5 anni la questione salterà fuori di nuovo.
Siamo giudati da gente che ci insegna tutti i giorni a non essere uniti.
Finchè ci disprezziamo l’un l’altro, loro avranno tempo e modi di metterla in quel posto a tutti.
C’è chi se n’è già accorto e chi se ne accorgerà a breve (almeno spero) ma non so a chi brucerà di più.
No no. Verra’ fuori prima. Fidati.
certo, giusto il tempo di fare altri danni smantellando qua e là e fare un altro buco.
Dipende dall’impegno che ci metteranno…
Essi’…
Ma questi sono bravi. Vedrai che faranno in fretta
Riporto quanto ho scritto commentando un post di Cdn. L’argomento è simile e quindi evito di ripetermi.
bello…inni..nazioni…bandiere.. Scusate, ma veramente c’è ancora qualcuno che sta dietro a ‘ste cxxxxxe? A voi importa veramente di avere un “inno”??? A cosa serve? Faccio fatica a concepire la bandiera in un’europa che ha una bandiera e venti e più aste dove appendere gli altri stracci delle nazioni aderenti (giuro che ho dimenticato quanti sono gli stati aderenti..). La cosa ridicola è che i più ferventi sostenitori della globalizzazione sono anche quelli che si attaccano poi a queste “identità” nazionali.Si vuole creare uno stato unico europeo e poi siamo qui con la Cechia e la Slovacchia, due sputi di terra (senza offesa, è solo figurativo) che si dividono per poi entrare nella grande europa UNITA. Quel pirla di Bossi parla di padania e secessione.. tra breve la Carinzia si separerà dall’Austria ed avrà un suo Inno ed una sua bandiera. Hanno già scelto: kantner uber alles e una curiosa bandiera a sfondo rosso con un cerchio bianco ed una simpatica decorazione nera nel centro. Promettono grandi cambiamenti. Ah..dimenticavo ..chiederanno subito di far parte della grande europa unita anche loro.Mah..
a.y.s. Bibi
hmm beh, quella struttura amministrativa (non politica) sovrannazionale che vogliono chiamare euroregione comprendente Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Slovenia non mi sembra mica male, in pieno spirito europeo. Se vogliamo ha piene giustificazioni storiche, ma ovviamente si tratta solo di soldi. Si parla di introdurre il tedesco d’obbligo in tutte le scuole della mia regione. Heider mi disgusta alquanto, ma in questo non credo si vada nel verso sbagliato! E riguardo all’articolo di Fully.. non posso rispondere, sono di parte :p
@bibiebibo ed altri…
Vedi, la differenza tra l’Unione Europea ed altre (con)federazioni sta proprio in questo: il mantenimento delle identità nazionali, della cultura, della storia, delle abitudini. Citi, sempre a sproposito, le nuove Repubblica Ceca e la Slovacchia senza sapere che se prima erano una cosa chiamata Cecoslovacchia era solo per il collante politico-militare coatto del blocco sovietico, al pari delle repubbliche ex URSS e più in piccolo della ex Jugoslavia, tenuta insieme dal regime (anche se morbido) di Tito e sanguinosamente esploso in Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, e Montenegro!
E’ proprio il mantenimento delle identità nazionali che fin dal trattato di Roma del 1954 ha fatto diversa questa Europa. Dalle altre federazioni tutti vorrebbero uscire mentre, – come si spiega se non con la validità del modello socio-economico proposto? – nell’Europa unita tutti vogliono entrare! Persino il Marocco (stato osservatore autorizzato)!
E, per concludere, gli stati membri ad oggi sono 25.
ma dai? davvero prima c’era un paese che si chiamava Cecoslovacchia? E c’era pure la Jugoslavia? Pensa te come cambiano le cose …
Scherzi a parte..ti informo che il “famigerato” collante che tenne insieme la Cecoslovacchia (costituita alla fine della prima guerra mondiale) fu la volontà del “comunista” presidente americano Wilson che vide un’opportunità per smembrare l’impero austro-ungarico.
Sulla Jugoslavia, nulla da dire, è stata un’invenzione di Tito mentre riguardo le ex repubbliche sovietiche (escluse le tre baltiche), il collante non fu solo politico-militare ma un pelino più profondo se permetti. Si fonda su secoli di storia comune; l’Ucraina fu annessa alla Russia intorno al 1600 ,ben prima del Trentino Alto-Adige che a questo punto giustamente può sentirsi costretto in Italia a seguito di un “collante politico militare”.
La Moldavia invece è sempre stata tirata di qua e di là tra russi, ucraini, rumeni e austro-ungarici e comunque era già da parecchio nell’orbita russa (tra l’altro sembra che ci stia ancora bene adesso).
Resta la Bielorussia che però già dal nome non merita ulteriori commenti ed approfondimenti (Bielorussia = Russia Bianca).
Tornando invece all’Unione Europea , bisogna distinguere il Trattato di Roma da quello fatto a Maastricht. Il primo prevedeva un’Unione Economica mentre il secondo è quello che ha definito l’Unione Europea come realtà politica a tutti gli effetti. Cosa la rende così affascinante rispetto alle altre confederazioni? Il fatto che non sia una Confederazione, che non sia una Federazione, che non si sa bene cosa sia. La cosa che interessa alla pletora di stati che vuole entrare è l’accesso al mercato economico; ovviamente parere personale. Ah.. dimenticavo che il fatto di avere un po’ di fondi è un altro ottimo motivo.
a.y.s. Bibi
Non si tratta di inni e di bandiere. Queste non sono significative se non in cuori puri e stagionati. Di quelli che scrivevano con il pennino intingendolo nel calamaio incastrato sul banco in legno.
Non si tratta nemmeno di patria, né conla maiuscola né con la minuscola. Qualunque persona che abbia del sale in zucca riconoscerebbe, al volgere della prima decade del secondo millennio dell’era volgare che non ci sono patrie. Semmai ci sono steccati tracciati con il sangue nel corso di secoli di aggiustamenti. Ci sono steccati che separano quelli che sanno da quelli che non sanno, quelli che possono da quelli che possono e quelli che vivono da quelli che sopravvivono.
Alitalia? La volevano i francesi, con pochissimi danni e molto “savoir faire” avrebbero risollevato il futuro di centinaia di lavoratori. Ma un malinteso patriottismo e una sopraffina stupidità hanno ottenebratolamente di tutti quelli che avrebbero potuto capire e avrebbero dovuto agire. Ed ecco il maestro degli inganni cogliere al volo, come è suo uso fare, l’opportunità in vista di una campagna elettorale meschina tanto quanto roboante.
E ce l’ha fatta a darla a bere a tuttii suoi elettori. Adesso Alitalia ènella merda e con essa i suoi lavoratori, quelli colpevoli, molto sindacalizzati e quelli incolpevoli dediti soprattutto al lavoro, magari molto poco sindacalizzati.
All’estero? Non voglio ripetermi. Tre mesi all’anno io all’estero ci vivo. Il lavoro me lo impone e non ci sono paesi in Europa che io abbia visitato in cui ci sia lo stesso andazzo qualunquista e becero, strafottente e borioso che c’è qui in Italia.
In quanto al “noi italiani” non mi va proprio di dire noi. Sono nato in una grande città italiana e, a meno di un anno d’età sono emigrato con la mia piccola famiglia, in Venezuela dove ci ho vissuto per i successivi undici anni.
Poi in Francia e in Spagna e in Svizzera. Ho passato un’estate in una dacia russa. Ho scambiato quattro chiacchiere con i finlandesi nel lontano 1975 e l’anno dopo ero a Stoccolma a lavorare per una copisteria e una lavanderia. Mi ci pagavo le vacanze e conoscevo persone.
Altrove c’è una discrezione che nasconde intelletto acuto e si vive con piacere. In Italia ci si mette in mostra senza pudore, ci si vergogna della prorpia ignoranza profonda e per questo si è arroganti e si vive di conflitti perennicon tutti.
Chi sorride più? che ironia si vede sui visi delle persone?
Solo rabbia e rassegnazione per taluni, rabbia e sopraffazione per altri.
Altro che patria e bandiere.
Un saluto
Ciao Gunnar.
Non so agli altri, ma a me sei piaciuto
Gunnar, anch’io!
Ti invidio Gunnar, se puoi vedi di vivere 3 mesi in Italia e il resto all’estero, forse almeno tu ti salverai.
In verità penso che gli italiani di massima siano degli anarchici per necessità, non hanno mai avuto politici con senso civico da scegliere, è sempre stato tra peggio e meno peggio e dopo qualche mese addio illusioni. Il problema è, che con l’arte di arrangiarsi siamo diventati tutti monnezza i ricchi per farsi gli affari loro, i poveri per imitarli. Prova a chiedere in giro chi ha votato B.? Prova a chiedere chi voterebbero oggi? Vuoto, vuoto, vicolo cieco, ecco il problema, il posto è pronto per il prossimo delinquente purchè sia nuovo.
Mi sono impegnata da quando avevo 16 anni e con e dopo Berlinguer (Emrico) ho visto solo gente arretrare e svendere diritti conquistati e poi li ho visti acquisire privilegi che mantengono anche se oggi sono scompari. Un tempo volevo cambiare il mondo, oggi voglio solo sganciarmi credo di poter cambiare solo la mia vita, sempre in controcorrente con la speranza che la mia strada non resti solitaria. Qualche volta il desiderio è di fermarmi e guardar passare con soddisfazione chi si è lasciato trasformare in scoria e so che questo vuol dire che anch’ io mi sto trasformando. Se puoi scappa!!!!!
Vanda, sono molto d’accordo anche con te!
Emigrare subito.
Oppure Invadeteci.
Fu grazie alla campagna “SOS Invadeteci” di MenteCritica che mi avvicinai a questo sito, al mio sito!
mi commuovi …
ugasoft, ormai io non posso emigrare. Dove andrei con la misera pensione di cui “godo”?
E poi potrei lasciare i miei nipotini?
Mi tocca continuare a vivere in questo paese (Paese?) che mi delude sempre di più.
Anch’io non vedo volti felici, ma incontro gente che dichiara con soddisfazione di aver votato Berlusconi! E se le fai notare che siamo caduti dalla padella nella brace non è d’accordo. I nuovi aumenti che già ci sono stati ed altri che tra poco scatteranno non la scuote nemmeno di un centimetro.
Che pessimisti, fino a quando il moribondo non è morto non si può mai essere certi.
E … oplà, con un interventino di Veltroni, una piroetta, una strizzatina d’occhio per intendersi con i cattivi sindacalisti ed ecco ; tutti d’accordo, nel giro di 96 ore, soprattutto quelli che urlavano, mai con i banditi !
Ora tutti quelli che hanno fatto dichiarazioni sgradite e fomentato ribellioni, confluiranno nella BAD company, perchè sono stati molto cattivi e sappiamo cosa farà Babbo Natale sul loro camino a fine dicembre.
Come sempre, la situazione è grave, ma non seria.
Non vi sorge mai il dubbio che lo facciano per farci divertire ?
Solo en passant, Adetrax: tu cosa avresti fatto al posto di Veltroni con un’opinione pubblica imbastardita e violenta? Non lo dico per darti torto, assolutamente. Io ho scritto, se ricordi, che quei sindacati che non avevano firmato l’accordo avevano fatto il loro dovere. Io, troppe volte questo benedetto “io”, avrei fatto andare tutto a carte quarantotto. Ma io non ho responsabilità politiche e non ho bisogno di consensi!
Babbo Natale nel mio camino, che tra l’altro non possiedo, troverò le solite cose: nulla!
Forse gli altri, per merito di s. silvio, chi sa…
Beh, gia’ con nulla sei fortunato. C’e’ anche chi trovera’ qualcosa di peggio.
Nel 2001 la colpa fu di Bin Laden, Oggi la colpa sara’ dei mutui subprime.
Quando si dice “la sfiga” !
Perchè pensi che Uolter abbia davvero fatto qualcosa?
E poi pure se fosse ha dovuto convincere la Cai a non ritirare un’offerta che più vantaggiosa di così era impossibile in qualsiasi altro paese e in qualsiasi altro momento?
E’ stata tutta una tattica, sull’Alitalia la colpa è di entrambi come lo è stata fino ad ora per tutti i governi che si sono succeduti e che l’hanno spolpata.
Però il cabaret è gestito da pochi e all’ingresso c’è una ferrea selezione.
Solo tre mesi all’anno sto fuori e neppure continuativamente.
Sapete cosa ci invidiano gli stranieri. Non è uno scherzo, me lo sento ripetere in continuazione.
Ci invidiano la flemma con la quale parliamo di noi stessi quando non siamo in casa nostra.
Ci invidiano le belle donne chemettiamo in mostra alla tv (sic!)
Ci invidiano la cucina che assaggiano quando venono a trovarci…
Ci invidiano il senso d’ospitalità che mettiamo in mostra.
L’assoluta confusione con cui affrontiamo i problemi… dicono che è più stimolante per creare…
Un amico che di mestiere fa il fisico delle particelle e che incontro ogni tanto mi racconta gustosissime storielle sull’inventiva dei fisici nostrani visti con occhi estranei. E quelli che più ci invidiano son i russi, i tedeschi e i giapponesi.
Una simpatica e gentile signora, ora madre di due figli, che abita nei dintorni di Parigi con un ingegnere belga, ha lasciato l’Italia dopo la maturità. Era brava e d’intelligenza sopraffina. Ero stato suo insegnate per cinque anni e fui membro interno alla sua maturità. Mi chiese se facesse la scelta giusta ad andare all’estero per un po’ prima di iscriversi all’università come invece avrebbe voluto suo padre. Le risposi che la scelta era sua ma che io al suo posto lo avrei certo fatto. La famiglia voleva denunciarmi per plagio… Ma la figliola era maggiorenne e fece comunque a modo suo. Non ha mai più pensato di tornare a vivere in Italia.
La sua famiglia a malincuore mi ha ringraziato. Ed io sono stato suo testimone di nozze.
Ci sentiamo e ci scriviamo come buoni amici.
La stimano e la rispettano, fa la madre, fa la sua carriera (brillante), fa la moglie e almeno ad oggi è persona soddisfatta.
Un caso?
Non credo.
Molti italiani che non si sentono più dentro gli steccati (o non ci si sono mai sentiti) hanno fatto quel genere di scelta, a volte l’hanno fatta senza neppure varcare fisicamente il confine amministrativo.
Un saluto a tutti i critici
Beh… molte non sono neppure italiche.
L’Italia non esiste. E’ un’espressione geografica!