Due Uno Zero Otto Nove: La Severa Fisica dell’Autunno


Mi immagino una camera in penombra e un luminoso crepuscolo di ottobre. E la luce che filtra dalle tende fiammeggia i tuoi occhi e la tua pelle intessuta di finissima perla.

E una leggera brezza fa oscillare le tende leggere. E la canzone di una radio lontana racconta di sguardi muti e languidi sospiri. E un fiore giallo lentamente si consuma in un vaso sottile. E le tue mani che sanno di sapone fresco. E le lenzuola di lino bianco. E i tuoi capelli sparsi sul cuscino come una colata di miele scuro. E le stelle che, lontanissime, danzano immobili contro il cielo profondo. E i soli che bruciano come fornaci mute. E le alte energie che tengono uniti i nostri corpi fatti di finissima polvere e divergono severe i nostri destini. E l’universo che muore. E la notte che arriva e ci raccoglie. E la freccia del tempo che scocca micidiale. E i battiti che si allineano al ritmo sotterraneo dell’entanglement. E io e te finalmente, ancora, per sempre, mai più,ma comunque, insieme.

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