Il Meridione Abbassa la Media
18 settembre, 2008 di doxaliber
Archiviato in Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, Informazione, Media Mente Critica
Il pezzo che segue ha una genesi particolare, è nato nel forum redazionale di Mentecritica in seguito ad una domanda di Fully che, segnalando questo editoriale di Ernesto Galli Della Loggia, chiedeva ai meridionali della redazione: “voi che vivete tutti i giorni in queste realtà, secondo voi corrisponde al vero tutto ciò?.

La mia prima reazione è stata quella di segnalare a Fully un mio sfogo lasciato tra le pagine dello stesso forum dopo aver letto le sparate bossiane contro i professori meridionali ed un articolo de’ “Il Messaggero” cartaceo che, molto prima del tanto vituperato Ministro Gelmini ma ottenendo meno chiasso mediatico e meno indignazione, avallava la tesi secondo cui le scuole meridionali sono decisamente peggiori delle scuole settentrionali. Io alla fine, con molta malizia, ho sfruttato a mio favore i dati forniti da “Il Messaggero”[*] per dare forza ad un articolo satirico contro una delle tante farneticazioni del leghista Mario Borghezio.
Io non lavoro nella scuola ed ormai da tanto tempo purtroppo non sono più uno studente, non saprei dire quindi se – rispetto a quando sedevo tra i banchi – adesso le cose siano peggiorate. Però ho molti amici professori e posso assicurarvi che tutti, sia coloro che lavorano nel meridione sia coloro che sono impiegati in scuole del nord Italia, lamentano una situazione disastrosa e tendente al peggioramento. Proprio quest’estate ad esempio un mio amico mi ha parlato della sua esperienza come commissario d’esame in una scuola del nord, nello specifico mi raccontò dell’interrogazione di un ragazzo che, a detta dei professori, doveva essere il migliore della classe. Ebbene, secondo il mio amico, il livello di preparazione di quest’alunno era si migliore degli altri ma presentava comunque lacune evidentissime e spaventose. A suo giudizio, fossimo stati negli anni ’90 e non nel 2008, un ragazzo così sarebbe stato valutato sopra la sufficienza ma sicuramente non avrebbe mai potuto ambire al massimo dei voti. Gli insegnanti di questo ragazzo però, molto probabilmente, avranno valutato lo studente utilizzando come metro di paragone il materiale umano a loro disposizione. In fondo, non dimentichiamolo, parliamo di ragazzi che non conoscono fatti storici fondamentali, che non saprebbero distinguere Hitler da Mussolini o da Stalin, che non saprebbero spiegare perché esistono il giorno e la notte e che quindi in teoria non sono ancora stati eruditi sul fatto che la terra è rotonda e gira intorno al suo asse.

Di sicuro le strutture scolastiche del sud non sono uguali a quelle del nord. Mancano le palestre, mancano i computer, c’è più povertà, per cui le famiglie fanno maggiore fatica a comprare i libri scolastici; in generale quindi fare didattica nelle scuole meridionali è sicuramente più difficile. D’altro canto però i programmi scolastici sono gli stessi in tutta Italia (in attesa del nuovo federalismo che farà studiare i dialetti e la storia locale, sic!) ed è assolutamente impensabile credere che TUTTI i professori assunti nel meridione non facciano niente dalla mattina alla sera mentre quelli che lavorano al nord sono tutti pronti, scattanti e motivati, non è una tesi ragionevole, i conti non tornano, non fosse altro perché, come abbiamo visto, questi benedetti professori gira gira sono quasi tutti meridionali.
A non tornare affatto sono anche i tempi e le dinamiche intorno a cui si è sviluppato questo dibattito sullo stato della scuola italiana. Mi riferisco nello specifico al famigerato rapporto PISA-OCSE, quello che tutti i giornalisti nell’ultimo periodo citano come se fosse uscito ieri. Tra questi anche Ernesto Galli Della Loggia che, nell’editoriale segnalatomi da Fully, chiede agli intellettuali meridionali un risveglio delle coscienze e discetta di altre questioni dando l’idea che il rapporto OCSE sia stato un fulmine a ciel sereno, una notizia fresca ed inaspettata. Ebbene, il famigerato rapporto PISA-OCSE che ha fatto balzare sulla sedia “Il Messaggero”, il Ministro Gelmini, tutti i mass media italiani, metà della blogosfera ed una buona parte di italiani risale a ben 2 anni fa. Noi di MenteCritica ad esempio ne abbiamo parlato quasi un anno fa in seguito ad una serie di articoli, con annesse dichiarazioni dell’allora Ministro Fioroni, pubblicati a suo tempo dai giornali [1][2][3].
Se prenderete la briga di cercare i vecchi articoli su Repubblica, sul Corriere della Sera e sulle altre testate, sono certo che scoverete alcune dichiarazioni dell’ex Ministro Fioroni che cianciano della necessità di approntare programmi di aggiornamento professionale per i professori – proprio come l’attuale Ministro Gelmini – manca solo la parola “meridionali” ed il deja-vu sarebbe servito.
In parole povere i mass media ed i politici propinano ai cittadini la solita minestra riscaldata e rimescolata, una brodaglia che noi, naturalmente, ogni volta sorbiamo come perfetti polli. Caschiamo come pere cotte nei tranelli dell’informazione perché ormai siamo assolutamente privi di senso critico e volontà di approfondimento, ingurgitiamo tonnellate di informazioni e poi le ributtiamo fuori in forma di rabbia travestita da impegno civile. Noi discutiamo, obiettiamo, ragioniamo e ci infervoriamo nella convinzione che gli argomenti frutto delle nostre discettazioni siano un germoglio del nostro libero pensiero, mentre in realtà siamo solo pappagalli che ripetono pedissequamente ciò che il padrone ci insegna. Questo dovrebbe farvi seriamente riflettere, perché molti, anche tra i lettori di questo sito, sono convinti di essere “estranei” all’area di influenza dei mass media solo perché navigano in internet e leggono i “blog”; io credo che queste persone dovrebbero rivedere con più senso critico la loro capacità di gestire il flusso di informazioni che ogni giorno li investe.
Ma torniamo al rapporto PISA-OCSE facendo finta che sia stato scritto ieri. All’inizio di questo pezzo ho ammesso di aver utilizzato in maniera parziale un articolo ed alcuni dati pubblicati da “Il Messaggero” cartaceo [*] per rendere più credibile e forte la mia posizione e le mie tesi. Credete che i giornalisti, Ernesto Galli Della Loggia incluso, siano avulsi da questi trucchetti? Come mai allora MenteCritica ha pubblicato a suo tempo, nel pezzo scritto da Adetrax, i link a questo famigerato rapporto, dando così la possibilità ai lettori di leggere i dati nella loro interezza, di estrapolarli e di trarne in maniera autonoma un giudizio, mentre i giornali, anche nell’articolo di Galli Della Loggia, si sono guardati bene – come quasi sempre d’altronde – dal pubblicare un qualsiasi riferimento? Galli Della Loggia ciancia del rapporto OCSE e di concorsi matematici in cui gli studenti settentrionali (in particolare friulani) risulterebbero tra i primi al mondo, ma si guarda bene dal fornire link, riferimenti, date, trattando così i suoi lettori come fedeli in attesa delle sacre ed incontestabili scritture.
Perché non dare riferimenti al lettore quindi? Forse perché il cittadino, leggendo in autonomia i dati epurati dal corollario di “verità” propinate dal vate di turno, potrebbe crearsi una verità diversa e più utile, una verità che si chiama “punto di vista” e che è la chiave di volta attraverso la quale attivare una “critica costruttiva”, diversa dal solito starnazzamento confuso, rumoroso ed inconcludente a cui ormai siamo abituati. Noi intanto, se avessimo voglia di fare le “Menti Critiche” e quindi di approfondire e di ragionare invece che di sfogare a telecomando la nostra rabbia repressa, potremmo scoprire che già nel rapporto OCSE del 2003 la situazione della scuola italiana era descritta come disastrosa e che dal 2003 al 2006 non si è fatto NULLA per migliorarla, tant’è che essa è infatti peggiorata sensibilmente. La prima domanda quindi dovrebbe essere: perché dal 2003 al 2008 non è stato fatto niente per riqualificare la scuola? A che serve partecipare alle ricerche PISA-OCSE se poi queste vengono bellamente ignorate salvo poi essere “ripescate” con il solo intento di innescare polemiche politiche e divisioni?

Sono queste le cose che dovrebbero farci incazzare, il fatto che giornalisti e politici si producano periodicamente in teatrini in cui i primi si dichiarano scandalizzati ed inebetiti da cotanta inefficienza, ed i secondi promettano ed annuncino “misure urgenti” che poi non saranno mai messe in atto o che magari serviranno solamente a peggiorare la situazione, il tutto magari condito con velate accuse al meridione d’Italia, che diventa così il capro espiatorio di ogni nefandezza compiuta in questo Paese. Ciò che dovrebbe farci incazzare quindi, non dovrebbe essere la Gelmini che accusa i professori delle scuole meridionali di inefficienza, annunciando contro di loro corsi di aggiornamento e controlli, ma il fatto che – se seguirà i suoi predecessori – tutti questi impegni verbali non si tradurranno mai in azioni di fatto.
In quanto ai meridionali Galli Della Loggia ha ragione; si, sono apatici, non reagiscono; un po’ perché gli stessi meridionali, a forza di leggere giornali e vedere trasmissioni TV che gettano fango sul sud Italia, sottolineando sempre gli aspetti più negativi e deleteri e sottacendo invece, sempre e comunque, quelli positivi, si sono convinti di essere peggiori ed arretrati dei loro connazionali, un po’ perché, dopo anni ed anni di promesse, solo un idiota totale potrebbe ancora credere in questa classe politica. Manca anche un movimento di protesta e “catalizzatore” come la Lega Nord, ma questo non sono sicuro si possa considerare un male.
Scrive Galli Della Loggia:
E così la spazzatura copre Napoli, la scuola del Sud è quella che abbiamo visto, intere regioni sono sotto il dominio della delinquenza, in molti centri l’acqua ancor oggi viene erogata poche ore al giorno, i servizi pubblici (a cominciare dai treni) sono in condizioni pietose, il sistema sanitario è quasi sempre allo stremo e di pessima qualità, ma il Sud resta muto, non ha più una voce che dica di lui.
Sì, è vero, l’acqua potabile in alcune zone ancora non arriva. Sì, le ferrovie dello Stato (ed anche la futura compagnia aerea) non considerano la Puglia in Italia, sì, il sistema sanitario fa schifo. Ma non è vero che il sud resta muto, non sempre almeno, spesso invece è proprio la stampa a togliere la voce al sud. Perché ad esempio l’articolo sul taglio delle Ferrovie che ho linkato più su è nella pagina regionale di Repubblica invece che nelle pagine nazionali? Perché le proteste vibranti delle istituzioni locali per il taglio dei treni non ricevono alcun risalto nei TG e nei giornali nazionali? Perché nessun dei giornalisti, così pronti a sottolineare l’inefficienza scolastica del sud, non sono altrettanto battaglieri nel chiedere che finalmente un qualche governo realizzi più infrastrutture per il meridione, magari iniziando con il finire la Salerno-Reggio Calabria, con il dotare Matera di una stazione dei treni e realizzando una tratta autostradale che colleghi il Salento al resto della Puglia? Perché questi “giornalai” sottolineano l’importanza della TAV ma non evidenziano mail il fatto che il sud è tagliato completamente fuori dalle tratte ad alta velocità? Infine dov’erano i giornalisti, gli stessi che ora osannano Saviano come un martire dell’informazione, mentre la spazzatura in Campania si accumulava giorno dopo giorno fino a raggiungere i livelli spaventosi che oggi conosciamo? Dove sono i giornalisti, pronti a lanciare allarmi sicurezza ed a fare puntate speciali ogni volta che un extracomunitario investe un italiano, quando si tratta di denunciare gli intrallazzi della mafia con la politica? Perché l’omicidio di Giovanna Reggiani vale puntate di porta a porta, speciali, interrogazioni parlamentari, sgomberi, mentre l’efferato omicidio di Domenico Noviello vale a stento un piccolo trafiletto di giornale?

L’Oncologico di Lecce non dispone ancora di esami per la PET, per farli è necessario andare a Bari. Ma sapete qual è il bello? I meridionali leccesi, quelli atavici, spenti e fatalisti, se la sono comprati da soli la PET. I malati, le loro famiglie ed anche estranei interessati hanno fatto una raccolta fondi ed hanno acquistato il macchinario. Un macchinario che costa un sacco di soldi. Loro l’hanno acquistato ma il macchinario è lì, in ospedale, chiuso e spento. Perché? Perché manca il personale competente che lo sappia utilizzare! A mia memoria una sola trasmissione ha raccontato questo fatto incredibile: “W L’Italia” di Riccardo Iacona. Ma quella trasmissione non ha provocato l’indignazione dei giornalisti né tanto meno le solite false promesse dei politici, Galli Della Loggia, e con lui tanti altri editorialisti famosi, non hanno sentito la necessità di raccontare questa incredibile realtà, non si sono chiesti – indignati – dove fossero gli intellettuali del sud e le istituzioni. Lo stesso Galli Della Loggia, sulla questione scuola, perché invece di prendersela con gli intellettuali meridionali (metacategoria esistente soltanto nella testa di chi vuole per forza dividere le persone in base al loro luogo di nascita) non se la prende con chi è il reale responsabile di questo sfacelo: ovvero chi ci governa? Come può pretendere che i meridionali alzino la voce quando egli stesso e la categoria che egli rappresenta non danno voce a queste persone?
Leggete cosa scrive il giornalista del Corriere:
Abituati a essere portatori di istanze di critica e di cambiamento, abituati cioè a svolgere un ruolo socio-culturale oggettivamente di opposizione, e dunque, almeno in questo dopoguerra, orientati tradizionalmente a sinistra, gli intellettuali meridionali si direbbe che siano rimasti vittime della rivoluzione politica verificatasi nel Mezzogiorno negli ultimi vent’anni. La vittoria della sinistra in tanti comuni e in tante regioni, infatti, se per alcuni di essi ha voluto dire l’arruolamento in questo o quell’organismo pubblico, e dunque l’assorbimento puro e semplice nel potere, per molti di più, per la stragrande maggioranza, ha significato essere privati di una potenzialità alternativa essenziale, di una sponda decisiva per il proprio ragionare e il proprio dire d’opposizione.
Dopo la vittoria della sinistra essere «contro» ha rischiato di significare qualcosa di ben diverso che per il passato: ed è stato un rischio che quasi nessuno si è sentito di correre.
In questo passaggio l’editorialista lascia intendere che questi famigerati “intellettuali meridionali” avrebbero ceduto – da buoni terroni quali sono – alle solite raccomandazioni dei partiti, i quali avrebbero concesso loro incarichi e prebende. Macchiati quindi da questo peccato originale codesti vate si sarebbero autoprivati della libertà di critica necessaria a smuovere le coscienze del popolo. Con questo finale il giornalista assolve completamente gli intellettuali “settentrionali” (altra metacategoria inesistente), i quali, in quanto “abitanti del nord”, non sarebbero tenuti ad occuparsi della terronia; assolve infine i Governi che, da quanto si evince leggendo, non avrebbero nessuna colpa sullo sfacelo della scuola, in particolar modo quella meridionale, in cui tra l’altro ci sono questi benedetti genitori che si accontentano di un buon voto di facciata e non protestano mai (a differenza dei genitori settentrionali, sic!) per le inefficienze del sistema scolastico. Insomma, se la scuola va male è colpa dei terroni, che non solo rovinano le scuole meridionali, ma abbassano anche la media nazionale, facendo fare all’Italia tutta una pessima figura.

Paradossale, ma molta gente legge questa parole, questi editoriali, e li ritiene ragionevoli.
Le cose nel sud vanno peggio che nel resto dell’Italia, ma i mass media, in una sorta di contorto rito consolatorio, continuano a voler far passare l’idea che il problema dell’Italia sia il meridione. Articoli come quello di Galli Della Loggia, dichiarazioni come quella della Gelmini, sparate come quelle di Bossi e Borghezio contribuiscono ad ottundere il senso critico degli italiani ed a produrre l’inutile starnazzamento di cui vi ho parlato prima. In più, grazie a queste verità mass-mediologiche, l’opinione pubblica settentrionale crede ancora alla favoletta del nord efficente, produttivo, dove non c’è delinquenza, non c’è corruzione, dove la politica si adopera al servizio del cittadino e gli imprenditori lavorano fianco a fianco con gli operai per il bene comune (questo nonostante tangentopoli, i continui episodi di delinquenza, la continua chiusura di aziende che “esternalizzano” verso i paesi dell’est e la precarietà sempre più dilagante). Insomma, i settentrionali vivono più che altro in un sogno che ha poco a che fare con la realtà. Eppure anche loro, piano piano, con la realtà dovranno farci i conti e quando ciò avverrà temo che il loro sarà un risveglio molto duro. Ora il loro sogno si chiama “federalismo fiscale”, la prossima favoletta a cui crederanno quale sarà?
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Lo stesso giorno gli anni scorsi
2009
2008
2007








“D’altro canto però i programmi scolastici sono gli stessi in tutta Italia (in attesa del nuovo federalismo che farà studiare i dialetti e la storia locale, sic!)”
Sul serio???? Maddai ma qui si va al rovescio….
Cioé niento contro i dialetti, mi piacerebbe parlare genovese (cittá d’origine), ma fatto a scuola vuol dire minare il concetto di Italia, vuol dire tornare alle cittá stato vuol dire favorire la disgregazione…
…speriamo che io me la cavo… anzi speriamo che noi ce la caviamo…
Grazie, ci voleva una riflessione sulla nostra semipassività di fronte alle “notizie” che ci propinano…
Grande articolo doxa.
Il meridione ALZA la media della fantasia
Il meridione ALZA la media della speranza
Il meridione ALZA la media del coraggio
Il meridione alza le medie di tante cose, esattamente come il settentrione.
Ciò che abbassa la media è il doverle spiegare certe cose.
L’unica cosa che invidio al settentrione è in alto adige: la loro serietà efficienza e attaccamento al lavoro, assolutamente da invidiare a parere mio.
Mi domando cosa mi sarebbe successo però se invece di fare il militare a napoli lo avessi fatto a Bolzano, quella volta che ci fu lo sciopero dei treni e rimasi fuori in stazione…. chissà se anche lassù un Bolzanino mi avrebbe portato a casa sua a dormire e offerto il pranzo il giorno dopo, senza conoscermi..
OK, fine degli aneddoti.
Da meridionale non invidio niente al settentrione, semplicemente perchè non sento dentro di me la differenza.
Le differenze così evidenti mi spaventano…e non poco.
Ho vissuto al Nord Italia per 8 anni e l’ho visitato, direi, tutto.
Di una cosa sono certa, Oris, ho trovato anche lì qualcuno che mi ha aperto la sua porta quando ne ho avuto necessità.
E so che anche oggi…se busso, mi aprono.
Meno male… io non potevo dire altrettanto (non ho avuto l’occaisone di testarlo).
Quindi tra me e te abbiamo un indizio:
La sensibilità e la voglia di aiutare il prossimo non ha dipendenze dalla geografia.
Assolutamente si…niente geografia, per carità.
I confini geografici, utilizzati come barriere, sono limitanti.
Sono sinceramente colpito da questo articolo e lo condivido al 100%.
Grazie!
Grazie a te per averlo letto.
Vi racconto una favola?
C’era una volta uno studente lavoratore iscritto alla Facoltà di Pedagogia all’Università di Salerno. Il suo primo esame fu: “Storia della scuola”, naturalmente. Ebbe 30/30 senza lode. Il professore si congratulò con lui, sebbene fosse stato egli stesso a dargli il 30, e poi gli chiese se gli avesse fatto il piacere di girare per le botteghe degli artigiani della sua terra alla ricerca di termini ormai in disuso nel linguaggio di ogni giorno perchè intendeva scrivere un libro di vocaboli non più in uso. Lo studente lavoratore gli rispose di no perchè lavorava, ma il libro fu scritto lo stesso.
Galli della Loggia, e tanti come lui alla stessa maniera del prof., non ha fatto la ricerca di persona, si è servito del lavoro svolto da altri, citando dati e fatti che potrebbero non rispondere al vero: bella fatica davvero.
Conosco la scuola meridionale e molto di ciò che è stato scritto corrisponde al vero, purtroppo. Ma nessuno dice, anzi denuncia che la responsabilità è di chi ci ha governato e ci governa. Ma su di una cosa posso essere chiaro: sulla non ignoranza dei docenti del sud.
Quello studente lavoratore ha fatto anche il sindacalista della scuola e si è confrontato con i colleghi del nord, non in competizione ma per fare proposte. Non ha notato nessuna differenza se non una maggiore ricchezza di proposte dei docenti del sud: forse per un maggiore bisogno di interventi governativi.
Se Galli della Loggia avesse riflettuto un pò di più non avrebbe scritto quall’articolo, nè la Gelmini avrebbe citato il rapporto Ocse Pisa.
Io, poi, mi domando: da dove è uscito questo rapporto Ocse? A chi si rivolgono i ricercatori? Perchè poi non hanno riportato i nomi dei personaggi intervistati? In 40 anni di insegnamento mai nessuno mi ha intervistato. Forse anch’io avrei potuto dire la mia.
E’ tutta una farsa in cui sguazzano Galli della Loggia, la Gelmini, Tremonti, Berlusconi: invece di aiutare la scuola del sud, tagliano. A chi andranno gli 8/9 miliardi di euro tagliati?
Ma al nord, s’intende.
E mi fa specie che gli onorevoli della maggioranza sudisti stiano zitti. Si vergognano di essere meridionali? O è colpa anche loro?
A proposito leggono mentecritica?
Ciao, sono un vostro affezionato lettore da quasi un anno. Di solito sono troppo pigro o troppo ignorante per commentare, ma adesso mi sento chiamato in causa, essendo uno studente di scuola superiore del meridione.
Frequento la quinta del liceo scientifico di Milazzo (Messina), scuola che, fino a pochi anni fa si trovava in affitto all’interno di un palazzone destinato ad uso abitativo. Adesso si trova in una struttura “nuova” che a soli 6 anni dall’inaugurazione casca a pezzi sia grazie agli atti vandalici di un branco di deficenti, sia grazie al risparmio che c’è stato sui progetti e sui materiali da costruzione. Per la serie: il mio falegname per trentamila lire la faceva meglio. Oltretutto mancano delle aule e la palestra è ancora allo stato embrionale da quando sono iniziati i lavori di costruzione della scuola. Noi tra l’altro ci riteniamo fortunati. I nostri coetanei dell’artistico, del geometra e del professionale sono ancora stipati in appartamenti sparsi per tutta la città.
Edilizia a parte c’è anche un problema di professori, una bella fetta di questa categoria è composta da gente che ha scelto il mestiere come un ripiego, non ha la minima motivazione, nè le doti, e spesso neanche la preparazione per affrontare 30 adolescenti e riuscire a trasmettergli qualcosa. Tra l’altro spesso si tratta di gente che non tocca un libro dagli anni di piombo, anni in cui hanno preso il loro titolo di studio (sempre che ne abbiano uno). Un giovane laureato che voglia fare l’insegnante può solo aspettare una raccomandazione o che uno di questi tizi muoia o vada in pensione. Non voglio demonizzare i prof., ma la colpa dei mali della scuola può essere degli studenti nel singolo caso, non quando ad essere difettoso è l’intero sistema.
C’è poi la questione dei programmi, mi capita sempre più spesso di pensare a quanto siano inutili e fuori dal mondo. Ditemi ad esempio che senso ha far studiare i promessi sposi per un anno intero a dei ragazzi che non hanno ancora l’età per comprendere un’opera del genere, io stesso inizio ad apprezzarla un minimo solo adesso. Che ce ne facciamo del latino, di tutte queste ore dedicate a Dante e di tutta questa filosofia (mi duole dirlo perchè mi piace questa materia) quando non si arriva in tempo a finire i programmi di storia, di matematica, di letteratura, di scienze e non sappiamo un acca nè d’inglese, ne delle leggi dello stato, ne di tutto quello che ci succede attorno. Per non parlare dell’ora di religione che, a prescindere dalla questione cattolici-non-cattolici, di solito è il delirio di un missionario intento all’evangelizzazione delle masse che non trasmette cultura, ma a limite fa qualche conversione, nel migliore dei casi l’ora si trasforma in un dibattito con gli elementi più svegli della classe, cosa per cui si potrebbe benissimo fare un laboratorio pomeridiano. Queste sono le mie conclusioni legate al liceo scientifico e alla mia esperienza, ma che a mio avviso meritano un po’ di riflessione visto che ancora nessuna legge-effetto mediatico e nessun governo sono riusciti a porre rimedio a questi problemi.
E’ un esempio interessante! Dà ragione a Galli della Loggia, alla Gelmini e alla ricerca Ocse. Non c’è che dire!
Solo una cosa,P.I.G: I Promessi Sposi, se studiati bene, fanno imparare, guarda caso, anche un pò di italiano non solo, ma anche la storia, ma anche le condizioni della gente debole del medioevo, ma anche le differenze di classe, ma anche le prepotenze dei signorotti, ecc.
Anche il latino, oltre a conoscere il mondo da cui veniamo, insegna l’analisi logica, che spesso è ignorata dagli studenti.
Dante, ed è strano dirlo, rappresnta la svolta tra la lingua latina e la lingua italiana, oltre alla conoscenza di un mondo ingiusto in cui a subire erano anche le persone colte se non allineate.
Ecc.ecc.ecc.
Vuoi vedere che questi professori impreparati si permettono di insegnare l’italiano, il latino, la filosofia?
E’ davvero una vergogna! Il liceo scientifico non comprende nel suo programma queste discipline!
E’ un’indecenza!
P.S. Posso darti un consiglio, P.I.G.? Perchè non frequenti un istituto professionale, sapendo che anche lì la lingua italiana non la puoi “scartare” e puoi trovare sulla tua strada “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.
A proposito: la storia, la geografia vengono studiate?
Ma scusa lupoalburnino se li nella sua scuola è così cosa dobbiamo negare l’evidenza? Ha la palestra che non è in piedi, la struttura fa schifo, ha alcuni professori impreparati, lo saprà lui com’è la sua scuola! Non penso che sia motivo di vanto essere testimone di questa situazione.
Per quanto riguarda i programmi scolastici meriterebbero un discorso a parte…
Non mi riferivo alla struttura. Lo so benissimo che in tutto il sud c’è un problema di strutture molto carente. l’ho denunciato più volte io stesso.
Mi riferisco al resto: può uno studente del liceo scientifico dire che gli insegnanti sono ignoranti se non gli piacciono I Promessi Sposi, Dante, la filosofia, ecc:? E mi fermo.
Ah, su questo perfettamente ragione.
Ma vabbè che c’entra? E’ normale che non gli piacciano i promessi sposi (a parte che non ha detto quello, ha detto che metterli al biennio è troppo presto), come Dante o la filosofia. A me è piaciuta filosofia solo perchè si estrapolava il vero senso delle parole, si discuteva, la filosofia veniva utilizzata come mezzo per comprendere la realtà. Se avessi dovuto studiarla sui libri imparandomi le biografie varie l’avrei odiata!
Poi scusami ma non si può paragonare un ragazzo a chi gli dovrebbe insegnare, si presume che quest’ultimo debba avere più esperienza, conoscenza e maturità.
Quindi si, può dire che i suoi insegnanti sono ignoranti, perchè le due cose non sono collegate. Ti assicuro che al liceo non avevo voglia di studiare, non studiavo nessuna materia, ma i professori acculturati e quelli ignoranti si distinguono lontano un miglio.
E l’ora di religione andrebbe abolita o commutata in “storia delle religioni”, o meglio ancora in culture estere, anche da noi era una perdita di tempo, infatti dalla terza ho smesso di farla ed è stato molto utile, era l’ora dello studio, almeno impegnavamo il nostro tempo in qualcosa!
Voglio essere molto chiaro. Non mi permetto di dire che la scuola in cui studia P.I.G. sia un modello di efficienza. Però, posso dire che prima di iscriversi ad un istituto bisogna informarsi? E infatti, ogni scuola che si rispetti, prepara ogni anno il “pof”, il piano dell’offerta formativa, che viene sottoposto agli studenti e ai genitori, i quali si fanno i loro bei conti e poi si iscrivono a quella scuola se ne condividono il percorso, ossia il pof.
Credo che anche P.I.G. lo abbia avuto, quindi l’ha letto e si è fatto i suoi buoni conti. Tra l’altro la sua scuola è un liceo scientifico, che sia nel passato, ma ancora oggi, è poco meno di un liceo classico. Vi manca solo il greco ed è potenziata la matematica.
Egli dice: “Che ce ne facciamo del latino, di tutte queste ore dedicate a Dante e di tutta questa filosofia (mi duole dirlo perchè mi piace questa materia) quando non si arriva in tempo a finire i programmi di storia, di matematica, di letteratura, di scienze e non sappiamo un acca nè d’inglese, ne delle leggi dello stato, ne di tutto quello che ci succede attorno”.
Beh, bastava non iscriversi al liceo scientifico. Un liceo linguistico avrebbe fatto al caso suo.
Quindi non è questione di non capire le esigenze dello studente. Non capisco la sua critica. Egli dice ancora: “Edilizia a parte c’è anche un problema di professori, una bella fetta di questa categoria è composta da gente che ha scelto il mestiere come un ripiego, non ha la minima motivazione, nè le doti, e spesso neanche la preparazione per affrontare 30 adolescenti ( questo lo dico io: a 18 anni, poverino è un adolescente!) e riuscire a trasmettergli qualcosa. Tra l’altro spesso si tratta di gente che non tocca un libro dagli anni di piombo, anni in cui hanno preso il loro titolo di studio (sempre che ne abbiano uno).”
Può essere che una bella fetta di prof. siano impreparati, e chi lo nega, ma credo che anche in Sicilia i prof. devono, e sottolineo devono possedere la laurea e superare un concorso. A meno che non siano lì per opera e virtù non dello Spirito Santo, ma di qualcuno o qualcosa altrettanto potente…
Sara, ma che c’azzecca quello che dici con la critica ai prof. Se avesse detto che sono fannulloni, ce ne sono tanti in ogni settore che non avrei fatto una grinza. L a mia non è difesa d’ufficio. Io tra l’altro sono stato maestro elementare: un abisso con i prof. dei licei. E’ la critica non motivata o motivata male che mi fa risposndere così.
Perchè non l’ho motivata? Non capisco…
Per il pof non si può sapere in anticipo se i programmi verranno svolti del tutto. Ad esempio io sono l’unica tra i miei amici che in storia è arrivata a studiare addirittura la guerra fredda, il 90% arriva alla prima guerra mondiale. E lo stesso vale per l’inglese, non serve fare un linguistico, basta che si facciano i programmi prestabiliti. E in più io ad esempio già in terza media sapevo che avrei odiato il dogmatismo, il latino e il fatto di imparare tutto a memoria senza fare laboratori, e allora non ho fatto lo scientifico, ma il liceo scientifico tecnologico con una delle sperimentazioni Brocca, ma devo dire che c’è in poche città…
Insomma secondo me non puoi sempre difendere a spada tratta gli insegnanti o chi per loro, se una cosa non funziona non funziona punto. E non vedo perchè non ci si dovrebbe fidare di un ragazzo che vive questa situazione tutti i giorni…
Le critiche alle materie e a dante possono non essere pertinenti, ma chi di noi era così felice di studiarle? A me ogni tanto piaceva, ma il criticare la struttura e i professori non c’entra con questo discorso. E poi tu dici che poteva scegliere, ma che ne sai delle situazioni delle altre scuole? E poi perchè uno deve scegliere un indirizzo diverso da quello che gli piace perchè non lo aggrada la struttura, e che ne può sapere dei professori che incontrerà?
La scelta del liceo può cambiare la vita, se avessi fatto lo scientifico tradizionale sarei una frustata incazzata del cavolo e non avrei la consapevolezza che ho acquisito con le prof di filosofia o italiano, non avrei la passione per la fisica scaturita dagli esperimenti in laboratorio, non dall’esercizio mnemonico nell’imparare le formule e non avrei potuto fare programmini idioti col leggendario borland c++. Per non parlare del divertimento viscerale nel fare le titolazioni in chimica e vedere che una cosa da trasparente diventava colorata, o nel divertimento nello sbagliare gli esperimenti in biologia!
Sara, non mi riferivo a te, ma a P.I.G., perchè non si può tacciare di incompetenza un prof. solo perchè a lui non piacciono alcune materie.
C’è un altro punto in cui dice:
“Per non parlare dell’ora di religione che, a prescindere dalla questione cattolici-non-cattolici, di solito è il delirio di un missionario intento all’evangelizzazione delle masse che non trasmette cultura, ma a limite fa qualche conversione, nel migliore dei casi l’ora si trasforma in un dibattito con gli elementi più svegli della classe, cosa per cui si potrebbe benissimo fare un laboratorio pomeridiano.”
Se ho capito, potrei non capire, il suo prof. di religione è un missiomario delirante che non trasmette cultura. Di solito i missionari non sono prof. di religione, ma visitano le scuole per raccontare le loro esperienze e per parlare di solidarietà e come aiutare i poveri dei paesi sottosviluppati.
Inoltre dice “nel migliore dei casi l’ora si trasforma in un dibattito…”. Il che significa, in buona sostanza, che l’ora di religione diventa stimolante, per i più bravi, a prescindere dall’essere cattolici-non-cattolici. Perchè diventi laboratorio è questione di prohrammazione. Chi glielo impedisce alla scuola?
Lupo, sinceramente quest’astio mi lascia un po’ interdetto… P.I.G. ha denunciato la situazione che quotidianamente vive.
Per quanto riguarda la struttura è fori discussione che in Italia c’è un grave problema a riguardo. Questo è uno spot odierno di Berlusconi sulle scuole: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/berlusconi-sangiuliano/berlusconi-sangiuliano/berlusconi-sangiuliano.html
Sugli insegnanti non posso dargli torto. Tu stesso hai parlato di un professore universitario che ha scritto un libro sulle spalle degli altri senza controllare la veridicità di questo. Allo stesso modo (anzi, a maggior ragione) un istituto superiore ha una presenza (seppur minima) di docenti non all’altezza del loro compito. Questo può avvenire per diverse ragioni che possono andare dalla scarsa preparazione dell’insegnante all’incapacità di insegnare, dalla raccomandazione alla perdita di determinazione. Non capisco questa difesa a priori dei docenti, è una generalizzazione anche questa.
Sui programmi ok, nella vita gli abbiamo giudicati tutti quantomeno inutili e annosi, per poi pentirci di non aver studiato più a fondo. Ma è sempre andata così a tutti
Ma non ho detto che il prof. in questione è impreparato. E’ un approfittatore. Però ti posso assicurare che la sua materia la conosceva molto bene. Io ho studiato sui suoi libri che non potevano essere copiati.
Neottolemo, ho visto anch’io il servizio trasmesso da tutte le Tv. Non so se si sia commosso davvero o sia stato un buon attore. Voglio propendere per la prima ipotesi perchè di fronte a 28 bambini morti per una struttura fatiscente non si può rimanere indifferente. Ma io avrei voluto dirgli che se in Italia ci sono 2700 scuole fatiscenti non è un problema degli ultimi due anni. C’erano anche prima. Anche durante i suoi cinque anni di governo. Non dico che avrebbe dovuto o potuto rimetterle in sesto tutte, almeno qualcuna si.
Oltre al resto la sua visita a S. Giuliano di Puglia è stato un ennesimo spot.
Quando succede una cosa è un dovere di ogni politico presentare i propri rispetti.
Anche se ci fosse andato Prodi sarebbe stato uno spot?
Per come sono stati gestiti i fondi per la ricostruzione, io lo prendo come uno spot.
Tranquillamente, Oris. Nè più, nè meno!
Però. mi angustia questo fatto che se mi riferisco a B. sono di parte.
Intanto Prodi è utile all’ONU. In Italia è da mandare al macero.
Che strano Paese!
Era a questo che mi riferivo con la frase “a volte il cuore può annebbiare la vista”.
Senza voler togliere forza alle cose che dici, sicuramente fondate, on posso appoggiarti nella mancanza di voler accettare come vere le cose che ti vengono poste all’attenzione che sembri dimostrare..
Uno interessantissimo attacco di doxite. Complimenti capo nuovo
Grazie..
Ma figuratevi se ci crede, però si attende che tutto vada in quella direzione.
Per la situazione del sud in generale non so che dire, dopo i 140 miliardi di euro (280.000 miliardi di lire) elargiti dalla cassa del mezzogiorno negli ultimi 50 anni, ci si chiede perchè ci sono ancora scuole cadenti, con attrezzature insufficienti, ospedali non del tutto funzionanti, con attrezzature non usate (che tanti medici del sud saprebbero benissimo far funzionare) e altro ancora.
Io temo fortemente che il peggior nemico della qualità della vita in certe parti del sud (comunque quella ambientale nel nord è un mezzo inferno) sia e/o sia stata proprio una parte della sua classe dirigente che ha approfittato troppo dei poteri e dei privilegi di cui gode e ha goduto; sorvolo volutamente sulle connessioni fra certi personaggi ed altri che tirano le fila; purtroppo chi più chi meno siamo tutti afflitti da pescecani e da branchi di piranha che assorbono e disperdono le potenzialità di preziose risorse sia economiche che umane.
Dico questo senza generalizzare e con dispiacere perchè posso capire l’effetto che può fare avere un nemico neanche tanto invisibile in casa.
Credo che tutto questo debba essere considerato con molto realismo ma anche con molto distacco senza lasciarsi coinvolgere da inutili campanilismi e recriminazioni e soprattutto senza fare comparazioni con le eventuali “isole felici” che esistono anche al sud (ma che probabilmente sono troppo poche).
Bisogna infatti considerare sia i retaggi storici, sia il cammino percorso fino ad oggi, senza drammatizzare la situazione che peraltro mi risulta stia lentamente (molto lentamente) migliorando anche se non in maniera uniforme in tutto il sud.
Sullo stato della preparazione scolastica so che la variabilità media italiana per i risultati OCSE è di 100 punti, anche se quella assoluta è molto più alta e che i risultati buoni o cattivi delle varie scuole sono disseminati a macchia di leopardo; che poi queste macchie non siano uniformi in tutta la penisola può essere vero, ma è vero anche che non tutte le scuole fanno i test OCSE, quindi anche nei criteri di scelta delle scuole ci sono delle variabili significative.
In breve la scuola dove ha insegnato “lupoalburnino” potrebbe benissimo raggiungere, con i suoi professori e studenti, livelli di eccellenza mentre qualcun’altra a qualche decina o centinaio di chilometri potrebbe essere ai livelli più bassi del sud America.
Qui qualcuno può tirare fuori la solita teoria secondo la quale se tutte le persone più brave emigrano e si trasferiscono regolarmente fuori dal sud e in genere da un territorio (per i noti problemi che ci sono, altrimenti non emigrerebbero tanto facilmente), è ovvio che nell’arco di 40, 50, 60 anni questo fenomeno non può che impoverire le relative risorse umane e rendere le cose più facili a chi non opera bene.
Allora non mi so spiegare.
Il mio non è un problema di gradimento delle materie altrimenti non avrei scelto la scuola in cui mi trovo. Tra l’altro non è che avessi molta scelta. Ciò non toglie che io abbia tutto il diritto di dire che secondo me qualcosa non va senza che le mie parole siano liquidate come la rabbia di uno studentello represso.
Noto che dedicare un’ora allo studio dei promessi sposi al secondo anno è perfettamente inutile per due motivi: un quindicenne raramente ha la maturità per trarre giovamento da un libro così complesso, tant’è che voi allora non lo avete studiato e solo più tardi vi siete accorti della sua importanza (a mio avviso la didattica del senno di poi è sbagliata, si deve fare in modo che gli alunni apprezzino in breve il valore degli insegnamenti che gli vengono impartiti, altrimenti diventa nozionismo), il secondo motivo è che in seconda uno non ha neanche i prerequisiti per affrontare questo testo. Vi rinfresco la memoria, l’epoca di ambientazione del romanzo e il movimento di riferimento dell’autore si studiano solo in quarta. Un anno di studio per un’opera che non riusciamo a contestualizzare.
Per quanto riguarda la difesa del latino l’argomentazione è la stessa che tutti recitano a memoria. Avete ragione, ma non credo che per imparare l’analisi logica gli inglesi imparino l’anglosassone antico. Posso comprendere lo studio del latino e del greco al classico. Lo scientifico dovrebbe però dare la precedenza all’acquisizione di una mentalità scientifica appunto. Dovrebbe insegnare a risolvere dei problemi, le leggi della natura, come si esegue anche praticamente un’esperimento. Dovrebbe stimolare la curiosità. Cosa che a parte poche eccellenze fa davvero molto male credetemi, non vi pare superfluo il latino quando si dedica appena un anno allo studio della chimica, tra l’altro solo a livello nozionistico.
Sono d’accordo sul fatto che un liceo dovrebbe dare una cultura a 360°, ma se non si riesce mai a finire ne il programma di storia ne quello di letteratura italiana (e quello che si fa è sempre raffazzonato) si può sapere alla perfezione sia la divina commedia, sia la grammatica latina, ma sempre ignoranti si resta.
Lo so meglio di voi che in Italia ci sono moltissimi insegnanti con la i maiuscola, incontro molti di questi anche nella mia scuola. Quando qualcosa presenta dei problemi però mi hanno insegnato che non se ne elogiano i pregi, ma si cerca di trovarne i difetti ed è fuori discussione che in Italia insegnino molte persone che non hanno una cultura e/o una motivazione adeguata e che c’è molta gente che potrebbe farlo meglio di loro a cui tocca lavorare da McDonald’s. Spero di aver fatto chiarezza sulle mie posizioni. Se lupoalburnino ha ancora da ribattere sarei anche curioso di sapere cosa cambierebbe lui della scuola nel suo piccolo o se magari crede che così sia tutto rose e fiori.
Le tue argomentazioni sono bene esposte e in parte condivisibili, credo però che il problema non sia tanto il fatto di affrontare i Promessi Sposi o il latino che tutto sommato alla fine possono essere utili nella formazione mentale, quanto quello di attardarsi o non affrontare adeguatamente anche altre materie, soprattutto negli ultimi anni delle scuole superiori, anche se molto dipende dall’indirizzo della scuola.
In breve concordo che potrebbe essere utile riconsiderare il numero di ore dedicate a certe materie piuttosto che altre.
Caro P.G.I., sei stato più chiaro, ma ancora più prevenuto se posso essere sincero. Io nemmeno nel mio piccolo mi permetto di dire come dovrebbe essere cambiata la scuoa. Me ne guardo bene. Già ce se sono molti di soloni esperti in materia anche a MC.
Ti dico solo che tu prima di iscriverti al liceo scientifico avresti dovuto leggere bene il pof. Non lo hai letto come sempre accade. Per quanto riguarda i prof. puoi aver ragione, ce ne sono a iosa incapaci, ma di qui a dire che potrebbero andare al McDonald’s, sottinteso, ce ne passa…
Io, nonostante la mia età, non ho mai saputo che i pregi non vanno lodati, ma vanno evidenziati solo i difetti: qualche volta, giacchè la retribuzione è così bassa, qualche gratificazione professionale non fa male.
Per finire, tu concordi con la Gelmini, mentre io no!
P.G.I., la tua età è quella giusta per emettere sentenze senza se e senza ma anche sui prof.
Vorrei sapere se la classe politica cui tu sembri ispirarti, quella berlusconiana e siciliana, padrone di farlo sia chiaro, ti soddisfa?
La risposta è gradita per una valutazione ancora più chiara.
P.G.I., cordialmente!
Adetrax ha colto nel segno, il problema non sono gli argomenti in se, ma è una questione di cattiva organizzazione delle ore e quelli che ho detto sono degli esempi, sui quali molti professori concordano. Se poi davvero si riuscissero a trattare tutti gli argomenti descritti nel pof e in maniera adeguata non avrei niente da rimproverare a nessuno e la mia scelta sarebbe stata davvero motivata.
Mi dispiace di esserti sembrato immodesto, avrò usato parole eccessive, ma io credo che ognuno di noi si possa permettere di far notare se ci sono dei difetti nell’ambiente in cui vive, non intendevo inventarmi una riforma dei programmi. Io non ho detto che i nostri insegnanti dovrebbero lavorare da macdonald’s, ho detto che al macdonald lavorano molti precari laureati che dovranno aspettare una vita per arrivare ad insegnare in una scuola pubblica.
Riguardo al mio pensiero politico sei completamente fuori strada perchè la penso più o meno come te (scusa il tu, ma di dare del lei ad un’identità virtuale non mi sembra il caso). Sono convinto anch’io che in sicilia continuiamo ad eleggere dei mafiosi, e non è retorica. Anzi, mi sembra più prevenuto il tuo atteggiamento verso di me. Mi stai dando del berlusconiano solo perchè siciliano e perchè dico che ci sono prof. incapaci senza che abbia mai parlato di politica in senso più generale. Conosco vari docenti che alla prima curiosità fuori programma da parte degli alunni cominciano a fare free-climbing sugli specchi. So di prof. che si siedono sbuffando alla cattedra chiedendo “ma veramente devo spiegare?” ” vabbè pigliate pag. x leggete, se c’è qualcosa che non capite ve la spiego”. Il problema esiste, e non lo dico da meridionale riguardo ai docenti del sud, ma da studente nei riguardi di ciò che ha sperimentato, il politicamente corretto non paga.
La Gelmini sbaglia a criticare i docenti in base alla loro provenienza, questo è razzista e completamente fuori luogo visto il suo ruolo istituzionale, visto il bordello che sta facendo con le scuole elementari, dimostrando di non capirne un’accidenti di istruzione, università e ricerca. Ciò non toglie che la scuola non è spesso capace di darci una preparazione tale da affrontare realtà, una cultura tale da rendere tutti capaci pensare criticamente.
Ebbravo P.I.G!
Sara, leggi il mio commento proprio sotto, naturalmente se è capitato lì.
Cari saluti!
Caro P.I.G., sei venuto fuori finalmente. Non mi crederai dopo quello che ho scritto: sono completamente d’accordo con te e senza ironia! Sei un ragazzo in gamba!
Su un’unica cosa non concordo: scambiare i programmi con gli esecutori. I programmi sono standard, sono ministeriali, cui si possono apportare poche modifiche. Sono del parere che il collegio dei docenti, dirigente permettendo, potrebbe in una certa qual misura adattarli alle sigenze dell’utenza.
Se ci sono prof., e sono convito che ci siano, che si comportano come dici, hai perfettamente ragione: non vanno bene per la scuola, ma non vanno bene neppure nei McDonald’s. Mi auguro solo che ce ne siano sempre di meno. Se il decreto Gelmini dovesse malauguratamente andare in porto ne scompariranno tantissimi di prof. Spero solo che non rimangano proprio i fannulloni.
Non sono razzista verso i siciliani. Chi ti parla è campano: diamoci la mano.
Con i miei più sinceri auguri per i tuoi studi e la tua vita!
Ecco, vedi che è un bravo ragazzo? Sono d’accordo su quest’ultimo commento…
Sì, ci vuole meno pregiudizio… non tutti quelli che la pensano diversamente sulla sucola sono per forza Berlusconiani….
Caro Oris, mi dovresti conoscere ormai: non sono presuntuoso a tal punto da non riconoscere i meriti degli altri e i miei limiti. Anzi mi sta proprio bene così.
Mai detto che i programmi li fanno i professori. Ho detto che una ritoccata non guasterebbe, e so perfettamente che questo riguarda il ministro. Per il resto mi fa piacere che ci siamo capiti, fondamentalmente l’incomprensione la capisco solo ora perchè sto leggendo solo adesso il commento che hai postato prima del mio, visto che quando l’hai mandato stavo scrivendo e potevo sembrarti in contraddizione. Vi ringrazio per i complimenti, ricambio gli auguri.