Dopo il Lutto, la Speranza
4 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica
La drammatica notizia è stata diramata alle 5.50 di oggi ed ha fatto rapidamente il giro del pianeta. Del fatto in sé avrete certamente letto ed ascoltato tutto sui giornali e sulle TV di tutto il mondo. Qui si vuole abbozzare, a poche ore dal tragico evento che ha lasciato sgomento l’intero mondo occidentale – dall’amico Bush al compagno Putin, da Blair a Sarkozy passando per Bin Laden, la Merkel e Zapatero – un’analisi dello scenario politico che si apre da domani nel nostro Paese.
L’improvvisa scomparsa di Silvio Berlusconi non sta determinando soltanto un forte sentimento di sconforto tra i suoi numerosi sostenitori ma anche un momento di sbandamento per i suoi altrettanto numerosi detrattori.

Il primo significativo atto politico dell’opposizione è stato quello del sen. Antonio Di Pietro, che ha immediatamente revocato in segno di lutto (ma più probabilmente per sopravvenuta inutilità) la manifestazione indetta per l’8 luglio prossimo contro l’ultima legge ad personam ideata dal defunto premier.
Altrettanto determinata, pur nella sua pacatezza, si è espressa l’altra opposizione che, per bocca del suo leader Walter Veltroni, ha tenuto a puntualizzare che al dolore umano ed alla solidarietà alla famiglia si uniscono i sensi di una serena critica per le recenti scelte del governo che hanno determinato la rottura del tanto agognato dialogo. Veltroni si è detto certo che il dialogo potrà essere ripreso col nuovo leader della maggioranza per fare insieme le riforme di cui il Paese ha bisogno. Alla domanda se si riferisse alla legge sul conflitto di interessi il leader del PD non ha voluto rispondere, limitandosi ad un sorriso. Alla successiva domanda su cosa farà da domani il PD l’on. Veltroni ha invece risposto con un’espressione che a molti osservatori è parsa una smorfia dubbiosa.

Reazioni meno pacate – ancorché in certa misura prevedibili – provengono da quella che fu la Sinistra Arcobaleno e dalle frange sociali più radicali. L’on. Diliberto si è detto “niente affatto dispiaciuto che il gigantesco ingombro al futuro democratico del paese sia stato finalmente rimosso” da una non meglio precisata “provvidenza divina” ed è tornato a candidare alla guida del Paese l’uomo che meglio incarna oggi gli ideali progressisti: Romano Prodi. Achille Occhetto ha dichiarato che ora la gioiosa macchina da guerra del suo PDS è pronta a mettersi in moto. Fonti attendibili riferiscono di feste improvvisate in molti campi nomadi e girotondi in tutti i Centri Sociali un po’ ovunque nel paese, appena i telegiornali hanno diffuso la notizia.
Nel centro-destra e nella compagine di governo regna lo sgomento. Non vi sono ancora dichiarazioni ufficiali da parte dei luogotenenti del Cavaliere nel PdL. Il portavoce Bonaiuti si è limitato ad un commosso ricordo personale. L’on. Bondi ha invece improvvisato alcuni struggenti versi al microfono di SkyTG24. L’on. Fini, chiuso nel suo abbronzato dolore, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Pierferdinando Casini, ricordando in Silvio l’amico fraterno, è tornato a parlare del Centro come del luogo di ogni convergenza in questo momento di drammatico sbandamento per il Paese e si è candidato a guidare un governo di transizione con un programma minimo al primo punto del quale compare il varo di un piano decennale per la costruzione di nuovi quartieri, soprattutto a Roma.
La situazione è tuttora in ebollizione, il momento è drammatico per molti. Con Berlusconi è scomparso il principale motivo della contesa politica nell’Italia degli Anni Duemila. Ora, per la prima volta dal 1992, agli italiani mancheranno argomenti di accesa contrapposizione nei bar come nei blog: qualche inguaribile ottimista ritiene addirittura possibile che si cominci a discutere di cose concrete.

Moltissimi tra coloro che sul fenomeno Berlusconi hanno impostato le loro fortune professionali – dai maggiori notisti politici (di sinistra) ai principali esponenti della satira (di sinistra), dagli intellettuali (di sinistra) ai cabarettisti (di sinistra), dalle veline alla Garfagna, da Apicella ai trapiantatori di capelli – dovranno cominciare a volgersi altrove, anche se è ancora presto per dire dove. Alla RAI si stanno rivedendo i palinsesti: sono in bilico le sorti di trasmissioni divenute improvvisamente superflue, come AnnoZero e Ballarò: il solo Vespa sembra certo di una riconferma.
La magistratura, scongiurato il rischio che i processi italiani notoriamente fulminei venissero rallentati, sembra ora propensa a celebrare anche processi non politici. Il venir meno dell’unico soggetto che – del tutto immotivatamente – la riteneva politicizzata ha liberato di fatto i giudici dalla necessità di pressanti autodifese a colpi di avvisi di garanzia. Ora che i processi a Berlusconi sono decaduti, si attende con ansia di conoscere il prossimo leader del centro-destra. Nell’attesa, per non sbagliare, le intercettazioni telefoniche saranno disposte un po’ per tutti i papabili.
E ce ne sono. La domanda che tutti si pongono è: “Chi raccoglierà l’eredità politica di quello che è stato – nel bene e nel male, nel male, nel male – il protagonista assoluto dell’ultimo quindicennio della vita politica italiana?” I nomi al momento più accreditati sono quelli di Fini, Frattini e Tremonti. Quest’ultimo sembra il più probabile destinatario di un incarico ad interim da parte di un Presidente Napolitano che l’entourage del Quirinale descrive insolitamente teso e dubbioso: fonti vicine al Presidente sostengono che Tremonti ce la farà, battendo anche l’outsider Montezemolo, in virtù della sua migliore erre moscia.

Ma nessuno si sente di escludere nessuno. Tra i nomi pronosticati per la guida del Centro-Destra si è inserito, a sorpresa, anche quello di Antonio Di Pietro. Sembra proprio che uno dei più agguerriti antagonisti di Berlusconi sia tra i più accreditati a raccoglierne il testimone: campione del più sfrenato populismo giustizialista di stampo girotondino rappresenta agli occhi di molti l’ideale per incarnare l’uomo forte che gli orfani del “mago di Arcore”, dismesso il lutto, aspettano di osannare. Il primo a fare il nome dell’ex PM è stato il professor Sartori, rinfrancato dall’aver azzeccato la prima previsione della sua vita quando, solo pochi giorni fa, aveva spiegato da esperto politologo che anche Berlusconi prima o poi sarebbe uscito di scena.
Gli avvenimenti sono ancora troppo recenti e nessuno se la sente di dirlo apertamente, ma si percepisce in giro un diffuso ottimismo sul futuro di un’Italia che, liberata per grazia divina dalla dittatura berlusconiana, sembra in grado finalmente di spiccare il volo. Con o senza Alitalia.
Articoli collegati:
- Caldo Torrido: l’Emergenza Rifiuti Rischia di Diventare un’Emergenza Sanitaria. Roma- Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha oggi...
- I Numeri Al di là delle analisi acrobatiche nelle quali si cimentano...
- Madrid si Chiede: Dove Va l’Italia? Ai primi di febbraio, i magistrati di Firenze hanno scoperto...
Leggi anche
|
|
|
|
|
|
Lo stesso giorno gli anni scorsi
2009
2008
2007








Mi associo umanamente al cordoglio della famiglia.
La morte annulla ogni differenza, sia essa sociale che politica e questa è l’ennesima dimostrazione di questo concetto universale.
Quello che per noi è stato un feroce avversario, per altri è stato marito, padre e fratello.
E’ per rispetto al loro dolore che sospendo ogni valutazione politica per rimandarla a domani, il primo giorno di una nuova storia italiana.
Requiescat in pace
Amen
bhe hai scritto qualcosa di ottimista, io direi italia nel caos perche’ verrebbe a macnare il legantge di tante situazioni
Bisogna farsela aggiustare questa tastiera del mac
si a parte che ho i tasti messi diversi dal pc, sto impazzendo.Ho notato che sono dislessico pure a scrivere ed inverto le lettere….
ritornando in topic non penso che la scomparsa di B risolva qualcosa, e’ l’intera classe dirigente che deve cambiare, lui e’ solo l’esponente piu’ importante di questa decadenza
riflessione probabilmente corretta. la condivido.
ahahah bello l’auto-link!
ci sei cascato vero?
pensavi una bella prima pagina di repubblica?
io son andato di corsa su repubblica.it …
beh ormai non e’ + un giovincello e questo caldo potrebbe fare delle vittime eccellenti.
apperò
quanti gufi.
Silvione dovrà pagare qualcuno perché gli gratti le balle o farlo ministro e farlo pagare a noi.
tutto ciò mi rattrista…
nel senso che domani parto per una settimana di agoniate ferie e non posso mantenere la parola data ad i miei amici di sempre: ragazzi, scusate, niente settimana di ubriacatura, vagabondaggio e promiscuità. Sappiate che il mio cuore è con voi.
p.s. speriamo in un successore anziano, questi 15 anni sono durati un’eternità
ahahah
magari ci tocca la Carfagna. E’ pure donna, prima degli 80 non si ritira.
non c’entra niente con il post in oggetto, ma volevo solo dirvi che il blog Chiara di Notte ha lincato (cioè inserito nella lista dei blog amici) il vostro blog.
ciao Davide
grazie per l’informazione
“qualche inguaribile ottimista ritiene addirittura possibile che si cominci a discutere di cose concrete.”
RoTFL,
questa e’ geniale, complimentoni fully!
Ieri pomeriggio, distesa sul divano a passare il tempo in questo periodo di forzata inoccupazione, guardavo un vecchio film di Totò “Miseria e Nobiltà”. Cosa c’entra, direte voi. Ebbene, leggendo questo argutissimo post, mi è tornata in mente una frase di Luisella, l’attrice che interpreta l’amante convivente di Totò e malsopportata da tutti, tanto da augurarle la morte. Ma lei, nel più puro stile napoletano e lanciando corna ovunque, dice queste esatte parole: ” morte augurata, mai arriva”.
Non vorrei che qui gli si allungasse la vita…
Ma noi non gufiamo.
Cerchiamo solo di anticipare gli eventi.
Se dovesse succedere, il coccodrillo è già pronto e stai pur certa che andrà benissimo.
Post decisamente di pregio.
Io però temo che Silvio, come Andreotti, abbia firmato un contrattino con Lucifero…e questo mi sconforta.
MAGARI fosse vero!!!
Cristiana