Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Donne in Tre Righe" è stato scritto da dellefragilicose .
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V.
V. è esile, leggera, longilinea. Nel centro del suo viso di pelle chiara ci sono due occhi cerulei e accusatori. V. ha avuto una vita difficile e ha tanto bisogno d’amore. Lo cerca sempre negli uomini sbagliati, come me, e non lo trova mai. Ogni tanto piange, ma continua a tirare avanti per la sua strada difficile perché ha la testa dura, accidenti come è dura.
C.
C. è scura come la notte con due grandi occhioni neri che ti sembrano quelli di un’antica Cleopatra regina d’Egitto. E’ mamma: ha due figli piccoli e uno della sua età che la notte dorme nel suo letto. C. è innamorata di un uomo lontano che somiglia ai personaggi dei libri che leggeva da bambina. Rimane attaccata a lui come se fosse l’ultimo brandello della sua infanzia lontana, ma in silenzio, senza mai pensare di tradire veramente i suoi bambini piccoli e quello grande, perché C. è onesta nel cuore e non solo nelle parole.

F.
Io non conosco F.. Avrei voluto, ma lei mi si è sempre celata. Per timidezza o forse per il terrore che ha delle scelte definitive, quelle che influenzano la vita e cambiano veramente il corso degli eventi. F. ha cervello, cuore e occhi che vedono lontano, ma spesso li tiene bassi come se avesse paura di quello che potrebbe vedere. Le lancette girano anche se non le si guarda. F. lo sa, e qualche volta ci pensa.
N.
Sento N. al telefono tutte le sere. Cinque, dieci minuti per capire se è ancora lucida, se riesce a piegare il ginocchio, se ha ceduto alla depressione e se, col tempo buono, è riuscita a fare una piccola passeggiata. N. mi dice sempre che va tutto bene, che non ci sono problemi. A me non serve sentire le sue parole perché mi basta il tono con cui le dice. Fra me e lei, nonostante i cinquanta anni che sono passati, non si è ancora spento il ricordo di quando eravamo una sola cosa. La conosco troppo bene per credere che, anche per un solo momento, possa concedersi qualcosa di più di quanto strettamente necessario. Lei è della generazione delle donne cresciute per annullarsi e ha svolto la missione fino in fondo.
Y.
Y. viene da lontano e l’aria algida della sua terra sembra ancora sfiorare la sua pelle sottile. Y. è cresciuta giocando silenziosamente da sola, senza che nessuno le desse un bacio o la facesse sentire importante. Y. fa sempre quello che pensa sia il suo dovere, parla raramente e non mostra mai nessuna emozione. Eppure, anche quando credi che sia indifferente, se la conosci veramente bene, ti accorgi che oltre la maschera che porta per difendersi, Y. ha un’anima bianchissima come la neve nella quale giocava da bambina.
S.
S. ha gli occhi del colore del cielo che precede la pioggia. I sottilissimi capelli sembrano fili di grano scuro percorso dal vento. La sua pelle ha la fragranza tiepida del pane appena sfornato. S. ha solo trenta mesi e non è ancora né maschio e né femmina, ma una sorta di angelo il cui corpo delicato non è ancora stato sconvolto dalla tempesta che ne farà una donna. S. ama tutti gli animaletti. Quando ne vede uno lo indica e fa gridi di gioia. Se incontra un altro bambino, specialmente se è più piccolo di lei, lo tocca e lo bacia con grande trasporto, quasi che le sia già nota la gioiosa promessa che reca il suo piccolo ventre.
La sera, quando la metto a dormire, la sento parlare da sola nella sua stanza nella lingua sconosciuta dei piccolissimi. E allora la lunghissima strada che mi ha portato fino a lei mi appare leggera e lucente come una passeggiata lungo il mio mare lontanissimo.
foto di d-minutiv
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Interessante.
Una è esile, leggera, longilinea con occhi cerulei, un’altra ha grandi occhioni da Cleopatra, un’altra ha cervello e occhi che vedono lontano… E poi annullamento e sacrificio, pelle sottile e anima bianchissima, e infine occhi colore del cielo imbronciato e pelle fragrante, una bimba innocente.
Sono anche io contornato da persone così straordinarie e non me ne accorgo, o piuttosto sei tu che hai avuto una grande fortuna? Oppure dipende da cosa?
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La prima che hai detto, secondo me.
E non perchè tu sia miope, non lo penso, ma proprio perché sei nella norma, probabilmente. Anzi sicuramente, se non le vedi.
Suppongo che tu non abbia mai visto neppure: “…il lampo che candisce alberi e muri e li sorprende in quella eternità d’istante… ch’entro te scolpita porti per tua condanna e …”
E neppure io e m’è dispiaciuto.
Talvolta bisogna accontentarsi di capire “quel che altri ha inteso”
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Sarà… Forse mi riferivo al tono leggermente retorico dell’articolo.
Credo di saper apprezzare quello che ho, come queste due righe di una delle mie figlie (30 anni), un tipo sensibile:
Vieni qui,
torna dov’eri,
al tuo posto,
con le mani
sul mio ieri
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Sì, il tono è retorico.
faccio quello che posso, nei miei limiti.
Alla fine, scrivere qualcosa che si offre alla pubblica lettura è un atto di presunzione che prima scambiavo per coraggio.
tengo aperto qui perché mi illudo che possa farmi bene, non perché penso di essere uno scrittore o un poeta, ci mancherebbe. Sono un mediocre conclamato.
Grazie della nota, di cui in un primo acchito non avevo compreso la critica stilistica (sempre per presunzione, s’intende).
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grazie per la benigna attitudine che sono felice di aver, in qualche modo misterioso, guadagnato.
alla fine i regali inattesi sono i più belli.
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Caro Comandante, grazie della tua fatica.
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Non era benigna attitudine, non me lo permetterei mai.
Se mai vaga irritazione per un giudizio temerario, anche se veniale.
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