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Don Vicienzo




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Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.

Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.

Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.




Stranamente, di questi manifesti di cui è tappezzata Salerno, non c’è traccia a Napoli. Forse sono fermi alla dogana sul confine tra le due province in attesa che il Re di Napoli ne approvi l’affissione o, più semplicemente, ancora non sono stati recapitati al competente ufficio comunale.

Confesso che, da salernitano, attendo con una certa curiosità questo primo atto di occupazione del territorio partenopeo da parte dell’odiato De Luca, il sindaco sbruffone dei pisciaiuoli(1) come, con (poca) simpatia i napoletani chiamano i salernitani che, dal canto loro, ricambiano con un altrettanto affettuoso napulilli(2), termine che nella vulgata salernitana sta a indicare tutti quelli che vestono volgarmente ed indossano gioielli vistosi.

Io non mi candido per andare a gestire un poco meglio o un poco peggio. Io mi candido per cambiare tutto, bisogna cambiare tutto!

Letta sulla pagina facebook di Vincenzo De Luca, questa affermazione non può non ricordare quel Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare! tramite il quale la storia ci tramanda il carattere testardo e rivoluzionario di un grandissimo sportivo. Eppure, la posizione di De Luca, sul nucleare per esempio, non è affatto rivoluzionaria.

“Io non guardo in maniera pregiudiziale al nucleare, ma vi dico in tutta sincerità che l’ultima regione in Italia nella quale si può pensare a una centrale nucleare è la Campania”(3)

.

Togli Campania e metti Sicilia, Puglia, Umbria, Abruzzo, Trentino e non cambierà nulla. Frase demagogicamente vuota, buona solo per chiamare l’immancabile applauso. Avevo già avuto l’impressione che De Luca si fosse plastificato, ammorbidito, addolcito, ecumenizzato ascoltando una sua intervista di Giuseppe Cruciani a Radio 24. Alla fine, per piacere a tutti, la strada più semplice è essere come tutti gli altri, entrare nel sistema, compiacere.

Nel mio ufficio di Napoli, l’uomo delle pulizie, appena capì che ero salernitano, mi mostrò la tessera di abbonamento del Calcio Napoli, come a dirmi: “statte al posto tuo pisciaiuolo, tu e quella squadretta di fasuli tabacchini(4). La scena si è ripetuta qualche giorno fa. Stavolta, però, ad uscire dal portafoglio è stata la tessera del PD insieme ad una specie di dichiarazione d’amore per De Luca e per la sua efficienza nell’organizzazione della raccolta differenziata. Non manca l’irrisione per quella “capa e ligame(5) candidata dal PDL, “o pupazzo di Cosentino(6). Poi, il compagno ha socchiuso la porta, abbassato la voce e, facendo cenno con la testa verso il punto cardinale di Casal di Principe, mi ha chiesto: “ma vuie che dicite dottò, chilli là o faranno faticà a Don Vicienzo?”(7). L’omino abbonato al Calcio Napoli fa solo le pulizie, ma sa bene che quello che succede a Napoli non si decide a Roma.

E “Don Vicienzo” lo sa?

Oggi è Carnevale e a Napoli piove. Peccato per i bambini che non hanno potuto sfruttare il giorno festivo per sfoggiare le loro mascherine. Sull’autobus che mi riporta a casa i vetri sono appannati e per capire perché, nonostante le scuole chiuse, via Marina sia bloccata, devo pulire il vetro con un pezzo di carta che diventa subito nero di lerciume.

Sulla destra della strada c’è una moto rovesciata e due ragazzi inginocchiati con le mani dietro la schiena. In piedi un uomo parla al telefono mentre gli punta la pistola alla testa. Un altro fa cenno alle macchine di avanzare. Solo quando vedo la paletta capisco che, probabilmente, si tratta di due poliziotti e non di un’esecuzione pubblica di due scustumati(8).

E’ solo grazie a questa distrazione che vedo il primo manifesto di De Luca. E’ un 4×3 fissato sulla parete di un palazzo per essere visibile su tutto il lungo rettilineo di via Marina. Il giubbotto è lo stesso della foto di Salerno, non l’ha cambiato. Anche qui non ci sono simboli di partito, ma in questo lo slogan è diverso: Vincenzo De Luca, un uomo libero.

Evidentemente a Napoli la speranza è rimasta inginocchiata a terra un centinaio di metri indietro sulla via battuta dalla pioggia.

Mentre svoltiamo per Corso Lucci, guardo per un attimo ancora il mare grigio che rumoreggia severo in questa uggiosa giornata di febbraio.

Un uomo libero. Può darsi.

Non posso che chiedermi fino a quando.

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Note
  1. pescivendoli N.d.A. []
  2. Dopo un attento studio di entrambi i disegni, che ritraggono l’abbigliamento napulillo nelle stagioni invernali ed estive, si può risalire ai punti chiave ed invariabili del look. Calzini bianchi da sopra al jeans, maglie larghe, testa coperta, sopracciglio rasato, scarpe Nike ai piedi, orecchini vistosi. Il resto e le variazioni potete osservarle da voi. Ciò che contraddistingue i napulilli, oltre al look da tamarri, è l’atteggiamento. Ovunque ci siano i napulilli, si sentono urla e affettuosi saluti. “Weee pè” “Aòò Francè”"Ooo Donà!”.. si sentono anche scambi di affettuosi sopranomi, nomignoli, ed espressioni, del tipo “We strunz!! Mammt fa e b******” E via discorrendo…. Ora vi ho reso l’idea di cosa si debba sopportare, questi tipi cafoni e assurdi di cui ogni zona brulica …Liberateci da questi galli!!! Ma perché i guaglioni anche se sono “promettenti” si devono rovinare così, ma io non lo so . fonte []
  3. fonte []
  4. stai al tuo posto, pescivendolo, tu e quella squadra – la Salernitana N.d.A. – di fagioli tabacchini []
  5. testa di legno []
  6. il pupazzo di Cosentino []
  7. Lei che dice Dottore, quelli là lo faranno lavorare a Don Vincenzo? []
  8. disobbedienti all’autorità camorristica []
Fine delle Note

Comments

2 Risposte a “Don Vicienzo”
  1. anna scrive:

    Se parli con gli attacchini dei manifesti elettorali capisci come va il mondo. Se non puoi tienili d’occhio, guarda dove hanno dato il permesso di metterli.

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