“Dolce gusto”… Colpo di scena!
7 giugno, 2008 di Cambiamo Pianeta
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Pianeta che Ride
Cambiamo Pianeta, un collaboratore di MC, ci racconta della sua esperienza con la macchina per il caffé “DolceGusto” di Nestlé. Dopo aver notato la quantità di spazzatura prodotta con questa macchina ha pensato di contattare il servizio clienti per porre un semplice quesito “che fine fanno le capsule? Si possono riciclare?”. Per due mesi ha atteso inutilmente una risposta giungendo all’amara conclusione che, probabilmente, si tratta di capsule monouso non recuperabili, quindi di spazzatura assolutamente nociva che, vista la frequenza con cui si consuma caffè nel nostro paese, avrà la spiacevole tendenza ad accumularsi esponenzialmente…devastando ambiente e salute. Fino a quando, un giorno…

Ciao a tutti…a conclusione della mini-saga sulle capsule “Dolce gusto” (i pezzi precedenti li trovate qui e qui) devo dirvi che incredibilmente l’improvvisa smentita da me auspicata è giunta. La gentilissima operatrice Nestlé con la quale avevo amabilmente conversato nella mia telefonata di metà Gennaio mi ha ricontattato…io ovviamente sono caduto dalle nuvole, visibilmente sorpreso da questa chiamata. Le ho confidato che ormai li davo per dispersi e che questo mi aveva provocato non poco sconforto, ma all’udire queste mie parole l’operatrice mi ha prontamente rincuorato dicendomi che la lunga latitanza è da imputarsi unicamente all’intenzione loro di fornirmi una informazione definitiva e completa…insomma, non mi hanno voluto contattare fino a che non avevano la sicurezza di rispondere in maniera esaustiva ai dubbi che avevo posto sul destino riservato alle capsule monouso. Questo chiaramente ha richiesto tempo, speso per effettuare le necessarie verifiche, per espletare le dovute ricerche.

Comunico a tutti voi che le capsule sono composte da un mix di Polipropilene (PP) e Polietilene Tereftalato (PET)…quindi assicurano che possono essere smaltite assieme ai rifiuti plastici…qui mi scuso con quanti leggono, poiché trovandomi al lavoro non ho potuto chiarire, per motivi di tempo, con l’interlocutrice come mai la mistura di polimeri non costituisse più un problema durante il processo di recupero, come inizialmente mi venne comunicato, o se invece il precedente dato era non corretto.
Piccola raccomandazione, prima di gettarle fra la plastica dovete rispettare tre piccoli accorgimenti:
1) strappare accuratamente la pellicola, probabilmente in alluminio, utilizzata per ricoprire la miscela;
2) svuotare la capsula dalla miscela;
3) sciacquare la capsula, poiché come ben saprete la plastica per poter essere immessa nel ciclo di recupero deve essere pulita.
Tutto è bene quel che finisce bene…non mi resta che augurare buon caffè a tutti.

P.S.: mi sorge, cinicamente, un dubbio…considerando il livello modesto di raccolta differenziata praticata in Italia, quanti si prenderanno la briga, ogni volta che si fanno un caffè, di togliere la pellicola, gettandola nell’alluminio, e lavare la capsula, inserendola fra i rifiuti plastici, ricordandosi ovviamente di eliminare la miscela buttandola nell’umido? Immaginando che ognuno proceda come descritto sopra, rispettando i tre punti, quanta acqua se ne andrà, quotidianamente, per sciacquare tutte le capsule utilizzate? Non è realmente più comodo, se nel concetto di “comodità” inglobiamo anche quello di salute del pianeta (cosa che necessariamente dobbiamo cominciare a fare!!), lanciare sul mercato un prodotto ad impatto nullo e realmente riutilizzabile? Questa sarebbe vera innovazione!!

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Premesso che non ho mai bevuto caffè in capsule, e detta così mi sembra una dose farmacologica, un modo potrebbe essere quello di fare la capsula ricaricabile, cioè averne solo una e ricaricarla ogni volta con un sacchettone di caffè…
Complimenti per l’esperienza con il produttore-Golem.
La cosa importante e’ far capire che ora c’e’ attenzione sul tema del riciclo perche’ ricordiamocelo, il potere e la responsabilita’ sono esclusivamente nelle mani dei consumatori.
Un piccolo ricatto, una flessione significativa delle vendite, possono rendere virtuoso anche il piu’ spregiudicato dei produttori; se manca la valutazione e la conseguente azione che, nei casi di incomunicabilita’, si deve tradurre nel mancato acquisto, allora non ci si puo’ lamentare delle conseguenze a medio e lungo termine.
La separazione dei materiali post-uso, che con un minimo di studio sui prodotti potrebbero essere effettivamente semplificata o in certi casi evitata, non puo’ prescindere dalla presenza di chiare ed evidenti istruzioni presenti o sul prodotto stesso o in una sezione del manuale d’uso.
Attualmente, a parte qualche simbolo, spesso molto ben nascosto e che per la maggior parte delle persone equivale a un geroglifico, tali istruzioni non sono presenti, non sono complete o comunque non sono evidenti, risultando quindi in una loro mancata attuazione da parte del 95% dei consumatori.
Purtroppo possiamo attendere la fine del mondo prima che un ente pubblico o un’azienda privata dedita alla gestione dei rifiuti si preoccupi di fare un’analisi completa per identificare chiare e dettagliate procedure di smaltimento prodotti (con separazione dei materiali), sopperendo quindi, almeno temporaneamente, alle incongruenze e alle deficienze del mondo produttivo.
mi hanno regalato una caffettiera elettrica a capsule.
Tranne che per alcuni piccoli vantaggi mi sembra una cosa assolutamente inutile e dannosa.
Sono per il boicottaggio su tutti i fronti.
Non è realmente più comodo [...] lanciare sul mercato un prodotto ad impatto nullo e realmente riutilizzabile?
Ma esiste! Sono le cialde della Illy, polvere di caffè compressa tra due fogli di carta. Umido al 100%
ma il caffè nella moka non piace più a nessuno? bah…è taaaanto bbono!
se penso a tutto quello che compriamo ogni giorno e che diventa rifiuto appena arriviamo a casa dal supermercato, buste, imballi, confezioni…
Come dice giustamente Adetrax “il potere e la responsabilita’ sono esclusivamente nelle mani dei consumatori“. Se aspettiamo che istituzioni o grandi (ma anche piccole) aziende facciano qualcosa di veramente positivo in questo campo possiamo aspettare tranquillamente l’estinzione.
Ergo…
- rifiutare a priori i prodotti “usa e getta”
- rifiutare i prodotti “già pronti per l’uso” se questo non garantisce un impatto ambientale uguale o minore rispetto all’alternativa più tradizionale
- evitare i prodotti con molto imballaggio o che producono molto rifiuto
- evitare prodotti per i cui imballaggi e/o rifiuti non sono indicati chiaramente i criteri di smaltimento e riciclaggio
Io con la mia macchina espresso MANUALE e il caffè in polvere faccio dei caffè di un gusto che non sempre trovo nei bar. Ci vuole un minuto di più, si può sporcare un po’, ma bevo un ottimo caffè senza quasi produrre rifiuti. E dà molta più soddisfazione.
A proposito: per pulirla non usate le pasticche che vendono in negozio, ma il fuoco. Funziona benissimo, non sparge sostanze chimiche, non rovina il sapore del caffè, costa meno, non produce rifiuti.
Perfettamente d’accordo sul potere del consumatore (aggettivo che già da solo mi scatena un principio di orticaria…non trovate che definire colui che acquista e usa un prodotto “consumatore” metta la questione in termini poco costruttivi? Io non voglio consumare, bensì consapevolmente e coscienziosamente utilizzare!!)…bisognerebbe riuscire a sensibilizzare maggiormente i cittadini su questo loro diritto/dovere.
Vorrei rispondere in modo molto critico ai commenti positivi sulla riciclabilità della capsula Dolce Gusto, sulla base delle mia personale sperienza, e dopo aver letto l’articolo:
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Le pellicole sono due una esterna che ho dovuto rimuovere con un coltello affilato ed una interna alla capsula in plastica trasparente
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La parte inferiore della capsula contiene credo termosaldata un fondo in alluminio forato non separabvile se non con martello e cacciavite
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Consumate acqua per pulire la plastica…a voi il commento
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Anche io auguro un buon caffè a tutti, caricate con un ottima miscela la moka, e poi buttate il fondo in un vaso che fa bene alle piante.
Mi associo con chi scrive che il commento è scritto da qualcuno della nestlè……
Io ho smaltito la macchina, brava Krups e brava nestlè…
Abbiamo in casa una Dolcegusto….l’abbiamo comprata perchè ci piaceva molto il caffé e l’idea di poter fare latte macchiato capuccino, cioccolata ed altro….. Chiaramente eravamo scettici sul fatt che le capsule non sono riciclabili…ma……. io…maestra di scuola elementare….ogni volta che utilizzo le capsule….traaac…mi son presa l’abitudine di svuotarle, lavarle e farle asciugare
. Vi garantisco che sono una pigrona…ma…non è affatto faticoso. la pellicola è di plastica…quindi la getto…ma poi con le capsule vuote….ci si sbizzarrisce…maracas per carnevale? Bocce di Natale? Mobil colorati? Personaggi inventati? Insomma…con un po’ di immaginazione si possono creare bei lavoretti…con o senza bambini
….e…..il mondo è più contento