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Divorzio Express alla Mantovano

22 novembre, 2007 - 16:00 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti




Condividi Divorzio Express alla Mantovano. Chiara Lalli ti ringrazia.
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Alfredo Mantovano (AN) è un uomo tutto d’un pezzo. E non sopporta che la Famiglia non sia rispettata. Ordine e disciplina sono il sintomo di una buona economia domestica. Per non parlare degli attacchi al Valore della vita (perpetrati dal tentativo di fare una legge sul testamento biologico; che farne degli omosessuali non è chiaro – ma procediamo per ordine e riportando le sue parole).



Commentando il divorcio exprés Mantovano attacca così (Mantovano (An): è merito del centro-destra se non c’è testamento biologico, Vivere & Morire, 16 novembre):

I dati spagnoli sul ‘divorzio express’ sono l’emblema dello zapaterismo. Quando, con riferimento ai temi che interessano la famiglia e i diritti dei figli, si parla di ‘zapaterismo’, per identificare una deriva di dissoluzione e di spappolamento, c’è chi fa il sorrisetto, quasi a sottolineare una esagerazione. Poi vengono fuori dati come quelli del ‘divorzio express’ (dal 2005 al 2006 in Spagna + 330% rotture dei matrimoni, grazie a una legge introdotta da Zapatero) e si constata che le critiche sono squilibrate per difetto, non per eccesso. Se ciò non si è ancora verificato in Italia, nonostante gli sforzi della Sinistra di introdurre i dico, il testamento biologico e le norme sull’omofobia non è stato frutto del caso: è perché larga parte del Centrodestra si è opposta dentro e fuori le sedi parlamentari. Se a qualcuno venissero dubbi sull’opportunità di questa resistenza, il film di ciò che accade a Madrid è lì, pronto a dissolverli.

330%? Accidenti, Zapatero è proprio un rovinafamiglie. Se è già molto discutibile la connessione causale (e di colpa) tra introdurre una legge liberale (o meglio, una legge che facilita la procedura per il divorzio senza obbligare i coniugi ad attendere un periodo di separazione) e scassare le famiglie (che non erano aggiustate prima, erano soltanto unite ancora da una legge paternalistica e ipocrita), quando ci si sofferma sulle percentuali del presunto incremento si scoprono molti aspetti interessanti di Mantovano. Vai a cercare qualche conferma e ti imbatti in una prima apparente conferma: Explosivo incremento del divorcio en España por ley anti-familia, Aciprensa, 16 novembre 2007. Esplosivo!, ha ragione Mantovano allora! Ma basta leggere per inciampare in una percentuale molto diversa:

Según el Instituto Nacional de Estadísticas (INE), en el 2006 los divorcios constituyeron el 87 por ciento de las rupturas matrimoniales en el país. En 2004, un año antes de la reforma legislativa, los divorcios constituían sólo el 38. El informe revela que el número de divorcios en 2006 fue de 126 mil 952, es decir 74,3 por ciento más que el año anterior.

Magari sono stati approssimativi. Cerchiamo ancora. El Paìs sbatte la percentuale del 74% anche nel titolo: Los divorcios aumentan un 74% con la nueva ley, 16 novembre. Niente da fare. Ma non ci rassegniamo. Da el Mundo (15/11/2007) uno spiraglio di speranza: Los divorcios representan ya el 87% de las rupturas matrimoniales en España. Ma andando a leggere il testo (consigliabile anzichenò) si fanno interessanti scoperte:

El número de divorcios en 2006 fue de 126.952, lo que supone en importante incremento del 74,3% respecto a la cifra registrada el año anterior, cuando los divorcios fueron 64.028 y sólo representaron el 46,7% de todas las rupturas matrimoniales de 2005.

Ma poi si scopre la lanterna che Mantovano ha preso per una lucciola:

La duración media de los 145.919 matrimonios disueltos en 2006 fue de 15,1 años, aunque la mayor parte de las separaciones se produjeron tras 20 años de vida matrimonial. El INE destaca el excepcional aumento de los matrimonios disueltos antes de un año (del 330,6% respecto a 2005), resultado de la modificación legislativa antes citada.

torta_nuziale.jpg

Eccola lì la percentuale del 330%! Matrimoni durati meno di un anno. Certo che sono aumentati. Misterioso eh? Chissà quali gravi e importanti impegni aveva Mantovano per non avere letto nemmeno un articoletto (facile e discorsivo, chiaro e preciso): ha guardato il titolo, gli è piaciuta la percentuale del 330% (è allarmista ed ha un vago sapore trinitario) e si è preparato per la sua dichiarazione. Ringraziamo di cuore Mantovano e la destra (il centrodestra, e aggiungerei pure la sinistra) per averci salvato da una simile diavoleria (qui si chiamerebbe divorzio breve per non creare conflitti di interesse con la TAV). Nonché da una legge sul testamento biologico (quale scandalo) e dalle norme sulla omofobia (non chiedetemi di cosa si tratti: forse Mantovano vorrebbe ripristinare il reato di omosessualità; che in effetti sarebbe doveroso rimettere in sesto la moralità di questo Paese!). Quanto alle metafore cinematografiche, forse Mantovano farebbe bene ad andare a vedere qualche film divulgativo sulla matematica e sulla buona fede (invece che riguardare migliaia di volte i cinegiornali di allora). Magari, se avesse un pomeriggio libero (tanto i giornali non li legge) potrebbe guardarsi XXY. Imparerebbe qualcosa (forse, questa mattina sono ottimista). Il comunicato stampa originale è qui (formato PDF 76Kb).

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Comments

10 Risposte a “Divorzio Express alla Mantovano”
  1. Valerio scrive:

    Vedere tanti matrimoni sfumare (al di là delle cifre, comunque impressionanti), non può che portare ad una riflessione.

    O il matrimonio com'è strutturato è contrario alla natura umana (e quindi la "liberalizzazione" non fa altro che esplicitare una tendenza che comunque ci sarebbe stata anche prima, sebbene repressa), oppure il matrimonio è sì conforme alla natura umana, ma l'uomo occidentale è così traviato dalle sovrastrutture di questo periodo storico che rifiuta la sua propria natura.

    Che ne pensate?

  2. MenteCritica scrive:

    Penso che stare insieme a lungo sia difficile e che l'amore sia un regalo assolutamente raro e spesso inaspettato.

    Secondo me il matrimonio è adatto all'età matura. Purtroppo la procreazione no.

  3. leo scrive:

    In età matura si chiama paura ….

  4. Ro scrive:

    Dubito che la natura (umana e anche no) nella sua complessità possa essere ricondotta a schematismi semplic(istic)i come matrimonio sì/matrimonio no.

    La monogamia non è necessariamente contraria alla natura, così come forse non lo è il celibato. Ma sicuramente non è nemmeno nell'indole di tutti.

    Io non ho dubbi che in certe circostanze la formazione culturale di molti italiani (europei? occidentali? tutti?) dia al matrimonio una rilevanza e un carico di aspettative, sociali e esistenziali, eccessivi e immeritati.

    Conosco donne giovani, istruite, "moderne" che hanno vissuto come un trauma il fallimento del proprio matrimonio o fidanzamento, in larga parte più per un sentimento di fallimento personale e di tradimento delle aspettative sociali che non per la presa di coscienza di non amare più la persona che si credeva di amare.

    Esistono matrimoni che funzionano, esistono matrimoni (molti) che non funzionano.

    Quello che per molto tempo si è ipocriticamente evitato, e che altrove si fa o si comincia a fare, è avere l'onestà di ammetterlo.

    Secondo me il matrimonio è adatto all’età matura. Purtroppo la procreazione no.

    E' un'opinione condivisibile. A riprova che il modello di famiglia tradizionale non è intrinsecamente funzionale.

  5. Ro scrive:

    Ops.

    La prima frase dell'ultimo paragrafo voleva essere dentro un tag di quote. ;)

  6. leo scrive:

    Riuscite ad immaginare un qualsiasi modello di società umana abbastanza sviluppatta che prescinde dalla famiglia ??

    Forse il matrimonio non farà parte del corredo genetico umano, ma senza io dubito fortemente che si sarebbe potuta sviluppare una qualsivoglia civiltà da quella bestia chiamata "essere umano".

  7. Valerio scrive:

    Ci sarebbe da chiedersi quale sia l'origine funzionale della famiglia (e della conseguente pressione sociale per formazione e mantenimento di essa). Ma probabilmente nessuno di noi ha la cultura e l'intelligenza sufficienti per fare un discorso abbastanza articolato e che tenga conto delle molte variabili che ci girano attorno.

    Il problema è che dovremmo proporre qualcosa di alternativo che avesse, almeno sulla carta, altrettanto senso della famiglia tradizionale (che funzionalisticamente non sembra cedere, dato che le società più prospere al mondo si sono formate basandosi su di essa).

  8. leo scrive:

    Non serve essere scienziati, basta osservare il mondo e ricordarsi della storia!

    L'uomo ha una storia millenaria, non credo che certe consuetutini siano frutto di pressioni culturali, così, tanto per premere. Forse vengono da un adattamento profondo alla natura.

  9. VOLTaire scrive:

    Mi piace come state affrontando il tema. Sposarsi non sposarsi.

    Credo che buona parte degli individui (soprattutto di sesso femminile) ritengano il matrimonio come un obbligo, un traguardo.

    Non so… Noi uomini/donne abbiamo il cuore duro in effetti… E alle volte prendiamo decisioni alla leggera, niente su questa terra è veramente importante… Tutto serve e niente è indispensabile. Abbiamo sempre di più la cultura dell'usa e getta.

    Vorrei che la persona che scelgo al mio fianco sia indispensabile per me…

    Credo che il matrimonio debba essere una scelta ben ragionata. E non debba diventare una cosa tipo… Io mi sposo… Poi male che vada…

  10. Silent Enigma scrive:

    bella cifra 330%, davvero. Certo che è ovvio che aumentano all'improvviso, accorciando i tempi del divorzio quelle che sono separazioni spalmate su tre anni diventano divorzio in 3 minuti, o sbaglio?

    è come notare come siano aumentati gli stupri negli ultimi anni senza tener conto che sono semplicemente aumentate le denunce.

    Sul matrimonio non ho dubbi: sono d'accordo con mc, e per rincuorarlo ;-) mi viene in mente uno che conoscevo, che diceva "andate e moltiplicatevi", non "sposatevi"

    :mrgreen:

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