Ditemi una cosa semplice 51


In queste ore, mentre Tsipras scopre che che “chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le impegna” vorrei dire che:

  • La Grecia, come l’Italia, ha fatto carte false per entrare nell’Euro. E’ vero, si può dire che si sia trattato di una volontà politica senza il conforto di un voto popolare, ma non ho memoria di proteste di piazza o sollevazioni in risposta alla decisione elitaria di aderire all’unione monetaria.
  • La Grecia, come l’Italia, ha completamente basato il suo sviluppo degli ultimi anni sull’aumento della spesa pubblica dirottando risorse dalla produzione al mantenimento di una macchina elefantiaca, inefficiente e costosissima.
  • La Grecia, come l’Italia, in questo modo ha scoraggiato la competizione, la ricerca e l’invenzione, finanziato le clientele del sistema di potere e praticamente soffocato ogni energia innovativa.
  • La Grecia, come l’Italia, non dispone di risorsa naturali né della potenza militare necessaria per appropriarsene in barba ai proprietari.

Alcuni affermano che sia possibile abbandonare l’unione monetaria e usare i soldi del monopoli stampati in proprio. E’ vero, se ci mettiamo d’accordo tra noi che si possono usare il soldi del monopoli può anche funzionare, tanto, come dicono gli espertoni i pomodori non li compriamo a Berlino (ma è del tutto vero?). Lo sanno bene in Russia o in Ucraina dove il corso legale è in rubli e grivne, ma la gente si scambia dollari e euro come se niente fosse.

Io non sono un economista, ma secondo me il denaro è uno strumento che non ha valore in sé, ma una promessa: eccoti questi fogli che, presi così come sono, non servono a una mazza, ma ti prometto che se fra un po’ me li ridai indietro io ti do in cambio tecnologia, innovazione, materie prime, cibo, lavoro.
Ecco, se si pensa al denaro come una promessa, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirmi che è pronto ad accettare quello stampato da greci ed italiani senza che questi tizi si siano decisi prima a darsi una regolata liberandosi della classe dirigente inane che li governa, abbiano rinunciato al sistema dell’assistenzialismo a pioggia che uccide lo sviluppo e si siano tirati su le maniche per inventare cose nuove, migliorare i processi produttivi e diventare quelli che sanno fare meglio di tutto il mondo almeno una cazzo di cosa che non sia prosciutto o yogurt.

E non tirare in mezzo grafici e libri di economisti che, onestamente, mi sono rotto le palle.


51 commenti su “Ditemi una cosa semplice

  • Django

    una domanda sincera Dfc: lei ha mai percepito una seria richiesta da parte dei suddetti Paesi probi di affossamento definitivo della “inane classe politica italiana”? Sembrano piuttosto voler affossare il popolo, scusi il populismo, ma andando a tarallucci e vino con la stessa.

    • bob

      I peasi probi chi sono, Grecia e Italia? Se è così non capisco chi sarebbe a voler affossare il popolo. Il popolo stesso? La classe politica la sceglie il popolo perchè chi non vota, come scriveva Gramsci, è un indifferente e si merita quello che gli arriva. Abbiamo votato per vent’anni il Silvio? E’ così. Abbiamo votato al 40% Renzi con un’astensione assurda? Governa Renzi, tutti in fila e un bel sorriso. Le cose scritte nell’articolo non sono piacevoli ma è difficile contestarle purtroppo.

      • Django

        credevo che oramai “paesi probi” fosse sinonimo di paesi forti/nordici dell’area euro, mi spiace non essere stato chiaro. Certo che il post non è contestabile ma aggiungo che magari ci fosse una chiara richiesta da parte dell’Europa di un totale ricambio della classe politica italiana (a proposito, sarebbe bello sapere cosa ne pensa l’Europa delle nostre cerimonie borboniche, da paese sudamericano, autocelebrative e dispendiosissime manco avessimo vinto una guerra) invece renzi e centrodestra sembrano entrambi a loro agio con tutto il ciarpame che si portano dietro. Ma mandarli a casa era proprio il programma di Grillo.

  • frankie

    con tutto il rispetto per il resto dell’articolo che è ineccepibile, che il prosciutto italiano possa essere considerato come il migliore al mondo poteva pensarlo solo un italiano,

  • Vittorio Mori

    Forse non riesco ad essere semplice, ci provo. Si potrebbe obbiettare che tutta la finanza globalizzata, il Moloch attuale, è basato anch’esso su castelli di “promesse”. Pensiamo al trucco del “credit swap”. Adesso, l’assurdo di una cosa del genere lo dobbiamo ingoiare come PLAUSIBILE ed eticamente valido, perché il carrozzone è stato mantenuto tal quale. Ci sono macchine supercomplesse che consumano un sacco di corrente a scambiarsi 5 miliardi di titoli al secondo, per mantenere in piedi questo castello di “promesse”. A questo punto il problema etico è: vale più una promessa di un titolo di stato, fatto su una scommessa basata sul lavoro e sulla vita delle persone, o la promessa di un titolo CDS basato su una ramificazione di 14/15 debiti collaterali derivati,con rischio medio del 40% se va bene ? Eticamente, sono secondo me equiparabili. In pratica però i secondi la fanno da padrone, perché fanno promesse più “sborrone”, rese magiche del 15-20-30% in uno-due mesi, basate su calcoli “matematici” del tutto aleatori e farlocchi, equiparabili all’oroscopo del giorno di Paolo Fox. E i soldi vanno a finire lì. Tutto questo pippone per dire quello che c’è scritto nel sottotitolo di MC: non esistono questioni di principio. L’etica è sempre a geometria variabile, e pende dalla parte dei vincitori. La finanza oggi stravince su tutto. Ergo, pensare di uscire dall’Euro e tornare allo zecchino genovese è possibile ? Si, al prezzo di una decrescita mostruosa, penso molto (ma molto) poco “felice”, che nessuno vorrebbe veramente. Tsipras cerca di usare il propio debito come grimaldello per ottenere un po’ di più e cercare di mantenere i propri carrozzoni. Esattamente come fa e farà l’Italia. I cantori delle varie “uscite” dall’Euro fanno solo baccano per ottenere peso politico, per i propri tornaconti personali, amio modo di vederla.

  • frankie

    @Vittorio
    Senti, per colleagarmi a quello che affermi e anche all’altro pezzo “Divagazioni di un vecchio coglione”, anche nella finanza vige alla grande il “non è compito mio”, nel senso che nel 2009 tutti parlarono di “cambiare le regole” della finanza ma come possiamo vedere non è cambiato nulla, anzi.. Mi riferisco al fatto che qualsiasi legge nazionale su capitali o altro verrebbe rapidamente by-passata dal Capitale con la C maiuscola, spostandosi in massa su paradisi fiscali, city, o quant’altro, alla ricerca di maggiori rendimenti o minori balzelli, in modo da continuare ad avere i vari redditi fantasmagorici di cui parli.

    Non sarà che siamo semplicemente arrivati alla resa dei conti, dove si continu a volere i rendimenti, ma essi non si trovano più da nessuna parte? O anche.. il “sistema” pianeta+gente più di così non dà? e’ poi normale che risulti più redditizio investire in movimenti virtuali che in qualsiasi impresa “fisica” ?

    O forse dovremmo solo accettare questo stato di cose come il grande “spirito del (nostro) tempo” ? Quando avverrà un cambio di paradigma ? (libero di dirmi che mi sto facendo delle grandi pippe mentali)

    Un saluto a tutti voi

  • Casti_F

    In fondo è banale: se hai debiti in Euro e t’inventi che te usi solo sesterzi della zecca imperiale di Antiochia, non è che con questi ci puoi pagare quei debiti. Il punto però ora è se l’UE è un qualcosa che aspira ad essere un’unione politica,o è un semplice cartello finanziario.

  • Mo. Fi.

    1) è vero tutti hanno taroccato i conti per entrare nell’euro ma la grecia li ha taroccati più di tutti. prova ne è il fatto che nell’euro ci è entrata ma pochi anni dopo i paesi “fondatori”.
    e è proprio questa cosa che stanno facendo pagare alla Grecia, il fatto di aver esagerato troppo, chiamiamolo esempio per gli altri..
    2) niente da aggiungere (questo ne è un esempio http://www.ilpost.it/2014/02/08/corruzione-spese-militari-grecia/)
    3) come sopra
    4) appunto.

    Sfortunatamente ho lasciato gli appunti di politica economica in città, quando ci torno a marzo spero di trovarli così avrò qualcosa da scrivere, ma alla fine diciamo sempre le stesse cose..solo che la situazione è molto più complicata..
    PS: ma la tua domanda quale era?

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