Disinformazione su M5S 138


Tempo fa era uscito, qui su MenteCritica, un articolo che illustrava quanto Libero facesse cagare. Sono poco lieta di arrivare alla stessa conclusione per Corriere e Repubblica, che addirittura nella loro folle rincorsa allo scoop-spalamerda nei confronti dei parlamentari cinque stelle sono arrivati a citare lo stesso Libero tra le loro pagine, utilizzato al posto della consueta Ansa per carpire informazioni “scomode”.

Entrambi i giornali riportano infatti fieramente la foto del signor Crimi che “dorme beato” nella prima classe di un Frecciarossa (Repubblica ci offre addirittura le sue impensabili doti nel fotoritocco):

Crimi “dorme beato”

A quanto pare Crimi ha anche invitato i “giornalisti seri” a dire qualcosa, a non assistere silenziosamente al degrado giornalistico di Libero. A quanto pare, però, né Repubblica né il Corriere (e in realtà neanche Il Fatto Quotidiano) si sentono formati da giornalisti seri, visto il loro silenzio e il loro appoggio mediatico al suddetto giornale.

Corriere e Repubblica non si limitano a perdere inutilmente il loro tempo con notizie di poco conto come il furto del portafoglio della signora Lombardi. No, perché all’interno delle testate nazionali in fondo sanno benissimo che l’utente medio della rete si limita a leggere i titoli senza soffermarsi sul testo dell’articolo, e da bravi furboni ne approfittano per manipolare nel modo più becero le informazioni di cui dispongono. Vediamo un paio di esempi:

Sulla home page dell’11 aprile 2013, ecco uno dei primi titoli che il Corriere prospetta ai suoi distratti lettori:

Napolitano vada a fare il nonno

“Napolitano vada a fare il nonno”… uno potrebbe pensare che la signora Lombardo abbia elegantemente detto (con altre parole) “Napolitano vada a fare in culo”. Poi, se è dotato di un minimo di diffidenza, apre l’articolo e legge tutt’altro titolo:

 

Napolitano si goda i nipotini

Insomma, diciamo che tra “vada a fare il nonno” e “si goda i nipotini” c’è già una bella differenza, ma non è tutto. Se si decide di leggere infatti l’intera notizia, si scopre un altro scenario ancora diverso:

 

dichiarazione virgolettata

E’ chiaro che non si capisce bene cosa abbia in realtà detto (nonostante l’energico titolo sparato a caratteri cubitali sulla home page), ma per fortuna ci fornisce anche il “video”, che però solo i più ostinati si decidono ad ascoltare. Ascolta (solo 45 sec.).

Stessa cosa accade il 15 aprile 2013 su Repubblica, che si arroga il diritto di mettere in bocca alla signora Lombardi precise parole come “Il Presidente della Repubblica deve avere 50 anni? Dove sta scritto?”:

 

Dove sta scritto?

Poi, ascoltando la dichiarazione reale, si scopre che in realtà le vere parole sono “oddio, una certa età anagrafica non mi pare sia scritto in Costituzione”. E provando a cliccare sul link che la stessa Repubblica mette a disposizione, si scopre che la gaffe è malamente estrapolata da un’intervista offerta da Radio Radicale, in cui emerge un quadro ben più chiaro della situazione e dei riferimenti fatti dalla stessa signora Lombardi. Intervista atta ad informare i cittadini, più che infangare una persona e un movimento come si ostina a fare banalmente e vilmente Repubblica, che taccia della sua stessa personale arroganza la suddetta signora Lombardi.

Emerge insomma un abuso bello e buono dei virgolettati, che teoricamente dovrebbero esprimere testuali parole. Diciamo che per lunghezza non si può fare, ma si potrebbe almeno chiedere a un giornalista di professione di lasciar trapelare perlomeno il vero senso e il vero tono di chi parla?

Da quanto emerge da questo articolo, però, le intenzioni del Corriere (come di Repubblica) non sono decisamente quelle di offrire un quadro obiettivo della situazione. Anzi, appare chiaro che l’unico scopo è quello di continuare orgogliosamente a scavare nella merda, arrivando ad esprimere anche palesemente quella che è solo un’opinione che con l’informazione non ha nulla a che fare. Pensavo che il giornalista dovesse mantenersi obiettivo il più possibile, e che per le opinioni personali o di partito esistessero i blog o i volantini. A quanto pare mi sbagliavo. Buonanotte informazione.


Informazioni su Gilda

I governi non mi piacciono in generale, che siano produttivi o fallimentari. Non mi aggrada che pochi scelgano per molti, anche quando i pochi siano scelti dai molti in una più che utopica unanimità.

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