Diritto di Vetro

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Diritto di Vetro" è stato scritto da Neottolemo

Il 2015 si avvicina e non è una data come un’altra. Questo sarà l’anno entro il quale l’ONU dovrà raggiungere i suoi obiettivi del millennio:

  • Sradicare l’estrema povertà e la fame
  • Garantire universalmente l’educazione primaria
  • Promuovere l’eguaglianza tra i sessi e dare più potere alle donne
  • Ridurre la mortalità infantile
  • Ridurre la mortalità per parto
  • Combattere AIDS, malaria ed altre malattie
  • Sviluppare una collaborazione mondiale per lo sviluppo (il sito dell’ONU dice proprio così “develope” e “developement” quindi la ridondanza non è colpa mia)

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Carta, venti centesimi e sto. E’ un programma fatto bene, ben ragionato, e non mastodontico. Insomma, è un programma possibile da portare a termine, ma anche impossibile da portare a termine (sapete com’è, il PD è in rimonta). Al 2015, facendo due calcoli… mancano… hem… pressappoco… mi sa che sono sette anni. E allora ce la fanno, che ce vo, siamo già sulla buona strada. In pratica mancano buona parte dell’Africa e dell’Asia, il resto dei paesi sebbene non siano proprio civilissimi alcuni punti di questo programma li hanno già saldati da tempo ormai. Per fare degli esempi si può citare l’India, e tra gli esempi indiani si può citare l’aver messo da parte la rigida divisione in caste: hanno ridimensionato l’immagine degli intoccabili. Così Al Capone può finalmente stare tranquillo.

Poi a livello di sicurezza l’ONU ha anche uomini in ogni parte del mondo, specie in quelle polveriere che sono i Balcani e il medi oriente. Così come altrettante operazioni umanitarie vedono schierate le forze internazionali in mezza Africa.

Ricordiamoci che l’ONU è anche un organismo così grande che è capace di tutto. Ad esempio in un recente passato fu questa enorme organizzazione a decidere che a Bolzano possono parlare anche il tedesco.

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Insomma, senza stare qui a pettinare le bambole, l’ONU ci regalerà un futuro migliore e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Per caso avete voi visto monaci tibetani battuti ogni due minuti da soldati cinesi che non vanno per le spicce? Avete per caso visto un Hu Jintao qualsiasi rispondere di questi pestaggi con un “ma de che”? Mica che voi avete visto il Dalai Lama arrivare ad annunciare le sue possibili dimissioni da capo di stato (legittimo aggiungo io) perché ormai è solo e non sa più che fare? Avete visto queste cose? No che non le avete viste. Le avete solo sentite o lette. Vederle è difficile perché quel Jintao di prima non è troppo d’accordo. E’ un tipo riservato e bisogna capirlo.

Ieri, lunedì 18 marzo 2008, è scaduto l’ultimatum che il governo cinese ha dato ai monaci tibetani per terminare le manifestazioni a favore dell’indipendenza del Tibet. Come risposta i governi si dichiarano preoccupati. Il Dalai Lama invece è più che preoccupato, è abbandonato da sempre e soprattutto si sente il responsabile di tutti quei morti che in questi giorni stanno cadendo. In un mondo normale l’ONU dovrebbe prendere la questione sul personale e agire immediatamente. Ma l’ONU può solo rimanere a guardare perché ha un piccolo problema: la Cina fa parte del consiglio di sicurezza. Per la precisione è l’unico paese asiatico a farne parte in pianta stabile.

Per chi non conoscesse cosa vuol dire per un paese essere un membro stabile del consiglio di sicurezza dell’ONU sappia semplicemente che ha diritto al voto di veto (che espressione felice), cioè può bloccare con un semplice “a me non va” qualsiasi risoluzione che è proposta da buona parte del mondo.

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Torniamo in patria. D’Alema, da ministro degli esteri, s’è dichiarato anche lui preoccupato di quello che sta succedendo in Tibet. Ma un ministro degli esteri può fare altro oltre che a dichiararsi preoccupato? Uno scioccamente pensa di sì, magari in un momento di lucidità pensa che in quanto italiano in questo momento fa parte anche lui del consiglio di sicurezza dell’ONU. Ma la Cina è vicina, e pure un po’ incazzata, così all’ONU fa il porco del comodo suo e si risparmia ingerenze straniere. Per buona pace di Arrow e di Sen, Pechino ha ampiamente dimostrato che la democrazia non esiste nel modo più plateale e doloroso possibile.

Poiché si parla di ONU, c’è un altro paese che ha il diritto di veto, ed è la Russia. In questo momento è ferocemente schierata contro l’indipendenza del Kosovo sebbene il paese sia per ora governato proprio dall’ONU. Ieri un soldato delle Nazioni Unite è morto nei tafferugli che stanno continuando a Mitrovica. Da Mosca hanno invece fatto appello ai paesi mediorientali chiedendo di non riconoscere il Kosovo come un’entità indipendente. Questo potrebbe anche farmi venire in mente i rapporti geopolitici legati agli idrocarburi, ma per ora lasciamo stare.

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Chiudo con questo stralcio di testo che è poi il preambolo allo statuto delle nazioni unite (da Wikipedia):

Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole [...]

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