Diritto di Vetro
19 marzo, 2008 di Neottolemo
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Pianeta che Ride, Oltre il Confine, Strange Days
Il 2015 si avvicina e non è una data come un’altra. Questo sarà l’anno entro il quale l’ONU dovrà raggiungere i suoi obiettivi del millennio:
- Sradicare l’estrema povertà e la fame
- Garantire universalmente l’educazione primaria
- Promuovere l’eguaglianza tra i sessi e dare più potere alle donne
- Ridurre la mortalità infantile
- Ridurre la mortalità per parto
- Combattere AIDS, malaria ed altre malattie
- Sviluppare una collaborazione mondiale per lo sviluppo (il sito dell’ONU dice proprio così “develope” e “developement” quindi la ridondanza non è colpa mia)

Carta, venti centesimi e sto. E’ un programma fatto bene, ben ragionato, e non mastodontico. Insomma, è un programma possibile da portare a termine, ma anche impossibile da portare a termine (sapete com’è, il PD è in rimonta). Al 2015, facendo due calcoli… mancano… hem… pressappoco… mi sa che sono sette anni. E allora ce la fanno, che ce vo, siamo già sulla buona strada. In pratica mancano buona parte dell’Africa e dell’Asia, il resto dei paesi sebbene non siano proprio civilissimi alcuni punti di questo programma li hanno già saldati da tempo ormai. Per fare degli esempi si può citare l’India, e tra gli esempi indiani si può citare l’aver messo da parte la rigida divisione in caste: hanno ridimensionato l’immagine degli intoccabili. Così Al Capone può finalmente stare tranquillo.
Poi a livello di sicurezza l’ONU ha anche uomini in ogni parte del mondo, specie in quelle polveriere che sono i Balcani e il medi oriente. Così come altrettante operazioni umanitarie vedono schierate le forze internazionali in mezza Africa.
Ricordiamoci che l’ONU è anche un organismo così grande che è capace di tutto. Ad esempio in un recente passato fu questa enorme organizzazione a decidere che a Bolzano possono parlare anche il tedesco.

Insomma, senza stare qui a pettinare le bambole, l’ONU ci regalerà un futuro migliore e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Per caso avete voi visto monaci tibetani battuti ogni due minuti da soldati cinesi che non vanno per le spicce? Avete per caso visto un Hu Jintao qualsiasi rispondere di questi pestaggi con un “ma de che”? Mica che voi avete visto il Dalai Lama arrivare ad annunciare le sue possibili dimissioni da capo di stato (legittimo aggiungo io) perché ormai è solo e non sa più che fare? Avete visto queste cose? No che non le avete viste. Le avete solo sentite o lette. Vederle è difficile perché quel Jintao di prima non è troppo d’accordo. E’ un tipo riservato e bisogna capirlo.
Ieri, lunedì 18 marzo 2008, è scaduto l’ultimatum che il governo cinese ha dato ai monaci tibetani per terminare le manifestazioni a favore dell’indipendenza del Tibet. Come risposta i governi si dichiarano preoccupati. Il Dalai Lama invece è più che preoccupato, è abbandonato da sempre e soprattutto si sente il responsabile di tutti quei morti che in questi giorni stanno cadendo. In un mondo normale l’ONU dovrebbe prendere la questione sul personale e agire immediatamente. Ma l’ONU può solo rimanere a guardare perché ha un piccolo problema: la Cina fa parte del consiglio di sicurezza. Per la precisione è l’unico paese asiatico a farne parte in pianta stabile.
Per chi non conoscesse cosa vuol dire per un paese essere un membro stabile del consiglio di sicurezza dell’ONU sappia semplicemente che ha diritto al voto di veto (che espressione felice), cioè può bloccare con un semplice “a me non va” qualsiasi risoluzione che è proposta da buona parte del mondo.

Torniamo in patria. D’Alema, da ministro degli esteri, s’è dichiarato anche lui preoccupato di quello che sta succedendo in Tibet. Ma un ministro degli esteri può fare altro oltre che a dichiararsi preoccupato? Uno scioccamente pensa di sì, magari in un momento di lucidità pensa che in quanto italiano in questo momento fa parte anche lui del consiglio di sicurezza dell’ONU. Ma la Cina è vicina, e pure un po’ incazzata, così all’ONU fa il porco del comodo suo e si risparmia ingerenze straniere. Per buona pace di Arrow e di Sen, Pechino ha ampiamente dimostrato che la democrazia non esiste nel modo più plateale e doloroso possibile.
Poiché si parla di ONU, c’è un altro paese che ha il diritto di veto, ed è la Russia. In questo momento è ferocemente schierata contro l’indipendenza del Kosovo sebbene il paese sia per ora governato proprio dall’ONU. Ieri un soldato delle Nazioni Unite è morto nei tafferugli che stanno continuando a Mitrovica. Da Mosca hanno invece fatto appello ai paesi mediorientali chiedendo di non riconoscere il Kosovo come un’entità indipendente. Questo potrebbe anche farmi venire in mente i rapporti geopolitici legati agli idrocarburi, ma per ora lasciamo stare.

Chiudo con questo stralcio di testo che è poi il preambolo allo statuto delle nazioni unite (da Wikipedia):
Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole [...]
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Le dichiarazioni magniloquenti dell’ONU e di altre entità collettive mi sembrano, né più né meno, come l’intenzione di fare la frittata senza metterci le uova. Buona la frittata, buonissima, ma qualcuno deve tirar fuori l’uovo, altrimenti è una frittata di carta, bella, bellissima, ma totalmente priva di valore nutrizionale.
Per concretizzare un ideale non basta buttarlo cerimoniosamente sul piatto.
Ci vogliono persone, cioè singoli individui, che nella loro quotidianità applichino un concetto fondamentale: il Rispetto, quello con l’iniziale maiuscola. Quando *tutti* noi, *tutti*, avremo imparato a praticare e ad insegnare il rispetto, a quel punto avremo raggiunto gli obiettivi del millennio senza bisogno di papiri pomposamente vergati né di istituzioni più o meno pachidermiche a ricordarci di fare i bravi.
Un parallelo nella vita quotidiana. Cosa serve per far marciare pacificamente un condominio: il miglior regolamento di questo mondo? O piuttosto serve che i singoli condòmini si comportino nel rispetto l’uno dell’altro?
Altro parallelo. La Costituzione italiana ha dei princìpi bellissimi eppure l’Italia è lo schifo che vediamo perché molti, troppi cittadini (inclusi i governanti) antepongono sempre e comunque il rispetto del proprio ego al rispetto dell’altro.
Ho scoperto l’acqua calda? Sì, è vero. Il problema è che all’ONU sono fermi all’acqua fredda.
All’onu non so se sono arrivati all’acqua fredda. Di certo però, tra Cina, Russia e USA sono fermi. Su questo non ci piove (parlando di acqua…).
Un figlio a coppia per quattro cinque generazioni:
ricchezza, spazio vitale, riduzione dell’inquinamento e del fabbisogno energetico.
Ma non credo avremo ami sta consapevolezza.
Un buon parassita non uccide l’ospite.
Per realizzare quel bellissimo programma basterebbe poco: magari il 10% (sì, solo il dieci per cento) di quanto si spende in armamenti.
Basti pensare che, se non ricordo male, la terza causa di morte per i bambini fino a sei anni è la diarrea. Non una qualche malattia esotica ed incurabila, LA DIARREA.
In occasione delle prossime festività pasquali, formulo a tutti i blog sui quali passo, i miei più sinceri auguri per una Felice Pasqua. Maria
Ma cosa ci si aspetta dall’ONU? L’ONU è fatto dalle nazioni che la compongono… non è una entità astratta…
Paolo, ti rispondo con i francobolli che corredano il post.
@Paolo: vero. L’ONU è formata dalle stesse nazioni che scrivono dichiarazioni altisonanti sulla libertà dell’uomo , ma che poi nel proprio paesello fanno il loro comodo. Cosa ci insegna tutta questa vicenda? Un’altra scoperta dell’acqua calda: quando hai i soldi, controlli mezzo mercato mondiale e sei una grande potenza, puoi fare quello che ti pare e nessuno ti contrasterà mai. Tanto, ormai si è capito, dei monaci buddisti non frega niente a nessuno. Forse se Bruno Vespa organizzerà una puntata con immagini di teste che volano, tonache insanguinate e gialli non risolti, con magari una bella autopsia in diretta, allora avremo interesse.
Purtroppo il rispetto è un altro concetto astratto, e sono pessimista sul mettere d’accordo sette miliardi di persone sullo stesso valore. Non riusciamo a metterci d’accordo sul valore della vita umana, figuriamoci una cosa soggettiva come il rispetto. Le leggi nemmeno servono, se non sono chiare e precise. Vi faccio un esempio dalla Dichiarazione dei diritti del bambino. Un articolo dice: “un bambino ha diritto dalla nascita ad avere un nome”. Frase chiara e inequivocabile, chiunque può accorgersi se un bambino ha o meno un nome. Ma dire “un bambino ha diritto all’educazione” è astratto. Per me l’educazione significa mandarlo a scuola, per un altro può significare fargli fare tiro a bersaglio con i fucili finché non diventa un cecchino provetto, per un altro può significare insegnare a sua figlia che è un essere inferiore senza nessun diritto e che il suo unico compito sociale è sposarsi e regalare tanti figlioletti al marito. Come la mettiamo allora?
Scusate se sono andata un po’ offtopic
Non è OT.
Comunque non è una questione essenzialmente economica. La Germania ad esempio è il terzo paese per contributi economici all’onu, è il secondo paese per rifornimento di truppe ed in più è una delle più forti economie europee ma non ha un gran ruolo nell’organizzazione.
Questo perchè in Germania c’era Hitler. L’onu è ancora fermo alla geopolitica di sessanta anni fa ed è strutturato per rimanere fermo.