Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Dinamica del Futuro Prossimo Venturo

25 settembre, 2008 di mc  
Archiviato in Accademia DFC



Secondo la mia personale esperienza ci sono due sistemi essenziali che gli uomini utilizzano per interagire tra di loro.
Il primo è quello naturale per eccellenza, la sopraffazione. La competizione per la risorsa viene risolta con l’applicazione della forza bruta fino alla definizione della questione.
Il secondo è quello della mediazione dove il risultato viene raggiunto attraverso un perfezionamento evolutivo della transazione ottenuto per via di dettagliate ripartizioni della risorsa o regolamentazione fine dell’accesso alla stessa.

http://xauthorunknown.deviantart.com/art/in-violence-33906333

In realtà, sempre secondo la mia percezione degli eventi, nessuno di questi sistemi viene utilizzato nella sua modalità pura. Per esigenze di conservazione, la violenza prevede sempre una quota di mediazione. La trattativa, viceversa, viene spesso accelerata con l’utilizzo di pressioni esterne in grado di fiaccare la resistenza dell’avversario.
Ciò comporta che l’evoluzione degli accadimenti è sempre influenzata dalla composizione delle due forze secondo aliquote variabili in dipendenza del periodo storico, della consapevolezza degli agenti umani coinvolti ed in funzione della preziosità della risorsa.

Volendo analizzare il recente passato, basta partire dalle guerre mondiali del secolo precedente. Esse hanno avuto il fine (consapevole o no, non sono in grado di giudicarlo) di stabilire gli equilibri di forza planetari. Nonostante la massiccia applicazione della sopraffazione, elemento che si può definire prevalente nel caso di un conflitto armato, esse hanno raggiunto solo parzialmente il loro scopo visto che il risultato è stato un duopolio sociale e politico la cui definizione è stata demandata all’esercizio della mediazione a causa dell’elevatissimo rischio di sopravvivenza legato ad una competizione militare svolta a livelli di armamento nucleare.

Infatti, io credo che più che all’esercizio oculato della sopraffazione, il crollo dell’Unione Sovietica e dei regimi socialisti sia imputabile ad una colossale operazione di mediazione che ha portato i cittadini di quelle nazioni a ritenere che il loro modello di sviluppo fosse sbagliato e a sostenere quello proposto dall’avversario.

E’ evidente che quando una competizione si risolve senza spargimento di sangue tutti dovrebbero ritenersi soddisfatti. In effetti la mediazione è il sistema attraverso il quale la nostra specie riesce ad esplicitare al meglio le proprie capacità intellettuali e questo ne nobilita percettibilmente l’azione ed i risultati conseguiti.

In ogni caso, la valenza degli accadimenti va misurata in uno spazio temporale il più ampio possibile perché solo in questo modo è possibile valutarne l’efficacia e l’effettiva valenza storica.
In questo senso il mezzo secolo di prevalenza della mediazione che ha condotto a ritenere che capitalismo e liberismo fossero i modelli organizzativi migliori possibili si è basato su presupposti largamente opinabili che hanno condotto ad una condizione nella quale appare necessario aprire una nuova fase per la ricerca di modelli alternativi e funzionali al fatto che il pianeta offre risorse finite e che nuovi popoli pretendono, e giustamente direi, di accedervi.

A mio personale parere la grave crisi finanziaria che, nonostante l’indifferenza generale, si è aperta nella nazione che domina e regola le transazioni mondiali è un prodromo di grandi cambiamenti la cui trama si dipanerà apertamente solo nei prossimi anni.
Volendo valutare le cose dal punto di vista delle risorse che, con l’attuale organizzazione sociale ed industriale sono il vero problema, è prevedibile che alla completa virtualizzazione della mediazione su cui si basano le transazioni finanziare ed alla totale perdita di credibilità che ne consegue quando il sistema stesso che le ha create ne disconosce il valore si sostituirà un’aliquota sempre crescente di sopraffazione la cui azione è già ampiamente percettibile agli osservatori più esperti.

Secondo la mia valutazione, come al solito in periodi di grande cambiamento, prevarranno coloro che saranno in grado rapidamente di riparametrizzare le loro capacità cognitive in funzione delle nuove leggi che regoleranno i meccanismi di inferenza sociale.

Volendo concludere con un’alata metafora, è tempo di sedersi comodamente sulla soglia di casa e di leggere con attenzione l’evoluzione degli eventi. Possibilmente con una coperta sulle gambe per ripararsi dal freddo e un buon fucile sulle ginocchia.
Ovviamente, è solo una metafora.

Immagini 1 3 e 4 tratte da DeviantArt. Immagine 2 – Guernica.

Articoli collegati:

  1. La Vicenda Unicredit Apprendendo dai media la vicenda di Unicredit Banca (perdite colossali...
  2. Te lo Do io il Presidente Negro Eccoli. Sono Daniel Cowart di 20 anni del Tennessee...
  3. L’Orso si è Svegliato (e l’Europa Dorme) All’ultimo vertice della NATO, tenuto a Bucarest quattro mesi fa,...

mc
Link a questo post
Se linki questo post, comparirai qui dopo un po' di giorni.

Leggi anche



Imprevisti di chi Cerca un Lavoro
Cerco un nuovo lavoro! Mi impegno molto: cercare lavoro è un lavoro! Inserisco il mio curriculum vitae...

Numeri, Altro che Chiacchiere
L'Eurispes è, secondo la sua stessa definizione, un Istituto  di Studi Politici Economici e Sociali. ...

Giovani e Consapevolezza
Innanzitutto grazie per darci la possibilità di esprimere la nostra opinione liberamente. Vorrei riflettere...

Cronaca di Silenziose Solitudini
Ho imboccato questo tratto di strada esattamente due anni fa. Io e un gruppo di persone ormai rarefatto...

I Soldi Sono Nulla
“I soldi sono nulla” dice il Papa aprendo il sinodo sulla Bibbia Lunedì 6 Ottobre. Queste le...

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2009


2008


2007


Comments

40 Risposte a “Dinamica del Futuro Prossimo Venturo”
  1. Sara scrive:

    “Possibilmente con una coperta sulle gambe per ripararsi dal freddo e un buon fucile sulle ginocchia.
    Ovviamente, è solo una metafora.”
    Anche perchè se no è come dice Bossi! :smile:
    Sono d’accordo, sapremo solo tra un pò le conseguenze di questa crisi che riguardano le radici del nostro sitema economico e quindi di relazioni internazionali. E vincerà chi parte in anticipo senza paraocchi.

    • Lara scrive:

      è un’immagine molto fumettistica.
      ovviamente manca solo della sedia a dondolo ed il sigaro.

      • Sara scrive:

        Già…la coperta sulle gambe c’è già compresa nel pacchetto!
        Il sigaro vicino a un fucile non so perchè ma mi perplime…Ma sono così inesperta sui fucili (e anche sui sigari, a ben pensarci) che potrebbe essere la cosa più sicura del mondo!

  2. lucaspazio scrive:

    A me sembra che per il momento stiamo andando verso il baratro, mi sembra che la direzione presa si potrebbe definire come:

    privatizza gli utili, ma socializza la perdite

    Di cui é esempio Alitalia, ma pure i buchi neri lasciati dai grandi istituti finanziari Americani.

    Questo tipo di soluzione non mi entusiasma. Preferirei l’inverso, socializzare gli utili e privatizzare le perdite (ovvero far pagare il buco ai tanti fanta milionari che giocano coi soldi degli altri)

    • Carmine... scrive:

      Personalmete credo che il sistema che hai descritto, ovvero socializzare le perdite e privatizzare gli utili, sia stato dettato molto dalle esigenze. In realtà, però, i grandi istituti di credito americani che sono stati nazionalizzati, non hanno subito una netta divisione tra “bad company” e “good company” come è avvenuto invece per l’Alitalia. Freddie&Fannie, AIG, e qualche altro istituto di cui non ricordo il nome, sono stati nazionalizzati nel loro insieme. Quello che sta accadendo è un po quello che facva l’Iri in Italia, almeno all’inizio dellasua carriera, cioè rileva aziende in perdita nazionalizzandole ed una volta risanate le riprivatizzava. Sostanzialmente la politica americana dovrebbe mirare a questo. Altrimenti sarebbe un carico eccessivo per il contribuente, il quale non potrebbe sostenerlo per più di qualche anno.

      • enpassant58 scrive:

        Interessante, fammi capire…
        Allora quando un’azienda privata va in malora, magari anche perché i suoi manager si sono auto-assegnati stipendi, bonus e liquidazioni da favola, lo stato (cioè tutti i contribuenti) dovrebbe intervenire, risanarla e poi passarla di nuovo ai privati?
        E tutto ciò perché “sostenerlo per più di qualche anno sarebbe un carico eccessivo per il contribuente”?
        Ma una volta che l’azienda è risanata, perché lo stato non se la tiene, e magari usa gli utili per ridurre le tasse?
        Ah, già…. perché la legge del mercato non lo permette…

        • Carmine... scrive:

          Non hai capito niente del mio discorso e, come è abitudine di parecchi frequentatori di MC, hai travisato tutto.
          1) Non ho detto di sostenere tale tesi. Ho solo spiegato che quanto avviene in America non é “socializzare le perdite e privatizzare gli utili”, ma altro.
          2) Lo stato non dev intervenire ogni volta che un’azienda va in malora. Se non te ne fssi accorto gli Stati Uniti non possono più permettersi collassi come Merryll Lynch (che per smentire quanto hai appena detto è stata ascquisita da un privato) e Lehman Brothers.
          3) I contribuenti potrbbero sostenere il peso di ingenti nazionalizzazioni olo per qualche anno per motivo semplice. A causa dell’infalzione i prezzi del mantimento di quelle aziende salirebbero e salirebbe dic onseguenza anche la pressione fiscale, dunque crollerebbero i consumi, di conseguenza crollebbe la produzione. Ciò si traduce in una nuova crisi economica, di cui non si sente il bisogno.
          4) Gli utili di una azienda nazionalizzata sono cose ben diverse dagli utili di un provato. In primo luogo, lo stato ha un bilancio. Finanziare per sempre una quantità di imprese ebanche così elevata significherebbe far schizzare alle stelle il finanziamento delle banche centrali, poichè (credo che tu lo sappia) in USa si opera sempre in deficit di bilancio. Il finanziamento eccessivo produce la t<anto cara inflazione. Ed ora facendo due più due: sapresti dirmi quali effetti avrebbe sull’economia americana (e duqneu mondiale) la nazionalizzazione perenne di banche ed aziende della portata di AIG e Fannie&Fredie?

          • Ti pregherei di evitare generalizzazioni, non mi piacciono i toni aggressivi e le offese nel mucchio.
            Il disagio che generano certe affermazioni ti è stato già comunicato.
            In genere non ci preoccupiamo di dare tanti avvertimenti.

            • Carmine... scrive:

              Mi scusi, posso chiederle a cosa si riferisce? Molte grazie.

              • diabolicomarco scrive:

                Non hai capito niente del mio discorso e, come è abitudine di parecchi frequentatori di MC, hai travisato tutto.

                • Carmine... scrive:

                  Si l’ho scritto. Ma non mi pare che dire che qualcun altro non ha capito il mio discorso sia offensivo.
                  E’ verissimo che a volte ho atteggiamenti che non dovrei avere me ne rendo conto. Ma vorrei porre, se mi è consentito, all’attenzione dei moderatori il fatto che in una discussione precedente sono stato definito da un utente:
                  1)tuttologo del cazzo
                  2) troll
                  3) dalle facoltà mentali limitate
                  E un altro utente si ausicava che io venissi banditoin quanto avevo espresso la mia personale opinione.

                  E’ giusto redarguire comportamenti sbagliati, ma spero che la solerzia con la quale io sia stata rimproverato possa valere anche per gli utenti sopra citati, e non solo per me.
                  Mi scuso per questo commento, mi sembrava doveroso precisare.

                  • diabolicoMarco scrive:

                    Mah.
                    Redarguire e rimproverare? Non siamo all’asilo. Visto che ti rendi conto di avere degli atteggiamenti scorretti potresti cercare di controllarli. Questo vale per te come vale per tutti.
                    Ho provato a cercare “tuttologo del cazzo” ma non l’ho trovato quindi non so a cosa ti riferisci.
                    Puoi star certo che finché tu, come chiunque altro, rispetterai quelle 4 regole che ci sono potrai esprimere la tua opinione liberamente.

                    • Carmine... scrive:

                      questo lo so. Soltanto che mi è sembrato strano che verso quegli utenti non è stato detto niente per moderarli. Comunque, cercherò di evitare atteggiamenti del genere.

          • enpassant58 scrive:

            1) chiamalo come ti pare, ma l’effetto è questo
            2) se lo stato non interviene, può capitare che intervenga qualche altro privato, come per Merryl Lynch, ma se non succede che cosa si fa? Ci pensa il mercato?
            3) e chi ha parlato di una nazionalizzare tutta l’economia? La mia critica era sul fatto di rivendere ai privati la singola azienda, una volta che il risanamento fosse stato completato.
            4) io gli effetti non te li saprei dire, non sono un economista, ma visto che la strada del turbocapitalismo ci sta portando nel baratro, proverei anche ad esplorare qualcos’altro…

            • Carmine... scrive:

              Mi par di capire che diciamo le stesse cose e non ci intendiamo. Le divergenze sono solo sulla questione della riprivatizzazione. Il mio punto di vista è che comunque sia meglio riprivatizzare per non socializzare il costo di un eventuale mantenimento che duri troppo a lungo.
              Per il resto credo che le nostreopinioni siano simili…

              • enpassant58 scrive:

                solo un’ultima osservazione che ci tengo a ribadire… un’azienda risanata non è un COSTO, è un qualcosa che produce UTILI.
                I contribuenti non devono MANTENERLA, ma potrebbero perfino pagare meno tasse, grazie agli introiti che lo stato otterrebbe da questa azienda.

                • Carmine... scrive:

                  No aspetti. Gli utili di un azienda, se nazionalizzata non entrano nel bilancio dello stato. Cioè lo stato può spendere soldi per nazionalizzare, ma in pratica non guadagna. Gli utili delle imprese nazionalizzate sono in qualche vincolati. Devono essere utilizzati per l’azienda stessa.
                  Non si può mettere a bilancio ciò che proviene da un azienda pubblica. in quanto pubblica l’azienda trova le risorse (nel caso in cui produce utili) in se stessa (come se ci fossero continui azionisti a ricapitalizzare) mentre lo stato può “sborsare” per salvarle o acquisirle.

                  • enpassant58 scrive:

                    Non ho elementi per contraddire o confermare l’affermazione, tra l’altro immagino che paesi differenti abbiano leggi differenti….
                    In ogni caso, ci sono molti altri modi indiretti con cui uno stato può utilizzare un’azienda controllata sana per ridurre le proprie spese o per attuare le politiche che ritiene utili per la collettività (ovviamente parlo di uno stato ideale, nessuno di quelli che conosco purtroppo lo è).
                    Ritenere che per forza il privato sia più efficiente del pubblico è una forzatura. Può essere valido per la piccola azienda familiare, ma quando si parla di grandi aziende, sono altri gli elementi decisivi.

                    • Carmine... scrive:

                      Secondo il mio punto di vista non si tratta di efficienza. O meglio non si tratta di efficienza del privato, bensì dello Stato, se così si può dire. La concezione americana è quella tipicamente anglosassone di Stato Minimo, cioè uno stato che pesa in maniera minima sui cittadini e che interviene soltanto quando vi è un evidente necessità. Dunque, la riprivatizzazione servirebbe a “scaricare” in qualche modo i cittadini dal peso delle nazionalizzazioni.
                      Sull’utilizzo degli utili: non so moltissimo su altri paesi, ma per esempio in Italia finchè c’era l’IRI la politica era quella della riprivatizzazione. E gli utili delle aziende “irizzate” non entravano nel bilancio dello stato. Ulteriore esempio: Alitalia. Quest’azianda, essendo nazionalizzata, avrà prodotto per un certo periodo della sua storia (almeno spero!!!) degli utili, ma questi non sono stati utilzzabili daparte del governo.
                      Ritengo che però sia sbagliato. La prospettiva delineata di un utilizzo di questi utili per ridurre le tasse (e cosa migliore il debito pubblico) sarebbe davvero allettante.

        • Hanno fatto la stessa cosa con le Autostrade italiche.

          Gia pagate, ammortizzate, ed alla fine assegnate ai privati (amici loro) perche’ potessero lucrarci.

  3. Fedro scrive:

    Secondo me i modelli ci sono già tutti e da tempo. Da molto prima che la finitezza delle risorse fosse avvertita come problema. La fisica, la biologia e la medicina conoscono a fondo cos’è un sistema, come si evolve e quali sono i parametri necessari al suo equilibrio. L’economia pare ignorarli. Anzi no, solo un certo tipo di economia che smette di essere scienza nel momento in cui si prefigge degli scopi, quelli della politica.

    Non sono d’accordo sul ruolo di mediazione e violenza in questo momento storico. Dopo un atto di mediazione o un atto di violenza (non estrema), comunque i contendenti sopravvivono. A mio parere, la crisi attuale è una crisi di potere, del Potere in sé. Le uniche soluzioni possibili sia sociali che economiche prevedono la riduzione delle dimensioni, la decentralizzazione, l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili (e in tutta fretta). Il Potere non può venire a patti con sistemi del genere, pena la sua estinzione. D’altro canto c’è poco da mediare, non siamo di fronte allo scontro di modelli alternativi, ma alla dissoluzione interna dell’unico modello esistente. Insomma, in un modo o nell’altro il Potere ha da schiattà, spero solo che morendo non voglia portarsi dietro tutti quanti…

    In ogni caso la coperta è pronta, mi manca il fucile, ma lo sostituirò con un libro e una tazza di tè :)

    • enpassant58 scrive:

      Il potere economico traballa, e per non crollare si aggrappa alla politica (negli USA e anche qui da noi).
      Ngli USA la gente cerca salvezza nell’altra “sponda” (quella di Obama, che sale nei sondaggi), in Italia per ora il piduista tiene, grazie alla nullaggine degli avversari.
      Quello che però la gente non capisce ancora è che la logica di Bush, McCain e Obama (o, da noi quella di “destra” e “sinistra”) è comunque la stessa, quella di far funzionare il mercato e di spingere per la crescita del PIL.
      Mentre con questa stramaledetta crescita noi ci stiamo giocando il futuro dei nostri figli e nipoti.

  4. Il Gobb scrive:

    … con una coperta sulle gambe per ripararsi dal freddo e un buon fucile sulle ginocchia.
    ——————
    O magari da dentro un bel bunker O__o

    Mi sembra uno di quei romanzi post-apocalittici di fantascienza che mi piacciono tanto… ma è vero. Il “building up” delle premesse mi sembra incalzante, la crisi economica mondiale è peggio del 1929, ci sono fantasmi di guerra nucleare e la Russia, dall’altro ieri, è uno “stato canaglia”…. paura…

    • Carmine... scrive:

      Io non direi che la crisi sia peggiore del 1929. E’ sicuramente la maggiore crisi economica dopo quella del 1929, ma ricordiamoci che in quell’occasione Wall Street fu quai completamente rasa al suolo bruciando qualcosa come il doppio di quello che è statao bruciato adesso (mi pare dall’inizio siano stati bruciati 5 miliardi e mezzo di capitalizzazioni, in dollari!!!). Seocndo ciò è dovuto alla serie di correttivi che si sono introdotti dopo il givodì nero del 29… Speriamo di uscirne presto.

      • Il Gobb scrive:

        Speriamo!
        Il problema che mi inquieta è che gli USA hanno cominciato a STATALIZZARE… se questo non è fallimento del capitalismo, non vedo cos’altro O_____O
        Vabbé, paranoie mie… spero abbia ragione tu in tutto e per tutto ^_____^

        • Carmine... scrive:

          Sicuramente le nazionalizzazioni segnano una profonda crisi del capitalismo moderno. Ma d’altronde gli Stati uniti non avevano alternative. Almeno mi pare di aver capito…

        • Forse per il mondo e’ il momento di iniziare una “terza’ via” che non e’ ne’ capitalismo selvaggio, ne’ statalismo totale ma che ha in se’ gli elementi positivi di entrambi i sistemi.

          • lucaspazio scrive:

            L’importante é che non si auna terza via “bis” nella quale ci sia il peggio di entrambi, per far arricchire i soliti noti.

            Giusto stamani ho sentito che in costa azzurra, lato Francia (del lato Italia da Ventimiglia a SanRemo purtoroppo non ho nuove), (a parte che non mi ricordo se il dato era relativo a qui, od al mercato in generale) la vendita di imbarcazioni che superano il centinaio di milioni di euro prospera aumentando ogni anno di un buon 20% il proprio fatturato…

    • pacatoegentile scrive:

      prossimamente: mad max, dalla fantascienza al documentario :-)

  5. fabio scrive:

    Non sono un esperto come alcuni di voi sembrano esserlo, ma ho avuto l’impressione che i problemi economici di questi ultimi anni non si siano verificati per problemi strutturali del capitalismo, quanto per problemi etici. Forse pensare ad un “capitalismo sostenibile” oppure “etico” puo’ sembrare un’ ossimoro, ma il campanello d’allarme della monovra economica USA penso debba essere opportunamente analizzato. In ogni caso l’economia ha le sue regole; sbaglio nel pensare che un Manager etico DEBBA conoscere le regole basilari dell’economia e DEBBA rispettarle? Voglio semplificare ancora di piu’, la situazione economica attuale forse puo’ essere paragonata a quella ambientale? la metafora che la natura si stia ribellando potrebbe essere applicata all’economia?

    ciao e grazie

  6. siediti siediti
    e aspetta
    intanto c’è chi per costruirlo questo futuro non dorme la notte
    =>F

    • certe cose devo venirle a sapere sempre dagli altri, nessuno mi dice mai niente.

      grazie per l’informazione.

      • uhm
        sono curioso: se nessuno ti dice mai niente, come fanno questi fantomatici altri a farti sapere le cose? a parte gli scherzi, dai retta a me: non aspettare che siano gli altri a dirti le cose, è chiaro che così non sai mai niente o al più sai solo quello che gli altri vogliono farti sapere. devi essere tu ad alzarti e cercare le informazioni.

  7. pacatoegentile scrive:

    Non credo che la caduta del “comunismo” o in generale dei regimi socialisti, siano dovute a mediazioni.
    credo che la caduta sia dovuta al fatto che il sistema in se’ era un utopia impossibile da realizzare nella pratica quotidiana.

    Stessa cosa dicasi per il liberismo puro quello di adam smith con le sue crisi economiche cicliche del secolo scorso, e per il capitalismo: quest’ultimo e’ fallito anni or sono ma continua a trascinarsi e a far danni poiche’ molti hanno interessi perche’ resti tale.

    Non e’ certo capitalismo o liberismo quando vedo che un’impresa grossa sta per dichiarare bancarotta e allora interviene lo stato con “prestiti” a fondo perduto – come qui in italia – o messa sotto articolo 21 (credo si dica cosi’ vado a memoria) come in america.

    L’idea che di un sistema economico chiuso sempre in crescita fosse il modello usato mi ha fatto sempre ridere specie se confrontato con le mie 4 nozioni di termodinamica, ora che vivo in mezzo al tracollo rido di meno :-( .

    Esistono alternative al capitalismo e al socialismo, alternative con tanto di modelli economici, sono stati presentati da diversi economisti ad esempio C.E. Douglas con la sua proposta anti inflazione.

    Ovviamente tali alternative sono tutte da analizzare e stiamo pur certi che, visti gli interessi in gioco di pochi, esse verranno bloccate appena possibile e in tutti i modi.

    E’ anche ovvio pensare che tra le alternative proposte da coloro che stanno nella stanza dei bottoni, vi siano solo modelli che comportano piccolissimi – se non nulli – cambi di file tra i “marionettisti” , detto in altro modo, penseranno a salvare il loro culo piu’ che a salvare un po’ tutti, mi aspetto tranquillamente che le banche un giorno mi neghino l’accesso al mio conto per non piu’ di X euro al giorno piu’ che dichiarare loro che non hanno i miei soldi.

  8. Carmine... scrive:

    Chiedo scusa a tutti se posto qui, ma avrei bisogno di una spiegazione. Mi rivolgo in special modo achi cura il sito di MC.
    E’ successa una cosa molto strana. In pratica ho lasciato un commento di risposta ad un precedente commento di enpassant58. Ho ricevuto la mail che mi diceva che l’utente sopra citato aveva risposto al mio commento. Ho cliccato sul link presente nella mail, ma non c’era più né il mio commento né la risposta di enpassant58.
    Vorrei chiedere è un problema mio, cioè riferibile al mio pc? Oppure i moderatori hanno ritenuto opportuno cancellare il mio commento?
    Ringrazio chiiunque avrà la bontà di rispodere, e chiedo scusa per questo commento.

    • enpassant58 scrive:

      Carmine, mi sembra che sia tutto a posto. Probabilmente è successo perché io avevo iniziato a risponderti, poi mi sono sconnesso.
      Il mio messaggio l’ho ripostato dopo.

  9. enpassant58 scrive:

    Mentre noi ci sollazziamo è crollata un’altra banca…
    Da Repubblica on-line: “le autorità bancarie Usa hanno ordinato la chiusura di Washington Mutual decretandone di fatto il fallimento, il più grande della storia americana per una banca. Le attività dell’istituto passano a JP Morgan Chase per 1,9 miliardi di dollari.”

Trackbacks

Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....
  1. [...] la ricchezza dei cittadini. Comprare tutti insieme cibo e beni essenziali vuol dire risparmiare. Comprare collettivamente auto vuol dire poi poter scegliere di organizzare a livello locale la conversione di [...]



Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!