Dimissioni: Il Gioco Sporco di Berlusconi 3


Ma che bella pensata.
La votazione sull’approvazione del rendiconto dello scorso anno ha sancito, di fatto, la disfatta ignominiosa della maggioranza (I resti di quella che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza). Col cazzo.
Dopo il primo sconcerto e lo smarrimento che minacciava seriamente, come dalle immagini televisive appariva evidente, il cerone di Berlusconi, tutti gli uomini del Presidente si sono riuniti in conclave e (pensa che ti ripensa) hanno avuto una magnifica pensata: dimissioni sì, ma non subito, bensì solo dopo l’approvazione della legge di stabilità, cioè fra una quindicina di giorni.

Non ci vuole la zingara per indovinare, cara Concetta, la strategia messa in campo, che ha lo straordinario vantaggio di togliere agli avversari tutte le carte di mano: basta presentare una finanziaria lacrime e sangue (anche più realista della reale lettera della BCE), insomma semplicemente inaccettabile per il pur sputtanatissimo PD. A questo punto il gioco resta tutto in mano alla ex maggioranza.

Infatti:

  1. la finanziaria viene bocciata. Sarà semplice riaccreditarsi presso la BCE, in quanto la Sinistra non è affidabile (sempre che, ovviamente, non si riesca con questa manovra a rompere il fronte delle opposizioni, risucchiando il terzo polo). Si vada pure alle elezioni, ma con una riconquistata verginità e con la forza dei nervi distesi;
  2. la finanziaria viene approvata. Buon Dio, e perché mai andare alle elezioni? Solo per offrire il destro alla speculazione di dissanguare gl’Italiani? Certo, si potrebbe eccepire che Berlusconi farebbe una figura di merda, essendosi impegnato a dimettersi a certo tempo data. Ma via, si sa che le figure di merda sono come le chiazze nere sul manto del leopardo: chi le ha mai contate?