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Dimenticato Qualcosa?

30 ottobre, 2007 di Fully  
Archiviato in Cazzotti, Democrazia e Diritti



Preservativi colorati

Leggo qui che il Santo Padre si è scomodato ieri per pronunciare un discorso all’Associazione dei Farmacisti Cattolici. In quella sede pare che abbia in qualche modo avallato la sollecitazione dei farmacisti, i quali chiedono una legge che consenta loro l’obiezione di coscienza per la vendita di alcuni farmaci che sarebbero “contrari alla vita”, come la “pillola del giorno dopo”, RU-486, o altri che potrebbero procurare l’eutanasia (?).

Non mi stupisco di questo. Mi stupisce invece che lo stesso atteggiamento i farmacisti (ed il Papa) non lo tengano nei confronti della vendita dei preservativi, che sono strumenti contraccettivi e, come tali, in grado anche loro di “contrastare la vita”.

Mi chiedo se sia stata una semplice dimenticanza oppure se sia il segno di un’attenuazione del rigore della Chiesa nei confronti degli anticoncezionali, messi al bando da Paolo VI sul finire degli anni Sessanta (Enciclica “Humanae vitae”, emanata nel luglio del 1968 ed ispirata – io credo – dalla “rivoluzione” dei costumi sessuali) e per i quali anche Papa Woytila aveva lanciato i suoi strali non più tardi di alcuni anni orsono.
O forse, più semplicemente, i farmacisti cattolici non intendono perdere un simile “affare”, dal momento che vendono i coloratissimi oggetti di lattice a prezzi doppi rispetto a quelli praticati dai supermercati.

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Comments

15 Risposte a “Dimenticato Qualcosa?”
  1. MenteCritica scrive:

    Senza contare anche questi altri simpatici oggetti il cui uso terapeutico mi sfugge e che, insieme a zoccoli, creme di bellezza e pupazzetti di gomma, vengono allegramente venduti in farmacia.

  2. tusaichi scrive:

    bè, però un conto è parlare di “contraccezione” un altro di aborto.
    Immagino che nella mente del signor ratzinger “uccidi” solo con la pillola del giorno dopo, e col preservativo al massimo “eviti”…
    insomma, il sesso non per fine procreativo vale meno dell’aborto.
    penso.
    poi boh, hann la mente contorta.
    (o forse davano per scontato che son contro quei cosi oblunghi e scomodissimi)

  3. Miguel scrive:

    Mah! In Messico le farmacie vendono sigarette 8O

  4. Fully scrive:

    Prima di tutto una rettifica: l’anno della “Humanae vitae” è il 1968. Consiglio vivamente di andarla a leggere, è istruttivo.
    Sul tema dei contraccettivi si potrebbe fare un libro. So per certo che nonostante l’esplicito divieto molti parroci sotto sotto concedono ampie assoluzioni a chi ne confessa l’uso. Ricordo per chi non lo sapesse che l’assoluzione presuppone il “serio proposito di non ricadere nell’errore”. Vorrei vedere quanti degli “assolti” non ci sono ricaduti. Ma, si sa, la carne è debole.

    Quanto alla distinzione tra aborto e contraccezione mi è chiaro che si tratta di due cose diverse. Ma credo che comunque dovrebbe essere salvaguardato il principio richiamato nell’enciclica di Paolo VI: coloro che si congiungono (ovviamente nell’esclusivo ambito di una relazione matrimoniale) DEVONO farlo non precludendo la possibilità di una gravidanza con metodi diversi da quelli legati alla naturale infertilità di alcuni particolari giorni.
    Chi violi questi precetti è in peccato mortale. E siccome per la Chiesa un peccato mortale vale l’altro (non mi risulta ci siano peccati mortali di serie A, B o C) ecco il motivo del mio “stupore” o meglio della mia presa di posizione contro questa ennesima ipocrisia.

  5. eva carriego scrive:

    mi pare che la posizione di federfarma e dell’ordine dei farmacisti sia diversa
    pare che i primi riconoscano allo stato italiano il diritto di applicare la legge ( non quella vaticana)

    mi chiedo se i pazienti con intestino pigro siano cobndannati al fecaloma perché la senna – la cui vendita sarà certamente proibita in tutte le farmacie del regno – induce alla defecazione in modo innaturale e contrario al vangelo
    con rispetto parlando

  6. Valerio scrive:

    Non so voi, ma io vibratori in farmacia non ne ho mai visti…

  7. MenteCritica scrive:

    Io sì, in un paio di farmacie a Roma e a Milano. Anche a Bruxelles, Londra e Amsterdam, per la verità. Ma forse lì non vale :mrgreen:

  8. GdA scrive:

    Caro Fully,
    l’enciclica non rappresenta l’unica parola della chiesa sul problema della contraccezione.
    Accanto all’enciclica vanno posti l’insegnamento del Vaticano II e gli ulteriori approfondimenti delle diverse conferenze episcopali e dei singoli vescovi.

    La chiesa “considera la complessità e gravità dei problemi pratici in cui si dibattono molte coppie, riconosce che le esigenze proclamate dall’enciclica sembrano difficili o addirittura impossibili e ammette che richiedono serio impegno e un’ascesi impegnativa.
    “Il clima dominante nel nostro mondo è quello di una sollecitazione abnorme degli istinti, di egoismo ed edonismo, favoriti da tutti i mezzi di comunicazione e radicati nella psicologia collettiv, di assenza di ogni educazione all’autodominio e, di fatto, la piena osservanza dell’enciclica risulta impossibile per molte coppie al di là della buona volontà personale.
    I vescovi invitano i sacerdoti ad essere “comprensivi e misericordiosi, di fronte alle difficoltà esposte dai credenti, di agire con pazienza e bontà, valutando ogni singolo caso..

    (Io sinceramente appurerei la veridicità delle affermazioni del “singolo caso”che va in giro millantando di essere stato “assolto” pur facendo uso dei vari sistemi contraccettivi..)

    Il dettato dell’enciclica non cessa di essere obbligante ma muta, se così si può dire, il carattere della sua obbligarietà:
    Diventa l’obbligatorietà di un ideale che il “fedele” deve tentare di raggiungere, indica una direzione di marcia..
    L’enciclica, in buona sostanza, “provoca un cammino”che guidi l’uomo verso la piena consapevolezza.

    In quanto al peccato mortale, non è poi così facile commetterlo:
    Sono necessari piena consapevolezza e deliberato consenso.

    Luna

  9. GdA scrive:

    Tusaichi..
    E’ la seconda volta che sono d’accordo con te (l’altro tuo commento sul caso di Eluana)…

    O tu stai migliorando..o sono io che peggioro! :) :):):):):):):)

    Luna

  10. Fully scrive:

    @GdA.
    Mi spiace non essere d’accordo. Le parole della “Humanae Viae” sono straordinariamente chiare perfino per chi, come me, non può vantare una grande esperienza nella materia dottrinale.
    La Humanae Vitae recita:

    “14. (…) È altresì ESCLUSA ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione.”

    Mi pare che sul rigore del “divieto” di ricorrere a metodi contraccettivi naturali non vi possa essere dubbio o deroga. Altro che “provocare un cammino”!
    E’ per questo che ritego una inaccettabile ipocrisia che nell’enciclica si raccomandi ai Vescovi ed ai sacerdoti di essere “comprensivi e misericordiosi” e di valutare caso per caso le ragioni dei peccatori, i quali, a loro volta:

    24. “… se il peccato facesse ancora presa su di loro, non si scoraggino, ma ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio, che viene elargita con abbondanza nel sacramento della penitenza”.

    Scusate, ma a me pare una specie di “uscita di sicurezza”, come spesso viene visto dai cattolici il sacramento della confessone. E credo che proprio questo passaggio abbia in molta parte del clero fatto ritenere di poter essere di manica larga con coloro che, peccando, si affidassero a metodi contraccettivi “illeciti”. Ho discusso con tante persone di questo argomento e ti posso assicurare che tutte, dal loro confessore, si erano sentite confortate a minimizzare il “divieto”.

    So bene che per commettere peccato “mortale” occorre “piena avvertenza e deliberato consenso” e credo che proprio entrambe queste condizioni si presentino quando si utilizza ordinariamente un qualsiasi mezzo contraccettivo. E’ proprio questo che rende lo scenario poco credibile: come si può ottenere l’assoluzione (che può essere concessa solo a fronte del sincero proponimento di non ricadere nel peccato) quando si sa già benissimo che la prossima volta che si farà l’amore col proprio partner si userà lo stesso metodo che ti ha condotto al peccato?

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