Dichiarazione di Voto: Scelgo “Il Bene Comune”

Siamo ormai a pochi giorni dal voto, ed è giunto il momento delle scelte. Dopo averci riso sopra (che non fa mai male), aver stabilito il “se” e il “perché” votare, e aver sudato sette camicie per realizzare un confronto sistematico tra i diversi programmi, è ora di decidere “per chi” votare.
E dico subito senza tentennamenti qual’è la conclusione: voterò per Stefano Montanari e la sua lista “Per il bene comune“. Ora vi spiego perché.

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In Italia assistiamo da decenni ad un inesorabile declino: prima economico, con le follie degli anni 80 di cui continueremo a portare i segni per molto tempo, poi sociale e quindi politico. Su quest’ultimo aspetto va detta una cosa: l’inizio degli anni 90, con le indagini legate al filone “mani pulite”, ha rappresentato l’occasione per un risveglio dei cittadini e dello spirito civico, già duramente provati da anni di malaffare, corruzione e parassitismo. Un’occasione per riformare uno spirito critico condiviso nei cittadini, e per far rinascere anche le istituzioni, che si è rapidamente infranta contro il muro che da diverse parti è stato eretto in tutta fretta.

La politica peggiore (perché, non va dimenticato, c’è anche quella migliore) si è chiusa a riccio in difesa dei suoi interessi privati e personalistici, mettendo in campo una serie di iniziative, anche di tipo legislativo, volte a destabilizzare l’opinione pubblica, screditare tutti i tentativi di fare pulizia, colpire le persone in prima fila di questo non-movimento; un’azione decisamente inquietante che ricorda da vicino quello che Gelli e la sua loggia P2 avevano ipotizzato nel “piano di rinascita democratica“.
Se in tutto questo è facile identificare i responsabili principali, va detto che ormai il problema va ben oltre il “chi ha fatto cosa“: i nostri rappresentanti politici, con poche eccezioni, dal Parlamento fino all’ultima comunità montana, costituiscono un corpo unico che si occupa sempre meno, e sempre peggio, dei problemi dei cittadini e di una cosa che tempo fa veniva chiamata “interesse comune”.

La soluzione non può essere che una sola: occorre spazzare via tutto e ricominciare da zero. Anche a rischio di cacciare anche quei pochi che fanno politica onestamente e responsabilmente. Non ci possiamo più permettere le mezze misure, non ne abbiamo il tempo, non ci sono le condizioni per i tanti inevitabili distinguo: un’azione che non sia radicale è destinata all’insuccesso.
Per questo motivo ritengo inevitabile negare il voto alle liste composte da politici di carriera. Le liste di PD, PdL, Destra, Sinistra arcobaleno, UDC e Partito socialista, con i relativi alleati, non fanno altro che riproporre, spesso sotto altri simboli, sempre gli stessi personaggi; i nomi veramente nuovi sono pochissimi, spesso relegati nelle posizioni di coda, come pure non sono nuovi i temi che portano avanti nella campagna elettorale. Le solite discussioni fasulle, le solite non-soluzioni, le solite omissioni su questioni spesso fondamentali, in molti casi addirittura gli stessi leader.
Aspettarsi qualcosa di nuovo da questa gente è una pia illusione.

Un breve appunto merita, se non altro perché l’ho sostenuta per alcuni anni, la lista Italia dei Valori. Il programma originale di Di Pietro è, non da oggi, innovativo, coraggioso e, almeno così io credo, efficace; peccato che sia scomparso. L’alleanza con il PD ha ovviamente costretto Di Pietro a rivedere i suoi piani e ad allinearsi con il dettato veltroniano; lo scioglimento del partito è stato annunciato; le poche facce nuove e rispettabili che sono state candidate non possono cancellare le tante ombre che si affollano intorno al partito e ai suoi vertici. Quello che rimane di IdV è ben poca cosa, e per quanto mi riguarda non rappresenta più una scelta sostenibile.

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Nelle liste alternative c’è una situazione diversa: pochi i politici conosciuti e programmi più coraggiosi. In molti casi, chi è stato capace di metter giù un programma degno di questo nome, affronta spesso temi ignorati dai partiti tradizionali, e propone soluzioni non scontate.
Tra questi la lista “Per il bene comune” dimostra un’attenzione particolare ai temi dell’ambiente e della salute; né potrebbe essere diversamente, visto che il suo leader, Stefano Montanari, da anni studia insieme alla moglie le conseguenze dell’inquinamento sulla salute dell’uomo.
Alcuni punti qualificanti del programma: rifiuto della linea ferroviaria Torino - Lione, rifiuto del ponte sullo stretto di Messina, sostegno al trasporto pubblico, difesa dell’acqua come bene pubblico, rifiuto dello sviluppo dell’energia nucleare, impegno per il risparmio energetico e la produzione da fonti rinnovabili, introduzione dell’educazione ambientale a scuola, contenimento al consumo di territorio, riconoscimento delle coppie di fatto, smantellamento degli arsenali nucleari, riduzione delle spese militari, superamento del segreto di stato, abolizione degli incarichi multipli per i politici, adeguamento del trattamento pensionistico dei politici, abolizione di province e circoscrizioni, ripristino dell’ICI sugli immobili commerciali di proprietà degli enti religiosi, recupero dei contributi CIP6, introduzione della Tobin tax, incentivi economici solo per le aziende in regola con il fisco e le norme di sicurezza, varo di una nuova legge sul conflitto di interessi, riequilibrio degli organici dei tribunali, cancellazione della legge Bossi - Fini, riduzione del canone e della pubblicità sulla RAI, rilancio della scuola pubblica, abolizione della legge 30, aumento del numero di ispettori per la sicurezza, istituzione del referendum propositivo, emanazione di una legge sulla responsabilità politica, potenziamento della ricerca di base, rilancio della sanità pubblica.

In Italia nessuno crede più ai programmi elettorali, una sfiducia difficilmente criticabile visti i precedenti; il fatto però che questo programma preveda una legge per formalizzare la responsabilità politica e consentire la verifica della corrispondenza tra le promesse e ciò che si realizza, è senz’altro un ottimo segnale.
In conclusione, questo programma mi piace, è migliore di tutti gli altri che ho letto, non è monotematico, contiene alcune proposte veramente originali ed incisive, si basa su principi e priorità che condivido appieno.

E passiamo alle persone, l’elemento fondamentale della politica.
Stefano Montanari non è un politico di professione, ma una persona che ha un lavoro; può sembrare banale, ma già questo lo distingue dalla maggior parte degli altri candidati. Inoltre il suo lavoro lo ha messo in contrasto con alcuni interessi privati; al punto che per poter continuare la sua attività di ricerca sulle conseguenze che le particelle prodotte dalle combustioni degli inceneritori (e non solo) hanno sulla salute dell’uomo, si è dovuto affidare ad una sottoscrizione pubblica con cui l’associazione Carlo Bortolani gli ha messo a disposizione un nuovo microscopio a scansione ambientale.

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L’altro personaggio di punta è Fernando Rossi, uno dei due senatori (l’altro è Franco Turigliatto) che poco più di un anno fa fu accusato di aver fatto cadere il governo Prodi rifiutando di votare il rifinanziamento della missione in Afghanistan. E’ l’unico politico che abbia già ricoperto incarichi parlamentari, ed è grazie a lui se questa lista è riuscita a presentarsi alle elezioni. La legge di conversione del decreto che istituisce le elezioni infatti includeva il tentativo di mettere fuori gioco il suo movimento, fissando a due il numero minimo di parlamentari per evitare la raccolta delle firme, operazione che, con i tempi ristretti a disposizione, era quasi impossibile da realizzare. Dopo due giorni, durante i quali per protesta Rossi si è incatenato ad una statua all’interno del Senato, Franca Rame ha messo la seconda firma e la situazione si è risolta. Resta l’ignobile tentativo e il silenzio che gli organi di informazione hanno riservato alla vicenda: evidentemente si tratta di una proposta fastidiosa.
Va detto che Rossi non ha assolutamente tentato di controllare la composizione delle liste, anzi ha lasciato piena libertà agli attivisti locali, riservando per sé la candidatura al Senato; candidatura che, come sappiamo, è estremamente difficile portare a compimento.

Quanto agli altri candidati che compongono le liste non posso dire niente perché bisognerebbe conoscerli uno per uno; il fatto però che non siano politici di professione è, ancora una volta, un ottimo segnale. C’è bisogno di un cambiamento radicale, senza il quale non possiamo sperare in una reale inversione di tendenza nel sempre più grande sfacelo in cui viviamo.
Saranno capaci di operare efficacemente e responsabilmente? Questa è la domanda che si presenta appena una persona nuova si affaccia alla ribalta della politica. Una domanda retorica, perché le loro capacità le scopriremo solo mettendoli alla prova. Una domanda ipocrita, in alcuni casi, perché lascia passare il dubbio che i politici attuali siano migliori in quanto “esperti”; prima ci lamentiamo di chi ha fatto della politica una professione, e grazie a questo è capace di muovere le leve giuste per curare i propri interessi, poi rifiutiamo di dare ad altri la possibilità di cambiare le cose.

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Come ho già detto, la politica non si riformerà da sola, e l’unica strada percorribile per chi vuole cambiare la rotta di questa povera Italia, è quella di cambiare integralmente la classe politica che ci governa, sia a livello nazionale che locale. Per realizzare questo cambiamento occorre votare, e votare per persone diverse da quelle che ci hanno trascinato in questa situazione; quando un medico sbaglia la cura e produce dei danni, è da pazzi affidarsi a quello stesso medico per risolvere i danni che lui stesso ha creato.
Io voterò “Per il bene comune” e per Stefano Montanari.

PS: Per chi volesse approfondire, consiglio questa intervista, che chiarisce meglio alcuni aspetti del lavoro di Montanari e della sua storia.

N.d.R.: Per completezza d’informazione vi segnaliamo questo commento particolarmente circostanziato che mette civilmente in discussione i meriti scientifici di Montanari.

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mi viene da dire una cosa molto cattiva ma, ahimè, reale: se ti piace l’Italia di oggi continua a votare per i partiti che conosci e che governano da tempo (PD, PdL, UDC, SA, PS, Destra, Lega, IdV) e stai tranquillo che continueranno come hanno sempre fatto.

Votare Per il Bene Comune mi sembra una valida alternativa all’astensionismo. Più che tante macchinazioni tipo verbalizzazioni o altro meglio votare per una realtà nuova, indubbiamente.
Però, e non è cosa recente anche se recentemente questo mio pensiero si è acutizzato, temo un governo Berlusconi. Temo che arriverò a rimpiangere l’Italia di oggi.

“Cinque anni di condanna per chi ordina le intercettazioni indebitamente, cinque anni per chi le esegue e una penale che se la ricordano per tutta la vita a chi le pubblica”.

Comizio del signor B. a Savona.
Solo per dirne una.

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Francesco Orsenigo

Francesco Orsenigo’s avatar

Si, e’ sicuramente piu’ semplice e probabilmente piu’ efficace votare PBC che piantare un casino per astenersi.

Mi rimane un grosso dubbio pero’: il valore di un ricercatore sta nelle sue pubblicazione, e montanari praticamente non ne ha, da nessuna parte!
A leggere la sua pagina su wikipedia, sembra un luminare da premio Nobel, ma poi alla prova dei conti, si direbbe che di scienza ne abbia fatta davvero poca.
Questa cosa mi puzza davvero troppo.

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Tutto molto belllo.
Poi non prendi un senatore ed un deputato e ritorna Berlusconi, che distruggerà a manganellate quel filo di democrazia che c’è rimasta, e chiuderà tutti i tribunali, visto che va in giro dicendo che l’evasione fiscale è buona e giusta, e che se provi a stanarli intercettandoli vai dentro per sempre.

Veltroni con l’alleanza tra PD e IDV è il soggetto più credibile per battere Berlusconi.
Puoi sceglierne uno dei due.

Per il Bene Comune è un ottima iniziativa, ma non è ancora tempo e non è ancora pronto. Non c’è conoscenza e la gente non lo sà che esisste, e con l’attuale Legge elettorale, potranno soltanto ardire a prendere i rimborsi elettorali se arrivano all’1%, senza portare nessun parlamentare.

Il punto non è quello che più ci piace, il punto è qual’è la cosa più efficace per trovare una soluzione ora ad un problema incombente.

IMHO

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Effettivamente potrebbe esser un’alternativa all’astensione.

@ mattions: non sono disposto a legittimare con il mio voto una persona da cui non voglio esser governato, anche se l’alternativa potrebbe esser peggiore.

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Vorrei innanzitutto (auto)moderare il mio commento citato alla fine del post. La discussione sui meriti scientifici di Montanari (come scritto nel commento) era un po’ fuori tema. Si puo’ fare politica bene senza essere grandi scienziati.

PBC e’ una scelta molto piu’ valida di altre. La mia sfiducia deriva da un sentimento personale, una sensazione che non ha alla base un ragionamento razionale e spero non influenzi il voto degli altri elettori.

Se introducessero una legge sulla responsabilità politica, penso che avremmo risolto gran parte dei problemi. Purtroppo mi sembra un impresa dura, considerato che non siamo riusciti a mandare a casa neanche i politici condannati (a parte Previti).

@mattions: l’Italia e’ sopravvissuta a 5 anni di governo B II (e 8 mesi di governo B I). Penso che puo’ sopravvivere anche se viene rieletto. Tanto molto probabilmente PD e PDL andranno quasi pari e faranno l’inciucio.

Il punto non è quello che più ci piace, il punto è qual’è la cosa più efficace per trovare una soluzione ora ad un problema incombente.

Questo e’ lo stesso motivo per cui molti di noi votarono Prodi alle scorse elezioni. E non mi sembra che in due anni abbiano risolto molto. I problemi incombenti sono circa gli stessi che incombevano due anni fa.

Poi c’e’ anche una questione di principio. Ok, siamo su Mentecritica, non esistono questioni di principio, e bla bla bla ;) Ma passatemi solo questa: con la scusa che ogni voto che non va al PD va al PDL, con lo slogan “votate Veltroni o sara’ l’apocalisse”, ci stanno privando della liberta’ di scelta. E questo mi sembra piu’ grave di qualsiasi esito elettorale.

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Non capisco perché si cerchi un’alternativa all’astensione, che male vi ha fatto l’astensione?

Cosa si risolve dando un voto non di contenuto politico ma di “coscienza”? spostarsi sui piccoli partiti può essere interessante… ho votato, mi sento meglio, ci vediamo tra 5 anni (magariii!)
il mio voto non significa assolutamente nulla ma ho adempiuto al mio dovere di cittadino!

Tolti i fedelissimi, i voti comprati, i voti per tradizione familiare, e quant’altro non si scosta mai dal proprio modo di votare resta una percentuale piccola che può determinare la vittoria dell’uno o dell’altro.
Il problema è che per questa percentuale piccolissima l’uno e l’altro (PdL e PD, ovvio) fanno abbastanza nausea.
Si vuole cambiare la politica? Occorre dare più forza a questa piccola, determinante, percentuale di votanti: se in queste elezioni l’astensionismo raggiunge una percentuale diversa da quella entro il limite di tolleranza…
FORSE la nostra politica lo capisce che c’è un malessere sociale di cui preoccuparsi.
Non è un assioma, è un forse, ma se voto un piccolo partito ho solo messo a tacere la mia coscienza di cittadino ligio e… prono!
Incazzarsi ogni tanto no?

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Su, non venitemi a dire che l’Avanzo Primario non è aumentato con Prodi, che i conti non sono stati messi in ordine e che c’è stata un inizio di lotta fiscale all’evasione.

Non è accettabile l’idea che si possa commettere reato e passarla liscia.
Si distrugge lo stato di diritto e si introduce la legge del più forte.

Io vado a votare perchè voglio cambiare questa legge elettorale in primis e voto IDV che l’ha scritto chiaro nel programma e che è parte di un alleanza col PD contro la PDL.
Questo significa che ogni voto in più non viene perso per mancanza del quorum.

Poi quello che succede dopo è da vedere.

Non sarò io a stare a casa e far andare su Berlusconi che ha dissestato l’Italia per due volte, in maniera seria.

Ci sono i numeri.

Inoltre dopo che Dell’Utri ha dichiarato un mafioso come Mangano un’eroe, dopo che vogliono fare il revisionismo storico sulla Resistenza come modello cinese e dopo che si sono già dimostrati capaci di censurare persone non gradite.

Ognuno faccia come gli pare, ma si assuma le sue responsabilità politiche.

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@mattions: Io non sono un economista. Io so solo che a mio padre, insegnante alle superiori e ora pensionato, hanno abbassato la pensione di 50 euro circa. So che hanno promesso 3000 posti da ricercatore e poi banditi meno di mille (i 2/3 di quanti ne ha banditi la Moratti in un solo anno). So che il tesoretto non si sa che fine ha fatto. So che hanno levato 92 milioni alla ricerca per darli ai camionisti. So che il PD promette TAV e rigassificatori. So che il PIL è calato da 1.5% a 0.6% dalla sera alla mattina (qualunque cosa voglia dire ai fini pratici). So che il PD vuole togliere autonomia alle università e mettere un limite di 30-35 anni ai concorsi da ricercatore (in barba ai 70.000 ricercatori precari, molti dei quali sopra i 30 anni). So che non è stato fatto nulla per cambiare la legge elettorale, o per il conflitto di interessi, eccetera eccetera eccetera.

Tutte cose di cui si è parlato a lungo, anche in questo blog, e che non mi va di ripetere.

Poi, se aumentano le tasse è normale che aumenti l’avanzo primario. Dove sta la bravura. Prodi non ha messo in ordine i conti! NOI abbiamo messo in ordine i conti con i nostri sacrifici (quelli di noi che le tasse le pagano). Sarebbe stato bello vedere tagliata qualche spesa, ad esempio in politica (non può essere sempre e solo il cittadino comune a tirare la cinghia).

Ed il fatto che la destra ha fatto peggio (sempre che sia vero) non è un motivo sufficiente per votare PD.

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Per quanto riguarda l’evasione fiscale. Quello che è stato fatto è un buon inizio. Ma non dimentichiamoci di questo.

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F.Maria Arouet

F.Maria Arouet’s avatar

Sono perfettamente d’accordo con il BuonPeppe.
Se un medico ha reiteratamente dimostrato di non saperti curare, non ti resta che cercartene un altro.
E tuttavia sento l’obbligo di ricordargli che molti, quando, davanti all’impotenza della medicina tradizionale, hanno creduto di venirne a capo ricorrendo alla medicina omeopatica, alla ayurvedica, alla medicina tradizionale cinese e magari alle terapie alternative psicosociali di gruppo e giù giù fino al professor Di Bella e alla somotostatina e in mancanza d’altro perfino all’assistente della Vanna Marchi, molti hanno avuto la sorpresa di ottenere risultati più significativi per la propria borsa che per la propria salute.
Dice, ma qui c’é un programma.
Benissimo. Ma se bastasse un programma ce ne sarebbero persino di migliori, parlando di “Bene Comune”.
Che ne direste di un programma in cui siano propugnati il ritorno ad un’economia agricola, l’antimonetarismo, l’abolizione della proprietà privata, lo scambio sistematico dei mestieri; un mondo dove l’eguaglianza regna assoluta, i vecchi e gli ammalati sono assistiti dallo stato, la giornata é divisa tra lavoro (sei ore, Bertinotti non ha inventato nulla), sonno (otto ore), il resto dedicato non “a piaceri o pigrizia” ma a qualche occupazione piacevole; dove le città sono a loro volta divise in quattro parti uguali con una piazza al centro dove ognuno porta i prodotti del proprio lavoro, affinché chiunque ne chieda né possa avere quanto gliene occorre, senza danaro?
Il solito marxismo del cazzo?
Neanche per idea, qui sta la novità. Il suo autore é stato regolarmente canonizzato (Pio XI,1935) ed altrettanto regolarmente commemorato (22 giugno). Una cosa da far restare Silvio a bocca aperta.
Dice, ma qui non ci sono politici.
A parte due. Papà Fernando (Rossi) e mamma Franca (Rame), il minimo indispensabile.
Ma sufficiente perché un maligno possa insinuare che i due, alla fin fine, non sono nient’altro che i soliti due politici trombati (da pdci e idv), che, in assenza di meglio stanno cercando di riciclarsi mettendo su un partito in proprio.
Dov’é la novità?

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Dopo che l’ortopedico mi ha detto che il mio mal di schiena era “normale” e non c’era niente da fare, sono andato dall’osteopata che mi ha raddrizzato. Certo, poteva andarmi peggio, ma è andata bene.
Anche in questa occasione non mancano i venditori di fumo (vedi Ferrara), ma se si guarda con un po’ di attenzione non è così difficile riconoscerli.
Non male il programma di Pio XI; ma non era lo stesso che sosteneva il fascismo? Va bè, nessuno è perfetto. Perchè allora però si pretende la perfezione da Montanari o da Rossi?
Si fa presto a dire trombati…
Rossi è stato cacciato dopo aver votato (coerentemente con le promesse elettorali) contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan; se io facessi parte del suo partito chiederei l’espulsione di tutti gli altri che hanno votato a favore.
Franca Rame si è dimessa PRIMA della crisi di governo e non mi risulta (ma potrei sbagliare) che sia candidata.
Concludendo: alla lista di Montanari si fanno le lastre spaccando il pelo in quattro, mentre dal PD siamo pronti a prenderci qualsiasi cosa senza neanche la vasellina. Spiacente, ma non ci sto.
Se liste come questa non hanno possibilità di ottenere un risultato significativo non dipende da loro, dipende da noi; tocca a noi, se lo vogliamo, dargli una possibilità. Invece tutti giocano a ribaltare il rapporto causa effetto sostenendo che non vale la pena votarli in quanto non hanno possibilità; allora teniamoci quello che c’è.

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Penso che essere “giovani” non sia di per sé una garanzia. Una lista non salta fuori dal cappello in questo modo.
Anche nella migliore delle ipotesi dopo questo voto avremo molti problemi.
Se il lavoro che queste persone hanno iniziato verrà portato avanti anche dopo queste elezioni lo prenderò in seria considerazione.
Ma così è un salto nel buio.
Se il mio medico è un incompetente e mi do alla medicina alternativa così su due piedi il rischio di incappare in un “santone” senza arte né parte è troppo alto…

Intanto Travaglio & Co. hanno pubblicato una lista di candidati che hanno o hanno avuto guai con la giustizia.

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Le dichiarazioni di Travaglio sono false e tendenziose. Dal suo documento vorrebbe farci credere che IdV e’ l’unico partito senza condannati. In realta’ e’ l’unico partito senza condannati da lui considerato. Dove sono finiti gli altri partiti (tipo PBC?). Questo e’ un esempio di pessimo giornalismo degno di mediaset (come piegare dati e statistiche per sostenere la propria tesi).

Inoltre, mi sembra stupido mettere sullo stesso piano un ex terrorista condannato per banda armata (es. De Angelis, D’Elia), ed uno condannato per diffamazione (es. Lehner) per aver detto che un qualche suo antagonista e’ un figlio di sultana.

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F.Maria Arouet

F.Maria Arouet’s avatar

Tanto per non dar adito a malintesi.
Pio XI è solo il papa che canonizzò l’autore, nel 1935.
Che poi fosse o meno fascista, ai fini del nostro discorso, conta meno di niente.
Il programma invece è di Thomas More, ed è descritto ne l’Utopia, che è di qualche anno prima, cioè del 1516.

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Grazie per il chiarimento. Avevo male interpretato.
Resta comunque il fatto che c’è ovunque una tendenza molto diffusa a cercare la pagliuzza nell’occhio delle nuove proposte e non si guarda alla trave nell’occhio dei politici “di mestiere”.

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@Paolo
Sono in parte d’accordo con quello che dici. In parte perché il documento di Travaglio e Co. riporta anche quali siano i problemi e di quale entità. Quindi non è tendenzioso. Se apri il PDF. Sarebbe stato tendenzioso se fosse stato solo un elenco + numeri senza spiegazioni.
Tendenzioso è sicuramente il fatto che vengano tenute fuori tutte le liste le cui percentuali previste sfiorano lo zero assoluto.
Personalmente non mi sento di condannare questa scelta. Voglio dire: ci mancherebbe altro che una lista come PBC che di fatto è sponsorizzata da Beppe Grillo candidi dei pregiudicati!!!

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@dm
Giusto per dovere di cronaca: PDB non è sponsorizzata da Beppe Grillo. Grillo non sponsorizza alcuna lista nelle elezioni politiche, ma solo alcune liste per le amministrative; ha anche fatto emettere un’ordinanza del tribunale per impedire alle liste di usare il suo nome (vedi: Grilli parlanti e altre).

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@diabolicomarco

Ci sono tre modi onesti di usare quelle informazioni sui condannati/salvati in corner:
1. elencare i condannati e la loro affiliazione (come fatto precedentemente da Grillo),
2. elencare tutti i partiti compresi quelli senza condannati,
3. fornire un elenco parziale ma avvisando i lettori che l’elenco non è completo.
Travaglio non ha fatto nessuna delle tre cose, da cui la mia accusa di essere tendenzioso (il punto 3 non richiedeva molto lavoro, solo un pò di onestà intellettuale).
Tra l’altro nello stesso post fa propaganda per IdV e critica Veltroni, che è nella stessa coalizione.

Nel post che hai linkato Travaglio dice esplicitamente:

L’unica lista con la fedina penale pulita è l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Questo interpretato alla lettera è falso. Se avesse specificato: “L’unica lista con la fedina penale pulita, FRA QUELLE DA ME ELENCATE, è l’Italia dei Valori”, sarebbe stato vero (ma molto meno di impatto).

Ricapitolando: è sia tendenzioso che falso per i motivi elencati qui sopra.

Rimangono poi due considerazioni:
IdV non ha condannati ma è nella stessa coalizione di un partito che è secondo per numero di condannati.
IdV aveva almeno due condannati, espulsi dal partito con grande tempismo (leggi “opportunismo”) poco prima delle elezioni (che Di Pietro ha scoperto solo ora che erano dei condannati?).

Riguardo il mio commento sulla distinzione fra condanne, non era rivolto a Travaglio ma a chi fa la conta dei condannati per stabilire quanto è sporco un partito. Considerando tutti i blogger condannati per diffamazione, io non me la senti di escluderli dalla politica solo per questo.

A proposito di blogger, segnalo un blog che faceva critica civile al PD ed è stato prontamente oscurato da splinder senza neanche avvisare l’autore o motivare il provvedimento. La Cina è vicina…

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Beh, se c’è verso di votare in modo “diverso” sono interessato.

fatemi sapere.

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@Peppe
hai ragione ho usato un termine scorretto. PBC non è sponsorizzata da Di Pietro. Quello che volevo intendevo dire credo si sia capito (spero).

@Paolo
Ma l’hai aperto il PDF in questione?. Ci sono elencati tutte le liste prese in considerazione.
Questo fermo restando che Travaglio non è certo il Viminale e che quindi può scrivere quello che vuole, secondo me. E’ molto schierato e ha rilasciato una dichiarazione di voto inequivocabile. Non mi dilungo oltre in sua difesa in quanto non ho né i mezzi né l’interesse né il motivo di farlo.
Il motivo per il quale ho portato questo esempio era per dire: se per te (cioè per ciascuno di noi) è importante un aspetto hai la possibilità tramite la Rete di reperire maggiori informazioni sulla persona alla quale vai a dare un voto.

Per questo i discorsi generalizzati non vanno mai bene. Anche perché la Costituzione permette ad un parlamentare di lasciare il suo partito il giorno dopo l’elezione. Quindi si votano le persone e non le liste.

Riguardo il blog non so. Usare il nome di Veltroni non è corretto. Forse se avesse usato un nome tipo odioveltroni.splinder.com sarebbe ancora lì. Forse.

[Rispondi a questo commento]

Non sono elencate tutte le liste votabili. Sono elencate tutte le liste prese in considerazione da Travaglio. Senza un avviso chiaro del fatto che ce ne sono anche altre.

Quando dice “IdV è l’unica lista pulita”, il lettore medio secondo me pensa “ogni voto che non va all’IdV va a dei criminali”.

E’ esattamente il modo in cui si distorcono le statistiche: riferendosi ad un campione senza spiegare come è stato scelto.

Riguardo al blog, non voglio fare l’avvocato del diavolo però questo non è stato oscurato. E’ vero che non si capisce se è un blog a favore o contro; ma se usare il nome di un’altra persona nell’url è illegale, lo è sempre, indipendentemente da quello che è il contenuto del sito.

Tra l’altro è interessante che ci sia un blogger che ha passato ogni minuto della sua vita a registrare le ca***te dette da B. Questo fa sentire me meno strano.

[Rispondi a questo commento]

Purtroppo io ho visto l’intervista elettorale su RaiDue a questo tipo e credo:
- è totalmente inesperto se non di quello di cui si occupa (nano patologie)
- è ovvio che non salga ma votare per una persona che non sa nulla delle missioni all’estero (ad. esempio ma anche di tanti altri argomenti di politica economica), non ha cultura politica su svariati argomenti mi sembra allucinante e realmente preferisco l’astensionismo. Ma scherziamo?

Questo è il Carnevale della Democrazia come lo definiva un autore fascista negli anni ‘20 e Montanari è una delle tante maschere grottesche che solo la particolare configurazione carnascialesca italiana poteva produrre…

La politica dovrebbe essere una cosa seria, fatta da uomini in gamba, non da timidi scienziati inconsapevoli (e deprimentemente grilliani, del peggior grillianesimo…)…

[Rispondi a questo commento]

Se vogliamo ancora credere nella Politica…eh? Sennò va bene chiunque, veramente chiunque…

[Rispondi a questo commento]

@Paolo
Tra le liste votabili ci sono pure i Tremmisti, il sacro romano impero liberale cattolico, i giovani dell’Italia futurae chissà cos’altro tra cui Per il Bene comune che, sebbene sia più credibile di quelle che ho appena citato, non hanno una reale possibilità di superare lo sbarramento del 4% alla Camera (al Senato poi…).
I discorsi sul “lettore medio” non li condivido.

Per la questione del blog la mia era solo un’ipotesi. Più che altro un dubbio.
Certo che questo è strano forte: registrare tutte le cazzate di berlusconi dal 2003 ad oggi… 8O

[Rispondi a questo commento]

Si sono parzialmente d’accordo. Pero’ sarebbe stato meglio mettere tutte le liste (compresi i Tremmisti, il SRILC, etc.), e poi lasciare agli elettori la liberta’ di scegliere chi e se votare. Non mi piace che sia Travaglio a decidere per noi chi e’ votabile e chi no (ed e’ questo che fa, e neanche tanto velatamente).

Io alcuni partiti li ho conosciuti leggendo mc, perche’ altrove non ce n’e’ traccia. Persino openpolis riporta un elenco parziale.

Poi rimane la contraddizione che IdV e PD sono alleati, che per me e’ fondamentale.

Sullo sbarramento, come diceva ilBuonPeppe, stiamo invertendo il rapporto di causa-effetto.

Comunque, per esser chiari, io non votero’ PBC (non votero’ affatto). Ma ritengo che un voto a PBC e’ preferibile ad un voto a PD-IdV.

[Rispondi a questo commento]

avevo dichiarato che era la lista che avrei votato se avessi deciso di avere un’impossibilità mentale al non voto…

ho poi ritirato la mia adesione in quanto ritenevo fosse scorretto non infomare gli elettori che c’è una sora di alleanza elettorale tra lista del bene comune e partito umanista.

che io segua logiche mie è noto.
Ma il partito umanista è l’emanazione politica del movimento umanista, movimento spirituale.

il mio problema è simile alle matrioske russe: voto la lista del bene comune eleggo un candidato del partito umanista che porta la spiritualità di Silo?

[Rispondi a questo commento]

Giusto per gettare altra benzina sul fuoco. Anche Francesco Rutelli è fra i politici condannati in via definitiva (fonte, se ne parla anche qui, per altre fonti cercate con google “sentenza Rutelli”).
Perché non compare nella lista di Travaglio?

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Paolo,
non so se quando dici che Travaglio decide per noi chi è elegibile e chi no stai scherzando o se è una provocazione o cos’altro. Sicuramente non puoi essere serio.
Rnipeto: on è un documento ufficiale del Ministero dell’Interno. E’ un documento giornalistico. Di un giornalista di parte che ha anche dichiarato pubblicamente il suo voto (quanti altri lo hanno fatto?). Far passare Travaglio per un “condizionatore” di voti è paradossale in un Paese in cui il capo del partito dato per favorito è anche padrone di televisioni, giornali ecc ecc ecc. Non ti sembra?

Leggendo qua e la in rete ho trovato diverse dichiarazioni di voto pro PD o IdV. Veramente poche erano dettate dall’entusiasmo. La maggior parte votano (ancora una volta) contro Berlusconi. Il meno peggio, turandosi il naso.

Il fatto che alcune formazioni non siano nemmeno presenti su openpolis la dice lunga sulla loro affidabilità. Non sanno gestire la loro visibilità su uno dei pochi media non occupati come possono gestire un Paese?

Le questioni sollevate da Tasti creano un’ulteriore ombra su PBC dopo la storia poco chiara delle qualità scientifiche di Montanari.

Per quanto riguarda Rutelli. E’ candidato pure al parlamento? Non lo sapevo. In ogni caso potresti lasciare un commento sul blog di Travaglio e chiedergli perché lo ha lasciato fuori.

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Paolo, ho l’impressione che Rutelli abbia subito una condanna civile e non una condanna penale. Per questo non risulta nella lista dei condannati.

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@diabolicomarco:

Travaglio ha un seguito di fedeli che farebbe invidia a qualsiasi agenzia di stampa, pronti a credere a qualunque cosa lui dica. Quindi ha il dovere quantomeno morale di non ingannare i lettori.

Noi ci concentriamo sempre su Rai e Mediaset, come veicoli per influenzare l’opinione pubblica. Ma come dimostra il fenomeno di Beppe Grillo, i blog possono condizionare le masse come e meglio di quanto non facciano TV e giornali (a cui ormai credono in pochi).

Il fatto che alcune formazioni non siano nemmeno presenti su openpolis la dice lunga sulla loro affidabilità.

No, vuol dire solamente che openpolis non è gestita dai partiti, ma da comuni cittadini. Comuni cittadini talmente succubi dell’informazione di regime che non sanno neppure dell’esistenza dei piccoli partiti.

Le questioni sollevate da Tasti creano un’ulteriore ombra su PBC dopo la storia poco chiara delle qualità scientifiche di Montanari.

Io non voto. Non volevo far propagana a PBC o altri (su cui ho espresso i miei dubbi in altri post). Ma le ombre ci sono anche su IdV. Citando radio radicale: “Di Pietro ha tirato fuori quasi un milione e duecento mila euro cash negli ultimi anni solo per comprare gli appartamenti della Antocri tra Roma e Milano.”

“La società Antocri (Anna, Totò e Cristiano sono i nomi dei tre figli di Di Pietro) di fatto possiede case a Roma, a Milano, Bruxelles, Montenero di Bisacce e persino in Bulgaria e quelle stesse case le da poi in locazione al partito, alla sede del giornale e agli uffici in cui si muove Di Pietro.”

Poi c’è la storia di Leoluca Orlando (condanato e candidato IdV ma non nella lista di Travaglio e co), l’alleanza con PD, etc.

Per quanto riguarda Rutelli. E’ candidato pure al parlamento? Non lo sapevo. In ogni caso potresti lasciare un commento sul blog di Travaglio e chiedergli perché lo ha lasciato fuori.

Già fatto, ma il commento deve essere finito nello spam.

In ogni caso la lista dei “diversamente onesti” non contiene solo condannati in via definitiva per reati penali, ma genericamente “candidati nei guai con la giustizia”.

Ma capisco che se si andasse ad indagare non solo sui candidati alle nazionali, ma anche nelle amministrative, verrebbe fuori un elenco interminabile.

Tanto per rimarcare il concetto: Rutelli, candidato a sindaco di Roma, è stato condannato per aver sperperato denaro del comune di Roma. In un paese civile, questo lo renderebbe ineleggibile (o perlomeno, i cittadini si guarderebbero bene dal rieleggerlo per la terza volta). Invece sono pronto a scommettere che verrà rieletto (sempre per la solita storia che si tratta del meno peggio).

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Per dovere di cronaca, mi sono letto tutti i commenti sul sito di Travaglio e ho scoperto che altre persone hanno segnalato la condanna di Rutelli.

E per par condicio, sembra che Alemanno nel 1982 sia stato arrestato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma e abbia scontato 8 mesi di prigione a Rebibbia. (la buona notizia è che almeno lui in carcere c’è stato, al contrario di molti altri politici condannati)

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@paolo
io credo che chi ricerca un’informazione più obiettiva sul web non debba essere equiparato ai bovini che si nutrono esclusivamente di tv per formare la loro coscienza civica. Se è così peggio per loro. Questo fermo restando il fatto che l’informazione che fa Travaglio potrebbe non essere obiettiva al 100%.

Riguardo la questione openpolis quello che volevo dire è proprio questo. Anche se non è gestita da partiti ma da comuni cittadini se certe liste avessero anche un minimo si sostegno civile avrebbero potuto farsi presenti. O no? Nonostante io abbia visitato il sito dei Tremmisti non ho ancora capito chi sono e cosa vogliono. Che credibilità ha una formazione del genere?

Per ombre e dubbi su Di Pietro (in particolare sulla questione degli affitti) bastava leggere la dichiarazione di voto di Travaglio. :mrgreen:
La lista è di coloro che hanno problemi con la giustizia a vario titolo. I dettagli ci sono. Chi vuole leggerli li legge. Chi è pecora resta pecora.

Essendo romano so bene cosa ha fatto e cosa non ha fatto Rutelli a Roma. Ti garantisco che non sono stato affatto felice di questa candidatura. Tutt’altro.

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“Se liste come questa non hanno possibilità di ottenere un risultato significativo non dipende da loro, dipende da noi; tocca a noi, se lo vogliamo, dargli una possibilità. Invece tutti giocano a ribaltare il rapporto causa effetto sostenendo che non vale la pena votarli in quanto non hanno possibilità; allora teniamoci quello che c’è.”

Io mi ero interessato alla nascita della Lista Civica Nazionale (che nasceva sull’onda lunga dei girotondi e poi della disaffezione verso la casta). Una lista civica era una buona idea. Ma non c’e’ stato tempo. il governo e’ caduto. La lista PBC non aveva il tempo per farsi conoscere al “grande pubblica”, cioe’ all’”italiano medio”. Insomma, credete che mia nonna sia venuta a conoscenza della lista PBC? (mia nonna sono oramai quasi vent’anni che ha problemi a fare la sua crocetta, tra la vista che gli cala prograssivamente e i partiti che cambiano nomi e simboli a una velocita’ troppo piu’ superiore a quella dei suoi neuroni).
Votare la lista PBC, che si e’ resentata cosi’ “all’ultimo minuto”, SOLA (non appoggiando il “meno peggio”, per intenderci), con LA SICUREZZA MATEMATICA che mai e poi mai sarebbe arrivata al 4% alla Camera ( e conosco gente che l’ha votata anche al Senato dove lo sbarramento e’ all’8!!!), in una situazione politica che non ha pari in nessun paese occidentale (mi riferisco alla destra italiana, da berlusconi a borghezio, passando per mussolini e dell’utri), e’ a mio avviso un grave errore politico.

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@alessio
quello che dicevo anche io.
Se PBC è una lista seria continuerà ad esistere dopo queste elezioni. Proverà a diffondersi e a riempire quell’enorme vuoto rimasto a sinistra del PD. Sennò sono solo chiacchiere. Tanto valeva fare il partito di MC. :D

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si ora potrebbe andare avanti, collegandosi per alcune battaglie a Grillo (se la smette di paragonare veltroni a berlusconi), ad altri movimenti di cittadini e, spero, ad una Nuova Sinistra (Bertinotti s’e’ fatto da parte, aspetto Pecoraro e …)

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