Diario di una Sentinella



Ogni giorno che il signore ci manda, sempre lo stesso cammino. Lungo quella linea sottile del confine. Col vecchio fucile sulle spalle, le scarpe larghe che sguazzano di fango, il cappello calato sugli occhi.

A volte fa freddo e sottili lame di ghiaccio sorgono come minuscoli fiori tra gli steli dell’erba. Altre volte il sole è così caldo e la luce così splendente che il sudore finisce per scorrere come stilla gelida sulla pelle. Poi c’è la consegna più dura, quella della notte. E nelle notti, quelle senza stelle e senza luna, dove oltre il confine non si vede nulla e il nemico che non riesci a scorgere è sempre quello che fa più paura.
Ma qualcuno deve tenere lontana la paura quando il nemico si infiltra insidioso e devasta il cuore. Anche allora, il confine va difeso perché è dovere di ogni sentinella separare ordine dal caos, timore dal terrore e speranza dall’abbandono.