Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Dialoghi: Le Due Chiese" è stato scritto da Assunta Altieri
M: La gerarchia è al servizio della Chiesa. La gerarchia è fatta di uomini e quindi mi meraviglierei molto se fosse immune da vizi, peccati e colpe. il cristianesimo ti insegna che il male non è negli altri (nel sistema), ma in me e che sono io che devo allontanarlo da me, senza strapparmi le vesti per le colpe altrui.
Assunta: Se non ci dobbiamo strappare le vesti per le colpe altrui com’è che si continua a nascere col peccato originale? Oltre che con una discreta percentuale di debito pubblico, naturalmente. Roba che uno non ha ancora emesso il primo vagito che è già bello e incastrato nel parapiglia cristiano-politico. Semmai è esistito un Dio è da mo’ che si è pentito di aver soffiato nelle narici di un pupazzo di creta. E giustamente ci ha lasciato a noi stessi, con la scusa del libero arbitrio, s’intende. E, infatti, arbitrariamente vescovi e cardinali decidono che vi sono peccati perdonabili (come la pedofilia, guarda caso!) e peccati non perdonabili (come l’aborto, fa un po’ te!). Mica si strappano le vesti. Solo le sollevano come tappeto che cela spazzatura che andrebbe condannata.

M: Assunta noto che ti sfugge il punto. Il punto è che compito del cristiano non è indignarsi per le colpe altrui, ma evitare le proprie. Non parlare del male altrui, ma compiere il bene in prima persona. Ovvero il contrario della mentalità corrente. La Chiesa come istituzione ha poi il compito di indicare quello che è bene e quello che è male alla luce della fede. Attaccare il peccato, ma non il peccatore. Nel caso di specie l’aborto e la pedofilia, e non chi commette aborto o chi è pedofilo. Il peccato è una cosa, il reato un’altra. Questa era anche un’antica conquista laica, ma vedo che la moda scandalistica degli ultimi tempi ci ha fatto regredire non poco sul piano culturale, oltre che umano.
Assunta: Pure io vedo che ti sfugge il punto, M. Il punto è che oramai, a forza di celar sotto le vesti, qui non si indigna più nessuno e di niente: che sia il prete che s’infila nel letto del bambino o il politico che fa le festicciole con le puttane o che va sottobraccio con la mafia.
Personalmente rivendico eccome il diritto di indignarmi.
Di indignarmi per la volgarità di un silenzio spacciato per sacramento.
Di indignarmi per chi non parla a nome proprio ma pretende di parlare a nome di Dio.
Di indignarmi per chi non s’indigna più.
Quando non m’indignerò più vorrà dire che avrà realmente vinto il “chiacchiericcio”.
Ah, dimenticavo: Cristo si è indignato, perfino incazzato parecchio coi profanatori del Tempio. Li ha cacciati.
M: Resta il fatto che io non sono Cristo e quindi seguo il suo monito per la peccatrice :”Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
Assunta: Sì, ma Cristo intendeva difendere la vittima, mica i carnefici.
M: Carnefice è ognuno di noi quando pecca. Questo è il centro. Combattere il peccato, quale che esso sia. Fare il bene a qualunque costo.
Assunta: Come no? E’ come se, restando nella metafora, la raccontassimo così:
Nel mentre che camminava e pregava Gesù s’imbatte’ in certi filibustieri intenti a lapidare una fanciulla rea d’aver concesso il proprio corpo (probabilmente ai filibustieri medesimi) per danaro.
Fra la folla incitante si levò, flebile, una voce: “Maestro, tu che puoi, fermali.”
E Gesù: “Taci or dunque. Vuoi forse che tutta la famiglia paghi per poche mele marce?”.
Guarda M., questa gente (bada non scrivo gentaglia per solo rispetto nei tuoi confronti, ché di loro ho solo disgusto; di loro e del fare omertoso) farebbe bene a chiedere scusa. Per i credenti, mica per il “chiacchiericcio”. Per quei credenti che non hanno la benda sugli occhi e si sentono feriti e disgustati. Per i credenti che non hanno gli strumenti per scernere e distinguere, come mia zia che quando andava a votare si faceva scorrere il rosario fra le dita e diceva “croce su croce”.
Solo che a Ratzinger sta stretto il domandar scusa; già quando il suo predecessore e santo subito pronunciò una richiesta di perdono per i peccati commessi dalla chiesa si guardò bene dall’allinearsi, sottolineando il distinguo fra giudizio storico e giudizio teologico.

M: Assunta io la benda sugli occhi non ce l’ho. Proprio perché non ce l’ho, vedo bene la portata disgustosa di questa strumentalizzazione che fa diventare la colpa grave di pochi l’andazzo o il modo di essere di molti. La pedofilia nella chiesa è percentualmente in linea (un poco di meno a dire il vero) con la pedofilia nella società. Solo che non si dice che la società sia pedofila mentre lo si dice della Chiesa. Questo perché la Chiesa dà fastidio, perché non è indulgente con la mentalità secolare, perché non la smette mai di biasimare il male e di predicare il bene. Questo all’egoismo diffuso che sovrintende ai nostri desideri dà fastidio. E la Chiesa diventa il nemico da colpire. A prescindere.
Assunta: Nonono, qui non si sta parlando di colpa grave di pochi, ma di deliberata omertà di chi, pur avendo il potere di fermare l’abominio, ha scelto di sacrificare poveri bambini innocenti. O di ignorarne le denunce e il dolore. In nome di che? In nome di chi?
La chiesa dà fastidio sì, ma non perché è indulgente. Quando mai? Con se stessa, certo. Dà fastidio perché va continuamente a rimestare in casa di Cesare, e pretende che non si rimesti in casa propria. E sarebbe molto più rispettabile se invece di biasimare il male evitasse di compierlo e di coprirlo. Son uomini e sbagliano, mi dirai. Bene, allora da uomini paghino per i loro errori.
M: Assunta mi pare evidente che stiamo parlando di due realtà diverse e di due chiese diverse. In queste condizioni è ovvio che non ci si intenda.
Assunta: Hai ragione: parliamo sicuramente di due chiese diverse. Io sto parlando della Sacra Romana Chiesa (e suoi illustri accoliti pontefice in primis) e tu?

Più che due chiese diverse, mi sembrano due discorsi diversi…
Comunque su quanto dice M. (del fatto che la chiesa è un nemico dal colpire a prescindere), secondo me è così semplicemente perchè in un modo o nell’altro la chiesa assume potere sul popolo, e in più si pongono come rappresentanti di Dio in terra, quindi un suo scandalo fa molto più rumore e disgusto di molti altri… Predicano il bene, e poi? Dov’è finita la devozione a Dio? In cosa si distingue il loro Dio nelle scelte che compiono?
Credere in Dio va bene, mi dispiace solo per chi crede (ancora) nella Chiesa come istituzione.
Non solo non è un nemico da colpire a prescindere. Sta usando tutti i mezzi per far passare il messaggio che si sta andando contro tutta la chiesa. Non è così e questo è fondamentale averlo sempre chiaro. Si pretende che chi ha commesso reato di pedofilia sia consegnato alla giustizia e sia allontanato immediatamente da situazioni che lo pongano nella condizione di fare male ad altri bambini.
E si condanna l’omertà di chi ha taciuto e continua a tacere. Non è tollerabile, né scusabile.
La chiesa è un centro di potere con emanazioni capillari. La chiesa vive soprattutto delle paure profonde che ha alimentato nei secoli attraverso una sapiente regia raffinata e regolarmente aggiornata per tenersi più o meno convenientemente al passo coi tempi.
Il lato oscuro della mente è immediatamente insediato nel profondo della dura madre. E’ la forma atavica e primitiva dell’essere. Quella che presiede alla selvatica volontà di sopravvivere, quella che spinge per la sopravvivenza della specie e per la sopravvivenza del soggetto portatore di fecondità.
Non ci sono meccanismi più difficili da comprendere per la scienza di quelli che fanno nascere e morire pulsioni. Se così non fosse il mondo apparterrebbe agli psicologi e invece appartiene agli imbonitori venditori di promesse di felicità. Prima erano i sacerdoti da soli. Ad essi oggi si sono affiancati i venditori di pentole.
La sostanza non cambia. In attesa di un porto dove costruire un futuro migliore lasciate che il timoniere tenga la sua rotta senza essere disturbato.
La mancanza di senso dell’indignazione in realtà non è altro che un finto problema. Indignarsi, è evidente, non serve. Anzi rimarca l’isolamento dell’indignato.
Occorre sconfiggere l’indifferenza verso la vita comune. Occorre sconfiggere l’ignoranza che è più peccaminosa delle mignotte che albergano i corridoi di Montecitorio e delle segreterie regionali. L’ignoranza è il vero peccato capitale. L’unico. Il solo.
A me pare che a un certo punto il discorso dell’articolo sia andato verso il classico “ho ragione io” / “no, ho ragione io”.
Per me ha ragione M: le notizie sui giornali, per come erano messe, non se la pigliavano solo col prete criminale ma con tutti “i ministri”. Quello che “è un prete quindi da lui pretendo un comportamento più corretto” è un vecchio adagio che sbatte di prepotenza contro un uomo che vive il nostro tempo.
Assunta, dal canto suo e nel tono di questo articolo risponde alle “giustificazioni” di M (il che è uno sbaglio, gli interventi di M non devono tendere ad alcuna giustificazione) come un libro stampato. Un libro da collettivo studentesco.
L’omertà della Chiesa è anch’essa affidata alla legge. Siamo stati noi a volerlo e non abbiamo mai desiderato cambiare le cose. Ce la prendiamo con il papa oggi, mentre con il precedente non avevamo nulla da ridire (eppure molti episodi risalgono al suo pontificato…).
Io ho pochi dubbi. La pedofilia è un fenomeno sociale delle nazioni industrializzate, non una qualche devianza umana. Se è vero che si insinua maggiormente quando si frequenta un ambiente dedito allo studio del peccato, è anche vero che si incontra ed attua nella società, sia essa un ordine religioso, una scuola, uno studio medico, un autobus… Non è il prete ad essere pedofilo, ma “quello lì”.
Non sono d’accordo, Alfonso. Anche tu cerchi di raggirare la questione che qua è unicamente la giustizia e l’atteggiamento di chi ha nascosto deliberatamente. Nessuno, se non con dolo, può leggere in questo, né in quello che si è scritto sui giornali alcuna generalizzazione. E’ la chiesa che accusa di generalizzare solo perché non è in grado (come potrebbe?) di dare una risposta all’omertà.
Da nessuna parte ho scritto che siccome sono preti devono essere “più corretti”. Non ci credo a questa cavolata e quindi mai avrei potuto scriverla. Quindi non mi mettere in bocca parole che non ho detto, anche perché basta leggere. Continua a sfuggirti che la questione, ancor più grave della pedofilia (se si può) è l’omertà.
Né da nessuna parte trovi alcuna beatificazione (se non in forma ironica) del precedente Infallibile.
La pedofilia non è una devianza umana?
Scusa ma, francamente, con uno che scrive una cosa del genere non ho proprio nulla da spartire. Non temere: se ragioni sulle cose e le chiami col loro nome non finisci all’inferno.
Eccomi, scusami per il ritardo (ed eventualmente scusami per la risposta).
Non in questo articolo ma nei titoli dei giornali io ho ravvisato più volte lo stile “generalistico” delle accuse di pedofilia. La chiesa non dovrebbe accusare di generalizzare… o meglio, che lo faccia o meno per me non ha importanza. Chi l’ha fatto però ha fatto bene, secondo me, perché si può e deve indicare la persona, non il mestiere o le proprie scelte di vita. “Preti pedofili” è discriminante per i preti. Quei pedofili non erano preti pedofili ma erano pedofili. Anzi, a dirla col suo nome, erano stupratori. Che siano preti non conta (o non dovrebbe contare) tanto quanto i pedofili “nonni” o “albanesi”.
Non ti volevo mettere in bocca parole non tue, volevo solo scansare la giustificazione classica che a dire il vero ultimamente mi capita davanti molto spesso (quella del prete che siccome è prete deve essere così o colà…).
Non mi sfugge la questione dell’omertà, ed è proprio per questo che ribadisco che la Chiesa NON E’ TENUTA A DIRE NULLA, in quanto dispone di una sorta di giustizia propria nel giudicare i propri ministri.
Mi trovo costretto a ribadire, sapendo di usare poco tatto, perché hai staccato il suo essere fenomeno sociale dal suo non essere una devianza umana.
La pedofilia, SPECIALMENTE IN QUEI RUOLI RICOPERTI DALLE PERSONE CHE OGGI SONO OGGETTO DEGLI SCANDALI, E’ UNA QUESTIONE STATISTICA. Non so come dirlo altrimenti. Perché la pedofilia è nella nostra società. NON NELLA NOSTRA NATURA. Non so se messo così è più chiaro di prima che, forse, si poteva fraintendere.
Se è una devianza umana, lo è nella misura in cui lo sono tutte le altre fantasie sessuali. Manette, fruste e giochi di ruolo.
Il criminale (nel nostro caso chi abusa su minori) commette il crimine in base al suo comportamento, che è COMPLETAMENTE FIGLIO della società in cui vive.
Tranquilla: con me dovrai solo spartire un paio di commenti, se hai voglia di dibattere. Non sono più cattolico, ma ciascun buon cattolico dovrebbe sapere che “non si finisce” all’inferno.
Si capiscono benissimo le ragioni di M., che sono concrete, ancorché opinabili e partigiane.
Meno quelle di Assunta, che più che ragioni di un’altra chiesa sembrano stentoree lamentazioni di un innamorato deluso.
Se Assunta si sente parte della Chiesa, in quanto credente, prenda atto che la Chiesa è questa e, se lo ritiene, lavori per cambiarla.
Se non se ne sente parte, l’unica cosa che può ragionevolmente pretendere è che chi ha commesso un reato sia perseguito, anche se prete. Ricordando che non commette reato soltanto il pedofilo, ma anche chi lo protegge e lo aiuta.
Mi pare che ancora una volta, praticamente sempre, si sia caduti nell’errore causato dal fatto che ogni qual volta si parla di chiesa qui da noi ci si riferisce alla monocultura cattolica, allineata, santa, romana ed apostolica!
Esistono in Italia forse altre forme? Qualcuno di voi, compresi i “mangiapreti” come il sottoscritto ne ricorda? Tutti in Italia hanno avuto a che fare con uno o più preti nella vita, fin dai tempi del campetto di pallone della parrocchia o del catechismo per la prima comunione (per fortuna nel mio caso in una botta unica mi sono levato anche la cresima…oggi non te la cavi con meno di tre o quattro anni di catechesi!!!)
La monocultura fa sì che da noi, e solo da noi, il discorsetto “ma mica tutti i preti sono pedofili” vada per la maggiore e faccia presa facilmente proprio perché il prete è presente e normalmente tutto sommato una brava persona che fa il suo lavoro.
Come altre volte ho detto nel resto del mondo, e senza allontanarsi tanto restando in Europa, le cose non stanno proprio così e se di “due chiese” si deve parlare è per distinguire la nazionale unica ed onnipresente come le stazioni dei carabinieri dall’altra rappresentata dalla sommatoria di tutte le altre confessioni (spesso altrettanto cristiane) presenti altrove. E quindi le generalizzazioni sul prete cattolico non fanno presa, né in negativo né in positivo, visto che questi è spesso in contrasto/lotta con i rappresentati di altre discipline dello spirito altrettando storicamente e culturalmente presenti. E tutto questo nonostante, e meno male, che il cattolicesimo professi la sua superiorità su tutto (l’etimologia di cattolico sta proprio per universale) con un capo che, come altre volte ho scritto, si dichiara e così è acclamato, come rappresentante di un dio in terra (roba che uno degli ultimi che lo ha detto è finito in croce…nella migliore delle ipotesi oggigiorno sarebbe finito in qualche CIM).
Le due chiese quindi esistono ma non l’una all’interno dell’altra ma in quanto rappresentazione di tutto ciò che è nazional-popolare come Sanremo contrapposto a tutto il resto.
E l’aggravante è che la prima si intromette dappertutto, il Papa è invitato ovunque e tutti vanno da lui mentre invece, ad esempio, il Pope ortodosso fa notizia solo quando litiga col Papa o quando questi lo va a trovare. Per non parlare del supermegadirettore dei rabbini o degli imam (sempre che esistano) che non se li caga nessuno. Stendiamo un velo sul capoccia della congregazione dei santi degli ultimi giorni che comunque nello Utah e non solo fa parecchi milioni di fans…
Ovvio che qui da noi la maggioranza delle persone, omologate alla monocultura, fa discorsi a senso unico nel tentativo di capire, giustificare e insabbiare, con la complicità di una stampa anch’essa ahimé omologatissima. Ma all’estero dove il “prete” è uno come tanti a cui spesso è impossibile imporre la presunta e presuntuosa superiorità morale e culturale, dove conta come il famoso due di denari quando regna bastoni, quanto sta succedendo al papato e C. è veramente unico nella storia millenaria di questo. Un irreversibile danno di immagine che altro non può che aumentare divario già esteso tra queste due chiese.
Una precisazione: si tratta di un dialogo reale e il titolo è il frutto di esso. Verso la fine, M. mi dice che forse stiamo parlando di due chiese diverse e perciò non ci si può intendere. Proprio per dire il contrario, e cioè che stiamo parlando della stessa chiesa io sottolineo che sto parlando della Chiesa Romana.
Non sono una credente disillusa. Non sono credente dall’età di nove anni.
Non sono una mangiapreti. Non m’importa delle leggi della chiesa. Rispetto, però chi ha fede e crede, come persona. E cerco di tutelare i più deboli, fra i quali annovero anche coloro che sono totalmente o – peggio – inconsapevolmnte plagiati dalla cultura cattolica.
Ciò detto, continuo a ribadire l’invito a non distogliere l’attenzione dai fatti, altrimenti si fa il gioco di vescovi e cardinali. I fatti sono: la pedofilia e l’omertà. Dunque la giustizia che ogni cittadino civile deve pretendere in questo cavolo di paese che si è dimenticato della dignità.