Dialoghi con Galbusera – Indignati: Il Pesce, Oppure la Canna e l’Amo? 21


– Di cosa ci accusano, sostanzialmente? – mi domanda Galbusera, indicandomi la foto sul giornale.

– D’esserci goduta la vita fintanto che siamo stati giovani, senza preoccuparci di loro. D’aver pensato a noi stessi, piuttosto che agli altri, al presente piuttosto che al futuro. Di continuare, ora che siamo vecchi, a tenerci stretti la pensione e i soldi, insensibili al grido di dolore che sale dalle giovani generazioni.- dico io, felice di rigirare il coltello nella piaga.

– C’è del vero.- eppure non pare convinto. – Ma anche evidenti peccati di omissione. – obietta – Per esempio non si considera il ruolo del caso nelle vicende umane.

– E sarebbe?

– Che noi siamo stati innanzitutto fortunati. Eravamo in fasce al momento della guerra, troppo piccoli per esserne coinvolti. E ora siamo troppo vecchi per pagare il conto di scelte sbagliate e di cambiamenti epocali, che sono passati alti sopra le nostre teste. È una colpa?

– Non mi pare.

– Mentre i giovani di oggi sono stati sfortunati. È la prima generazione, dopo un secolo e passa, cui toccherà di vivere peggio di quella che l’ha preceduta. Ma non è colpa nostra, neppure questo. Gli è capitato di venire al mondo mentre il baricentro economico traslava da occidente a oriente. A chi tocca tocca, come diceva il Tonio della peste. A che giova lagnarsene, o vederci una congiura di Standard&Poor’s?

– Qua si parla di conflitto generazionale, Galbusera, di padri indegni che lasciano un debito pauroso sulle giovani spalle dei figli. Non puoi negare il debito, è sotto gli occhi di tutti. – lo ammonisco.

– Certo che no. Ma bisogna pure ricordare, anche questo è sotto gli occhi di tutti, che il debito è praticamente raddoppiato negli ultimi trent’anni, in virtù di un modello di vita che si regge sullo sperpero del denaro pubblico e su consumi troppo superiori alle possibilità.

 

– Stai dicendo che tutti i nati dal 1980 in poi, anch’essi, hanno goduto, in misura diversa ma hanno goduto, del modo di vivere che ha portato all’incremento del debito pubblico dal 60 al 120% del PIL ?

– Sì. E aggiungo pure, per essere capito meglio, che la generazione dei vecchi vedeva mediamente il mare a vent’anni, non veniva accompagnata a scuola in automobile, talvolta non ci andava del tutto per mancanza di soldi, non sapeva cosa fossero le merendine del mulino bianco. Tralascio il resto per non annoiare nessuno

– Tuttavia bisognerà pur fare qualcosa.

– Certamente. Si tratta di stabilire cosa.

– Dice un giovane lettore di Mente Critica, a proposito cari saluti dal Comandante …

– Grazie, ricambia …

Dice il lettore: “Comincerei con l’istituzione di un reddito di cittadinanza universale ed incondizionato, abbinato all’istituzione di una tassa sul possesso di denaro, titoli, immobili non utilizzati.

L’economia sommersa sottrae 105 miliardi al fisco.

Reddito di cittadinanza: 50 milioni di italiani per 1500 Euro al mese. Fa 75 miliardi.”

– Bene.- fa Galbusera scettico, in certi momenti mi ricorda Cipputi, – E questa ridistribuzione lineare della ricchezza a prescindere, sarebbe funzionale al superamento della crisi che stiamo attraversando?

– Bisognerebbe provare per poterlo dire. – gli rispondo indispettito.

– In questo modo si pagherebbe il debito?- insiste lui.

– No. Però si toglierebbe l’assillo di cercarsi un posto di lavoro a chi non ce l’ha. – mi difendo io.

– Per sempre?

– No, naturalmente. – devo ammettere – Una volta che avessimo finito i ricchi non ci sarebbe più nessuno a pagarci il reddito di cittadinanza.

– Ma servirebbe a rimettere in moto l’industria nazionale, quindi a creare nuovi posti di lavoro?- mi incalza lui.

-Teoricamente sì, per quella quota parte del reddito di cittadinanza che fosse destinata al consumo di beni e servizi di produzione nazionale.

– Che tuttavia potrebbe essere assai modesta ove si consideri che stiamo parlando di un paese dove nessuno avrebbe una reale necessità di lavorare, dunque uno stimolo a produrre, potendo già contare su un reddito garantito. Dove nessun imprenditore sarebbe interessato a investire, per la grande difficoltà che avrebbe nel trovarvi operai e la quasi certezza di lasciarci un improbabile profitto.

– E allora che si fa?- gli chiedo.

– Ti faccio una domanda: e se in attesa di far emergere il sommerso e di riscuotere le tasse dagli evasori, provassimo a scendere in piazza per chiedere che la parte delle tasse che già paghiamo, anziché alla chiesa, alla politica, agli impiegati della regione Sicilia, ai lavoratori dello spettacolo, alla stampa di partito, a tutto quello che sappiamo noi, fosse destinata per metà alla riduzione del debito, per l’altra metà a ricerca e sviluppo?

– Si potrebbe fare.- ammetto a malincuore.

– Si dovrebbe, caro. Questa nazione, se vuole avere un futuro, parlo dei giovani, farebbe meglio a chiedere non la paghetta ma la canna e l’amo .-

– Ti farai dei nemici. – lo ammonisco col dito.

– M’importa ‘na sega.- mi fa lui di rimando, buttando giù il bianchino tutto d’un fiato.


21 commenti su “Dialoghi con Galbusera – Indignati: Il Pesce, Oppure la Canna e l’Amo?

  • Comandante Nebbia

    Carissimi saluti al Galbusera che, come al solito, fornisce spunti interessanti. Vorrei vedere di fare una ricerca per stimare la quantità di danato risultante dal suggerimento del Galbusera (impiegati della regione sicilia esclusi che quelli, ormai, li abbiamo sullo stato di famiglia)

    In quanto al resto riporto un bel commento che forse è sfuggito ai più:

    La guerra tra generazioni. Se invece di pensare a quanto ha goduto la generazione precedente I giovani considerassero il PIL di casa propria troverebbero in molti casi ( in famiglia) beni sotto forma di casa o risparmi. I loro genitori avevano al contrario debiti, ospedali fattiscenti ( so scosa sono gli ospedali oggi) scuole pubbliche con 38 alunni per classe e doppi turni ( 1 mese al mattino e un mese al pomer) C’era il lavoro, ma quello nero era diffuso ( quanti anni di contribuzione persi!). Noi Italiani NON siamo mai stati ricchi e prendersela con la generazione precedente NON serve a nulla. I giovani si godano, per quel che possono, ciò che è disponibile e attacchino il bue al carro buono. Personalmente a 30 anni ero in Svezia e successivamente in molte altre nazioni. Gli ultimi 15 anni in Italia. Vivere “fuori” non è meraviglioso, tutto è più complicato, le lingue sono una barriera, ma si deve seguire il lavoro perchè il contrario non mi sembra che esista!

    • fma

      Ti abbiamo ricordato, ieri, (dehor con commovente vista sulle colline di Calosso dove le vigne vanno virando al giallo acceso e al rosso purpureo), davanti a un piatto di carne all’albese con quattro lamelle di trifola e a un bicchiere di barbera.

  • Angelo Carbone

    il reddito di cittadinanza deve garantire un sussidio di sussistenza NON dare uno stipendio peraltro superiore (1500???) a chi lavora.La cifra dovrebbe essere tipo 500 al mese cosi si garantirebbe la sussistenza ma senza eliminare lo stimolo a lavorare in quanto se vuoi il pane io stato te lo do comunque se vuoi invece la marmellata te la guadagni da solo.Non si deve porre le questioni al limite superiore o inferiore ma rimanere in un intorno accettabile della funzione…

    • fma

      Sarebbero venticinque miliardi al mese, trecento miliardi all’anno, senza tredicesima: e dove li prendiamo?

  • Marco

    mah, è il solito problema, ovvero trovare l’equazione giusta tra il modello socialista, che sa distribuire ma non sa produrre, e il modello capitalista, che sa produrre ma non sa distribuire, è da un secolo che se ne parla.
    In Italia abbiamo anche il problema di eliminare il modello vaticano, che non sa fare un cazzo e che rende la gente più cogliona e mafiosa del necessario.
    Io un modello non ce l’ho, da proporre, a parte castrare e sterilizzare due o tre miliardi di persone di troppo e poi con calma e ragionevolezza vedere come ristrutturare il rimasto, ma allo stermino ci penserà comunque madre natura quando ci decimerà per pure meccaniche di specie. O forse qualcuno pensa che la specie umana sia particolare rispetto a qualsiasi altra che, infatti, appena può si moltiplica come tanto piace al clero per poi arrivare a un limite massimo e crepare in massa?
    Perché è quello che accadrà.
    Comunque, nel frattempo mi aspetto un bel rotolare di teste in piazza, chissà che da quel genere di movimenti ormai abbastanza prevedibili non nasca qualcosa o qualcuno di nuovo che proponga modelli mai sperimentati. Io da parte mia non ne vedo, ma sarò lieto di leggerli se qualcuno li proporrà, sono molto curioso.

    • oude

      @ nel frattempo mi aspetto un bel rotolare di teste in piazza

      farebbero solo rumore, come insegna la storia delle Rivoluzioni
      io mi aspetterei un aumento esponenziale delle teste “pensanti”, non necessariamente tutte nella stessa cesta

      • fma

        Un aumento esponenziale delle teste pensanti sarebbe una roba meravigliosa. Una medicina prodigiosa. Però ci vorrebbe una modificazione genetica.

        • oude

          @ fma
          ci vorrebbe una modificazione genetica

          perché scomodare la genetica? le teste pensanti ci sono sempre state ma sono come le lumachine: mettono fuori le corna solo dopo il temporale!
          si sa, la massa sposa le idee ma poi le uccide: dopo ogni Rivoluzione viene invariabilmente la Restaurazione

    • fma

      Io mi accontenterei anche soltanto di una onesta amministrazione. Con questi chiari di luna sarebbe già un miracolo

  • Charlie

    L’economia sommersa sottrae 105 miliardi al fisco.
    Reddito di cittadinanza: 50 milioni di italiani per 1500 Euro al mese. Fa 75 miliardi.

    fa 75 miliardi AL MESE. In euro, mica dinari serbi. Mi sembra un po’ troppo.

    su queste pagine più e più volte sono state proposte misure attuabili senza grande dispendio di denaro volte a ridurre l’evasione fiscale. Prima di tutto il disincentivo all’uso del contante e l’inasprimento draconiano delle pene per l’evasore (il limite costituzionale della proporzionalità della sanzione non aiuta di certo, ma ci hanno insegnato quanto sia un problema superabile).

    Anche un paramecio stitico capirebbe che si tratta solo di VOLONTÀ di non fare assolutamente una minchia per contrastare il furto legalizzato che è diventato.
    Accettarlo significa essere complici, dunque colpevoli.

  • Doxaliber

    Io sono contrario al reddito di cittadinanza. Non hai di che vivere? Vai all’estero, cambia città. I meridionali lo fanno da sempre, continueranno semplicemente a farlo.

  • Vincenzo Rauzino

    Carissimi,
    Mi fa piacere che si comincia a parlare di reddito di cittadinanza o reddito minimo garantito o come altro lo si voglia chiamare.
    Esso è una somma di denaro versata mensilmente dallo Stato a ogni cittadino per il solo fatto di esistere come cittadino, e serve a garantire una esistenza dignitosa ad ogni cittadino.
    Desidero sottolineare che il diritto ad una vita dignitosa è sancito dalla Costituzione ed è a oggi ben lontano dalla sua attuazione puntuale.
    Il reddito di cittadinanza può essere considerato solo come parte di un nuovo modello economico dal basso.
    Pur non essendo nè un politico nè un economista, chiedo di aprire un dibattito su una serie di provvedimenti necessari per far rinascere il Paese:
    L’istituzione di un Reddito di Cittadinanza per tutti i cittadini dal compimento del 18° anno di età fino alla morte di 1500 Euro; di conseguenza, soppressione delle pensioni, della cassa integrazione, dell’indennità di disoccupazione
    Un nuovo sistema fiscale che gravi soltanto sul denaro, il patrimonio e le rendite finanziarie in misura del 6% all’anno, l’istituzione della moneta elettronica, divieto del sistema delle “scatole cinesi”, tracciabilità dei patrimoni; di conseguenza, soppressione di tutte le tasse, imposte, accise, dirette ed indirette, gravanti sul lavoro, sulla produzione e sul consumo
    L’azzeramento del debito pubblico
    La nazionalizzazione delle banche, ovvero una sola banca, quella dello Stato, un solo conto per ciascun cittadino, in base al codice fiscale, un solo conto per ciascuna ditta, in base alla partita IVA
    Un tetto massimo sui redditi di qualsiasi natura (dai manager ai parlamentari, professionisti, ecc., pari al quadruplo del reddito di cittadinanza
    Una legge elettorale proporzionale e ripristino del voto di preferenza
    L’abolizione del Concordato
    L’abolizione della legge 30 (o legge Biagi), delle agenzie interinali e ripristino della legge 264 sul collocamento
    L’abolizione della Bossi-Fini
    L’istituzione del referendum propositivo
    Il dimezzamento del numero dei parlamentari e l’abolizione di ogni vitalizio
    Un Reddito di Cittadinanza triplo per chi intende coltivare la terra con metodi biologici o biodinamici per almeno dieci anni
    Fotovoltaico e microeolico gratis per tutte le famiglie, le scuole, le caserme, gli ospedali
    Raccolta dei rifiuti porta a porta in tutta la nazione
    L’esercito a presidio costante della legalità nel territorio italiano, con funzioni di polizia e con la collaborazione di comitati popolari di controllo eletti dai cittadini e presieduti da un magistrato.
    Mi piacerebbe discutere di proposte concrete per migliorare la nostra vita o almeno quella dei nostri figli.

    • ilBuonPeppe

      Alcune delle cose che proponi le condivido; altre secondo me sono completamente sbagliate. Ma non è questa la sede per un approfondimento.
      Manca un punto fondamentale, senza il quale quasi nessuna delle tue idee è realizzabile: la sovranità monetaria.
      O lo stato si riprenderà il reale controllo della moneta oppure non potrà fare né queste né altre cose.

  • serpiko

    Interessante il modello tedesco: sussistenza garantita dallo Stato.
    Ovvero casa e bollette pagate (telefono e internet compresi, visti come mezzi per cercare lavoro) più circa 500 € per i consumi di prima necessità. Sanità, scuola e servizi di prima necessità compresi nel repzzo.
    Così facendo si evita la “delinquenza da fame” e si fornisce la dignità a chiunque.
    Da qui in avanti è tutto meritocratico. Più fai, più ottieni. Più ti impegni, più migliori. Più apporti, più acquisisci.

    Attenzione però: stiamo parlando di un modello portato avanti da cittadini di virtù sufficiente a garantire selezioni statali che esulano dai concorsi.
    Quando da noi già i concorsi sono truccati, figuriamoci cosa succederebbe con selezioni miste.
    Stiamo parlando di una nazione che defenestra un deputato al primo sospetto di collusione con imprenditoria e mondi interessati dalla corruzione. Quando da noi i parlamentari scoprono da un giorno all’altro di possedere immobili per cui hanno firmato atti ufficiali, e rimandano il giudizio sulla cura dei propri affari all’effettiva colpevolezza legalmente provata. Solo post ricorso ovviamente.
    Da noi mancano proprio le basi, specialmente in alcune aree dove la mancanza di un tessuto imprenditoriale rende il clientelismo ancora troppo diffuso.

    • fma

      Tenuto conto del nostro livello medio di virtù, a quanto si dovrebbe fermare il reddito di cittadinanza da noi?
      Cinque, dieci euri ?

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