Di Tutta l’Erba un Fascio
10 settembre, 2008 di Cambiamo Pianeta
Archiviato in Cronache Italiane, Storia e Memoria
“Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa come quelli della Nembo dell’esercito della Rsi, dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della patria opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando il rispetto di coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”.
Queste sono le parole pronunciate dal Ministro della Difesa on. Ignazio La Russa in occasione della cerimonia per l’anniversario della difesa di Roma, rendendo quindi esplicitamente onore ai soldati dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana.
Subito, appena udite queste frasi e ancora prima di iniziare a pensare, è esplosa in me la rabbia. Una rabbia densa, una collera quasi primitiva e ho provato un intenso desiderio di avere fra le mani questo spregevole individuo, capace di tanto abominio. Recuperate le facoltà mentali e ristabilita la connessione con il cervello, ho iniziato a riflettere, cercando di capire di che razza di coscienza stesse parlando il ministro? Quale tipo di coscienza può ritenersi soddisfatta dall’affermare che militari fascisti repubblichini siano da reputare paladini della patria al pari di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in nome di un ideale alto e nobile come la democrazia, imputando le eventuali differenze a candide divergenze di punti di vista? La risposta è giunta in un lampo: la coscienza di un fascista!!

Il periodo del becero revisionismo è iniziato da qualche anno ed ogni occasione è buona per assestare una spallata. Già i risultati si percepiscono, poiché l’indignazione è sempre più blanda e diluita. Tesi che un tempo avrebbero scatenato roboanti cori di protesta e spinto l’intera nazione a manifestare compatta il proprio dissenso, oggi vengono spacciate quasi impunemente, senza clamore. Solo qualche bisbiglio contrariato qua e là. Essi sono pazienti e tenaci, sono consapevoli del fatto che goccia dopo goccia il solco nelle menti degli italiani diverrà sempre più profondo ed i ricordi torbidi e confusi.
In questo paese si danno per scontate troppe cose, come ad esempio la conoscenza della storia patria e la condivisione dello spirito antifascista che ha gettato le basi di questa nostra Repubblica. La realtà è però assai diversa da come la si crede. Le occasioni per parlare di quel periodo fondamentale del nostro passato ed in particolare della Resistenza sono sempre più rare, mentre la memoria scolpita nella carne e nelle ossa svanisce con i nostri nonni.
La deriva verso una rivisitazione ed una falsificazione degli eventi è avviata e gli anticorpi che possano evitare l’evolversi di tale processo degenerativo sono sempre più fragili e sparuti.
Io condanno La Russa per aver sostenuto che assassini rimasti fedeli ad un tiranno sanguinario e senza scrupoli, dopo venti anni di dittatura, di crimini e brutalità, con un paese violentato ed un popolo prostrato da una guerra assurda, siano da accomunare a coloro che hanno lottato affinché l’incubo avesse fine e perché gli italiani riacquistassero dignità e libertà. Le diversità sono molteplici e mastodontiche, come diversa è la vita dalla morte. Condanno l’eversione insita nel suo ragionamento e l’insulto imperdonabile in esso contenuto.
Chiedo quindi le dimissioni di questo personaggio che con le sue uscite estemporanee cerca di recuperare credito su quelle frange estreme dell’elettorato del suo partito deluse e stupite dalla svolta buonista e centrista imposta dal tanto vituperato (in passato) Berlusconi.
Una persona che usa questi mezzi mestatori e opportunisti a mio parere è indegna di rivestire la carica di Ministro della Nostra Repubblica.
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A essere sinceri è comunque parziale anche chi vede il punto di vista dei soli partigiani o alleati. Si è lodato il sacrificio dei militari della RSI, non la bontà dei principi politici alla base della RSI
Ma di che sacrificio stiamo parlando? Ci rendiamo conto di quello che è stato affermato? I repubblichini combattevano a fianco dei nazisti e per la difesa di un regime dittatoriale!! Stiamo attenti e vigili, altrimenti tutto sarà uguale a tutto e nulla avrà più significato.
Combattevano per la difesa del regime dittatoriale sotto il quale si erano formati sin da ragazzi e che forse costituiva il loro esclusivo orizzonte, insieme ad un alleato del suddetto regime (Hitler), che però era la loro patria in qualche modo. Non diamo ai soldati le colpe dei generali.
Vorrei tanto che la si smettesse con questa litania dei “poveri ragazzi”. Così facendo si dimostra di essere già scivolati in una concezione buonista e revisionista di quella fetta di passato.
pienamente d’accordo con te, cp
Thanx.
Guardate che, specie se non si è ai posti di comando, si può seguire con animo giusto la bandiera sbagliata (e combinare in buona fede disastri orchestrati da altri in mala fede sopra di te). Chi vive in una dittatura credo possa capire cosa significhi essere divisi fra fedeltà allo stato (tirannico) in cui, comunque, si vive e difesa dei propri ideali
Di buona fede sono piene le fosse… certo che quei soldati erano in buona fede: credevano fermamente nel fascismo.
Quindi, già solo e soltanto per questo motivo, un ministro della Repubblica non può permettersi esternazioni simili, dato che lo Stato che gestisce insieme al suo governo è fondato sui valori della RESISTENZA.
Non condivido affatto questo “ma in fondo ha ragione”, qui non stiamo parlando di argomenti neutri ^______^
Io non ho seguito il suo discorso, ma mi pare di capire che abbia voluto ricordare i soldati della RSI, non i bei tempi e i sani principi della RSI. E’ sottile ma neanche tanto.Se invece la seconda alternativa è vera, bhè, gli consiglio di dimettersi domani…
Se ricordi i soldati della RSI quando invece dovresti farlo solo con chi li ha combattuti dai anche un giudizio di valore positivo nei loro confronti.
E come ho scritto fino alla nausea non c’è spiraglio di assoluzione per dei consapevoli carnefici, vanno ricordati solo coloro che hanno permesso la loro sconfitta. La pietà per i morti c’entra ben poco, questi erano efferati assassini che combatterono al fianco e sotto la direzione dei nazisti che controllavano Salò. Forse l’unica pietà è per chi ha avuto la sventura di essere loro parente, sperando (quasi sempre invano) che abbiano la decenza di non indossare le uniformi dei padri.
Quello che ha detto La Russa è inaccettabile da parte un parlamentare di una democrazia, figuriamoci da un ministro.
Tra l’altro non è che tu ti sia perso chissà quale discorso, ha solo avuto un calo di afflusso di sangue al cervello causato dall’eccitazione permanente che lo pervade da quando ha vinto le elezioni. Per questo si è dimenticato di fingere di non essere un fascista.
Verissimo. A volte perdiamo di vista il fatto che molti erano allo scuro di quello che accadeva. Ad esempio le deportazione sono state rese note più tardi. E molti credevano in quello che facevano.
Come sicuramente avrai letto un po’ ovunque è difficile essere all’oscuro di vent’anni di dittatura e violenze ostentate dallo stesso Duce nei discorsi. Se a questo aggiungi le violenze sulla popolazione civile, i fucilati per strada, la gente appesa agli alberi con i ganci da macellaio (più di trenta a Bassano del Grappa lungo il viale alberato).
Che credevano in quello che facevano è palese, era una delle tante analogie con le SS tedesche. L’unica differenza è che i Tedeschi erano più furbi ed avevano scelto come territorio per gli scontri decisivi contro gli Alleati una nazione diversa dalla loro.
Anche i dirottatori dell’undici settembre 2001 credevano in quel che facevano ma giudico che una persona rispettabile possa giustificarli per questo. Idem per i macellai di Salò.
@Carmine
L’ignoranza nel sentire e nel riuscire a vedere nel proprio prossimo non un mortale nemico ma una persona umana come noi è tremendo. Molti di loro saranno stati all’oscuro di tutto ma probabilmente non notavano i cadaveri per strada voltavano la faccia da un’altra parte, verso il duce. Molti italiani pensavano che quello che faceva il Duce fossero atrocità ma le giustificavano e giustificavano lui perché era necessario. Così come molti adesso giustificano le atrocità che si commettono sul nostro suolo e con le mani di nostri concittadini come necessarie(CPT, interventi militari all’estero) per mantenere i rapporti diplomatici e la pace.
Le ricordo che perchè una guerra non sia più tale basta cambiarle nome in che so…Operazioni Umanitarie, Giustizia Infinita, Libertà duratura, Pacificazione. Di fronte alla violenza perpretata indiscriminatamente ognuno di noi dovrebbe imparare ad aborrirla.
1) Che gli uomini della RSI fossero in buona fede (cioè onestamente convinti delle proprie ragioni) non lo metto in dubbio. Resta il fatto che loro difendevano una dittatura, mentre i partigiani difendevano la democrazia. E non è la stessa cosa.
2) Se gli uomini della RSI difendevano l’Italia dagli anglo-americani, perchè i loro eredi non fanno altrettanto oggi, ribellandosi alla base di Vicenza e alle alte basi americane? Forse che la difesa della patria vale solo in certi periodi?
3) A me le dimissioni di La Russa non interessano. Mi preoccupa molto di più vedere tanti italiani che, sulla scia di queste posizioni, rispolverano il loro armamentario vergognosamente razzista che evidentemente era già lì da tempo.
2) Se gli uomini della RSI difendevano l’Italia dagli anglo-americani, perchè i loro eredi non fanno altrettanto oggi, ribellandosi alla base di Vicenza e alle alte basi americane? Forse che la difesa della patria vale solo in certi periodi?
————-
Ovviamente sì
Anche facendo finta che 20 anni di dittatura feroce, di discriminazioni etniche, politiche, sindacali e di orientamento sessuale, di annullamento delle più basilari libertà, di omicidii politici, di violenze umilianti (l’olio di ricino non è un divertimento per chi si caga addosso in mezzo alla strada e deve tornare in quelle condizioni a casa dai suoi cari)… non bastino per ritenere dalla parte del torto chi nonostante tutto si arruolò nella RSI possiamo discutere del resto.
Il resto è:
la relativa facilità di sfuggire ai bandi , lo testimoniano le bassissime percentuali di giovani che si presentavano;
il rapimento dei genitori dei renitenti per costringerli a consegnarsi;
le fucilazioni di quelli che avevano il coraggio di dire di NO in faccia ai reclutatori che bussavano alla porta;
la RSI arruolava addirittura i criminali comuni come gli omicidi e gli stupratori ed aveva metodi violentissimi anche sulla popolazione civile (morti appesi con ganci da macellaio ed esposti per una settimana, testa del comandante di brigata partigiana in vetrina…);
la grande facilità di fuggire una volta arruolati, o sulla strada per i campi di addestramento o sulla via del ritorno;
l’alleanza con chi in Russia aveva trattato i soldati italiani come carne da macello (questo punto ha un peso minore, non molti conoscevano tali fatti visto che i soldati al loro ritorno venivano subito isolati dalla popolazione per evitare che diffondessero l’odio antitedesco ed antifascista).
Sicuramente ho omesso qualche motivazione, il punto fondamentale è che non si può far finta che quelle persone fossero in buonafede o definire “parziale” il punto di vista di chi condanna senza appello simili criminali.
Tanto meno si può parlare da Ministro della Repubblica come ha fatto La Russa, fascista che non è passato con Storace solo per convenienza. La sua coscienza è incompatibile con quella democratica ma purtroppo è condivisa da larga parte della popolazione italiana.
Che questa larga parte studi cosa accadde meno di 70 anni fa e si formi una coscienza democratica, simili dichiarazioni nel resto del mondo civile avrebbero comportato dimissioni immediate. Gli Italiani sono meno civili del resto dei cittadini europei e nordamericani?
Carne da cannone lo sono da una parte e dall’altra, molta gente è morta, le dichiarazioni di La Russa sono offensive, sia nei confronti dei partigiani(sempre più dimenticati, sminuiti), ma anche nei confronti dei repubblichini che erano solo carne da macello per permettere a chi li comandava la salvezza. Le dichiarazioni del ministro della difesa sono insostenibili perchè mettono in discussione i principi sui quali si basa la nostra democrazia. Noi veniamo anche dai partigiani, anche se per molti è inutile e insignificante ormai, bisogna tener vivo il ricordo di loro, nel bene e nel male. La RSI combatteva in difesa di una patria, con un duce, re ed un parlamento di paglia secca, i partigiani volevano qualcosa di diverso, che lo abbiano ottenuto, è un altro discorso ma almeno si sono dati da fare anima e corpo per crearlo.
La RSI non combattevano per il monarca, ma solo per Mussolini e per Hitler.
Carne da cannone? Erano ben consci di quel che facevano ed avevano visto cos’era la ferocia dei nazisti che vollero fortemente la RSI che poi controllarono.
Carne da cannone erano i soldati italiani mandati in guerre folli in giro per il mondo, ma anche in quei casi molti diventarono feroci criminali che compirono nefandezze di ogni genere sui civili (deportazioni e campi di concentramento nei Balcani, in Libia e nel Corno d’Africa).
E` vero che i giovani di allora furono indottrinati dal fascismo, però questo non giustifica la scelta di quelli (la minoranza) che decisero di schierarsi a fianco dei nazisti contro altri italiani (quindi il patriottismo dove sarebbe sparito?).
Restano criminali di guerra ed è un bene che siano morti prima di fare ulteriori danni come infatti hanno fatto i reduci di Salò.
Ho citato il re (sbagliando, forse) per intendere uno status quo e la sua difesa, gli ingranaggi della guerra sono più grandi degli uomini, in quel genere di situazioni, poi, le scelte sono molto spesso motivate dalla paura di quel che ci sarà nel futuro, piuttosto che da credi particolari o ideologie.
L’incapacità di molti di formarsi una propria regola di vita, ma piuttosto di attaccarsi ad una precostruita da altri è un problema ancora attuale.
Quello che mi chiedo sempre in questi casi è: io che cavolo avrei fatto in una simile situazione? E davvero non sò darmi pace perchè non riesco a trovare una risposta.
mah
la RSI non è un pezzo della storia italiana, ma un’invenzione di Hitler.
Ci sono evidenze storiche sufficienti per affermare che chi combatteva per la RSI era, a tutti gli effetti, un soldato tedesco con diversa divisa.
Questo non vuol dire molto, ma qualche differenza la fa.
Poi, sono convinto che si continua a parlare dei fascismi passati per far dimenticare i fascismi di oggi.
Concordo, era uno Stato fantoccio voluto per fare da cuscinetto tra la Germania e l’inevitabile avanzata alleata. C’erano le Brigate Nere, le SS italiane, la GNR, le bande formate solo da criminali comuni, le varie brigate guidate da fanatici criminali come Borghese… Ma tutti compivano i medesimi crimini, tutti sapevano quello che facevano e nessuno risparmiava i civili.
Soprattutto era ben chiaro che chi combatteva non lo faceva per la patria, ma per Hitler e Mussolini (che però era totalmente in balia del suo degno complice).
Sono meno d’accordo quando dici che in Italia si parla spesso del fascismo passato per distrarci dai presenti, secondo me lo si fa proprio per giustificarli sminuendo la sciagura del Ventennio ripetendo il mantra tanto caro ad Alemanno, Berlusconi (quello del confino come vacanza) ed i vari La Russa.
E sminuendo il passato le analogie con il presente sembrano meno inquietanti, sempre che il teledipendente le noti.
Purtroppo, CN, la RSI fa parte eccome della storia d’Italia e ne costituisce uno dei momenti più atroci e terribili.
sì, ma se la riconosci come stato allora offri l’appiglio ai fascisti per giustificare (anche giuridicamente) chi combatteva contro l’italia post 8 settembre.
non va affatto riconosciuta l’rsi, e chi ne ha fatto parte va trattato da “nemico” (è una parola che odio ma i tempi non imponevano sottigliezze)
Non ho detto che la riconosco come stato…ho detto che la RSI è esistita e purtroppo è una fetta della nostra storia…mi spaventa vedere come sia facile travisare anche le affermazioni più lineari.
uso la seconda persona ma non mi riferisco a te personalmente, cp.
ho preso spunto dal senso che ha dato CN alle parole.
p.s. è sempre facile travisare quando si scrive, su con la vita
Stato fantoccio in balia di Hitler, quindi non Stato sovrano dotato di autonomia giuridica e militare. La conseguenza è che i vari delinquenti della RSI non possono definirsi esercito, al limite ausiliari dei nazisti.
Poi, sono convinto che si continua a parlare dei fascismi passati per far dimenticare i fascismi di oggi.
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Temo che sia per LEGITTIMARE i fascismi di oggi.
Hanno un odore diverso, ma sono la stessa pappa….
verissimo
Comandante, come vanno le cose? Quando spunti, anche se per poco, le tue frasi sono sempre illuminanti!
Cambiamo Pianeta, ormai la rabbia mi pervade ogni giorno, ogni minuto, non so più come fare. Questa gentaglia fa affermazioni senza nessuna paura di essere denunciata per apologia di fascismo. Nessuno sa più niente del passato, tutto è dimenticato…O rivisto sotto luce più favorevole
Il sentimento che provo di fronte agli eventi storici di questi giorni è duplice: prima di tutto il sentimento di estraneità e poi del già visto…
Il sentimento di estraneità non è affatto un sentimento di indifferenza; ma di rifiuto straziante a forza di totalità e di impotenza, sentimento che può essere concretato in questa frase -Non è così, non può essere così, non dovrebbe essere così-…Dite una sola volta questa frase non è che l’espressione di una critica radicale. Ditela per anni e tutti i giorni, si trasforma nel sentimento di estraneità dolorosa che ho cercato di scrivere.
La storia si ripete maledettamente, ma non insegna nulla, ma come potrebbe visto che è storia di follia? Il già visto si palesa come ripetizione di errori ed errori…”
Lamentava Alberto Moravia 30 anni fa.
A quanto pare “scorrono gli uomini” ma non i sentimenti che li muovono:
L’odio, la sopraffazione, gli interessi personali sono il denominatore comune della storia degli uomini.
La pace, quella capace di cambiare il mondo, non è stata ancora inventata.
Mancano i “ricercatori”.
Luna
“Mancano i ricercatori” già! dove sono finiti i rappresentanti della sinistra decaduta (Rifondazione, Comunisti Italiani) i Bertinotti e i Diliberto con i soldi che continuano a percepire come se fossero ancora in carica (fino alla fine della presunta legislatura) potrebbero un pò acquistare qualche pagina di giornale e fare un po’ di casino!!!!!
Premesso che non sono un’esperta di quel periodo storico, si potrebbe pensare, solo ipotizzare, che un domani quel momento potrebbe essere uguale a quello di oggi?
Domani potrebbe esserci chi vedrà, leggerà, interpreterà il presente con la consapevolezza del passato, che oggi ci manca.
Domani qualcuno potrebbe dire che il Berlusconi IV era regime da cui era facile fuggire, in cui era possibile non arruolarsi, ecc. ecc.
I ragazzi che cercano lavoro nello Stato di turno, a volte sono criminali all’uopo arruolati, ma a volte sono giovani che credono nello Stato, nel servire, a volte giovani in cerca di lavoro, di un futuro, che promettono obbedienza e rispetto di regole, le regole dell’esercito, oggi più aperte di ieri, ma forse neppure troppo.
Personalmente mi auguro che mio figlio un domani non abbia mai di queste velleità, dover servire qualcuno rispondendo al giuramento di obbedienza (perché questo in buona misura si continua a chiedere ancora oggi a soldati e uomini di chiesa-donne di chiesa, a giurare d’obbedienza – zia missionaria mi conferma), però al contemplo chiedo clemenza, una clemenza che non giustifichi chi strumentalizzi simili ideali o situazioni di necessità (La Russa), ma abbia comprensione dell’animo dei giovani, tutti i giovani, quelli di oggi come quelli di ieri.
Oggi nell’esercito c’è chi vuol far carriera, c’è chi ci crede, chi si nasconde. Oggi come ieri se il Governo, il Comandante delle forze armate, prendesse una decisione, chi è nell’esercito non dovrebbe, così mi risulta, avere il potere di mettersi a sindacare, ma dovrebbe solo eseguire gli ordini, questo è il suo dovere, oggi come ieri, e come ieri, il sistema ha una sua logica.
Noi siamo andati a combattere in Iraq, domani questa guerra la storia la giudicherà errata, oggi i nostri soldati dovevano obbedire. Alcuni ci sono andati per i soldi, altri perché ci credevano, altri ancora perché non avevano alternative, altri non so lo so.. ma non vorrei mai trovarmi a giudicare così, senza tutti gli elementi, senza avere di fronte ogni volta una persona nella sua interezza e nella sua storia, non una massa informe senza faccia e senza storia cui attribuisco solo facili etichette.
Buono-Cattivo
Fascista-Comunista
Centralismo-Federalismo…
Giurare di obbedire credo sia la cosa più terribile che io possa immaginare, per me personalmente, ma comprendo però la sua logica e perfino l’altruismo che la rende accettabile.
Non so cosa chiederà, domani o dopodomani, il governo attuale ai nostri soldati, ai vostri fratelli ed ai vostri figli, non so se sarà chiaro come tra 70 anni che quanto richiesto potrebbe essere sbagliato, che era come avallare un regime, che non era giusto.
Mi auguro che nel futuro sia così semplice, vorrebbe dire che degli errori passati non si ripeteranno. Il mio timore è che non sia esattamente così.
Domani tra quelli giudicati ci potrei essere io, che credevo di obbedire a un ordine, o mio figlio che sperava di cambiare il modo, o forse solo uno stronzo fascista che voleva uccidere tutti ….
Per evitare fraintendimenti vi comunico fin d’ora che ho parenti che hanno fatto parte della resistenza e sono morti fucilati, ma che questo non mi impedisce di vedere che ancora oggi ci sono giovani che si arruolano (anche sotto l’attuale governo) pensando di servire la patria, e, se tanto mi da tanto, dov’è la differenza se non nel fatto che oggi io vedo il futuro che quei giovani vedono e non vedevano?
Sicuramente semplicistico-romantica!
PS. Non bariamo con la Storia. Dobbiamo far finta di non sapere chi è il colpevole, perché all’epoca i nostri “noi” non lo sapevano, né + né – di noi oggi, che con le informazioni che abbiamo potremmo far crocifiggere Cristo per la seconda volta senza neppure accorgercene!
PS. Non bariamo con la Storia. Dobbiamo far finta di non sapere chi è il colpevole, perché all’epoca i nostri “noi” non lo sapevano, né + né – di noi oggi
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Invece non c’è alcun paragone: oggi l’accesso all’informazione è semplice, ampiamente disponibile.
Prova ne sia lo stesso Mentecritica.
Nei casi in cui non possiamo SAPERE, di certo ci sono ottimi elementi per SOSPETTARE…
Ma quanta gente c’é che ha voglia di sospettare e cercare di sapere? e quanti anche se sanno continuano a vivere ed a morire negli ingranaggi del sistema?
Si sa che fumare fa male, che uccide, sia te che chi ti sta intorno, perche si fuma ancora?
Si sa che la macchina uccide sia te sia chi ti sta intorno, perché si guida ubriachi, fatti di droghe, senza patente, a 200km/h i cittá?
Per essere parte del gruppo? Per conformismo? Per idiozia?
Credo che questo fosse anche in quella terribile epoca che va dal 21esimo al 46esimo anno del XX secolo…
Sono d’accordissimo con Monica. Brava.
Sono certo ceh c’erano efferati criminali tra i repubblichini, come sono certo che ce n’erano tra i partigiani.
Il fatto è che non si può fare l’equazione partigiani=repubblichini, quindi la tua affermazione si basa su un errore di partenza.
I repubblichini era criminali in quanto aderenti ai gruppi terroristici paramilitari (li chiameremmo così oggi) della RSI, i partigiani erano una infinitesimale minoranza dei cittadini italiani che si opponevano al regime fascista e gran parte dei militari tornati dalle varie guerre o che tornavano a casa dai campi di addestramento. I delinquenti tra i partigiani c’erano e quando venivano beccati erano fucilati dai capitani di banda, basta leggere i rapporti che gli stessi facevano (non avrebbero avuto alcun vantaggio a mentire affermando che tra i loro c’erano dei criminali) o le testimonianze dei vari partigiani scritte nei libri che trattano quel periodo od in quelli pubblicati dagli stessi (Meneghello e Fenoglio, per esempio). Ma il movimento partigiano in sé, con tutte le sue sfumature, non potrà mai essere tacciato né di criminalità diffusa né di essere alla stregua dei nazifascisti di Salò.
E` proprio sul tuo ragionamento che si basa la riabilitazione che vorrebbe come unico discrimine il fatto che gli uni hanno perso e gli altri hanno vinto.
No, la storia non si riscrive a colpi di maggioranza o con dichiarazioni opportunistiche come quelle dell’allora Presidente della Camera dei Deputati Violante.
Davvero non ci accorgiamo dell’enorme gravità di simili accostamenti? Se lo facessero i Tedeschi parlando delle SS cosa penseremmo? E loro cosa pensano di noi quando leggono la rassegna stampa italiana?
Sapevo di essermi espresso male, ma ormai il pasticcio era fatto.
La materia é complessa.
Sono d’accordo nel giudicare parte degli ideali fascisti sbagliati, tutti i metodi fascisti ancora di piú, ma sugli uomini non mi sento di dare giudizi.
Purtroppo non ho mai studiato quel periodo storico. Ne in 3 media (credo ci fossimo fermati a Giolitti), ne in 5a superiore, forse la 2a guerra mondiale si é fatta in 1 settimana a giugno (nonstante professore sicuramente antifascista, amico e consigliere di Prodi) sarebbe stato interessante studiarlo meglio.
Voi tutti sembrate sicuramente meglio informati. Solo che rabbrividisco al dare giudizi postumi su persone che hanno perso la vita in un conflitto tra italiani, tra padri e figli, tra fratelli. Una tragedia di cui tutti dovrebbero vergognarsi ed attivarsi perché non succeda.
Il mio sentimento é che purtroppo risuccederá (soprattutto dopo aver riletto i malavoglia), proprio per quanto scritto nella prima parte del mio commento qui sopra.
Credi che a me faccia piacere “dare giudizi postumi su persone che hanno perso la vita in un conflitto tra italiani, tra padri e figli, tra fratelli”? Ma dobbiamo farlo…ci siamo costretti…è indispensabile, fondamentale, vitale!!
Io sono piú propenso a condannare le ideologie e chi le ideologie le fomenta
Anche quando ho frequentato io le superiori l’argomento è stato trattato negli ultimi frenetici mesi di preparazione per l’esame, però poi ho letto diversi libri sull’argomento.
Magari comincia cercando qualcosa di non troppo analitico e poi mano a mano approfondisci, non si impara mai abbastanza ed il tempo è sempre troppo poco.
Come do giudizi postumi assolutamente negativi sulle BR e su altri Italiani che hanno massacrato concittadini adducendo concetti astratti come giustificazione mi esprimo con fermezza anche nei confronti di chi ha aderito alla RSI. Tra l’altro per me ammazzarsi tra Italiani non è più grave che scannarsi con qualsiasi altra nazionalità, il concetto di fratellanza in base alla nazione di appartenenza mi è estraneo.
Capisco che l’amnistia potesse sembrare una scelta saggia per calmare un attimo gli animi ed evitare una guerra civile. ma secondo me fu un gravissimo errore che fece nascere già malata la nostra democrazia. Poi molti furono uccisi per vendetta da chi dovette subire sia il loro tallone sul collo e parenti stuprati ed ammazzati, sia la condanna (giusta, per carità… però…) della Repubblica Italiana per l’omicidio. In questo caso non so davvero come mi sarei comportato se fossi stato nei loro panni.
Ma quanta gente c’é che ha voglia di sospettare e cercare di sapere?
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Poca.
e quanti anche se sanno continuano a vivere ed a morire negli ingranaggi del sistema?
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Troppi. Ma proprio perché sono pochi gli altri.
Si sa che fumare fa male, che uccide, sia te che chi ti sta intorno, perche si fuma ancora? Si sa che la macchina uccide sia te sia chi ti sta intorno, perché si guida ubriachi, fatti di droghe, senza patente, a 200km/h i cittá?
Per essere parte del gruppo? Per conformismo? Per idiozia?
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Per tutte queste cose e per molte altre ancora. Servono molte persone per dare il via a un cambiamento culturale. Ma non abbiamo scuse: questo è possibile e, a mio vedere, anche doveroso.
Chi ha i mezzi e non si informa non si deve lamentare quando lo fregano: io sono uno di quelli che, cinicamente, deride le vittime di maghi e santoni. Le due cose non sono poi così diverse ^___^
“Chi ha i mezzi e non si informa non si deve lamentare quando lo fregano: io sono uno di quelli che, cinicamente, deride le vittime di maghi e santoni. Le due cose non sono poi così diverse ^___^”
Chi é causa del suo mal pianga se stesso! Il problema é quando si é causa del mal altrui che si fa?
come riusciamo ad attuare quel cambiamento? Bisognerebbe iscrivere il partito MCI (MenteCriticaItaliana) alle elezioni europee!
Ehehehehe, magari
O forse ti ho capita male? O___O
Quello che cercavo di dire è non sempre informarsi è semplice (pensa a tua nonna) e non sempre stando nell’ingranaggio è facile capirne il meccanismo.
Se sono esterno vedo meglio dove porta che stando dentro. Il mio invito era ad essere critici sempre, anche nella critica, per non cadere nell’errore opposto: criticare acriticamente.. non so se mi spiego ma l’ora è tarda e la sveglia no..
Dubito di tutto e tutti ed anche MC non è il mio vangelo.
Per ora non ho un vangelo. La conoscenza, come la saggezza, sono stadi che si acquisiscono con lentezza e molto senso critico.
Ecco, ci sono cascato… stavo pensando alle persone della mia età, ma ovviamente l’ho lasciato inespresso.
Nella mia testa c’è la rabbia di chi vede gente come me (coetanei, lavoratori, la gente che ho intorno) non prendersi alcun disturbo di approfondire cose che sono fondamentali per essere cittadini e vivere in società. Capita che non si rendano nemmeno conto che lo sono.
Nella mia testa c’è un’informazione che procede dal basso verso l’alto e orizzontalmente: diverse generazioni, dalla nostra agli adolescenti, che hanno un accesso illimitato a qualsiasi fonte informativa possibile.
Una possibilità stupefacente.
Me li vedo che si incuriosiscono, apprendono, discutono (come noi qui) e poi riportano, parlano, coinvolgono nella discussione genitori, fratelli e sorelle, anche i nonni.
Così di quando in quando non mi ricordo com’è fatto quello di cui parlo e non applico i principi che mi prefiggo (identici ai tuoi).
O, più prosaicamente, scrivo in termini di potenzialità e desideri e faccio “medie” grossolane
Vabbé.
Per fortuna ogni tanto arriva una bacchettata a risvegliarmi l’attenzione: utile, non lo rifaccio ^_______^
E la battuta sui santoni mi è proprio scappata
D’accordo, direi. Chi crede nello Stato può essere manipolato se ha forte senso del dovere a comandare quello Stato è un tiranno. Certo, c’è stato anche il generale che, accortosi di che uomo era, mise una bomba sotto al tavolo di Hitler. Lo ricorderanno come un esempio di lotta per la libertà, ma non credo come un modello di obbedienza alle Forze Armate (di cui, il baffetto, bene o male era comandante in capo)E’ un dilemma insolubile, quello del servitore dello Stato quando lo Stato è marcio, perchè in realtà in quei casi i presupposti per comportarsi correttamente non ci sono, perchè lo Stato, nato per difendere la civile convivenza, in quei casi ha tradito sè stesso…
Grazie,
credo tu sia riuscito a riassumere almeno una buona parte del mio contorto pensiero in maniera semplice e più comprensibile.
Ci sono situazioni di dilemma in cui due forti doveri si scontrano, non è facile giudicare, non è facile uscirne senza colpe..
Mettiamola così, vi rispondo prendendo spunto da quanto dice Monica e che Marco sembra aver riassunto in buona parte: parlate di senso critico e senso del dovere, benissimo…una persona che dopo 20 anni di dittatura, dopo gli innumerevoli soprusi, le violenze, le censure, gli abomini, dopo una guerra sanguinaria, dopo le leggi razziali, dopo le esecuzioni sommarie, dopo gli eccidi, considerando l’alleato folle al cui fianco stavamo compiendo atti aberranti, applicando il proprio senso critico e seguendo il proprio senso del dovere, avrebbe dovuto rendersi conto del clamoroso sbaglio commesso e del fatto che ciò in cui aveva creduto (e la sto mettendo giù bene, perchè così dicendo affermo che vi fosse consapevolezza e presa di posizione, non becero capronismo) era fallito, rivelandosi come un inganno mortale…ciò che credo, quindi, è che coloro i quali sono rimasti fedeli al duce aderendo entrando nella RSI non hanno usato né spirito critico né hanno fatto fede al proprio senso del dovere, ma semplicemente hanno seguito un pazzo assassino (ripeto dopo tutto quello che è successo in 20 LUNGHI ANNI!!) o per ignoranza (il capronismo di cui sopra…e qui, volendo essere molto buono, posso provare al massimo pena, non pietà!!) o per volontaria partecipazione a ciò che palesemente si mostrava essere il proseguimento di quella che è stata una delle peggiori esperienze che il genere umano abbia mai avuto modo di vivere e conoscere (ed in questo caso né più né meno che di criminali si può parlare!!).
La Russa avrebbe dovuto già da tempo prendere coscienza di tutto questo, ma a quanto pare così non è…il suo discorso è semplicemente un discorso FASCISTA e in quanto tale INACCETTABILE!!
Su tutto il resto, sui discorsi di alto livello sul capire, conoscere, informarsi, consapevolezza, etc…possiamo serenamente discutere e trovarci assolutamente d’accordo…sull’episodio in questione, invece, credo non ci sia altro da dire.
Speravo si potesse non estremizzare per lasciare spazio alle sfumature di grigio tra il nero e il bianco, sfumature che SEMPRE ci sono, anche quando il nero è prevalente.
Se mai un domani dovessi essere giudicata per una qualsiasi colpa spero di esserlo da chi è in grado di vederle le sfumature. Il bianco e il nero non fanno giustizia, fanno squadre di calcio.
Nonostante io sia d’accordo con voi poi, quando nelle vostre parole vi leggo (io interpreto dai toni perentori-giudicanti-senza dubbi) lo stesso odio che dovrebbero combattere, allora non riesco più ad essere d’accordo.
Strade già percorse tra una guerra ed un’altra; odio e ragioni e manca sempre la mediazione e la comprensione. Mediazione e comprensione che non coincidono necessariamente con il perdono e con la giustificazione. Posso comprendere e non giustificare. Posso comprendere ed avere pietà e non giustificare. Posso comprendere e non giustificare e non perdonare.
Vi segnalo comunque un’ulteriore notizia in merito all’argomento di questa discussione:
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Priebke in videoconferenza a concorso di bellezza
L’ex capitano delle Ss, condannato per l’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, è stato scelto come presidente onorario della giuria di ‘Star of the Year’. Il giudice di sorveglianza aveva dato parere negativo alla sua partecipazione diretta all’evento
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http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2477151648
Quando si dà un giudizio di valore non si estremizza.
Se io giudicassi un rapinatore violento e magari omicida come semplicemente uno che ha sbagliato verrei giustamente criticato.
Chi partecipò alla RSI chiaramente sbagliò, ma fu anche colpevole di aver scelto con coscienza (ed avendo tutti i mezzi per farlo) di collaborare con dei criminali allo sterminio di civili.
I discorsi vaghi su odio, scale di grigio, ecc.. servono spesso ad annacquare le discussioni.
Qui stiamo parlando di fatti concreti, li conosciamo noi e li conoscevano anche i criminali di cui discutiamo.
Pensare di non condannarli perché non erano a conoscenza della democrazia è ridicolo, dovevano solo scegliere tra eccidio di inermi ed onore (inteso nel senso meno retorico possibile).
Hanno scelto il primo rinnegando la loro umanità, i loro nipotini vorrebbero che gli si riconoscesse anche il secondo.
Tu parli di fatti concreti ed io annacquo il vino.
Io mi tengo i miei dubbi e tu le tue certezze.
Io parlo di pere e tu mi rispondi a patate, mi sembra regni una certa incomunicabilità tra noi, o no?
Riassumo:
Sono d’accordo con voi e non “giustifico” criminali e crimini.
PER ME è inutile aizzare all’odio anche quando si ha ragione.
Alle mie opinioni personali ho diritto quanto tu alle tue.
Non ho discusso di fatti che non conosco: percentuale di criminali, età media, livello di istruzione, accertamenti sullo stato di salute mentale e fisico, numero di figli a carico, ecc.
Credo che un armistizio, un re in fuga, un ventennio di lavaggio del cervello e di condizionamenti, il ritrovarsi all’angolo, anche, l’arrendersi in generale a vedere il male in cui si navigava e si è navigati, e si potrebbe proseguire, non siano un’esperienza da liquidare senza porsi dei dubbi. (Lo credo io, quindi è una mia rispettabilissima opinione)
Ho letto dei libri (Gardner) che spiegano come sia difficile uscire da situazioni del genere, dall’incantamento.
Spiega Gardner come sia difficile cambiare idea, una volta formata, e questa discussione tra me e te potrebbe essere un piccolo esempio, e di come lo sia stato anche e soprattutto per i sostenitori dei regimi totalitari, tanto del Fascismo quanto del Comunismo.
Libri che spiegano la situazione da punto di vista psicologico-sociale senza necessariamente cercare colpevoli, colpevoli che comunque esistono e ribadisco non giustifico pur cercando di comprendere.
Ho letto i libri sbagliati annacquando il vino dei fatti con personali opinioni sui meccanismi del cervello umano.
Excuse moi.
Non buttiamola sul personale.
Tu hai espresso la tua opinione ed io l’ho criticata spiegando perchè.
Il mio approccio storico alla questione non esclude quello psicologico, però anche astenendosi da giudizi di merito e stando ai dati i “devianti” furono i criminali della RSI visto che la stragrande maggioranza non vi aderì e non fu ostile ai partigiani.
Niente di personale, solo pensieri.
Ti vorrei invitare ad usare nei mie confronti maggiore rispetto.
La frase “Non buttiamola sul personale” è piuttosto fuori luogo.
Io non la butto sul personale quando rispondo sottolineando che le mie opinioni meritano rispetto tanto quanto le tue e che non vanno etichettate come “annacquamento”.
Forse quando mi hai risposto che i miei discorsi “vaghi su odio, scale di grigio, ecc.. servono spesso ad annacquare le discussioni.” hai tu scelto di entrare nel personale di un giudizio di merito opponendogli il tuo”Qui stiamo parlando di fatti concreti, li conosciamo noi e li conoscevano anche i criminali di cui discutiamo”
Forse chiedendomi ulteriori spiegazioni sul perchè della mia opinione o semplicemente affermandoti in disaccordo pur rispettandola, sarebbe stato più corretto e meno personale del definire i miei discorsi vaghi annacquamenti.
Non mi sono mai permessa di mettere in dubbio le tue conoscenze storiche, ho cercato solo di portare un punto di vista differente, un’altra visuale e non credo questo sia un annacquamento, forse è arricchimento.
Quando civilmente ribadisco il diritto alle mie opinioni, anche argomentate e ragionevolmente documentate, sottolineando che erroneamente sono stati etichettati come annacquamenti non la sto mettendo sul personale, ma il contrario, sto riconducendo la conversazione nell’alveo di educazione e rispetto delle reciproche opinioni in un civile argomentare.
Non ho definito le tue opinioni come annacquamenti, ma l’astrarre i criminali della RSI dal contesto storico tenendo conto solo della loro formazione personale. Questo per me è annacquare, perché gli avvenimenti vanno guardati nel complesso e non a compartimenti stagni altrimenti finiremmo come Vespa che ci dice quanto bravo fosse il Duce come papà.
Tra l’altro dai per scontato che io non abbia valutato il lato psicologico, ma mi pare di aver scritto che anche facendo finta che i 20 anni di regime autoritario violento non siano sufficienti per determinare il distacco da esso il comportamento delle truppe tedesche e dei fascisti nei confronti della popolazione civile avrebbe dovuto causare il rigetto in qualsiasi persona degna di essere definita umana (stesso concetto espresso anche da altri).
Se non è considerare il lato psicologico questo…
Mi dispiace che ti sia risentita, ma non pensando di avertene dato motivo non posso scusarmi. Questo proprio perchè ti rispetto.
Anche i più stupidi capiscono che schierarsi al fianco di macellai che fanno a pezzi la popolazione civile è criminale. Quindi sono uomini privi di onore capaci solo ad obbedire, peculiarità delle bestie addomesticate.
Io non voglio affatto dire che avessero ragione, solo che da chi viene cresciuto in uno stato antidemocratico con dei principi antidemocratici non puoi pretendere che abbia a cuore valori che gli sono estranei come, ad esempio, il rifiuto della violenza: è come pretendere che una tigre, cresciuta da tigre in mezzo ad altre tigri, si interroghi sul diventare vegetariana… Non tutti avevano la cultura fascista come unico orizzonte, non i più vecchi che si ricordavano come si viveva prima, ma con i più giovani, che avevano sentito lodare la “virilità” (leggi aggressività) del Duce fin sui banchi di scuola come la mettiamo?
Per l’ennesima volta.
Se il tuo ragionamento fosse vero la RSI avrebbe raccolto più del 90% dei giovani richiamati dai bandi, invece la media penso si possa attestare sul 40%(ad essere larghi). Da questi devi togliere i molti che fuggivano dai treni per i campi di addestramento oppure al ritorno.
Quelli che si sono presentati, addirittura molti volontari, erano invasati sanguinari e criminali comuni che ci provavano gusto ad ammazzare.
Per vedere come reagivano i giovani per bene maimbibiti di propaganda fascista puoi leggere il libro di Meneghello “I piccoli maestri” o guardare il film che più o meno lo ricalca fedelmente.
Moltissimi partigiani erano ex militari e percentuali molto alte di questi preferirono il campo di concentramento (IMI, internati militari italiani) alle periodiche lusinghe delle SS e dei gerarchi fascisti che cercavano di arruolarli. Mario Rigoni Stern raccontava che gli IMI venivano trattati con incredibile ferocia dagli aguzzini tedeschi che li vedevano come traditori e vigliacchi.
Invece erano degli uomini onorevoli che piuttosto di andare a macellare civili e combattere per Hitler scelsero di restare in un campo di concentramento per un tempo indeterminato.
Il Ministro della Difesa ha insultato, vista la carica che ricopre, ha insultato soprattutto queste persone.
…oggi io vedo il futuro che quei giovani NON vedono O non vedevano?
Scusate, ma scrivendo velocemente, mi rendo conto solo in seguito di essere illeggibile…
Leggendo i commenti ci si rende conto di quanta distanza ci sia tra donna e uomo nel valutare le guerre e le fazioni in guerra.
Il giorno in cui il mondo sarà governato da donne forse potremo sperare nella pace.
Auguro alle prossime generazioni che quel giorno giunga presto.
“Il giorno in cui il mondo sarà governato da donne…ecc.”
Che bufala? Ricordiamo fra le esponenti più note in politica due tipini miti e tranquilli come Sarah Palin e Condoleeza Rice..
Non riduciamo le donne a 2, fortunatamente per voi siamo di più.
Però il sistema che oggi consente ad una donna di sfondare il tetto di cristallo della politica come dei vertici aziendali è più un sistema “maschile” che femminile, non ci si può stupire che il risultato di tutto ciò non sia propriamente la rappresentazione del femmineo per eccellenza.
Né per numero né per qualità.
Come dire che hai un passino a maglia fitta e ti stupisci che le pietre più grandi non riescano a passare. I diamanti, quelli veri, non passano.
La Spagna che doveva colmare un grosso gap l’ha capito molto bene e con una legge semplice quanto rivoluzionaria ha completamente invertito la tendenza (quote obbligatorie ovunque, persino nelle missioni all’estero!).
quelle sono donne solo fisicamente…purtroppo.
sono cresciute con la testa da uomo.