Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Democrazia Truffata anche alle Elezioni Europee. Vi Spieghiamo Perché" è stato scritto da Alessio Fratticcioli
Disapprovo con forza la legge elettorale per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo votata da berluscones e dei piddini il 3 febbraio scorso. In quella triste giornata, per la prima volta in questa legislatura, il Partito Democratico prima si è accordato e poi ha votato sullo stesso testo, articolo per articolo, con la maggioranza di Berlusconi. Un caso? Assolutamente no. Andiamo per ordine e ve lo spiego.
Alle elezioni europee, ogni paese europeo ha diritto ad eleggere un numero di parlamentari più o meno proporzionale alla sua popolazione (ad esempio, la Germania ha 80 milioni di abitanti e elegge 99 parlamentari; Regno Unito, Francia e Italia hanno poco meno di 60 milioni e eleggono 72 parlamentari, e cosi via). Allo stesso tempo, ogni paese ha diritto ad avere una sua particolare legge elettorale.

La nuova legge italiana alza la soglia di sbarramento per i partiti dall’1% al 4%. E’ vero che anche altri paesi europei (Germania, Polonia, Francia, Svezia e l’Austria) hanno soglie di sbarramento simili, ma come mai PdL e PD, che non hanno mai votato insieme alcuna legge da un anno a questa parte, e da anni non riescono a cambiare la legge elettorale italiana, la “porcata Calderoli”, tutto a un tratto trovano l’unanimità e votano insieme quella europea?
Questa mossa è apparentemente inspiegabile. I veltrusconiani hanno cercato di ingannare i cittadini/telespettatori spacciandola come una legge che cerca di evitare lo “spezzettamento”… Spezzettamento??? Che colossale presa per il culo!
Cari onorevoli e senatori, e cari signori del Governo Berlusconi!!! Di quale “spezzettamento” parlate, se i parlamentari europei, eletti in Italia o in Finlandia, eletti con o senza qualunque sbarramento, vanno comunque a raggrupparsi in pochissimi grandi contenitori, le cosiddette grandi famiglie politiche europee – Popolari, Liberali, Socialisti, Verdi, Sinistra Europea e Destra - che evitano qualunque spezzettamento ?
I 72 eletti italiani dovranno solo volare a Bruxelles (intascare tra hic o hoc circa 30mila euro al mese pagati da noi) e aggregarsi agli altri gruppi europei.
In altre parole, i 72 eletti italiani non dovranno formare alcun governo. In Europa non si costruisce un governo. Il voto italiano non deve produrre nessuna governabilità. A Bruxelles, la governabilità è garantita da un esecutivo (la “Commissione”) che emana dall’equilibrio fra i diversi governi nazionali e non dal voto diretto degli elettori europei. I 72 parlamentari di cui ha diritto l’Italia dovranno/dovrebbero solo, appunto, rappresentarci, secondo le diverse sfumature delle idee politiche dei cittadini italiani.
Quindi il criterio principe dovrebbe essere, semplicemente, come è sempre stato dal 1979 a oggi, quello democraticissimo di “una testa un voto”, senza sbarramenti, senza trabocchetti!
Che furbetti, che siete, cari politicanti italioti, quanto vi piace prendere per il culo i telespettatori di questo pericoloso, stupido e volgare spettacolo che avete fatto diventare la politica italiana tanto loro non lo sanno, tanto loro non capiscono, tanto loro sono come bambini di dodici anni, e neanche troppo intelligenti, come disse il Sig. Berlusconi, vero?
E voi, cari piddini (( solo 4 parlamentari piddini hanno votato contro )), vi fate chiamare pure democratici, e qualcuno tra di voi ancora si spaccia per persona di Sinistra e poi piazzate uno sbarramento al 4% e lo sbarramento butterà via milioni di voti! Alla faccia della Democrazia!
Come può sapere il cittadino, prima di andare a votare, se il suo partito prenderà l’1 o l’8% dei voti, cioè se supererà o meno la fatidica soglia? Ad esempio, se a giugno il partito X sarà votato dal 3,99% degli elettori italiani, pari a circa 1 milione e duecentomila voti, ebbene questa montagna di voti non varrà un mazzo e il partito X non avrà nessun parlamentare europeo.
Ciò significa che i partiti più grandi, PdL e PD, vedranno eletti un numero di parlamentari maggiori della loro forza reale. Questa è la prima ragione VERA che ha spinto questi furfanti dei berluscones e dei piddini a votare (votarSI!) questa legge. Un po’ come quando Berlusconi si depenalizza il falso in bilancio e si fa i Lodi Alfano per non andare in galera. PdL e PD si sono fatti la legge per andare a Bruxelles!
Ma non è finita qui, aspettate che vi spiego la seconda ragione, VERA, che ha spinto PdL e PD a inciuciare e votare insieme questa “porcata” tipicamente italiana.
-Visto che col meccanismo della soglia al 4%, lo capiscono anche i polli, ci sono tanti partiti italiani che rischiano di non riuscire a saltare l’asticella, è chiaro che ci saranno – spero di no ma ci saranno – tanti elettori dei partiti minori, cioè di tutti tranne praticamente PdL, PD e forse Lega – che penseranno: ” il mio partito preferito è X, ma se non dovesse superare la soglia del 4% rischierei di buttare il mio voto! Allora, forse è meglio votare un partito grande che sicuramente la passerà”.
Capito? Con lo sbarramento questi personaggi sanno che possono attirare a sé il voto di tanta gente che, non potendo votare per i piccoli che pensa che non supereranno la soglia, si piega a votare, controvoglia e tappandosi il naso, per il grande partito.
Che furboni, i veltrusconiani!
Immediatamente dopo aver inciuciato-partorito la vergognosa legge-porcata, è stato degno di nota il commento dell’Onorevole Dario Franceschini, l’ex democristiano oggi alla guida del PD, che ha preso la parola in Parlamento dichiarando: “SPERIAMO E CI AUGURIAMO CHE QUESTA NON SIA CHE LA PRIMA DI ALTRE LEGGI CHE POTREMO FARE INSIEME”. Quello che suona come un augurio per Berlusconi, suona come una minaccia per noi piccoli cittadini.
Dunque,
- Per coerenza con la mia netta opposizione a questa legge vergognosa e anti-democratica,
- Per coerenza con le mie elucubrazioni di qualche giorno fa e con quello che ho sempre pensato del PD (è il più colossale tentativo di riciclaggio di una classe politica mai tentato in Italia),
- e per coerenza rispetto agli umili consigli che mi sono permesso di dare al nuovo segretario del PD Franceschini (che – essendo io un rompicoglioni di natura – come al solito mi sono anche permesso di spedire all’interessato via e-mail, chiaramente senza troppe illusioni di ricevere una risposta), che so benissimo che resteranno del tutto inascoltati,
se fra 100 giorni, alle elezioni Europee, gli italiani decidessero, invece di votare Franceschini, Binetti, Rutelli e compagnia cantante, di scegliere altre liste, cioè se il PD non dovesse arrivare neppure alla soglia del 4%, beh in questo caso stapperei una bella bottiglia di spumante anzi, una bottiglia di vino rosso e poi, alla Santoro, mi metterei a cantare “Bella Ciao”, in memoria di quegli eroi ai quali tanti piddini di oggi non si meriterebbero nemmeno di stringere la mano. (( Il palese disegno era stato denunciato su MC già nel luglio scorso e successivamente ad ottobre. N.d.R. ))

Non bisogna votare nessuno, né alle europee né alle politiche. Andate al mare!
Bravo. Fai il loro gioco…
Il loro gioco lo fa chi vota, dimostrato.
Il loro gioco lo fa chi vota… per loro.
Sì lo so, ora mi dirai che “sono tutti uguali” e che “il sistema non si può cambiare” e poi che “democraticamente non otterremo mai nulla”.
E siccome (credo che su questo tu sia d’accordo) con la violenza si può solo peggiorare, non ci resta che tagliarci le vene.
No grazie.
Beh, vogare energicamente con una palettina da gelato contro corrente è uno sforzo che ti lascio volentieri, io la politica la faccio nel mio piccolo, i palazzi e le urne per me sono solo funerari.
Anche io faccio politica nel mio piccolo, nel senso che lavoro per costruire un’alternativa, cominciando da me, dalle persone che mi sono vicine, dai problemi locali; il tutto partendo da una profonda riflessione che potremmo ridurre con una battuta a “chi siamo e dove vogliamo andare”.
Ho messo la mia paletta da gelato insieme a quelle di altri amici, e ora tutti insieme abbiamo una paletta da spiaggia. E camminiamo…
Non pensiamo ai palazzi o alle urne, però questi esistono. E siccome esistono vanno tenuti in considerazione e utilizzati nel modo migliore possibile. Chi rinuncia ha già perso.
Niente affatto, chi rinuncia a essere complice è il solo che ha ancora un orgoglio e una dignità da difendere.
Quando si protegge il sistema invece di coloro che ne fanno parte è arrivato il momento di lasciar perdere il sistema per le persone degne.
L’assurdo è che hanno obnubilato le coscienze usando i diritti e rendendoli prigione (scegli: merda o cacca?) e vi hanno anche inculcato che sia ancora un dovere civico, ma non vi dicono che le regole oramai le fanno loro.
Andare a votare è un dovere civico quando la dempcrazia funziona, nel momento che le regole sono truccate, l’uomo libero e con una coscienza civile si ribella e non ne diventa complice.
Punti di vista.
I tuoi per adesso non hanno cambiato nulla, i miei ancora non li ho visti realizzati da nessuna parte.
Sono d’accordo quasi al 100% con quello che hai scritto. Quindi penso che ci sia qualche malinteso sui concetti di fondo. Tipo “cosa è il sistema, cosa ne fa parte e cosa no”.
Poi non ho capito a chi ti riferisci dicendo “i tuoi”. Se ti riferisci ai quattro gatti con cui mi sto dando da fare (vedi commento precedente), mi sembra ovvio: siamo, appunto, quattro gatti, abbiamo appena cominciato, e stiamo facendo un lavoro che darà frutti, se li darà, solo nel medio-lungo periodo.
Nel lungo periodo saremo tutti morti, diceva qualcuno. Certo, ma non è su questo principio che si è sviluppata la società.
I tuoi metodi intendevo il votare o partecipare a QUESTO gioco politico, perchè mi era parso di intendere che tu fossi un attivista politico che gioca con le regole di questi qua:
LIsta, mi presento, voto, faccio il politico…
Io con l apolitica c’ho spesso a che fare, quella locale è ancor peggio di quella romana.
I palazzi e i palazzetti sono pieni di berlusconi in miniatura, pure più squallidi spesso.
E la sinistra non è immune per nulla (so toscano).. anzi.
Conosco molti ex-attivisti di sx che ora sono in comune o al parlamento, potrei riassumere con:
gli onesti non riescono a fare nulla, perchè i disonesti sono troppi e passa solo quello che va bene a loro.
Un po il motivo per il quale non voto, inutile andare a votare in un paese dove chi cota assiduamente è sempre il parco buoi, che vota per abitudine o per ccredo.
La politica NON deve essere un credo, a parere mio, ogni volta va ragionata, pensata, discussa con se stessi.
Secondo me si dovrebbe SEMPRE ricominciare da zero, soli con la propia coscenza, abbandonare le certezze e ripensare la propria idea politica.
Credo che votare per anni lo stesso partito, OGGI, sia sintomo di stupidità.
Anche votare lo stesso partito che cambia nome…
Non me ne volete.
Confermo: la pensiamo allo stesso modo su quasi tutto.
Qui ti correggo: i disonesti fanno quello che vogliono perchè gli onesti sono troppo pochi.
Ci sarà sempre qualcuno a fare politica: se i migliori si tengono in disparte, restano solo i peggiori. Ed è quello che è successo in Italia negli ultimi decenni. Vogliamo lasciare le cose così?
No, non è così che faccio politica. Rifletto, ragiono, rinuncio alle mie certezze e mi metto in discussione; e parlo con altre persone per portarli a fare lo stesso. Perchè io non credo che sia possibile cambiare la politica dall’interno, ma solo agendo dall’esterno, lavorando sulle persone, si possa ottenere qualcosa.
E quando ci sono le votazioni faccio lo stesso: mi rimetto in discussione, rinuncio alle mie certezze e cerco comunque il meglio (non il meno-peggio, che non accetto più). Se lo trovo bene, altrimenti non ho problemi a stare a casa. Ma rimanere a casa per principio è lo stesso comportamento di chi vota sempre lo stesso partito.
E comunque… chi non vota non fa nessun danno a questa massa di delinquenti; votare per qualche sconosciuto potrebbe invece portare delle sorprese.
Sul finale c’è la nostra differenza.
Il fatto per il quale rimango a casa è semplice matematica applicata, non mi ripeto perchè sarei pedante su questo, tendo a non fare sforzi inutili (secondo la mia visone, naturalmente).
Dicono siano morti gli ideali, io invece sostengo che sono proprio gli ideali a fare danni ed accecare oggi.
E la gente vota per ideali (trasformati in abutudine).
La percentuale di chi cambia voto ogni volta (poi può essere pure lo stesso) e di chi invece il voto ce l’ha già stampato in testa qualsiasi cosa succeda è troppo squilibrata, ancora.
Questo giro siamo fottuti, meno male che esiste l’impermanenza, quindi lavoriamo dove si può, vicino a noi, con i fatti e i comportamenti, lo facessimo tutti o almeno una gran parte li faremmo fuor senza andare alle urne, ma mi rendo conto che questa è vera utopia, altro che comunismo o democrazia.
Concordo.
oppure bisogna votare ciò che resta fuori dal pd, cercare di mandare un segnale contro l’appiattimento (meglio noto come semplificazione del quadro politico) e dire basta al progetto bipolarista, fallimentare in un paese che non è predisposto culturalmente, per fortuna, a tanto.
beh, questo sarebbe intelligente…. votare il più piccolo partito insignificante…
bho, io votai PD perchè: – Il PDL ha Silvio e tanti pecoroni/delinquenti (sigh pure nel PD però)
– La sinistra storica faceva ridere
– L’IDV non capivo come si collocava a parte il giusto rifiuto di uomini di partito indagati/penalmente condannati.E poi sapevo che sarebbe stato un “alleato”.
– La destra siamo su due mondi paralleli (anche se un pornazzo con la Santanchè ci stava….magari un happening pre-elettorale diretto dal Tinto non sarebbe stato male)
Solo che bho, man mano che si andava avanti la cosa assumeva sempre più risvolti del “politichese italiota” fine a se stesso…….as usually insomma…………..bho!!!!!!!!
[...] {Articolo apparso anche su MenteCritica} [...]
Se posso permettermi di spiegare il motivo dell’innalzamento del quorum per le elezioni europee, direi che è il frutto di un divertente gioco di società chiamato “The Democratic Rebirth Game”, che coinvolge politici di tutti gli schieramenti e consiste nel realizzare il maggior numero di prove prescritte da un regolamento, di dominio pubblico, vergato anni fa da un venerabile intelletto, tale Licio Gelli. Eccone un estratto: “…in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra, e l’altro sulla destra”.
Per saperne di più su come funziona il gioco e chi vi partecipa: http://cuorefelino.blogspot.com/
In uno stato liberale le elezioni sono il mezzo con cui i cittadini designano i propri rappresentanti nelle istituzioni.
Può capitare che nessuno tra i partiti in lizza proponga candidati capaci di rispondere alle aspettative dei cittadini e che questi, non avendo di che votare, si astengano.
L’ho fatto anch’io.
E’ nelle regole del gioco che gli astenuti, fino alla tornata successiva, subiscano la politica dei rappresentanti del popolo eletti senza i loro voti.
Almeno fintantochè gli astenuti non avranno una rappresentanza politica proporzionale al loro numero, ma é evidente che si tratta di una contraddizione di termini.
Voglio dire che l’astensione é una situazione fisiologica in un regime democratico, almeno entro certi limiti, superati i quali si suppone che gli scontenti, ove non si tratti di inguaribili individualisti, ove il loro numero sia sufficiente e nulla glielo impedisca, troveranno il modo di aggregarsi per dar vita a un nuovo partito, che riporterà il numero della astensioni nella normalità.
Altra cosa sarebbe se parlassimo di uno stato etico, comunque autoritario, in assenza di partiti, dove la partecipazione della popolazione abbia la funzione di puro strumento di misura del consenso verso il regime.
In simili situazioni le elezioni hanno questo unico scopo e dunque la partecipazione diventa un fattore determinante. Anche se poco significativo, perché qualsiasi regime autoritario che indica elezione ne trarrà sempre un consenso bulgaro, salvo magari rovinare il giorno dopo.
Sarò politicamente uno sprovveduto, ma non so vedere altri possibili scenari.
Il problema sta nel fatto che il sistema politico italico è basato sul clientelismo e il malaffare, radicato tra l’altro nel nostro dna.
Quindi o si trova un sistema per evitrte che il potere decisionale rimanga troppo alungo in mano agli stessi soggetti/gruppi o non se ne esce.
Se il nostro fenotipo contempla clientelismo e malaffare un ricambio frequente al vertice potrà essere utile a evitare che diventi organico alle istituzioni, ma sarà pur sempre il sostituire un colluso con un altro colluso.
Che la nostra classe politica fondi le sue fortune su clientelismo e malaffare è sotto gli occhi di tutti, ma è altrettanto evidente che può permetterselo grazie a un elettorato per una certa sua parte smagato e sprovveduto insieme.
Smagato nel senso di incapace di credere nella validità del lavorare insieme, sprovveduto nel senso di sempre pronto ad aspettarsi e dunque a dar credito, a promesse tipo: cchiu pelu pi tutti!
Ma è altrettanto vero che non tutti gli italiani obbediscono a un tale paradigma.
Sono questi italiani che devono trovare il modo di aggregarsi e di avanzare nuove proposte politiche.
Senza aspettarsi miracoli, ma senza perdere la fiducia che sia possibile.
Il presupposto per ricreare fiducia è far perdere potere ai soliti.
Il sostiruire un colluso ad un altro significa rompere la continuità nel potere, che di per se è già un gran bel rimedio.
Senza questo presupposto credo sia difficile che qualcuno degli onesti riguadagni fiducia nella politica.
In fatto di elezioni ci sono 4 possibili opzioni: 1) Non andare a votare; 2) Votare il meno peggio; 3) Votare scheda bianca; 4) Annullare volontariamente la scheda.
Confesso che da molti anni (con un’eccezione in cui ho scelto l’opzione 2 e di cui mi sono pentito) scelgo l’opzione 4, che sencondo il mio modo di pensare è la più sensata. (Dico subito agli spiriti goliardici che non è necessario disegnare un pisellone o scrivere frasi offensive sulla scheda, basta solo fare una grossa croce o scrivere direttamente “scheda nulla”).
Purtroppo il popolo italiano è incapace di generare una classe politica degna di questo nome.. ed un motivo ci sarà! Inoltre abbiamo creato un circolo vizioso: più ci governiamo malamente e più peggioriamo la nostra condizione culturale e più ci governiamo malamente; ma questo male ha origini lontane, almeno dal primo dopoguerra, quando una popolazione prevalentemente contadina, mediterranea, con scarsissimo senso civico e dello Stato ma con uno spiccato senso del clan e della famiglia, si è trovata (per meri motivi geopolitici) a gestire una ricostruzione, un boom, una ricchezza superiore ai propri meriti. Questa spiega perchè l’Italia è il paese delle emergenze. In realtà c’è solo un’emergenza: quella culturale. E sono 60 anni. Finchè non cambiamo noi stessi, da dentro, non faremo altro che andare alla deriva collettivamente generando le altre emergenze: economica, sanitaria, giudiziaria, scolastica..! Ma per provare a cambiare, a crescere, bisogna prima di tutto volerlo. Risulta evidente che nessuno di noi vedrà qualche risultato apprezzabile in questa vita. Questa mi sembra una realtà esistenziale inconfutabile. E allora che fare? Scoraggiarsi? Annichilirsi? Nient’affatto. Evidentemente non è tanto il risultato pratico che importa, quanto il cammino che si compie. Evidentemente l’importante è agire coerentemente con il proprio sentire, muoversi verso una purezza delle intenzioni, contagiare beneficamente quelle poche persone che ci ronzano attorno, sviluppare e aiutare gli altri a sviluppare una consapevolezza ed una coscienza più profonde. Ecco. Per me la coerenza, in questo momento, è andare a votare e metterci una bella croce sopra!
Lo sai che in fondo … hai ragione?
Sono d’accordo con la diagnosi, e anche con la terapia, finchè si tratta di sviluppare coscienza e cosapevolezza.
Mi sfugge invece come il metterci una bella croce sopra possa aiutare a raggiungere qualcosa di più che un proprio personale bisogno di coerenza.
Se tutti coloro che non si sentono rappresentati da questa classe politica delinquente, potessero sentire che altri come loro sono la fuori, potesse leggerne la quantità e il peso nel numero di schede “nulle” o “annullate”, se la notizia di un voto di protesta (nullo appunto) cero trapelasse, forse qualcosina si potrebbe sperare, se non altro la rinascita della speranza di ognuno verso l’altro, di non sentire inutile il “diritto” al voto e di non sentirsi schiacciati dall’enorme peso della quantità di gente che vota spegnendo il cervello.
Dobbiamo trovare una soluzione praticabile, Oris.
Le schede “nulle” o “annullate” non contano nulla.
Nessuno ha la ricetta per ottenere quel qualcosa in più, anche se in teoria qualsiasi scelta se interamente condivisa porterebbe a dei cambiamenti: se tutti votassero PD, oppure Berlusconi, oppure scheda bianca … insomma, penso che ognuno potrebbe rivendicare le conseguenze del “se tutti”. Io non so letteralmente per chi votare, e non credo sia tutta colpa mia, credo dipenda dal fatto che il candidado medio che noi italiani riusciamo ad esprimere sia quello che è, perchè noi italiani siamo così, noi “esseri umani” siamo così! E parlo del singolo candidato. Se saliamo di gerarchia e parliamo di partiti .. beh.. allora stiamo proprio nel campo della fiction televisiva. Ed allora penso sia più producente portare questo stato di cose all’estrema conseguenza. Magari arrivasse il giorno in cui non riusciremo nemmeno ad eleggerlo uno pseudo parlamento, forse allora, trovandoci drammaticamente faccia a faccia con la nostra ignoranza, cominceremo a rifletterci un po’ di più.
Condivido quello che dici, salvo quando dici che non votando porteremmo “questo stato di cose all’estrema conseguenza”.
Succederebbe “se tutti” non votassimo, ma, l’hai detto tu, non è un presupposto realistico.
Quanto al tuo non sapere per chi votare, se ti può consolare, neppure io lo so!
°In fatto di elezioni ci sono 4 possibili opzioni: 1) Non andare a votare; 2) Votare il meno peggio; 3) Votare scheda bianca; 4) Annullare volontariamente la scheda.°
5) Smetterla di votare il meno peggio, votando il partito (o partitino) preferito, quello che ha gli ideali e i programmi che piu’ ci rappresentano, quello che non candida ne mafiosi ne pregiudicati.
[...] {Articolo apparso anche su MenteCritica} [...]