Dello Stato Assistenziale e Dintorni 19


Non avrei mai pensato di riuscire a superare l’imbarazzo di dire la mia in una questione tanto delicata come quella sollevata nel mio snaturato ( nel senso che si è andati fuori tema) post “L’amore non è bello…” tra Cristian e Marassi. Ma alla lunga gli stimoli sono stati troppi e troppo forti. Questo post non vuole essere un intervento politico, la politica la lascio ai mestieranti, ma una testimonianza di vita.

La mia è una famiglia monoreddito composta da quattro persone: mio marito ( dipendente statale), io (casalinga, ebbene si, con una laurea nel cassetto!), due figli di 13 e 18 anni (studenti). Viviamo in una casa in affitto, un appartamento alle spalle del residenzialissimo quartiere EUR dove c’è tanto verde ma se hai bisogno di un litro di latte devi prendere la macchina per raggiungere il negozio più vicino ( 2 km circa). L’affitto è di 500 e rotti euro al mese ( e abitando a Roma possiamo ritenerci fortunati!).

Possediamo un automobile, una Punto Sole immatricolata nel 1998 e pagata in 48 comode rate mensili. E un motorino di seconda mano, di mio figlio, comprato con i soldi che ha ricevuto per il suo diciottesimo compleanno. Dimenticavo, c’è un prefabbricato ( un container abitativo tipo quelli da cantiere a cui è stata aggiunta una camera in muratura ) di 30 mq a Nettuno (RM) posizionato su un terreno di proprietà di mio padre per il quale, trattandosi di seconda casa ( quale, che sono in affitto ancora devo capirlo!) paghiamo 400 euro di ICI all’anno.

Abbiamo l’utenza di acqua, luce, gas e telefono e paghiamo una cifra esagerata di tassa sui rifiuti.

Alle suddette tasse c’è da aggiungere ovviamente il bollo e l’assicurazione per auto e motorino, il bollino blu per l’auto e per la caldaia di riscaldamento, le tasse scolastiche e, ultima trovata dello stato assistenziale di cui stiamo parlando, l’assicurazione della casalinga, che nella fattispecie sarei io, obbligatoria ( 12 euro a fondo perduto perché per averne in cambio qualcosa devo solo morire!), l’assicurazione scolastica (un’altra mega fregatura perché quando mio figlio si è rotto una mano a scuola dato che il danno non era permanente non ci hanno rimborsato nulla!).

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E ora veniamo allo stato assistenziale.

Ho chiesto un contributo per le spese scolastiche dei miei figli ma per 11 sporchi euro non rientravo nei parametri assistenziali, quindi libri, materiale scolastico, gite d’istruzione, trasporto scolastico ( siamo in periferia e mia figlia usufruisce dello scuolabus) e quant’altro sono a completo carico di mio marito.

Abbiamo avuto la fortuna di nascere sani, senza patologie che contemplino un’esenzione, ergo paghiamo tutte le medicine non mutuabili ( che è come dire che ci danno solo gli antibiotici) e non abbiamo nessuna facilitazione per le visite specialistiche o le analisi cliniche ( e fanculo la prevenzione!). Nel gennaio di quest’anno una stupida cistite mi è costata la bellezza di 150 euro fra accertamenti e medicine ( e ho rischiato di pagare anche il ticket del pronto soccorso perché con un’emorragia in atto il mio caso era stato considerato da codice bianco. Devo alla lungimiranza del dottore che ha creduto nella mia buona fede l’assegnazione del codice verde che non prevede pagamento).

I miei figli hanno avuto la necessità di mettere l’apparecchio ortodontico che, essendo stato realizzato in una struttura pubblica, mi è costato 130 euro a bimestre ( moltiplicato per due) più 70 euro di ticket annuale ( sempre per due) per la bellezza di cinque anni a testa, totale 10000,00 euro circa.

Avete mai provato a fare una cura canalare in una struttura pubblica? Io ci ho provato, ho portato mio figlio con un molare spappolato dalla carie. Hanno fatto una prima trapanazione e un’otturazione provvisoria. Successivo appuntamento: un mese dopo. Ovviamente dopo una settimana l’otturazione e saltata e siamo stati costretti a portarlo da un dentista privato: 950 euro, cura canalare e ricostruzione del molare.

Ogni sei mesi, a causa di una patologia derivatami da due parti cesarei, devo fare un’ecografia di controllo. Potrei rivolgermi alla struttura pubblica ma c’è un problema, l’indagine va fatta entro una settimana dall’arrivo del ciclo mestruale e nessun ospedale o laboratorio convenzionato mi assicura il rispetto di tale necessità ( le prenotazioni vanno di sei mesi in sei mesi ). Di conseguenza sono altri 160 euro all’anno.

In famiglia a portare gli occhiali siamo in tre, quindi tre visite oculistiche l’anno, che facciamo regolarmente in ospedale e spesso, tre paia di occhiali.

Fino a qui ovviamente abbiamo considerato lo straordinario, di ordinario nella vita di ognuno di noi c’è almeno un raffreddore, un mal di gola o un’influenza all’anno. Provate a fare il conto di quanto costa in termini di aspirine, gocce nasali, sciroppi per la tosse e affini, tutti medicinali da banco e di conseguenza a totale carico del consumatore. Per non parlare di antimicotici, antifungini, colluttori, colliri, pomate di varia natura, antiacidi ecc. ecc. Alla fine si stupiscono se l’italiano medio al primo starnuto si riempie di antibiotico!

Senza stare a tirarla per le lunghe vi dirò che, da dichiarazione dei redditi, il passato 2006 ci è costato quasi 3000 euro di spese mediche e per fortuna nessuno di noi si è ammalato sul serio.

Fino a qui, lo stato assistenziale dov’era?

Se vi fate due conti capirete bene che, con uno stipendio netto che non supera i 1600 euro mensili, c’è poco da stare allegri. Però le statistiche dicono che siamo una famiglia a medio reddito, che a stringere non ci manca nulla. Però i nostri signori della politica, con i loro stipendi a quattro zeri, possono usufruire delle migliori cliniche, delle più avanzate tecnologie diagnostiche in tempi strettissimi e rigorosamente gratis! E sono proprio loro a stringere i cordoni dello stato assistenziale, sono proprio loro a chiedere un maggior contributo da parte del cittadino.

Poi alla televisione dicono che in Italia i poveri stanno aumentando. Ma va?

Lo sapete come si fa a mandare avanti una famiglia di quattro persone con 1600 euro al mese? A suon di rinunce! Si va a fare la spesa nei discount alimentari, si cerca di approfittare delle offerte, ci si accontenta di un cambio di vestiario a stagione, di una pizza solo nelle occasioni veramente speciali ( il ristorante è off limits!), cinema e teatro manco a parlarne! Si va in ferie un anno si e uno no. Si cerca di fare a meno di qualsiasi tipo di intervento tecnico, ci si improvvisa meccanici, elettricisti, muratori, idraulici ( lui ), infermiera, parrucchiera, sarta ( io ) con risultati non sempre risolutivi. Si elimina tutto ciò che non è strettamente necessario, anche perché ci sono dei figli e la priorità spetta a loro. Potrei negare ad un ragazzo di diciotto anni i soldi per uscire con gli amici il sabato sera? Potrei dire a mia figlia che sarebbe meglio risparmiare i 7 euro che occorrono per mandarla al cinema a vedere l’ultimo film del suo attore preferito? No, anche se a volte sono costretta a farlo. La frase: questo mese mamma non può, facciamo il mese prossimo… diventa una frase cult. E, ci tengo a dirlo, i miei figli non sono di quelli che hanno molte pretese. Di solito si levano i loro capricci mettendo da parte le mancette di nonni e zii. Jacopo la scorsa estate ha lavorato dalle 7 del mattino alle otto di sera presso un benzinaio per mettere insieme i soldi per andare in vacanza con i suoi amici.

E se qualcuno ha in mente di rispondermi che potrei trovarmi un lavoro tenga presente che ho superato i quarant’anni, che ho lasciato l’ambiente lavorativo tredici anni fa perché dovevo occuparmi di mia figlia che aveva dei problemi di salute, che non sono né ignorante né extracomunitaria quindi rappresento una minaccia per coloro che potrebbero a darmi un lavoro, rigorosamente in nero ovviamente! Che quando le trovo mi arrangio a fare ripetizioni e che l’ultimo lavoro di editing che ho fatto ( editing per modo di dire perché il libro l’ho dovuto scrivere io!) l’ho consegnato nel gennaio scorso ma il committente, uno di quegli imprenditori del caxxo che vorrebbero mutuare tale e quale è il sistema americano, mi deve ancora dare i 700 fottutissimi euro che avevamo pattuito!
E questo è quanto!