Delle Inutili Cose 1


Via gli 80 euro per finanziare la flat tax. Magari non basterà e quindi si taglierà qualche altra cosa. In Italia la politica si articola in tre macro blocchi operativi.

  1.  Nella primo, quando si ambisce al potere, i partiti vivono una stagione immaginativa simile a quella infantile nella quale si sogna di fare mestieri ad accesso quasi impossibile tipo l’astronauta o il notaio. Oddio, se conoscete un bambino che sogna di fare il notaio va sicuramente seguito da uno specialista, però credo di aver reso l’idea.
  2. Quando si giunge al governo, poi, inizia la fase che definirei della “conservazione dell’energia” nel senso che se non sei un Rabbi di 33 anni nato a Nazareth e con un cupo destino che lo attende, non si possono far comparire cose dal nulla, ma solo spostare una cosa da una parte all’altra con dissipazione dovuta alla trasformazione effettuata.
  3. Dopo aver dato ampia dimostrazione che non è possibile moltiplicare pani e pesci e che se dai a Caio devi togliere a Tizio, i tizi diventano maggioranza
  4. goto 1

Prima esisteva un’altra fase, detta “stampa e svaluta”, ma, almeno per il momento è sospesa. Certo, invece di usare il goto si poteva usare la programmazione strutturata o, ancora più elegantemente, la ricorsione, ma la nostra classe dirigente è rimasta al BASIC e poi la gente rischia di confondersi.

Quanto detto, purtroppo, vale per tutti i partiti di questo paese ed è una questione culturale. Churchill, nel suo discorso d’esordio da primo ministro, con i tedeschi che dilagavano in Europa e un intero esercito spiaggiato a Dunkerque, non promise gli ottanta euro o la flat tax, ma lacrime, sudore e sangue. Ai britannici il discorso non piacque tanto è vero che, probabilmente, sono quelli che di meno apprezzano la buonanima di quel vecchio ubriacone. Però, alla fine, sapendo a cosa si sarebbe andati incontro, riuscirono a compattarsi e a resistere fino all’arrivo degli americani (se no comunque le prendevano, ci mancherebbe).

L’offerta politica si fasa sulla domanda e la domanda, in Italia, non vuole sapere di futuri cupi e quindi nessuno vende futuro cupo, ma solo giorni di luminoso successo che vengono comprati a suon di voti. Certo, se uno si ferma a pensare che in questo paese si esporta competenza e si importa povertà, che la ricerca industriale e scientifica vive di investimenti marginali, che c’è gente che si fa massacrare un arto per 800 euro e c’è gente che la massacra per frodare le assicurazioni non sembra che ci sia da stare tranquilli, però …

Non è una polemica. Con l’età ho imparato ad accettare gran parte di quello che mi ha portato il destino. Ci sono cose che ancora non riesco a digerire, ma riguardano la sfera personale e per quelle non c’è consolazione. Quindi niente critica. Va bene così. E’ che a volte fa bene raccontare come vanno le cose sperando che questo serva, un giorno che sicuramente non vedrò, a cambiarle. Ma se non cambiano fa lo stesso.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Un commento su “Delle Inutili Cose

  • fma

    I tre macro blocchi riassumono perfettamente l’iter democratico di tutti i paesi dove la democrazia esiste, non solo del nostro.
    Sul primo c’è poco da fare. I partiti vendono tutta l’immaginazione che gli elettori gli comprano. Il problema sono gli elettori, che bisogna tenersi così come sono, in attesa di una palingenesi sempre annunciata e mai vista.
    Sul secondo ci si potrebbe premunire, per esempio escludendo a priori che il pullman possa essere guidato da autisti senza patente. Non basterebbe a garantire d’arrivare sani e salvi a destinazione, ma sarebbe meglio di niente.
    Il terzo è matematica. Tanto peggio per chi ha creduto che si potesse fare diversamente.