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Della Pace della Morte e della Paura dell’Odio

9 febbraio, 2009 di Gianalessio Ridolfi Pacifici  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest



Eluana Englaro è morta pochi minuti fa. Dopo appena due giorni di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata, la ragazza che viveva in stato vegetativo da 17 anni è spirata. Non sono un medico e non ho notizie a sufficienza per valutare se  il fatto che sia andata così rapidamente possa essere indicativo del suo reale stato di salute. Questo a prescindere da quanto è stato detto sul suo flusso mestruale e sulla sua capacità di concepire un bambino. So solo che queste affermazioni suonano ancora più squallide e terribili ora che il povero corpo, esausto, ha ceduto al lungo viaggio.

broken-doll

Corpo e mente di questa ragazza, almeno per quello che possiamo capire noi miseri ed impauriti, sono ora ricongiunti in un riposo di pace. Su questo non vado oltre, perché non sono ancora riuscito ad accogliere serenamente il pensiero della morte e non sono pronto a condividere questa angoscia con altri.

Nel frattempo, sui canali televisivi dello stesso uomo che si diceva affranto per il destino di questa persona continuano a risuonare le risate registrate di striscia la notizia e le urla ottuse dei morti viventi della casa del grande fratello. Evidentemente l’angoscia non è stata sufficiente a rinunciare ad un solo spot pubblicitario.

A questo punto vorrei solo invitare tutti a guardare con occhio critico chi, a partire da ora e per il tempo che verrà, cercherà di fare commercio di quella povera carne malata. Vorrei che tutti coloro che mi leggono mettessero da parte la commozione per osservare il comportamento delle belve che si ciberanno di questo corpo freddo e smunto.

Io, lo ammetto, ho un nome che mi sale silenziosamente sulle labbra. Forse per la prima volta il disgusto ed il disprezzo mi fanno vedere un nemico e non più un semplice avversario.

E quest’ultima cosa è il segno evidente del male che è stato seminato in tutti noi. Un male che come una bestia sarà difficile sconfiggere e che già  ruggisce rabbioso nelle strade del nostro sfortunato paese.

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Gianalessio Ridolfi Pacifici
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Comments

50 Risposte a “Della Pace della Morte e della Paura dell’Odio”
  1. Duval scrive:

    Forse un modo più efficace per evitare speculazioni, per meditare sulla vita e sulla morte e per non alimentare il “male che è stato seminato in tutti noi” avrebbe potuto essere non scrivere questo articolo, che andrà a fare compagnia a migliaia di altre cose simili che leggerete domani in ogni dove.

    Io non sono commosso per la morte di Eluana, e non mi sforzo di mostrare il contrario; come non sono commosso per la giornaliera dipartita di persone che non conosco.

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici scrive:

      Qualche necessaria puntualizzazione.
      Commozione
      Nemmeno io sono commosso perché la coscienza di Eluana, per quello che posso saperne, era morta già 17 anni fa. Non a caso ho parlato di ricongiunzione di corpo e mente in quella unione naturale che dovrebbe tenerli insieme dalla nascita alla morte.
      Però ho dei figli e penso che nella vita non possa esistere sciagura più grande che perderne uno. La vicenda dei genitori e lo strazio che hanno dovuto vivere non mi lascia indifferente, ma non pretendo che anche tu debba condividere questa mia sensazione.

      Speculazione
      Mi dicono che questo sito non espone i suoi contenuti altrove (aggregatori) e se questo, a volte, accade è perché qualche lettore aggrega il post cosa che, tecnicamente, non è possibile evitare.
      Supporre che qui si scriva per speculare è offensivo e gratuito visto che il mio post non ha partecipato al festival della lacrimuccia e dell’indignazione a base di OK e NO.

      Nel Merito
      Parlo da giorni dell’aspetto politico di questa vicenda. Di quello etico mi sento libero di parlare solo ora che la vicenda umana ha trovato la sua conclusione.

      Il Male
      E come mai parti dal presupposto, piuttosto banale per la verità, che io non voglia alimentare il male? Giunge il momento nel quale finisce il confronto ed inizia lo scontro. Lo scontro non prevede mediazione e se si vuole vincere bisogna colpire con la stessa ferocia del nemico e per colpire ci vuole la necessaria motivazione.

      Avevo avuto l’impressione che tu fossi latore di opinioni più profonde e meno ordinarie. Sono costretto a ricredermi.

      • Duval scrive:

        “Avevo avuto l’impressione che tu fossi latore di opinioni più profonde e meno ordinarie. Sono costretto a ricredermi.”

        Quando? Dove? E, nel caso, solo i profondi e meno ordinari possono essere latori di pensieri?

        Dal mio personale punto d’osservazione il tuo post è quanto di più banale, inutile e poco profondo si potesse dire sulla vicenda. E sei in ottima compagnia in giro per il web.

        • Gianalessio Ridolfi Pacifici scrive:

          solo i profondi e meno ordinari possono essere latori di pensieri?

          Di pensieri che interessano me, sì. Non ho tempo per le banalità.

          Permaloso?
          A quanto pare sì.
          Comunque sono sommerso dalla profondità e complessità delle tue critiche.
          Mi ritiro per meditare.

          • francy68 scrive:

            io, banale o meno che sia, condivido i sentimenti e le riflessioni espresse in questo post.

            Quanto alla commozione, cerchiamo tutti (credo) di non commuoverci per le sofferenze di coloro che non conosciamo (per l’ovvio motivo, credo, che se non facessimo così impazziremmo immediatamente)…però la sofferenza che ha dovuto patire il signor Englaro, il coraggio civile da lui dimostrato, la sua integrità, mi impediscono di non commuovermi per la sua sorte.
            Quindi oggi, pur un giorno di lutto, è un giorno dal quale potrà iniziare a trovare pace e i miei pensieri sono con lui.

            • stefania brigiolini scrive:

              BRAVO FRANCY, COME POSSIAMO FARE PER FAR SENTIRE AL SIGNOR ENGLARO CHE GLI SIAMO VICINI? PENSO CHE ORA NE ABBIA MOLTO BISOGNO, LA LOTTA LO SOSTENEVA ED ORA….. HO PAURA CHE CROLLI.
              SIAMO CON LEI SIGNOR ENGLARO, ABBIA FORZA… CONTINUI AD AVERLA

          • Duval scrive:

            Sommerso dalla profondità (8, 12, 48 bit?) e complessità (sviluppo di una gaussiana ai limiti?) della Sua risposta, mi ritiro a meditare e mi farò quanto prima latore di due pagine di stronzate come ogni internauta che si rispetti, orecchiate qua e là; sul caso Eluana, sull’imminente crollo della democrazia, sul dolore e la dignità di papà ENGLARO, sui sondini nasogastrici e sull’esistenza di qualche dio.
            Se i pensatori si dedicassero a costruire strade e ferrovie sarebbero più utili all’umanità.

            • Gianalessio Ridolfi Pacifici scrive:

              Siamo passati al lei? Non ne vale la pena.
              Io strade e ferrovie le costruisco. E’ nel tempo libero che metto insieme le fesserie che leggo qua è là.
              Aspetto con ansia le tue due pagine di stronzate. Date le premesse, sono certo che non mi deluderai.

    • stefania brigiolini scrive:

      NON SEI COMMOSSO….. MI SPIACE PER TE, CHI NON PROVA DOLORE NON VIVE NEANCHE LA GIOIA…. MANCANZA DI COMPASSIONE, MANCANZA DI EMPATIA, NON FARTENE UN VANTO, SEI UN FIGLIO DELLA TELEVISIONE….. VALI SOLO QUELLO CHE TI HANNO VALORIZZATO, CHE AMAREZZA E CHE VERGOGNA!!!

      • Duval scrive:

        Tu ti sei commossa? Ti commuovi tre volte al giorno quando senti in tv di ragazzi morti in un incidente stradale, di un barbone bruciato per gioco, di un benzinaio ammazzato per rapina? In sostanza, per essere coerente, vivi commossa?
        E dimmi come si manifesta la tua commozione? Salti un pasto perchè ti si è chiuso lo stomaco, ti rifugi in camera a piangere, ti viene la depressione? O è sufficiente scrivere due righe di commozione su un blog?

        Io mi commuovo per chi mi interessa e non lo scrivo su un blog.

        E non mi commuovo per gli oltre tremila ragazzi in coma in seguito ad incidente stradale. Tu si?

        • francy68 scrive:

          Come dicevo sopra,
          non possiamo farcela a commuoverci per tutti, e quindi viviamo mettendo i necessari filtri, su questo hai ragione.

          Il signor Englaro però, a mio avviso, quel filtro lo supera per un sacco di ragioni abbastanza intuibili, tutto qui.
          Penso proprio che di questa pubblicità avrebbe fatto a meno…e, posso sbagliarmi, non credo che nessuno qui si prenda la briga di postare per potersi guardare allo specchio e dirsi “ehi, quanto sono buono!”.

          No, penso sia solo, banale, solidarietà…non riusciremo a darla a tutti, ma qualcuno la merita.

        • stefania brigiolini scrive:

          x Duval
          Si caro, questa si chiama empatia, riconoscimento dei valori, capacità di sentire cosa si prova nei panni degli altri. Immagino che sei giovane, e spero, per te che il dolore ti insegni la vita, altrimenti resterai un insensibile. Ha capito perfettamente Francy68, ci sono i filtri, per soffrire meno, per dimenticare subito, ma MAI, dico mai, non sentire. E’ come se tu vivessi ammirandoti ad uno specchio e blateri al riflesso di te stesso e quando le persone passano davanti allo specchio, non li vedi. Ti auguro che il destino ti dia la possibilità di vedere al di là di te stesso, almeno potrai incontrare qualcuno……

          • Duval scrive:

            Come psicologa hai toppato, alla grande! Ho 67 anni, una carriera invidiabile, un fracco di soldi, moglie, figli, amici ed amanti.
            Sono ottimista e felice per natura.
            Amo la vita, la natura, i dipinti antichi, gli animali e le puttane.
            Ho la cultura assoluta della vita e non della morte che considero un accadimento non negoziabile ma non condizionante; la mia come quella degli altri. Il dolore o la commozione cerco di sfuggirli, se non riesco li sopporto in silenzio e non ne chiedo comprensione nè spiegazione ad improbabili intermediari.
            Non soffro e non provo commozione neppure per la tua triste condizione di sofferente perenne e riservo l’empatia (che tanto ti piace) al fiume copioso delle affinità emozionali che scorre fra me e l’opera d’arte.

            • stefania brigiolini scrive:

              sei banale, demagogo, ribadisco giovane e bugiardo…. poco interessante

              • Duval scrive:

                Se lo staff me lo consente vorrei dirti che tu sei uno str…ano personaggio.

                Scrivo sui forum da circa 15 anni, con lo stesso nick. C’era qui una assidua commentatrice che mi conosce bene.
                Ribadisco quanto detto poco sopra di me: c’è un fracco di gente in internet che mi conosce DI PERSONA.

                Tu puoi dirmi demagogo, banale, poco interessante, … detto da una come te è un complimento, ma se dici che sono bugiardo o lo provi o sei una stronza (col permesso dello staff).

      • O-ren Ishii scrive:

        Cara Stefania,
        scrivere TUTTO MAIUSCOLO è alquanto fastidioso e non necessario.

  2. michelangelo scrive:

    Pur credendo di avere vinto non potete immaginare quanto avete perso.
    Condoglianze all’Italia e agli italiani.
    Congratulazioni prima di tutto ai radicali e per quanto mi riguarda anche a Veronesi e Ignazio Marino.
    Coraggio forti della vostra E N O I G A R affrettatevi a trapiantare nelle menti rimaste ancora inasservibili la cultura dell’eutanasia, ultima mossa per lo scacco matto al diritto di vivere.

    • Luca scrive:

      Non puoi immaginare quanto ce ne fotta della tua opinione.

      Affrettati tu piuttosto, raffina le tue argomentazioni, che davanti al dilemma libertà di scelta\nessuna libertà la risposta è semplicissima, e siamo sempre meno propensi ad accettarne un’altra anche solo per ipotesi.

      Torna a scrivere e pensare diritto, poi magari ne riparliamo.

    • Sofia scrive:

      Ma la semtta di pontificare signor Michelangelo!
      La smetta di fare la morale al prossimo e pensi alla sua di anima, alla mia ci penso io ya que quando arriverà il mio momento io mi troverò al cospetto di Dio .
      E lei risponderà delle sue azioni e dellle sue parole, non di quelle degli altri.
      lei per della vicenda di Eluana come se si trattasse di una prtita di calcio, chi ha vinto e chi ha perso.., complimenti!
      Finalmete è stato rispettata la volontà di Eluana.
      Finalmente la sua anima si è liberata dagli avvoltoi e dagli siacalli che hanno speculato sul suo corpo, hanno fatto scempio della sofferenza e della dignità.
      Credo che l’anima, sin dalla nascita sappia quale sia il suo destino ed il motivo per il quale lo sceglie.
      Quali siano le scelte dell’anima di Eluana, sono affare suo.
      Se è così preoccupato, preghi per la sua anima, come qualcuno le aveva già suggerito su questo stesso sito tempo fa.
      Abbia almeno un briciolo di rispetto per chi non la pensa come lei.

    • Sofia scrive:

      Dov’era quando la signora Berlusconi ammise pubblicamente di aver abortito perchè il figlio che aspettava era malformato? Non era forse vita anche quella?

      Dov’era quando, prima del referendum per la Legge 40 una figlia dell’ayattollah Berusconi affermò che “è meglio abortire quando un feto è malformato piuttosto che selezionare gli embrioni?

      Perchè non si scaglia col suo sacro furore contro i preti pedofili?
      Non è forse vita quella dei bambini vilipesi ed abusati dai sacerdoti?

      Une dernière chose: ma in quale paese, in quale repubblica delle banane, in quale teocrazia si è mai visto un primo ministro puttaniere e che ha fatto della mignottocrazia un modus vivendi et operandi, che si permette di fare la morale ad un altro essere umano?

      …giusto per parlare die vivi come dice Oris

    • ilBuonPeppe scrive:

      @ michelangelo
      A parlare di vittoria e di sconfitta non sei neanche patetico. Come se in una vicenda del genere ci potesse essere qualcuno che vinceva.
      Sono proprio questi atti di sciacallaggio che avvelenano l’ambiente.

  3. Oris scrive:

    Mi spiace per michelangelo che continua con la sua guerra contro qualcuno che non ho ancora ben identificato.

    Se dovesse succedere a em una cosa simile vi prego di mandare a fan domo chiunque si arroghi il mio diritto: lasciatemi andare.

    Fateglielo leggere, tenetelo in memoria, non cancellatelo.

    Non voglio diventare lo strumento di repressione di nessuno.

    Detto questo, vi prego.

    Silenzio.

    Rispetto per i morti.

    Parliamo dei vivi.

  4. michelangelo scrive:

    Corso di laurea breve in eutanasia clinica.

    I grandi progressi della medicina.
    Eluana è morta per arresto cardiaco.
    Come dire: Eluana è morta perché ha cessato di vivere.
    Pensate le hanno somministrato farmaci per evitare che morisse prima del tempo.
    Chissa quali scoperte ancora ci riserveranno i nostri scenziati della medicina.

    • Oris scrive:

      non si tratta di progresso, semmai si tratta di fermarsi a riflettere fino a dove ci vogliamo spingere a lucrare sulla pelle altrui.

    • Frag scrive:

      Il giorno, e spero per te che non arrivi mai, che avrai bisogno di un trapianto o di un intervento sono pronto a scommettere che i tuoi toni contro il “progresso medico” saranno diversi.

      E correggi i termini, inizia a ripassare il significato di eutanasia.

      Il branco di sciacalli intorno a questa vicenda si fa sempre più numeroso, e si svegliano adesso, non all’epoca della sentenza definitiva, ma solo quando gli “onori della cronaca” l’hanno risollevata dalla polvere.

      I raggi catodici rendono tutto più vero.

  5. lupoalburnino scrive:

    Il silenzio in questi casi è d’obbligo. Non per manifestare rispetto ad Eluana: ormai, ma anche prima, non era nelle sue facoltà di riceverlo e di capirlo. Solo per non speculare su di una morte che si è voluta “spettacolare” e non per volontà di Eluana e del padre. Silenzio per le coscienze di coloro che la politica non rispetta, perchè i governi non solo non hanno provveduto in tempo a pacificare una nazione su questo delicato tema, ma qualcuno approfitta per ergersi a difensore della vita che egli non ha mai rispettato, pensando solo a se stesso.
    Il silenzio non per Eluana!
    Mons. Casale, arcivescovo, è stato reponsabile delle comunicazioni della CEI. Egli ha detto: “Non siamo ipocriti tutti. Anche G. Paolo II non permise nei suoi riguardi l’accanimento terapeutico. E poi, quale vita è quella di Eluana. La vita è rapporto con gli altri, con la natura che ci circonda, con gli altri esseri viventi, con i propri cari, con gli amici. Eluana è lontana da tutto questo. La sua non è vita”.

    • Frag scrive:

      Anch’io sono per il silenzio, ancor prima per la riflessione. Ma di fronte ad un parlamento che si vuole buttare a piedi uniti sui diritti di tutti noi, credo che il silenzio possa essere controproducente.

      Se vogliamo essere pignoli nella lista oltre al «Lascitemi andare, il Signore mi chiama» di Giovanni Paolo II si può anche aggiungere il «Padre allontana da me questo amaro calice» di Gasù sul Golgota, che Vauro ha già richiamato dall’oblio.

  6. ravmario scrive:

    Il silenzio dice però qualcosa. E permette di riflettere.
    il silenzio esprime anche un sentimento dell’anima:
    “il silenzio è il pianto più forte del mondo” (A.J. Heschel, Passione di verità)

    • Frag scrive:

      Assolutamente d’accordo, parole stupende, davvero.

      Però capisci che farsi sentire invece sulla questione allargata dei testamenti biologici dovrebbe essere diritto e dovere di ognuno di noi.

      Almeno, è così che la penso.

      • ravmario scrive:

        Non ho dubbi sul fatto che ci debba essere un serio dibattito sull’argomento. Credo che l’aspetto più delicato sia quello di intendersi sul significato (giuridico e morale) della vita e sugli spazi di autonomia legittima che sono da riconoscere a ogni singolo individuo. Che dal mio punto di vista non sono assoluti.
        Almeno, è così che la penso. E vorrei pensarci ancora.

        • fma scrive:

          E quali sarebbero secondo te i paletti da mettere per limitare la l’autonomia dell’individuo quando sarà chiamato ad affrontare la sua morte?
          Ma soprattutto chi dovrebbe metterli?

          • ravmario scrive:

            Non ho usato la parola “paletti” perchè non credo sia adeguata. Dunque continuo a non usarla. E’ il dibattito democratico che deve produrre una legge. E che cosa, altrimenti?

            • fma scrive:

              I paletti sarebbero quelle tali cose che delimiterebbero gli
              “spazi di autonomia legittima che sono da riconoscere a ogni singolo individuo.”
              Parole tue.
              Ma se paletti non ti piace va bene qualsiasi altra cosa.
              La domanda è la stessa: quali dovrebbero essere secondo te gli “spazi di autonomia legittima” e quelli in cui l’individuo non è autonomo? e chi dovrebbe definirli?

              Grazie.

  7. Il Piccolo Diavolo scrive:

    Ho avvertito un gran senso di vuoto ieri sera alla notizia della morte di Eluana Englaro, ma anche un enorme sollievo.

    Sono credente.

    Esercito la mia spiritualità nella religione cattolica con grande impegno e difficoltà, impegno e difficoltà che derivano dallo scontro con i limiti che l’istituzione Chiesa pone sovente al mio credo.

    Resto credente senza sposare quei limiti, certa dentro di me che la spiritualità si possa vivere e sentire senza quelle regole che spesso hanno un sapore di imposizione che sembra volermi dire …”non sei una buona cristiana”.

    Vado avanti per la mia strada e nel rispetto del mio credo sento che se Iddio avesse voluto che Eluana di risvegliasse dal suo sonno, ciò sarebbe accaduto.

    Il mio credo pensa a un Dio misericordioso e non punitivo.
    Il mio credo pensa a un Dio che sa comprendere il dolore di un padre.
    Il mio credo pensa a un Dio Padre che sa rispettare la volontà dei suoi figli.

    • Sofia scrive:

      credo nel Dio del libero arbitrio, nel Dio che capisce le miserie umane.
      non ho nulla in comune con gli scicalli de l’Avvenire che stamane hanno titolato “Il padre si è fatto giudice e boia”
      Eluana ripossa con il Dio dell’amore e della tenerezza, con lo stesso Dio che ha pietà di ogni essere umano.
      Con quel Dio che ama i deboli, i poveri, gli ultimi della terra di qualsiasi razza, sesso o religione essi siano.
      Con lo stesso Dio che invita i cattolici a NON nominare il suo nome invano…..
      Dio, a differenza degli uomini, NON fa differenze, non fa proclami, non offende, non insulta.
      Il Dio misercordioso sta consolando la sua famiglia.
      Quanto al signor Michelangelo (oibò, strana coincidenza con l’artista del giudizio universale, non credete?), le rinnovo l’invito a pregare per la sua anima e per la sua conversione, giacché nessuno (neppure lei) deve sentirsi al di sopra di tutti gli altri, immune.
      Coraggio, c’è tanto da fare per tutti su questa terra, scenda dal suo piedistallo e cominci da sè stesso, gli altri lo fanno già, in silenzio.

      • Oris scrive:

        Un dio “giusto” non potrebbe esserlo seguendo i nostri canoni, troppo relativistici e limitati a una visone dove causa ed effetto devono essere contemporanei per vederli…

        Io spero che se esiste un dio abbia ben poco a che vedere col nostro modo di ragionare.

    • fma scrive:

      Cos’è che impedisce di lasciare una Chiesa di cui non si condividono appieno gli insegnamenti?

      • Fully scrive:

        Eccellente domanda.
        Attendo anch’io una cortese risposta

      • Il Piccolo Diavolo scrive:

        Non ho grandi problemi a lasciare la Chiesa di cui non condivido appieno gli insegnamenti…che poi insegnamenti non sono!
        Trovo anche che in molti momenti sia la Chiesa a lasciare i suoi fedeli.
        Lasciare la Chiesa, però, non vuol dire non credere o non essere dei buoni cristiani.
        Gli assolutismi religiosi non fanno mai bene, almeno non fanno bene a me.

  8. Giacomo scrive:

    Non avrei voluto scrivere nulla perché questa vicenda non sarebbe mai diventata pubblica se non fosse stato che pochissimo tempo fa (rispetto alla durata dello stato vegetativo della figlia) il padre altro non ha fatto che chiedere che venisse applicata una legge esistente! E non avrebbe mai dovuto essere pubblica. Ma tant’è.

    Il mio pensiero (poco edificante) va soltanto a tutti coloro i quali hanno versato la lacrimuccia di circostanza, talmente pieni di luoghi comuni e buonismo da parrocchietta che non riescono a rendersi conto di quanta ipocrisia ci sia in ognuno di loro.

    E’ mesi che la cosiddetta informazione ci martella con questa storia, è settimane che ci sfracella i cabasisi con la questione morale (ognuno la vede come meglio crede e come in tutte le questioni legate al sesso degli angeli del caso nessuno ha torto e nessuno ha ragione) ed è che da ieri tutti hanno qualcosa da dire: dagli avventori del bancone del bar con cappuccino e cornetto in mano a, pocanzi, persino Lippi, poco prima della partita della nazionale di stasera: no dico Lippi (!!!) un ignorante semianalfabeta (col diploma preso a punti ‘miralanza’) che di buono nella vita ha saputo tirar calci ad un pallone (con buona pace alla ‘cultura’ delle barzellette di Totti).

    L’occasione buona per un ennesimo scontro ideologico: credenti e non credenti (per me, agnostico, non fa nessuna differenza), estremizzazione dello scontro ideologico in corso da mesi da destra e sinistra -in mero senso spaziale rispetto al banco della presidenza delle camere- attaccati come cozze allo scoglio del caso Englaro. Tutti a chiamarla per nome, a dire (parole di un giornalista inviato da Udine di poche ore fa) che tutti noi hanno imparato a volerle bene. Noi? Loro caso mai, non io.

    E tutti coloro i quali scatenano i loro ‘portaaporta’ personali dimenticano completamente la vicina di casa ultraottantenne bisognosa della spesa o l’handicappato che arriva al centro commerciale e trova il suo posto auto occupato dal solito coglione col SUV dai vetri neri (che non si vede che il tagliando non ce l’ha) ed estendendo dal piccolissimo alla centralità degli eletti a rappresentarci (e che degna rappresentazione sono!) costoro dimenticano i problemi veri del paese (e non in pochi pensiamo che hanno avuto un’altra ghiotta occasione per distrarre i meno attenti, gli ignavi).

    Piangere per questo caso? Ipocrisia. E’ un caso, doloroso per la famiglia che l’ha vissuto ma che è circoscritto alla cerchia di questa e dei loro conoscenti. Come diceva un filosofo di cui non ricordo il nome non devono mai essere i sentimenti a guidare le scelte dell’uomo ma la ragione e la praticità. E di queste ultime due qualità c’è parecchia scarsità e da troppo tempo.

    • O-ren Ishii scrive:

      Io non ho scritto nulla per i tuoi stessi motivi. Ero arrivata qui con l’intenzione di farlo e mi ritrovo queste tue parole che posso sottoscrivere in pieno. Grazie per avermi fatto risparmiare tempo e per avermi fatto sentire meno sola.

    • Duval scrive:

      Bravo Giacomo! A calci in culo prenderei tutti quelli che hanno scritto e scrivono che sono commossi, che sono tanto vicini al papà Englaro, che hanno tanto sofferto. Credenti e non che spargono lacrime ed indignazione sull’aragosta che succhiano mentre scrivono.
      Sono della stessa famiglia di coloro che vanno a depositare un fiore al funerale del bambino rapito ed assassinato, mai visto nè conosciuto.
      Ribrezzo.

  9. Giacomo scrive:

    Ed a tutti i credenti chiedo di chiedersi come mai milioni di preghiere siano rimaste inascoltate per 17 anni. Com’è che tirate fuori la provvidenza ogni volta che accade una cosa ‘buona’ (per chi poi?) e invece non c’entra nulla in caso di terremoti, tsunami, olocausti e…17 anni di coma?

    Scusate il sarcasmo malcelato.

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