Il Denaro non Vale Nulla 23


Ormai la domanda, per quanto si sia tentato di evitarla, è al centro dell’attenzione: “Ce la farà l’Euro a sopravvivere alla crisi?” Che sembra una questione di fondamentale importanza ma è in realtà la cosa più stupida del mondo.
Cosa è l’Euro? E’ una moneta, e quindi uno strumento; uno strumento è qualcosa che utilizzo per uno scopo, non è lo scopo stesso. La moneta non fa eccezione: se il mio scopo è mangiare, uso la moneta per comprare del cibo, ma non posso mangiare la moneta. Di mangiare ho senz’altro bisogno, della moneta ho bisogno solo in quanto mi permette di comprare del cibo; lo scopo finale è mangiare. Se non ho moneta vado dal negoziante e gli propongo di tenergli la contabilità in cambio del cibo; io mangio e per lui cambia poco, tanto se i conti non glieli faccio io dovrà comunque pagare qualcun altro. E’ un baratto, una cosa che esiste e funziona fin dalla notte dei tempi.
Senza voler pensare di tornare al baratto, che è oggettivamente poco pratico, c’è un punto fondamentale nel passaggio che ho descritto, che a dirlo oggi sembra rivoluzionario. Proponendo al negoziante i miei servizi contabili in cambio di cibo, io ho cambiato moneta.

Dicevo che la moneta è uno strumento, e in quanto strumento posso sostituirla quando voglio mantenendo fermo il mio obiettivo. Per scrivere posso usare un computer, una macchina per scrivere, una penna, una matita, un pennello, un carboncino o qualsiasi altra cosa; alcuni di questi strumenti saranno più comodi o più efficaci di altri, ma l’obiettivo è sempre lo stesso e viene comunque raggiunto. Per la moneta vale lo stesso discorso, tanto che da quando esiste il concetto di scambio si è cambiato moneta un’infinità di volte. Nonostante questo l’umanità è sopravvissuta e ha continuato a progredire.

Perché allora ci bombardano da tutte le parti con visioni apocalittiche di ciò che potrebbe succedere se l’Euro dovesse scomparire? Perché l’ipotesi che un paese possa abbandonare l’Euro viene presentata come la peggiore delle disgrazie, dalla quale potremmo non riprenderci?
Questa enfasi è dovuta in primo luogo ad un errore di fondo: il considerare la moneta non uno strumento ma un bene, come se avesse un valore in sé. Ma un oggetto ha un valore se posso trarne un beneficio. Con una lampada posso far luce, un pollo posso mangiarlo, e così via. Con la moneta non posso far luce né posso mangiarla; posso comprare la lampada o il pollo, ma è da questi che traggo beneficio, non dalla moneta. La moneta quindi rappresenta un valore, quello dei beni che posso comprarci, ma non ha un valore in sé. Detto così sembra banale e scontato, ma la realtà è che la maggior parte delle persone considera il denaro un valore ed ha quindi una visione totalmente distorta delle cose.
Attribuire un valore alla moneta ci ha portato a desiderarla, a volerla accumulare, ci ha reso avidi, e quindi ci ha impoveriti; al resto ha pensato la finanza che ha trasformato la moneta in una merce, fino al paradosso di trattare la compravendita di moneta, situazione in cui la moneta è contemporaneamente merce e strumento di pagamento di quella merce, cioè di sé stessa. Per non parlare dei derivati, di cui oggi è evidente a tutti la natura truffaldina.

Chiarito questo aspetto, che potremmo definire filosofico, c’è poi un altro aspetto molto pratico alla base di questa campagna di terrore mirata a convincerci che l’Euro non possa e non debba essere abbandonato.
Con l’introduzione dell’Euro si è fatto quello che, già un paio di secoli fa, chiedeva A. M. Rothschild: “Datemi l’opportunità di stampare il denaro di una nazione e posso fregarmene di chi fa le leggi”. Si è dato il potere di stampare e gestire la moneta di un paese, anzi di un intero continente, ad un soggetto terzo, autonomo, libero ed indipendente rispetto al potere politico di quegli stessi stati: la BCE. Fino ad allora ogni stato gestiva la sua moneta e, nel bene e nel male, ne aveva il controllo; con l’Euro si è spezzato definitivamente il legame esistente tra il potere politico e il potere finanziario. In questo modo la finanza, grazie anche al fatto che le transazioni relative a scambi di merci reali non arrivano al 10% del totale, è in grado di assoggettare interi popoli al suo volere.
Ecco perché il ristretto gruppo di persone che controlla la BCE (con contorno di FMI, WTO e compagnia varia) non intende mollare la presa: ha un potere troppo grande per pensare di poterlo perdere. Un potere che viene esercitato senza alcuno scrupolo: poco importa che si debbano impoverire i cittadini, sostituire governi legittimi con altri illegittimi, uccidere persone scomode o addirittura scatenare una guerra. L’importante è non perdere il potere di stampare la moneta.
A che scopo? A consentire ad un sempre più ristretto gruppo di persone di vivere nel lusso, mentre il resto della popolazione scivola progressivamente verso la miseria; uno sbilanciamento che rinnega secoli di conquiste civili e di progresso sociale, ma che è fondamentale per garantire il mantenimento del tenore di vita di chi sta in cima alla piramide.

Così prima ci hanno “aiutato” a cambiare la nostra visione del denaro, fino a considerarlo qualcosa di desiderabile in sé, poi ci hanno spinto ad indebitarci sempre di più facendoci desiderare qualcosa di cui non avevamo un reale bisogno. Come in un casinò noi abbiamo abboccato, e fino ad un certo punto ci hanno fatto vincere per assicurarsi la nostra presenza al tavolo da gioco; quando poi ci siamo accorti che qualcosa non funzionava era troppo tardi, eravamo in perdita e ci hanno presentato il conto.
Ci dicono che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, che è necessario fare sacrifici, che i debiti vanno onorati, e che con un comportamento rigoroso ce la possiamo fare: a patto che continuiamo a giocare. E se qualcuno vuole controllare che il mazzo non sia truccato viene subito punito, perché non è permesso avere questi dubbi.
E non è permesso nemmeno alzarsi dal tavolo e smettere di giocare, perché ne basta uno per dare l’esempio, e se i giocatori smettono di giocare il casinò chiude. La verità purtroppo, come ben sanno i giocatori d’azzardo, è che alla fine vince sempre e solo il banco, e i giocatori sono solo polli da spennare.

Lasciando da parte le metafore, la Grecia è già fallita da mesi ma si continua a sostenerla per evitare che abbandoni l’Euro. In Italia, che sta poco meglio della Grecia, è stato necessario un colpo di stato per mettere in piedi un governo amico (della BCE) a garanzia contro un eventuale fallimento. L’Irlanda è fallita ma è bene non parlarne, altrimenti qualcuno potrebbe chiedersi come mai un paese che fino a pochi anni fa otteneva risultati economici eccezionali oggi è ridotta in questo stato. La Spagna si avvicina sempre più al baratro e ci si dovrà inventare qualcosa di veramente grosso per spiegare come mai è arrivata a questo punto avendo i conti in ordine e un debito molto basso.

Cosa succede se un paese decide di abbandonare l’Euro? Non lo so, non lo sa nessuno. Sicuramente non se la passerà affatto bene, ma questo più per le rappresaglie dei gruppi di potere che per i problemi reali di un passaggio del genere. Se comunque l’alternativa è rimanere con il collo dentro al cappio dell’Euro che si stringe sempre più, magari vale la pena di tentare una strada diversa, anche se sconosciuta. La politica di austerità forse ci aiuterà a rimettere i conti in ordine, ma sicuramente ci renderà tutti più poveri; e quando saremo costretti ad accettare qualsiasi compromesso pur di mangiare, sarà gioco facile per gli squali della finanza portare a compimento il loro piano: prendersi tutto quello che c’è di buono e trattarci come forza lavoro a basso prezzo.
Il rischio che stanno correndo quelli che comandano in questo momento è che se un paese salta fuori dall’Euro, apre una strada e, volente o nolente, innesca una reazione a catena; cercano quindi in ogni modo di spegnere questa miccia, ma probabilmente hanno azzardato troppo e il gioco gli è sfuggito di mano. Adesso o tornano indietro, e non credo che lo faranno, o accelerano ulteriormente sperando di riprendere le redini in corsa; in entrambi i casi non sanno bene cosa succederà e questa incertezza, come le sabbie mobili, ci sta lentamente trascinando a fondo.

L’Europa è un bellissimo progettoe potrebbe ancora essere salvata, ma questa gente è interessata solo a mantenere il proprio potere e finirà per distruggere il giocattolo che li ha resi ricchi e potenti. Peccato che dentro al giocattolo ci siamo noi.


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23 commenti su “Il Denaro non Vale Nulla

  • Tic

    L’Italia fuori dall’euro e dall’Europa mi preoccupa, dico anche dall’euro perchè effettivamente non conosco le conseguenze della sua dipartita. Dicevo che mi preoccupa l’Italia da sola, libera e senza fremi inibitori. La storia ha descritto in maniera dettagliata che gli italiani amano gli uomini forti, poco importa se sono criminali o truffatori della peggior semplice, l’epoca è cambiata, i personaggi pure, ma la mentalità è sempre la stessa. Oltre i nostri confini le cose non sono diverse, la Germania – ma in questo caso solo i suoi rappresentanti e non il popolo – continua a commettere gli stessi errori, ma quando imparerà che schiacciando i suoi vicini schiaccia se stessa?

    • ilBuonPeppe

      Se è per questo, l’Italia fuori dall’Euro preoccupa anche me. Restarci in queste condizioni però mi preoccupa di più.
      Uscendo dall’euro ci aspetta un futuro nero e tutto da reinventare.
      Restando nell’euro non abbiamo futuro.

  • Gianalessio Ridolfi Pacifici

    Come anticipavo all'autore, è vero che il denaro è uno strumento, ma gli strumenti hanno una funzione e un costo. Mi spiego:
    Un'automobile è uno strumento si qualifica per il fatto di accelerare I tempi di trasferimento dal luogo a al luogo b. Tutte le automobili fanno questo ad un costo di acquisto x e di esercizio y.
    Ora, un'automobile vale di per sé o vale per quello a cui serve? Indubbiamente la seconda, a meno di non essere un collezionista.
    E' quindi ragionevole che il denaro, in quanto strumento, abbia costi di costruzione e di esercizio e che valga in relazione all'utilizzo. Niente di nuovo sotto il sole.
    Il problema è che le fiat sono automobili come le wolswagen, ma è tecnicamente dimostrato che le seconde sono migliori delle prime in termini di affidabilità e sicurezza.
    Allo stesso modo, è ragionevole pensare che non tutte le monete siano uguali.

    Domattina, io e quelli del mio condominio possiamo decidere di adottare una moneta che ha corso legale in tutto il palazzo. va benissimo, ma scommetto che quando si tratterà di pagare il gasolio del riscaldamento il gestore, se ci presentiamo con la nostra moneta, ci mandi a cagare. Io, almeno, lo farei.
    L'affidabilità del sistema, lo stemma impresso sulla moneta, hanno un valore che corrrisponde all'affidabilità.
    E' per questo che I cioccolatai hanno una moneta forte e e noi no. L'affidabilità della promessa è una valore che si sconta nella moneta. Le dracme, the questo punto di vista, avranno il valore di coriandoli. Poi, I greci facciano quello che vogliono. Loro amano il posto statale alla comunismo, ma la bella vita del capitalismo. In questo, e in altro, siamo simili. Tutto sta a vedere se vogliamo contribuire a pagargli questo stile di vita. Io voto no.
    Capre, yogurt, turismo e filosofia. Una volta erano bravi in questo. Ora, a che cacchio serve la Grecia al mondo (e noi? gli spagnoli? I portoghesi, gli irlandesi? a che serviamo?)

    • Gianalessio Ridolfi Pacifici

      mi rispondo da solo. La deprofessionalizzazione, la perdita delle competenze, la mancanza di ingegno e di inventiva industriale, la totale assenza di ricerca, la classe dirigente che dal capoufficio al presidente del consiglio è scelta e tutelata in base alle amicizie e le cupole mafiose, la voglia di non fare una minchia da mane a sera. I nodi vengono al pettine. Altro che magliette fatte in cina. Se speravamo di cavarcela così nel terzo millennio abbiamo fatto male i conti e meritiamo di affogare. Tutti.

    • ilBuonPeppe

      Il confronto con l’automobile secondo me non è calzante. L’auto ha un contenuto reale di meccanica, elettronica ed altro ancora, ha una tecnologia che ha richiesto del lavoro specialistico per essere messa a punto. Senza di questo non funzionerebbe. Inoltre posso fare a pezzi la mia auto e usare i componenti anche per altri scopi, proprio perché ognuno di essi ha un contenuto che ne costituisce il valore reale.
      Inoltre, le Fiat sono peggio delle Wolskvagen? Evidentemente hanno un contenuto tecnologico inferiore e per questo valgono meno e quindi costano meno. Dipende dal loro contenuto.
      Il denaro non ha un contenuto simile. Se io scrivo su un pezzo di carta “devo 1000 euro a Lello”, di fatto ho creato del denaro, che un giorno sostituirò con un altro pezzo di carta.
      Cos’è che rende accettabile o meno il mio pezzo di carta? Sono io che do valore a quel pezzo di carta, non certo la carta. Ma che io paghi Lello con un pezzo di carta scritto di mio pugno, oppure con biglietti di banca o con una semplice stretta di mano, la cosa non cambia: uso monete diverse ma il valore dipende sempre dal sottoscritto.
      Quindi hai ragione a parlare di affidabilità, ma non la puoi paragonare a quella di uno strumento qualsiasi il cui concetto di affidabilità è solamente quello di “funzionare senza rompersi”.

      “Tutto sta a vedere se vogliamo contribuire a pagargli questo stile di vita.”
      Non pensavo di aver scritto cose particolarmente originali, ma speravo di spostare il cuore del discorso dal denaro inteso come centro del mondo. Questa tua frase mi dice che non ci sono riuscito.
      Riproverò…

      • Comandante Nebbia

        Carissimo Peppino, non vorrei portarla troppo sull’accademico, ma secondo la mia interpretazione, il denaro è una macchina. dal punto di vista termodinamico è addirittura una macchina quasi perfetta. Non ha parti in movimento, non dissipa calore ed ha un rendimento molto alto, prossimo a 1.
        La “tecnologia” che sottende è complessa. Prevede l’evoluzione dallo scambio immediato a quello differito. Un salto filosofico e tecnico di secoli e secoli.

        Nei miei seminari distinguevo le macchine in tre tipi:
        le macchine semplici
        quelle che si trovano già in natura. Un bastone per esempio è una macchina semplice. La lavorazione lo rende più efficiente, ma in natura è disponibile as is. Tanto è vero che le scimmie ci pappano le termiti.
        le macchine apparentemente semplici
        Uno sturalavandini è di fattura semplice, ma se non conosci i principi della depressione non riesci nemmeno a concepirlo
        le macchine complesse
        richiedono tecnologie di realizzazione e conoscenze scientifiche elevate. Un cacciabombardiere, per esempio, è una macchina complessa.

        A mio parere, il denaro è una macchina di terzo tipo. Difficile da realizzare (falsificazioni o sistemi informativi per gestire quello elettronico) e complesso dal punto di vista teorico per le motivazioni di cui ti dicevo all’inizio.

        Il fatto che dalla sua rottamazione non si ricavi granché è, per certi versi, un pregio. Significa che è quasi completamente riciclabile a differenza di una fiat o di un cacciabombardiere le cui componenti, se non tecnologicamente preparati, sono inutilizzabili se non dopo costosi processi di conversione e conseguente decadimento energetico.

        Scusa per il pippone. I miei studenti se lo ciucciavano tutti deliziati, ma tu puoi criticare 🙂

        • ilBuonPeppe

          Posso? Allora critico.
          Sulla termodinamica non posso competere per cui mi perdonerai se glisso (quantunque per ottenere una dissipazione di calore dal denaro è sufficiente stimolarlo con una fiamma).

          Tu confondi il denaro con le banconote (o le monete intese in senso fisico).
          Nella produzione di banconote c’è sicuramente tecnologia, ma non è quello che gli dà valore. La produzione di un biglietto può costare un centesimo oppure cento euro, ma il suo valore di scambio sarà sempre e comunque ciò che c’è scritto sopra. La tecnologia necessaria a produrlo non influisce sul suo valore.
          Il denaro (concetto più astratto) invece non ha bisogno di alcuna tecnologia perché si tratta solo di un qualcosa che io e te riconosciamo come valido per regolare i nostri rispettivi impegni. Un tempo bastava la parola.

          • Comandante Nebbia

            Come i confetti Falqui
            http://www.youtube.com/watch?v=Zp8lF92MZT8
            jeez quanto sono vecchio :mrgreen:

            comunque, la cosa merita un post ad hoc, ma essendo praticamente una lezione universitaria, non intendo comminarla ai lettori di MC. vediamo un po’ di trovare il sistema.

            Quantunque per ottenere una dissipazione di calore dal denaro è sufficiente stimolarlo con una fiamma

            Se facevi fisica 2 con me ti bocciavo a libretto 🙂

          • ilBuonPeppe

            Se questo vuol dire che potrei passare fisica 1 mi ritengo soddisfatto.
            In fondo all’esame di analisi 1 io che sono un povero ragioniere le ho “suonate” agli sboroni che venivano dal liceo.
            Ma era qualche vita fa…

          • Eugenia

            Sì, ma il punto credo fosse che se chi scrive sul pezzo di carta di avere il debito con Lello è una persona affidabile Lello prenderà il pezzo di carta di buon
            grado, mentre se l’autore del pezzo di carta/denaro è
            notoriamente inaffidabile Lello rifiuterà l’inutile carta e si prenderà le scarpe del debitore come pagamento immddiato.

    • ilBuonPeppe

      Dimenticavo…
      A proposito del condominio che decide di cambiare moneta, questa cosa esiste già e ha molti esempi concreti, in Italia e fuori. Ovviamente non a livello di condominio, ma funziona.
      Sono le monete locali, in molti casi complementari, niente di straordinariamente nuovo né bizzarro.

      http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=247
      In questo articolo di poche settimane fa ipotizzavo una cosa non molto diversa: i BIT (deformazione professionale) potrebbero essere una moneta complementare che, se gestiti come suggerivo, potrebbero portare diversi benefici.

      • Comandante Nebbia

        titoli cartacei che hanno queste caratteristiche: sono infruttiferi; sono al portatore; sono accettati da chiunque sul territorio nazionale, incluse le amministrazioni pubbliche; non sono quotati in borsa; non possono circolare fuori dall’Italia.

        Ma è la definizione della lira. certo che produrrebbe inflazione. In pratica batti moneta a tradimento 🙂
        Te li ricordi i miniassegni? Ma sì che li ricordi, se vecchio abbastanza. Stessa cosa.

        • ilBuonPeppe

          Perché la Lira? Qualsiasi moneta potrebbe rientrare nella definizione.
          Non è però moneta “a tradimento” perché è emessa per pagare un debito già esistente, un debito che sta facendo soffrire moltissime aziende.
          Quanto all’inflazione va detto anzitutto che non si tratta di quella maledizione biblica che vogliono farci credere; inoltre tutti i manuali di economia spiegano che l’inflazione si produce quando la massa monetaria supera il valore di ciò che viene prodotto, e non genericamente quando si stampa moneta. Cosa che oggi è ben lontana dal verificarsi.
          Il fatto che serva liquidità non lo dico io, l’ha detto e dimostrato la BCE, che tra dicembre e febbraio ha messo sul mercato 1000 miliardi di euro per sostenere faniglie e aziende. Poi le nostre banche (le altre non so) se li sono tenuti e ci hanno speculato sopra, ma non mi pare che l’inflazione sia schizzata in alto.

          Sì, mi ricordo i miniassegni, il blocco del traffico (allora si faceva più seriamente), l’austerity e l’inflazione al 20%. Non vorrai mica dire che l’inflazione era dovuta ai miniassegni?

          • Comandante Nebbia

            No non era dovuta ai miniassegni è stata solo una botta di reminiscenza.
            Il fatto è che io non sono sicuro che la massa monetaria circolante in Europa sia minore della ricchezza effettiva. Non sono uno specialista.
            So solo che se se si stampa carta e la si immette nel sistema, quella che già circola vale di meno, ma non voglio confrontarmi su argomenti su cui sono palesemente ciuccio.

            Io vorrei semplicemente campare senza preoccuparmi di queste cose, proprio perché sono ciuccio. Comunque, prima o poi i bit li faranno. Semplicemente che non avranno libera circolazione ma serviranno per scontare credito in banca.

  • Alan Massarente

    Le rispondo io sul fatto che se un paese uscisse dall'EURO cosa succederebbe? sarebbe soltanto una reazione positiva dato il fatto che la moneta è si uno strumento di scambio per l'acquisto ti beni e servizzi ma deve essere una moneta sovrana dello stato che la emette e non di parti terze dal quale lo stato la deve acquistare indebitandosi sempre di più e si perche prima o poi la dovrà restituire e con gli interessi e questi interessi chi li paga? noi popolo pecorone che non ha bene compreso q.

  • Riccardo Gubbiotti

    Caro Peppe, che bell'articolo…….e quante riflessioni da farci! Spero che i Greci ti possano leggere…..

  • Vittorio Mori

    I concetti espressi qui sono molto complessi e ci vorrebbero libri e libri di trattazioni.

    Il mio punto di vista è questo: il denaro di per sè è nulla se non viene collegato ad un “qualcosa” che gli dia, appunto, valore.

    Il valore è un bersaglio mobile: per alcuni un dipinto è un qualcosa che vale 5 milioni di €, per qualcun’altro è un pezzo di tela sporcata.

    In estrema sintesi (e rischio per questo imprecisioni, non mettetemi subito sulla graticola) io penso che il male terribile che abbiamo nelle nostre economie sia l’eccesso di stampa di moneta, che ha creato un Moloch finanziario. Questo mostro (derivato da un uso improprio delle idee di Keynes) se ne va in giro per il mondo, cercando di assorbire dentro sè stesso qualsiasi cosa che possa avere anche un minimo di “valore”, per lasciare dietro di sè tonnellate di foglietti con su scritto “pagherò”.

    Quando non è stato più possibile stampare moneta si sono addirittura stampati altri foglietti – che sono essenzialmente come le bollette delle scommesse alla SNAI – e li hanno chiamati “derivati”.

    (a questo proposito consiglio l’articolo del buon Stefano Bassi: “Il Casinò Globale dei Derivati: 1.200 trilioni di giocate…”)

    Adesso, l’Euro break up fa paura per il fatto che, grazie appunto ai derivati, si sono interconnessi – in modo del tutto occulto – dei sistemi economici che una volta erano indipendenti.

    Se la Grecia, staterello ininfluente a livello economico, fa default, innescherebbe i Credit Default Swaps, in una catena senza controllo che potrebbe far saltare per aria gli equilibri del sistema borsistico mondiale.

    Indi tutti si cacano sotto, perché NESSUNO SA cosa sia stato combinato col macello dei derivati. Essi sono un vero e proprio orrore matematico, un forbitissimo tentativo di far “portare” la famosa catena di S.Antonio (che, si sa, è una ovvia fregatura). Una sorta di dispositivo Stealth per nascondere debiti dappertutto.

    Per farla breve, siamo in un sistema finanziario costruito sopra un castello di carte, e basta che qualcuno ci scorreggi sopra per scatenare la terza guerra mondiale.

    E’ stato necessario fare così perché altrimenti il paradigma della “crescita”, che è insito nel capitalismo così come lo conosciamo, viene a mancare. Indi, quando la crescita, per così dire “naturale” del sistema si è bloccata, si è passati ad una crescita “artificiale”, a debito sottovuoto spinto.

    Questa è la mia risposta alla tua domanda :”Perché allora ci bombardano da tutte le parti con visioni apocalittiche di ciò che potrebbe succedere se l’Euro dovesse scomparire?”

  • lucs

    GLI ITALIANI CHE NON SANNO E VIVONO NELL INTERESSE DI UN PAESE GIA FALLLITO 60 MILIONI!!!
    COSTRETTO A PAGARE UN DEBITO CHE MAI RIUSCIRA A PAGARE ! 120 MILIARDI DI INTERESSI PER IL 2013! MENTRE LA GERMANIA AVRA 100 MILIARDI DA CREARE IN LAVORO E OCCUPAZIONE!
    APRITE GLI OCCHI! PENSATE CHE METTENDO UNA X RISOLVETE I PROBLEMI DEL PAESE??????!!!
    SIETE FALLITI!! VE NE ACCORGERETE FRA UN PO CON TAGLI TAGLI AUSTERITY! STATALI ETC. MA SARA TARDI!
    IL RITORNO ALLA VALUTA NAZIONALE SAREBBE UNA MANNA DAL CIELO ! MA POLITICI E BANCHIERI NON POTREBBERO PIU SPECULARE!
    E CREARE UN ITALIA FORTE IN ECONOMIA CON UNA SVALUTAZIONE DEL 30% DELLA MONETA NON GIOVEREBBE ALLA GERMANIA IN PRIMIS VISTO CHE IL NOSTRO PIL AUMENTEREBBE DEL 6% ANNO
    DEFAULT TECNICO !!! SUBITO CON UN 60% DEL DEBITO E IN MANO NOSTRA !! E ALTRO PAGATO IN LIRE IN 30 ANNI !! AVREMMO SOLDI DA IN VESTIRE MILIARDI DI ERUO CREANDO OCCUPAZIONE ,INFRASTUTURE, GIOVANI,AMMORTIZZATORI SOCIALI , PENSIONI ETC.

    GODIAMOCI MASOCHISTI ! EURO !! FINCHE LO AVETE SPENDETELO!
    IL CETO MEDIO TRA QUALCHE HANNO NON ESISTERA PIU LAVOARATORI DA POCHI EURO AL MESE SCHIAVI DEL 2000 SENZA EDIRITTI E PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE!!

    SALUTI A TUTTI !! EVVIVA EURO

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