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Del Porco non si Butta Via Nulla

25 settembre, 2008 - 14:57 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane




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Ma veramente c’è qualcuno che aveva pensato che non si mettessero d’accordo? Veramente c’è qualcuno che si è illuso che i grandi imprenditori italiani, il sindacato e il partito unico che governa il nostro paese si sarebbero fatti scappare l’occasione di spartirsi il porco allevato a spese della collettività?

Veramente qualcuno ha pensato per un istante, un istante solo, che aerei, diritti di rotta, immobili e competenze professionali finissero nelle mani del curatore fallimentare per pagare i debiti ai creditori?

No cari. Un pezzo di prosciutto qui, un po’ di pancetta là, il piedino a chi sa gustare certe cose e le orecchie e il muso ai più spericolati.

A noi rimangono le persone da sistemare, i debiti da pagare e la bandierina tricolore.

15 dicembre 2006

25 settembre 2008

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Comments

34 Risposte a “Del Porco non si Butta Via Nulla”
  1. Ma veramente c’è qualcuno che aveva pensato che non si mettessero d’accordo? Veramente c’è qualcuno che si è illuso che i grandi imprenditori italiani, il sindacato e il partito unico che governa il nostro paese si sarebbero fatti scappare l’occasione di spartirsi il porco allevato a spese della collettività?

    Io…

    Io si’ mi illudevo… :oops:

    Troppo ottimista?

  2. fabio scrive:

    Io pensavo che finisse tutto a puttane e che la colpa venisse attribuita ai sindacati, oppure ai piloti, oppure ai lavoratori, oppure ai precedenti governi, ma non a chi ha sempre tifato a favore e remato contro……

    e adesso come fara’ la lega con malpensa?

  3. lupoalburnino scrive:

    Beh, a dire il vero, ingenuo come sono, non avevo pensato alla spartizione del porco!
    Ho scritto un pezzo su Alitalia, il padrone d’Italia e il ruolo del sindacato pensando solo alle regole che devono essere rispettate in una trattativa sindacale. Regole che Berlusconi ha cercato fino all’ultimo di aggirare e ancora lo sta facendo.
    Per il resto, se era in pericolo il posto di lavoro per tanta gente, non sono del tutto insoddisfatto: alla spesa di ogni giorno, al mutuo, alla famiglia non sono insensibile.
    Mi auguro che non ci siano retrointeressi. Se ci sono è una vera porcata!

    • fabio scrive:

      Per quelli che hanno mantenuto il posto di lavoro sono contento anche io…
      pero’ rimane il fatto che il malato in agonia e’ stato fatto morire per mancanza di cure

  4. bibiebibo scrive:

    Io spero sempre nei piloti, visto che senza piloti non si vola.
    Parlando seriamente è una follia se Alitalia non fallisce ma ultimamente di follie se ne vedono tante. “Chita” Bush si è scoperto seguace di keynes e quindi.. perchè non deve esserlo anche Tremonti? Differenze? Mah..il primo doveva salvare Wall Street, il secondo…preparare l’arrosto.
    a.y.s. Bibi

    • ahahhah!

      Costine alla brace alla “tre-mari-e-monti” :D

      Mi sa che se l’economia italica non subisce una bella REVISIONE fra poco lo chiameranno Tremorti.

      Quando la crisi dei subprime (quella vera, quella che mette in fallimento le famiglie e della quale non parlano) arrivera’ in Italia davvero, ed i clienti telefoneranno in banca per chiedere al direttore se i loro fondi contengono asset insolvibili, ed il direttore rispondera’ loro “ma no, la nostra e’ una banca solida, i suoi soldi sono piu’ che sicuri” e nel frattempo stara’ preparando le valige… allora ci sara’ da piangere.

  5. valentina scrive:

    bè sai mi chiedevo x quanto ancora andasse avanti questo giochino di spartizione dei pezzi…. e questa altalena di gioiose notizie, giusto x creare un pò di terrorismo nelle menti dei comuni mortali, ps comandante io sono sempre in base quando vuoi puoi chiamarmi come mai oggi poi nn ti sei fatto risentire?

  6. francy68 scrive:

    Sì anch’io m’ero illuso per un attimo…contro ogni logica, ne convengo.

    Anche perchè da un governo così reazionario c’è da aspettarsi che da un momento all’altro ti rispolverino l’ordinamento corporativo, con sindacati misti padroni – lavoratori (tutti insieme amorevolmente per il bene del paese, s’intende)…dove in amabile sinergia i padroni daranno e i lavoratori prenderanno. E scusate se non spiego la velatissima allusione sessuale.
    Quindi, caro Epifani, o ti allinei o ti facciamo un culo così e usiamo i telegiornali per spiegare che ve la siete cercata.

    Ehi bella la democrazia così… e poi sappiamo quanto agli italiani piaccia.

  7. fabio scrive:

    ….ora il carro del vincitore sara’ pieno di gente……

  8. Francesca scrive:

    mamma mia, avrebbero dovuto staccare la spina anni fa’.
    e ora Italianiiiiiiiiiiiiii, pagare!!!

  9. Adetrax scrive:

    Diciamo che il non mettersi d’accordo era un’opzione possibile, dipendente dalle reazioni dell’opinione pubblica.

    Se le reazioni fossero state più attenuate, più indifferenti, far fallire l’azienda sarebbe stata un’ottima cosa; invece molti sondaggi fatti nelle ultime settimane, attribuivano la colpa in maggioranza al governo e in queste condizioni l’ego di qualche personaggio ne avrebbe risentito.

    In ogni caso l’obiettivo era quello di far calare al massimo il valore dell’azienda, della serie: “se la rilevo sono un benefattore irresponsabile, lo faccio per voi”.

    Meno male che è intervenuto Veltroni, ora il merito è tutto del PD.

  10. ilBuonPeppe scrive:

    L’ho detto e lo ripeto: Alitalia doveva fallire anni fa. Se fosse fallita oggi sarebbe stato in netto ritardo, ma avrebbe fatto la cosa giusta. Invece, come era ovvio, ogni rinvio è servito solo ad arricchire il piatto dello sciacallo.
    “In Italia tutto è drammatico ma niente è serio”

  11. Francesca scrive:

    Buongiorno a tutti,
    ieri ho mi sono voluta autoflagellare e ho guardato Annozero.
    Forse ora il quadro è più chiaro anche per me.
    Ho capito ancora una volta che i media non fanno il loro lavoro: informare (ho scoperto l’acqua calda, eh?)

    Per fortuna il programma chiude con Vauro il vignettista che fa’ ridere se pur a denti a stretti.
    Per chi non l’avesse visto vi racconto solo questa vignetta: due tizi che parlano, il primo dice “B. dice che è tutta colpa della sinistra” e l’altro: “tanto i morti non si possono difendere!”

    Cogitoergovomito. Buona giornata a tutti.

    • enpassant58 scrive:

      Ho seguito anch’io la trasmissione ieri e devo dire che per la prima volta mi sono fatto un quadro abbastanza preciso della situazione.
      Il top è stato quando si è detto che a fissare il prezzo di acquisto è stata una banca tra i cui maggiori azionisti ci stanno alcuni degli “imprenditori” che fanno parte di CAI.
      Cogitoergovomito anch’io…

      • e a questo punto anch’io :P

      • Francesca scrive:

        sì…e che stracciandosi le vesti per mantenere l’italianità non si sono dimenticati di dire che quasi tutti gli imprenditori hanno aziende con sedi legali in Irlanda e Lussemburgo.
        Non male anche questa…

        Ma hai visto quant’è fazioso Il Giornale?
        Secondo loro 96 ore di volo sono uguali a 96 ore lavorative….ops…errorino da nulla!

        Finalmente anch’io ieri mi sono fatta un’idea chiara, anche se mi sono spappolata il fegato.
        Ho capito che pure questa poteva succedere solo in Italia…. :cry:

      • Francesca scrive:

        la cosa più grave è quella detta da un comandante: che secondo lui Alitalia è un test e dopo il decreto legge comprenderà tutte le aziende con partecipazione statale tipo rai, telecom ecc…

        Secondo me c’ha visto lungo…

        • ilBuonPeppe scrive:

          Forse è un test e forse no. Di sicuro è l’azienda per cui ci sono i migliori motivi per affondarci i denti alla svelta.
          La prossima e Trenitalia, che già da qualche anno dichiara di essere al collasso; nel disinteresse generale.
          Poi c’è la RAi e tutto il resto.
          Telecom però non c’entra, è già privata. Privata di tutto: patrimonio, professionalità, affidabilità, ecc.

  12. Comunque…se non l’aveste capito..in tutta questa brutta situazione….
    il PD E’ STATO RISOLUTIVO!!!

    hauhauhauhauahuahuahuhuh!!! sigh…bleahhhhhhh!!!

  13. lupoalburnino scrive:

    Che c’è dietro la vicenda Alitalia? A guardar bene gli interessi di Berlusconi che se non sono in soldi, ma non si sa mai, certamente di immagine.
    Avete notato che la scuola è scomparsa dai giornali e dalla TV? 20000 lavoratori dell’Alitalia hanno offuscato i 150000 della scuola.
    Desidero che leggiate la seguente lettera di una maestra, non tutta intera, ma che merita tutta la vostra attenzione:
    “Dalle dichiarazioni di MariaStella è apparso evidente che siamo di fronte ad un Ministro che di scuola primaria sa poco e niente, che confonde maestro unico con maestro prevalente, tempo pieno con doposcuola, compresenza con contemporaneità, insegnanti di modulo e insegnanti in classe e potrei continuare nell’elenco. E queste non sono sottigliezze. Chi conosce il mondo della scuola ne comprende la fondamentale differenza e conosce la loro ricaduta nell’organizzazione scolastica.
    Sarebbe interessante avvertire il ministro Gelmini che l’insegnamento della lingua straniera, della religione cattolica, dell’informatica, e i progetti per l’integrazione degli stranieri (spero che non intenda sopprimerli, ma lo temo fortemente) comunque impediscono il mantenimento di un maestro unico per classe. Ed occorre anche dirle che la sorveglianza durante la mensa assorbe un buon numero di ore di lavoro dei maestri che spesso annullano le ore di contemporaneità (nella mia scuola accedono al servizio mensa circa 170 alunni, il rapporto alunno-maestro è 1 a 30, servono 6 docenti per due ore al giorno).
    Ai genitori e agli italiani benpensanti, quelli pronti a sparare su questa Italia da buttare fatta da ladri, fannulloni, evasori,… (che sono sempre gli altri naturalmente) proviamo a ricordare che nella scuola del maestro unico:
    1- c’erano le CLASSI DIFFERENZIALI (le chiamavano le classi degli asini)
    2-gli alunni diversamente abili frequentavano le SCUOLE SPECIALI. (ora sono inseriti con l’accompagnamento di un insegnante di sostegno, ma solo per alcune ore, nel tempo restante è l’insegnante di classe che se ne occupa)
    3-in classe non c’erano bambini stranieri non italofoni
    4- i bambini che non imparavano venivano semplicemente BOCCIATI , ora per sostenere i bambini in difficoltà si prevedono progetti di recupero utilizzando le “poche” ore di contemporaneità disponibili..
    Eleonora Dubini, maestra elementare, orgogliosa del suo lavoro e della sua scuola”
    Buona lettura!

    • Iniquo scrive:

      La cosa drammatica è che la maggior parte degli italioti vorrebbe davvero che tornasse tutto quello di cui Dubini parla, salvo far causa agli insegnanti che dovessero avere l’ardire di bocciare il loro pargoletto.
      Degli handicappati non frega niente a nessuno ed anzi danno fastidio ai più; gli stranieri sono proprio detestati a priori e van bene solo per pulire i cessi (anche se hanno una laurea e parlano 3 o 4 lingue), ma guai a loro se osano uscire di casa la sera per rilassarsi un attimo; i bimbi non italofoni sono considerati solo un peso per gli altri (tutte cime?), si vorrebbe tenerli un paio d’anni indietro invece di organizzare corsi di italiano.
      In Slovacchia i Rom li buttano nelle classi per ritardati, questi vorrebbero farlo con tutti i non italiani.

      • lupoalburnino scrive:

        Iniquo, concordo in pieno. Ma i guai sono appena cominciati!

      • Iniquo scrive:

        Ho sentito uno sciopero generale annunciato se le cose non cambieranno, speriamo che i lavoratori della scuola restino compatti.
        Anche per questo persone come te sono importanti: nonostante tu sia in pensione e potresti godertela in santa pace ti impegni per difendere la scuola pubblica.
        Grazie di nuovo.

        • lupoalburnino scrive:

          Ci sono stato nella scuola pubblica per quarantanni. Non è tutto oro, s’intende. Ma non ci sto ad addossare la colpa solo ai docenti, che pure ne hanno di responsabilità.
          Però prima di parlare di responsabilità degli insegnanti nessuno parla delle responsabilità della politica, che sono molto più gravi.
          Ho letto sul giornale che la Gelmini ha fatto una visita a sorpresa in un istituto di Scampia. Ha trovato tutto ok: vi si lavora bene, i docenti sono impegnati, gli alunni li seguono, i risultati sono ottimi. Anche il babà che le hanno offerto era ottimo.
          Perchè allora deve cambiare o tagliare ciò che funziona?
          Si vuole davvero trasferire tutto al privato? Anche quel mondo conosco bene: non c’è paragone. Il cielo e la terra.
          Ti giuro che se il privato funzionasse bene, lo direi a chiare lettere.
          E’ qui il problema! Berlusconi ha detto che gli sprechi nella sanità pubblica sono troppi, per cui bisogna, secondo lui, trasferire buona parte della sanità al privato. Il danaro che i cittadini attraverso le tasse per la loro salute andrebbero alla sanità privata e così pagherebbero il doppio, perchè lì la salute, come la preparazione nella scuola privata, costa fior di quattrini.
          Si, sono per il pubblico, ma deve funzionare e può funzionare bene.

          • Iniquo scrive:

            Le storture delle scuole paritarie le conosco per sentito dire e per aver letto qualche inchiesta: diplomifici, sfruttamento degli insegnanti spesso non eccelsi, corruzione con “regalini” a Natale per assicurarsi un buon trattamento per il figliolo, bassa qualità dell’insegnamento, diffusa riottosità nell’accettare disabili.

            Sulla sanità Berlusconi ha detto giusto: ci sono molti sprechi e la Sicilia spende troppi soldi.
            Il problema è che non ha menzionato la principale causa, ossia i rimborsi ai privati che da anni triplicano gli esami realmente effettuati, gonfiano tutto, fanno risonanze anche ai morti. Ci sono molti processi in corso, proprio nella azzurra Sicilia.
            Come vuole risolvere il ducetto? Semplice, diamo ancora soldi ai privati così si finanzieranno le clientele elettorali.
            E tutti dietro ad annuire ed applaudire… bah.

            • lupoalburnino scrive:

              Sono del tuo stesso parere. Il pubblico è gestito male, ma il privato peggio perchè sotto ci sono anche interessi molto molto personali.
              Per quanto riguarda le scuole paritarie, forse quelle cattoliche no, non le conosco bene, sono un diplomificio, ma non c’è frequenza: gli studenti che frequentano, molto pochi, sono stravaccati nei corridoi e sulle scale, i docenti non sono per niente retribuiti almeno dalle mie parti. I docenti sono costretti a chiedere di essere assunti anche per poche ore solo per il punteggio. Un disastro!

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