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Degrado: Televisivo o Popolare?

29 maggio, 2009 - 9:00 di  
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Qualche giorno fa ho visto un video in cui Luciano Ligabue parlava del degrado della televisione, e diceva esattamente quello che penso io:

Se la televisione non ci piace… beh, cazzo, ci sarà qualcuno che la guarda quella televisione lì! Perché se nessuno la guardasse non verrebbero fatti quei programmi lì. Quindi, tanti dicono “la televisione fa schifo” ma nel frattempo la accendono e fanno in modo che comunque vada avanti questo meccanismo perverso. Quindi, cominciate a scioperare: scioperate dalle schifezze, dite “questo mi fa schifo, non lo accetto”. Se qualcuno lo fa vedrai che alcune cose cambiano, per un discorso molto semplice: che economicamente loro vorranno semplicemente soddisfare i tuoi nuovi bisogni, perché gli conviene economicamente. Quindi tu, economicamente, chiedigli soltanto il meglio. Vedrai che forse qualcosina cambierà.




Sta proprio qui il punto: la televisione è un’attività economica, e come tale si basa sugli ascolti. E’ normale, c’è un commercio intorno, come per un qualsiasi altro prodotto. Se un programma viene seguito, sicuramente continueranno a mandarlo in onda.

E allora perché gli ascolti continuano a funzionare e innalzarsi, se tanta gente trova indecenti i programmi che vengono proposti? Perché si critica tanto Grande Fratello, o Amici, o Uomini e donne, e il successo di tali programmi non accenna a calare ma, anzi, continua inesorabilmente a crescere fino a sfiorare cifre mostruose?
La risposta è semplice: siamo solo degli ipocriti.
Critichiamo quotidianamente tutto ciò che ci arriva, abbiamo sempre un occhio di diffidenza verso tutto e tutti… però in realtà ci va bene così.

Perché dico ciò?
Perché passo giornate intere in mezzo a discussioni sul decadente stato delle cose alla televisione, in cui si sottolinea la stupidità o la noia o la superficialità di questo e quel programma. La cosa sarebbe positiva, se non fosse che la gente che muove certe critiche è la stessa che una volta arrivata a casa si siede sul divano a guardare i programmi che solo poche ore prima ha criticato con tanto trasporto. Allora sorge spontaneo chiedermi: è così tanto divertente osservare la fittizia stupidità altrui? E’ così bello guardare il degrado che la nostra società (ma forse più precisamente la nostra generazione) sta subendo ormai da anni?

Forse se vivessimo in un paese meno ipocrita, non saremmo arrivati a questi livelli.

Basterebbe che la gente non seguisse questi programmi, e sicuramente ce li leveremmo di mezzo. Basterebbe che salissero gli ascolti dei programmi realmente interessanti e costruttivi, per vederli raddoppiare in un batter d’occhio.
Invece no, ci si continua a imbottire di spazzatura travestita da intrattenimento, e come se non bastasse ci permettiamo, subito dopo, di parlarne con stizza e indignazione.
Allora, le cose sono due: o la televisione è veramente diventata solo un modo per scaricare la nostra frustrazione, oppure le persone non hanno il “coraggio” di ammettere che gli piace vedere certi programmi.
In entrambi i casi, non siamo messi bene.

Io non credo che la televisione debba passare solo trasmissioni interessanti o con temi di rilievo (ci mancherebbe… un po’ di leggerezza fa sempre bene!), ma credo anche che non debba essere (come ora) solo un mezzo per alleviare la noia o gioire e ridere del degrado che stiamo vivendo.

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Comments

7 Risposte a “Degrado: Televisivo o Popolare?”
  1. albyok scrive:

    I agree. Io è ormai 7-8 anni (ne ho 21!) che ho smesso di guardare la TV. Per “fortuna” riesco a criticarla non per corrente, ma proprio perchè non mi piace come mezzo. Internet è per me molte spanne sopra la TV perchè ha il fattore interattività e come diceva Grillo in una delle sue simpatiche analisi, su Internet puoi almeno rimandargli qualche “badilata di merda” indietro.

    La TV è un mezzo passivo e nel nostro caso di infima qualità e lo possiamo vedere come un grande specchio della società: se fossimo persone migliori, avremmo una vita migliore.

  2. imbuteria scrive:

    La soap opera del premier che distoglie da temi ben più scottanti

    di Michaela De Marco

    Oggi, le prime pagine dei due principali quotidiani italiani si chiedono quali siano state le relazioni tra il nostro president del Consiglio e l’allora diciassettenne Letizia. La stampa straniera pone delle domande al nostro capo e pretende delle risposte, ancora una volta sulle sue “perversioni” sessuali.

    L’appassionante soap opera (?) sta tuttavia “aiutando” il premier a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su temi ben piu scottanti.

    Le affermazioni del premier sull’inutilita’ dell’opposizione non hanno riscosso lo stesso clamore. Le affermazioni politiche a lui contrarie sull’esigenza che sia il governo a fare le leggi e non i cittadini pare non aver sconvolto gli italiani.

    L’approvazione del pacchetto sicurezza ieri sera al Senato (disegno di legge 733) non ha fatto notizia. Ne hanno parlato solo Beppe Grillo e Punto Informatico.

    Il pacchetto sicurezza prevede per i medici l´obbligo di denuncia dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto. Inoltre, tra le altre cose, l’articolo 50-bisE prevede la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”, con l’esigenza di “normalizzare” questo incontrollabile flusso di informazioni attraverso la rete.
    Il testo la prossima settimana approderà alla Camera.
    Da oggi in poi chiunque si esprimi mediante internet contro una legge del passato o appena approvata, si vedra’ bloccato dai provider entro 24 ore. Il blog o il sito in questione verra’ oscurato ovunque si trovi, anche se all´estero. Inoltre i provider dovranno sborsare dalle 50mila alle 250mila euro e i blogger “non allineati” si faranno dagli uno ai 5 anni di carcere per istigazione a delinquere e apologia di reato, e da 6 mesi a 5 anni per istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico e all´odio fra le classi sociali.

  3. maria scrive:

    la televisione….
    io, a differenza dei mei fratelli, sono nata che la tv la avevamo in casa…
    rocordo i primi programmi, e i personaggi di una volta…ricordo vagamente il carosello… e le sue publicità….amo la tv, anche se adesso ho poco tempo per guardala, mi piacciono i bei films, l’ultimo varietà che ricordo di aver visto è stato quello di celentano con gaber, si c’era ancora l’amato gaber e di sfuggita la mitica lettera al presidente del consiglio con benigni…
    mi piace vedere quei programmi che mostrano spezzoni di tv del passato…
    sono abbonata a sky da marso di quest’anno, per poter vedere un po’ di “tv”…. ma se non qualche rara volta sta sempre su yoyo…..
    ricordo anche quando grillo era solo un comico….quanto mi piaceva…..
    i programmi di oggi per me, sono la sentita mancanza di ciò che la gente, quando si univa in massa, era una volta….quando la tv era poca o non c’era… una mandria di pettegoli……
    non nego che delle volte mi piacerebbe stare in uno di quei salotti…. ad eccezzione del grande fratello….se non come ospite :) dove chiunque dice la sua…. quanto vorrei dire la mia…… l’unica cosa che mi dispiace è che anche la politica ormai in linea di massima ed ovviamente non per tutti i versi e tutti i politici, è solo un salotto!

  4. pacatoegentile scrive:

    C’e’ da dire una cosa sul meccanismo degli ascolti, ossia del calcolo dello share televisivo: al momento (tv analogica) viene ancora fatto mediante le macchinette dell’auditel.

    L’auditel viene effettuato su un campione di famiglie e calcolato poi con una proiezione su scala nazionale.
    Se per assurdo tutti tranne le famiglie “auditel” spegnessere la televisione, le statistiche non lo mostrerebbero.

    • Gilda scrive:

      Ah, questo non lo sapevo… devo dire che pensavo che fossimo molto più avanzati sotto questo punto di vista, non pensavo funzionasse così… credevo che ci fosse qualcosa che registrasse quante televisioni sono collegate, ma evidentemente ci considero troppo avanti…! xD

      • pacatoegentile scrive:

        c’e’ un problema di fondo su quanto dici tu: gli apparecchi che abbiamo sono ricevitori, ossia ricevono e basta; se trasmettessero sarebbe anche facile scoprire chi non paga il canone.

        Stessa cosa dicasi al momento per il digitale terrestre, dove il decoder riceve e basta; fortunatamente per concedere anche interattivita’ il decoder si puo’ anche collegare al telefono di casa (per voti ecc. ecc.) quindi in questo modo sarebbe facile registrare i canali visti (durata di visione ora ecc. ecc.) e poi inviare tutti i dati mediante chiamata (magari a un numero verde) .

  5. daniele scrive:

    Come riportato da disinformazione.it di Marcello Pamio, i dati auditel non sono attendibili, quandi al momento nessuna tecnologia mi può certificare che gli ascolti di Uomini & Donne siano effettivamente in costante aumento. Gli apparecchi che condizionano i dati auditel sono in mano di sole 500K famiglie, i cui componenti possono spesso sbagliare a impugnare il telecomando corretto per la fascia d’età del reale telespettatore e sono le stesse persone che hanno scelto spontaneamente di rinunciare al diritto della privacy per delle statistiche.. che dire, sono dei dati in mano a minorati psichici. Io la televisione la critico e non la guardo (mai mi sognerei di farlo, è un mezzo di appiattimento e omologazione delle masse). Al contrario mi informo sul Web e l’intrattenimento lo lascio alla prossima vita, in questo preferisco dedicarmi all’arte e alla filosofia. Chi guarda la televisione appena tornato a casa dal lavoro dovrebbe chiedere di più a se stesso.

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