Defaulting to Death 12


Stanotte c’è stata una lunga tempesta di fulmini. Il cielo ha borbottato e lampeggiato per ore. Nel buio, l’orologio che regola il moto degli astri ha deciso di portare l’Inverno. Stamattina, appena levate le nubi, i monti brillavano di sottili strisce bianche. Silenziosa era giunta la neve.
Per strada un vento gelido penetrava nei miei abiti leggeri quasi a scandirmi sulla pelle il mutare della stagione. Ogni tanto, dal cielo ancora grigio, arrivava qualche goccia dura e puntuta come un piccolo meteorite di ghiaccio.
Ho chiuso gli occhi e mi è venuta in mente quella notte di mare rabbioso nella quale, con la prua a vento, ero appeso all’albero per cercare di dare una maledetta mano di terzaroli alla randa che sbatteva con il  suono sordo di una valanga.
Sono rimasto così, sospeso, lungo la rotta tra Terra e Luna, nella sottile regione di spazio dove le forze gravitazionali si equivalgono e si fluttua liberi da ogni attrazione. Quando, per qualche strano mistero, ho incominciato a sentire l’odore salso del mare, è bastata un’impercettibile spinta per tornare lentamente verso la superficie  lucente di Luna.

Cinzia. Giovane Donna di Luna

Questi non sono giorni facili per nessuno. Solo decidendo di non guardare si può fare a meno di vedere che tante cose stanno cambiando. E’ come uscire a forza dall’infanzia quando si crede di essere immortali per arrivare direttamente alla terza età quando la morte diventa un’opzione familiare in funzione della quale predisporre anima e cose per agevolare un passaggio che si prospetta aspro.

Eppure, questa lucida consapevolezza inizia a essermi grata. Sento che solo guardandoci e giudicandoci reciprocamente per quello che siamo potremo ritornare liberi.
Liberi dalla menzogna che ci vuole tutti meritevoli a prescindere dal comportamento, liberi dalle perifrasi involute dietro le quali siamo costretti a nascondere il nostro disappunto, liberi dall’ipocrita pietismo cristiano che ci obbliga sempre a considerare le attenuanti del peccatore per poi, infine, ammetterlo al nostro perdono, liberi di soffocare il male, liberi di sopprimere, liberi di lottare per sopravvivere e costruire una città nuova, con nuove leggi, con nuovi uomini.

Forse, dal dolore che ci attende può nascere un’opportunità. Non tutti, ovviamente, ma chi sopravviverà sarà più consapevole del caso che regola capricciosamente le cose, dell’anima dura e criminale che si nasconde dietro i volti sorridenti, della necessità di combattere ed uccidere, se serve.
Noi siamo figli di genitori bugiardi che ci hanno nascosto a lungo la verità: la vita è un sentiero arso di sacrificio tra rade oasi di amore che va percorso con la mano sull’elsa della spada.

Guardo oltre il vetro che mi separa dal gelo prematuro che già mi ammala. Le nubi rosse si sfilacciano pigre in un cielo disperatamente azzurro. E’ tempo di tornare a a casa. Qui su Luna, noi uomini di questo piccolo pianeta  attendiamo la notte insieme alle nostre famiglie perché non c’è luce migliore per sconfiggere il buio.

 

Cinzia Portrait III è  di ottobrerosso


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