Default Italia? Se Soffri d’Ansia non Leggere Questo Post 10


Molti di noi pensano di cavarsela con l’ICI, l’aumento dell’IVA e chi ha la fortuna di dichiarare più di 300.000, con una patrimoniale leggera che detta così sembra una specie di piatto vegetariano che si digerisce in fretta e fa pure andare di corpo. In realtà, le ipotesi che circolano negli gli ambienti specializzati sono ben altre.

I problemi sono piazzare il debito italiano e, soprattutto, internalizzarlo, cioè spostarne l’asse sul territorio nazionale invece che sugli investitori esteri.

Cerchiamo di capire prima di tutto perché conviene nazionalizzare il debito. Un primo motivo è l’eventuale uscita dall’euro o il ritorno generalizzato alle valute nazionali. Che sia un’opzione possibile non lo dicono i complottisti o Alessio Rastani, ma le maggiori banche internazionali che, secondo il New York Times, stanno già effettuando esercitazioni in proposito.

Nel caso di ritorno alla lira, come  da anticipazioni che vi abbiamo dato su questo sito e per le quali siamo stati anche presi un po’ in giro (anche se ora ne scrivono anche quotidiani nazionali), il debito estero sottoscritto in euro andrebbe onorato in euro, in dollari, marchi o franchi svizzeri. Insomma con una valuta internazionalmente riconosciuta come solida e in ragione di un rapporto di cambio fissato con l’Euro. Questo vuol dire che se ho fatto debiti per cento euro con la Germania, se esco dall’Euro non posso mollargli l’equivalente in lire che, causa svalutazione, potrebbero valere come i soldini del monopoli.

Con il debito interno, invece, questa costrizione viene meno. La valuta nazionale è la lira. Ho fatto debiti con te per 100 euro, ti ripago con l’equivalente di lire che ho appena stampato e buona fortuna.

Ovviamente, di lire ne stampo quanto voglio e sono a posto. Un po’ come pagare le bollette con un foglietto di carta sula quale ho disegnato una banconota. Se poi la società del Gas non ci riesce a comprare il latte sono un po’ cazzi suoi, o no?

Vendere debito, in generale, consente di ripagare quello già sottoscritto (una specie di schema Ponzi) e di rifinanziare le attività future. Se tu hai potere nel vendere il tuo debito, non devi tenere gli interessi molto alti e ottieni finanziamento a basso costo. Bene, visto che in giro per il mondo non ci sono tanti allocchi e che col BTP Day al massimo ti infinocchi le vecchiette, ecco l’idea geniale. Perché non convertire, ex abrupto, una parte dei conti correnti in BTP?  O, ancora meglio, perché non pagare i creditori dello stato, dipendenti e fornitori, in parte in contanti e in parte in BTP?

E’ l’uovo di colombo no? Invece di dare quattrini si prende un foglietto di carta, si scrive BTP sopra e poi lo si spaccia per quattrini.

No, non è un ipotesi che viene dai siti di signoraggio o da megachip, è una cosa di cui si discute tranquillamente nei salotti di Radio 24, la radio di confindustria, nel corso della trasmissione Focus Economia del 28-11-2011 in una amabile conversazione tra il bravo Sebastiano Barisoni, ottimo conduttore e Gianluca Garbi, ex CEO MTS e attuale amministratore delegato di Banca Sistema.

La trasmissione si può ascoltare per intero in formato MP3 a questo link, ma vi forniamo due brevi estratti nei quali i concetti sono chiaramente ribaditi

I conti correnti convertiti in BTP

[audio:http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/prima.mp3]

I BTP come metodo di pagamento

[audio:http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/2011/11/seconda.mp3|titles=seconda]

La prima ipotesi, come dicono Garbi e Barisoni, è una sciocchezza. Se si diffondesse un timore di questo tipo, si rischierebbe la fuga dalle banche con conseguente fallimento.

La seconda invece, sostenuta da Garbi, è una vera furbata, una specie di pacco multiplo. Vediamo perché. E’ un pacco per chi riceve BTP in pagamento al posto di quattrini. In pratica è una cambiale a 3-5 o 10 anni. Nella trasmissione dicono che se uno ha bisogno di liquidità può venderli. Vero, ma a parte il possibile minusvalore, il detentore di BTP si vedrebbe caricato dell’onere di piazzare i titoli al posto dello Stato

L’altro pacco è verso la BCE. Con questo sistema si introduce praticamente moneta in circolo senza stamparla e, di fatto, si svaluta. E’ un po’ come quando si stampavano i miniassegni. I BTP non sono contante, ma un’obbligazione, un prestito. Utilizzarli come contante incoraggiando i creditori a venderli è una mossa da magliari, non da banchieri.


Informazioni su Giovanni Grobo

Direttore in una piccola azienda import/export del settore agro-alimentare. Vivo e lavoro nel meridione d'Italia. Terra persa senza speranza. Sono stato compagno di banco alle elementari con dellefragilicose. Allora era un bambino normale.

10 commenti su “Default Italia? Se Soffri d’Ansia non Leggere Questo Post

  • Salvo Caruso

    non avevo ancora letto il vostro articolo , ma in effetti tra le soluzioni questa aggiustandola potrebbe essere tra le migliori , solo che le obbligazioni devono essere al portatore e di piccolissimo taglio , in maniera che vengano accettate anche nei supermercati , finendo per diventare una moneta di scambio accettata e quindi sovrana …in tal modo saremmo noi tutti a dare fiducia allo stato italiano , ripartendo i rischi e riducendo gli interessi , oppure altra misura potrebbe essere rimettere in circolo la lira in parallelo all'euro , MA tutto ha senso solo se si struttura un piano di risanamento , non attraverso l'austerity , ma attraverso l'eliminazione del CANCRO DEI PARTITI E DEI POLITICI LADRI E CORROTTI CHE SONO PRATICAMENTI TUTTI. La crisi è di sitema

  • ilBuonPeppe

    L’ipotesi di distribuire BTP come pagamento è tutt’altro che campata per aria.
    Anche in vista di una eventuale patrimoniale, se a fronte di un prelievo forzoso si dessero in cambio BTP, la cosa sarebbe sicuramente più accettabile e potrebbe avere un’entità molto maggiore.
    Resta il fatto, e queste ipotesi lo confermano, che serve liquidità: che siano Euro, Lire, BTP o pizze di fango, comunque serve liquidità. I soldi che non si hanno non possono essere spesi.
    Invece fanno esattamente il contrario. Poi uno diventa dietrologo e complottista…

  • Mariano

    ABBIAMO PRIVATIZZATO LA MONETA VENTI ANNI FA E COMPRIAMO MONETA ASSUMENDO DEBITO PUBBLICO.
    LA MONETA E’ DI PROPRIETA’ DEL POPOLO E DEVE ESSERE EMESSA DAL MINISTERO DEL TESORO E, AL POPOLO ( LO STATO) VA IMPUTATO UNICAMENTE IL COSTO DI TIPOGRAFIA: 0,30 € PER UNA BANCONOTA DA 100€
    ABBIAMO ACCETTATO DI LEGALIZZARE L’USURA CONTRO NOI STESSI!!!

  • Monica Chimetto

    Pazzesco… Ma potrebbero farla anche con i lavoratori? Magari con quelli che non sono pagati da mesi dagli enti già in default? "Ecco! Tieni un po' di 'sti foglietti e va a mendicar soldi in giro!"

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