Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Default Italia: Prima di Fallire Vogliono il Nostro Sedere" è stato scritto da dellefragilicose
Comprendo chi, vedendosi apparire oggi su questa pagina il terzo post di seguito di aspra critica nei confronti di Mario Monti, delle sue politiche “di risanamento e di sviluppo” improntate sull’”equità” (tutto rigorosamente ed ironicamente virgolettato) possa sospettare un’acredine personale del curatore di questo sito nei confronti di Mario Mezzamisura Monti.
Può darsi, non lo escludo. Noi vecchi abbiamo la predisposizione a prenderci delle fisse alle quali ci ancoriamo nella speranza di trovare un punto di riferimento inutilmente cercato per decenni. Comunque è, oggettivamente, anche una questione personale. Lasciando stare il pezzo sull’”equità” che mi ha fatto ridere da subito e che è stato così platealmente sconfessato da non meritare commenti, è proprio sul “risanamento” e lo “sviluppo” che i danni operati dal signor Mario Curatore Fallimentare Monti nei miei personalissimi confronti stanno operando danni per decine (e dico decine) di migliaia di euro.
Qui non stiamo parlando dell’oro della Banca d’Italia o di supposte cospirazioni massoniche tutte da verificare. Stiamo parlando di cose di tutti i giorni come la pressione fiscale giunta ad un vergognoso 54% del reddito (imposte, tasse sul reddito, accise, ticket sanitari, canone tv, bolli, ecc.), in pratica ogni cento euro strappati con sangue e sudore a pervicaci debitori, Mario Il Pessimo Monti ne pretende 54 con una sfrontatezza che nemmeno i peggiori camorristi osano sfoggiare quando esigono il pizzo. E che dire dell’IMU, dell’IMU bis che oltre a saccheggiare le mie tasche (e solo le mie) stanno deprezzando l’unico vero investimento che ero riuscito a fare nella vita? Tutto questo senza intaccare nemmeno per un centesimo la spesa pubblica ed i perversi meccanismi che contribuiscono a crearla (la spesa pubblica vale oltre la metà e dico oltre la metà del prodotto interno lordo italiano).
A questo si aggiunge l’irreversibile spirale involutiva del capitalismo già ipotizzata da Marx (vedi a cosa ci siamo ridotti, a citare di nuovo Marx) e che è già più che evidente e nota nei rapporti riservati delle aziende che si occupano di grande distribuzione (grazie a P. per le informazioni. Ieri sono passato per la rotonda di Pergine, ma non c’eri. Deduco che vada tutto bene).
A dire che si sta commettendo un errore storico, comunque, non sono solo gli avversari politici di Monti, i sostenitori dello sviluppo alternativo, i favorevoli all’haircut del debito, i complottisi o i vecchi biliosi come me, ma anche intellettuali liberisti di specchiata fama come Oscar Giannino di cui, in coda a questa nota, riporto un imperdibile commento.
Molti, comunque, continuano a sostenere che a Mario Il Salvatore dei Creditori Stranieri Monti non ci fosse alternativa. Questo sono disposto a considerarlo un dato sufficientemente oggettivo, ma non condivido la susseguente metonimia per la quale queste erano le uniche politiche economiche possibili. Esiste l’eventualità che a Monti sia stata offerta una chance che lui sta sprecando per insipienza o, come mi appare più probabile, per malafede.
Ho avuto ragione in passato quando parlavo di Prodi o quando anticipavo il disastro a cui ci avrebbe condotto Berlusconi. Oggi, con tutta la stampa di regime allineata con il governo (costretta ob torto collo a pubblicare brutti dati nei sondaggi) e milioni di miei connazionali che continuano a credere a Babbo Natale, sono ancora qui a fare la Cassandra. Grattatevi le balle, se volete, ma ricordate che il vecchio dfc ci azzecca spesso. Per vostra e mia maledettissima sfortuna.
L’errore sulla spesa che obbliga a una scelta. La mia: né Monti né Montez
di Oscar Giannino pubblicato su Chicago Blog il 24 aprile 2012
Che cosa non funziona, nella linea del governo Monti sulla spesa pubblica? Semplificando, tre cose. Un equivoco sull’obiettivo. Non puntare su una discontinuità profonda. Una grave sottovalutazione delle conseguenze fiscali. Attenti perché per noi ne discendono conseguenze as-so-lu-ta-men-te divisive non solo nel giudizio su Monti. Ma per l’offerta politica attuale. E soprattutto per quella da costruire nei prossimi pochi mesi.
Da Panorama
Come è apparso chiaro dalle dichiarazioni di Piero Giarda, indispettito dagli attacchi che iniziava a a ricevere per il ritardo di una spending review affidatagli in splendida solitudine, il governo di emergenza ha creduto che il problema della spesa pubblica si identificasse in una sua manutenzione. Cioè nel confermare con nuovi provvedimenti la sua stabilizzazione sul Pil, all’attuale quota ben superiore al 50% (naturalmente la stabilizzazione riguarda la spesa corrente, quella per interessi la decide il mercato). La stabilizzazione, di fatto, non è conseguita. E’ solo grazie alle reiterate manovre di Tremonti, che la spesa pubblica nel 2010 e 2011 ha cessato di crescere come in tutto il dopoguerra (unica altra eccezione, un anno sotto Ciampi). Ma il più dei tagli 2011-14 non è ancora conseguito, occorre cioè presidiare con decisione affinché avvengano sul serio, e in loro assenza checché dica Giarda la spesa pubblica è inerzialmente ancora in crescita.
Il secondo errore è che una spesa superiore al 50% del Pil ufficiale, è in realtà una spesa pubblica ben superiore al 60% del Pil “legale”, depurandone il dato “in nero” che l’Istat vi ingloba. E’ cioè una spesa da record negativo tra i Paesi avanzati! Dunque essa non va affatto stabilizzata: ne va invertito il segno, assicurandone un’energica discesa, di 5 o 6 punti di Pil in 3 o al più 4 anni. Come hanno fatto Germania e Svezia, resisi conto che una spesa pubblica tanto ingente uccideva l’economia. E’ tanto più vero per l’Italia, con un debito pubblico che dal 120% risale verso il 123% grazie alla recessione in corso.
Infine, dover provare ad azzerare il deficit pubblico a breve senza incidere in profondità la spesa pubblica significa non solo alzare un prelievo fiscale a sua volta da record, il 54% sull’Italia “legale”, ma un doppio errore se inoltre l’obiettivo è di raggiungere avanzi primari stabili nell’ordine di 5- 6 punti di Pil l’anno, ottenuti per quattro quinti solo con maggiori imposte. Di qui gli 87 miliardi di più tasse in 3 anni calcolate dalla Cgia di Mestre.
Gli errori vengono però al pettine, in un’Europa in cui la Francia di Hollande rilancia gli spread, mentre la sin qui eurovirtuosa Olanda molla la Germania entrando in crisi di governo proprio sui tagli al deficit, e quando gli USA al G20 hanno negato un solo dollaro in più a un’Europa indifferente al sospingere così Spagna e Italia a esiti greci.
Giarda che chiede una task force a Monti per la spending review è una prima – parziale – ammissione di consapevolezza. Così proseguendo si arriva a rivolte fiscali e al deprezzamento degli immobili che sin qui avevano retto il portafoglio patrimoniale delle famiglie. Vieri Ceriani che s’intesta nella delega fiscale l’aumento dell’Iva previsto a ottobre, e aggiunge che non ci sarà un solo euro di tasse in meno, mostra invece che la consapevolezza nel governo ancora manca. Quando dico “manca” lo affermo in maniera sgomenta: con questo governo non si può – a differenza di molti precedenti, di ambo i colori – partire dal presupposto che non capisca che cosa avviene nella realtà economica del Paese e sui mercati mondiali. Ergo, l’apparente inconsapevolezza del governo tecnico e il suo puntare a tutta birra con barra ferma su nuove tasse e basta, è una scelta suicidaria che lascia senza parole.
Monti non è solo, nel non voler tagliare spesa pubblica per meno imposte. Nessun partito, a sinistra a destra e al centro, al di là di chiacchiere ha il fegato di chiedere tagli di spesa per 5 o 6 punti di Pil. Si ripete che tagli alla spesa sono tagli ai servizi ai cittadini: penosa menzogna, visto che la spesa per welfare è meno della metà degli oltre 50 punti di Pil, e le sole forniture sanitarie costano 5 punti di Pil cioè il doppio di 7 anni fa, perché ogni ospedale e Asl ne rifiuta la centralizzazione.
Altro che chiedersi alla Kennedy che cosa possiamo fare per lo Stato. Qui bisogna chiedersi solo che cosa lo Stato stia facendo a noi. Si comporta come un bandito. Ma in più – come scriveva Lysander Spooner – lo Stato ha la pretesa che i ladri non hanno, cioè quella di dirci che gli immorali siamo noi. E che ci ladra per il nostro bene.
C’è una conclusione aggiuntiva da trarne, che aggiungo solo per il blog. A me appare chiaro che l’Italia sia in una cambio di fase più profondo ancora del 92-93, per proporzioni e gravità attuale della discontinuità economica e d’impresa rispetto alla crisi allora della lira.
Allora, se questo è vero, chi la pensa come noi deve porsi un problema. Se restare osservatore libero. O se e come darsi da fare, tirarsi su le maniche e costruire un’offerta politica nuova su questo semplice e dirimente crinale. Meno spesa per meno tasse, meno pubblico per abbattere il debito.
Ne vale la pena? Una pattuglia liberista, dura e pura. Per la libertà, per l’impresa, per il lavoro, per il PIL.
Non credo affatto che questi punti spossano essere l’agenda del vecchio Pdl qualunque trovata abbia il suo anziano Mao Tse Tung: il suo tempo e le sue prove in 17 anni le ha date, sono un passato di delusioni da dimenticare.
Non credo affatto che interessino alla sinistra, non me ne stupisco ed è giusto così.
Non credo affatto che interessino, però, neanche ai vecchi e nuovi dc e ai coloriti caroselli imprenditorial-managerial-intellettual che sui vecchi dc e qualche “tecnico” convergono, magari su nuovi rossi treni. Leggo sul Foglio e sul Giornale di campagne di arruolamento conviviali estese al nostro mondo liberista. Non mi piacciono, non partecipo, conosco i soggetti che invitano e mi basta e avanza non frequentarli, visto che mi querelano per quel che scrivo trascinandomi in Tribunale.
Non è materia divisiva per questo blog, ciascuno ha le sue idee. Ma le mie sono queste, e le dico in chiaro. Non vorrei tra pochi mesi trovarmi all’improvviso con amici liberisti che ricredono a nuovi Berlusconi opportunisti, neomoderatineocentristituttoeilcontrarioditutto, come fecero con l’originale 18 anni fa.



Il problema di Landru-Giannino, è che non ha ancora capito che è il suo liberismo, nell’attuale versione ultraviolenta, che ha provocato questo casino mondiale. E ancora insiste?
Cara B., ci pensavo proprio quando leggevo il tuo pepato commento in risposta a Fma sul tuo pezzo di ieri.
I tuoi commenti, proprio perché spontanei, non riveduti, ma comunque venefici, meriterebbero una collezione ad hoc.
Quando finirà questa ennesima guerra, se sarò ancora in piedi, mi dedicherà alla redazione di un’antologia.
Tra tutti quelli che bazzicano questo blog l’unico estimatore di Mario Monti sono rimasto io, come sottolinea dfc; ma siccome la mia stima, come ho avuto modo di dire in più occasioni, è relativa, non tale cioé da impedirmi di di dare a Cesare quel che è di Cesare, posso tranquillamente affermare che l’osservazione di Giannino, sulla necessità di tagliare la spesa pubblica mi pare assolutamente assennata, anzi, sacrosanta. Sono d’accordo e l’ho detto in più occasioni.
Faccio rilevare, tuttavia, come lo stesso Giannino non fornisca lumi circa la persona, o il partito, che la dovrebbe applicare.
Anzi, dichiari apertamente di non vederne alcuno all’orizzonte.
Sono d’accordo anche su questo naturalmente, perchè è quello che ho sempre sostenuto.
Bene, ma io credo che, in termini di discussione, tu mi debba un altro step.
Ammesso che mi sembra improbabile che Monti sia stato comprato “all inclusive”, nel senso che fosse già ampiamente risaputo che non avrebbe tagliato la spesa pubblica, non avrebbe liberalizzato, non avrebbe esteso imu a banche e chiesa e si sarebbe limitato solo a aumentare la pressione fiscale, allungare l’età pensionabile e deprezzare il valore degli immobili introducendo una tassazione esasperata, non sarebbe stato lecito attendersi che dato il rispetto internazionale di cui gode, la sua dottrina sia vero che fosse l’unico candidato ma che le sue mosse siano sbagliate o, semplicemente, al servizio di interessi non correlati alla sua carica?
Premesso che era l’unica alternativa, Monti ti ha deluso o no?
Se non ti ha deluso, vuol dire che sapevi già cosa ci aspettava, perché non ci hai avvertito?
Amico mio, prima non so perché non c’ero, ma sicuramente è dal dopoguerra che in questo paese si prova a riformare la macchina dello Stato, senza riuscirci.
Senza per questo essere al servizio dei poteri oscuri della Finanza Internazionale (il risibile capro espiatorio della parte inutile della Sinistra)
“L’Orologio”, che Carlo Levi scrisse tra il ‘47 e il ’50, narra di tre giorni e tre notti nel dicembre del ’45, che videro la fine del governo Parri e l’avvento al potere di De Gasperi e della DC.
Quello fu il primo fallimento
Carlo Levi ci vide il “… profilarsi di un restaurato conformismo, contraddistinto dall’immobilismo della burocrazia e da una classe politica che si occupa principalmente di piccolo cabotaggio, di manovre, di intrighi, di astuzie, di tattiche, …”
Monti non mi ha deluso semplicemente perché non mi aspettavo quello che non mi poteva dare.
Perchè non vi ho avvertito?
Come disse il bravaccio a Don Abbondio:
” Oh! suggerire a lei che sa di latino!”
Sì, direi che la risposta possa essere definita soddisfacente.
Ne traggo, se permetti, qualche conclusione.
Monti è solo quello della banda con la fedina penale pulita e l’aspetto rispettabile, ma in tutto è per tutto solidale con la banda che lo sostiene e lo utlizza in questo frangente storico.
Al posto di Monti ci sarebbe potuto stare anche un Giorgio La Malfa, un Buttiglione, insomma uno qualsiasi che non è noto al casellario giudiziario e che non ha fornito definizioni opinabili del posteriore della signora Merkel e i provvedimenti sarebbero stati sempre gli stessi.
L’unico requisito per succedere a Berlusconi era non somigliare a Berlusconi.
E questo alla faccia del professore, delle competenze di economia, et cetera et cetera.
Mi ricorda una simpatica scena di un vecchio film che propongo per alleggerire l’atmosfera. Mario Core ‘ngrato Monti
http://www.youtube.com/watch?v=hg-DojQp5v8
Caro dellefragilicose,
Sai, fai bene a citare Marx, perché altrimenti, chi altro potresti citare, Padre Pio?
M’intrometto (non richiesto, ma certo tollerato) in questa polemica fra te e l’amico fma. Credo di poter rivendicare una mia coerente e continuativa avversione a Monti, manifestata già prima che s’insediasse. Non è un titolo di merito (ciò che è ovvio non lo è mai). Direi piuttosto che la circostanza dovrebbe consentirmi d’intervenire in merito senza dar adito ad equivoci.
Sgombriamo il campo da un equivoco: le misure adottate dal governo (ivi compresa la palese iniquità) non sono originate da una sorta di grettezza d’animo, né da indifferenza verso le sofferenze delle classi meno abbienti. Il professor Monti applica la ricetta che ritiene più efficace, l’unica, a suo modo di vedere (e della solida teoria economica alla quale ha aderito da tempo) in grado di tirar fuori il Paese dalle secche. Accusarlo di negligenza è comme rimproverare ad un cristiano di prendere la comunione. Di più: a lui bisogna riconoscere anche che non è libero di applicare pienamente le sue teorie, perché il suo cammino è ostacolato da una serie di buche e trabocchetti cosparse lungo il percorso dai partiti che lo sostengono, i quali continuano a perseguire solo modestissimi interessi di bottega. E, giacché siamo in argomento, è bene ricordare che il governo Monti nasce dalla fuga dei partiti di fronte all’evolvere della crisi, allorché fu chiaro a tutti (tranne che ai tifosi) che Monti aveva un’idea su come affrontare la situazione, mentre la poltiglia della partiti non ne aveva nessuna. Ed ancora a scanso di equivoci: non ne avevano allora e non ne hanno oggi. I più arditi e fantasiosi si limitano a buttare la palla fuori dal campo di gioco (eurobond o federazione dei Paesi europei, quasi che la realizzazione di queste misure dipendesse da Monti). Non prendo in considerazione i cosiddetti partiti d’opposizione perché la strumentalità delle loro tesi è esattamente pari a quella dei partiti di maggioranza. Per ascoltare qualcosa di non tristemente banale bisogna uscire completamente dalla diatriba stucchevole dei partiti e rivolgersi a qualche economista fuori dal coro della mainstream, sia pure con tutte le incertezze che aleggiano in fondo ai loro discorsi, per quanto pudicamente non esplicitati con chiarezza.
Vabbé, Monti era l’unica scelta possibile dice fma, quello che fa sono le uniche cose fattibili dici tu. Io vi credo e il giro si è chiuso.
Appena finisce la scorta di articoli politici/sociali, incomincio a mette le foto del culo di Belen così, almeno, ci facciamo gli occhi
Non ho detto che Monti fa le uniche cose fattibili, ma non intendo polemizzare e quindi mi fermo qui.
Anzi: appena inizia la serie di Belen voglio scrivere qualcosa sulla “purchiacca” che è pur sempre una parola dalla nobile etimologia greca: pur, puròs (fuoco) e keir, keiròs (terra, luogo). La zona del fuoco.
Concordo con Eduardo che i partiti sono poltiglia immonda (chiamiamola pure merda, vah). Brevemente, io a Monti gli imputo di aver avuto “l’impeto” solo all’inizio, per tassare tutto il tassabile, non riuscendo a liberalizzare nemmeno i taxi (che non mi sembrerebbe proprio il PRIMO problema del paese, ma se non riusciamo nemmeno nel minimo, lasciamo perdere, no?), per poi .. fermarsi praticamente lì, la storia del “cresci Italia” più passa il tempo più mi sa di bufala.
Non c’era da aspettarsi molto, chiaro, da un leader imposto dall’estero, e c’è oggettivamente il grosso, enorme problema del buco spaziotemporale dove abbiamo vissuto negli ultimi 18 anni di berluscopol – a costo di sembrare “populista”, io dico che si sono mangiati tutto il mangiabile senza nemmeno pulirsi la bocca.
La corruzione e la mancanza di un minimo di giustizia funzionante sono l’elefante nella stanza (come ho letto in un bellissimo articolo di Debora Billi nel suo blog ) della situazione italiana, a mio parere. Sono il letamaio dove i saprofitici partiti crescono allegramente, ad arieggiare la stanza sembra non pensi nessuno (sai c’è la crisi..).
Sono assolutamente d’accordo con quello che dici. Anche se il mio parere su Monti diverge dal tuo. Che potrebbe parere strano, mentre è la dimostrazione
che non è tanto importante pensarla allo stesso metodo, quanto usare lo stesso metodo.
errata corrige: non è tanto importante pensarla allo stesso modo, quanto usare lo stesso metodo.
Oscar Giannino a mio giudizio è un ottima persona, sicuramente onesta nelle sue affermazioni e passioni, e sono contento che venga citato qui. E’ un liberista, ma nel senso buono e ragionevole del termine che è quello della ricerca di un modello di società (che può anche non essere condivisibile) il cui obiettivo è l’individuo e la persona ed il benessere, non il profitto fine a se stesso. Ma qui credo finiamo un po’ come il comunismo, fra qualche anno magari parleremo del “liberismo reale” o meglio ancora del “capitalismo reale”, chissà..
in ogni caso, aldilà delle considerazioni su Monti e su cosa stia realmente facendo (concordo che piu’ passa il tempo e piu’ sembra solo un curatore fallimentare al servizio dei creditori più forti, c’è da dire che subito dopo Berlusconi era decisamente difficile non apprezzarlo..)
il problema di fondo comunque è che il sistema non funziona, già Marx aveva evidenziato i problemi di fondo del capitalismo, ma un conto parlare di teoria ed un conto provarlo sulla pelle.. da tutto questo ribollire prima o poi verrà fuori un nuovo modello, ma purtroppo i processi di trasformazione delle società durano decenni se non secoli e passano attraverso rivoluzioni e sangue (almeno fino ad oggi..) e non guardano in faccia nessuno..
volendo è una questione di equilibri, il comunismo ha fallito (appiattiva troppo l’individuo) il capitalismo ha fallito (esalta troppo l’individualismo più che l’individuo), ma non è possibile trovare un equilibrio fra questi estremi? per esempio, trovo giusto che ci siano delle differenze di reddito, o meglio di merito da cui può scaturire un maggior reddito o livello sociale, perchè non prendiamoci per il culo l’uomo è un animale competitivo, e se ben indirizzata la competizione è anche utile per la società.. ma non si potrebbe mettere un limite all’accumulo, alla ricchezza? diventata oltre un certo limite è solo potere fino a se stesso che divora tutto e tutti solo per crescere ancora di più.. che cazzo te ne fai di avere più di cento milioni di euro! non riesci già a fare una vita da nababbo? così come non dovrebbe essere mai negato un minimo a ciascuno, che me ne frega dei macchinari e della tecnologia se non liberano l’uomo dal lavoro, se non regalano più tempo a ciascuno di noi per darci la libertà di fare ciò che più ci piace ed a parità od anche a maggior benessere? invece no, alla fine serve solo all’accrescimento del potere di chi già ce l’ha e ne vuole semplicemente di più, una grande battaglia a risiko dove le pedine siamo noi ed i giocatori altri e pochi..
“ma non si potrebbe mettere un limite all’accumulo, alla ricchezza? diventata oltre un certo limite è solo potere fino a se stesso che divora tutto e tutti solo per crescere ancora di più..”
Io più che metterci un limite, lo eviterei proprio l’accumulo. E’ contronaturale e dannoso: più io accumulo soldi senza spenderli, meno ne circolano per altri individui. Nel mentre, però, i beni continuano ad essere prodotti. Io non li compro perche’ accumulo, tu non li compri perche’ non hai da comprare. Morale: il prodotto scade, si danneggia o rimane inutilizzato. E’ quasi sadismo. Se poi consideriamo che lo Stato la moneta la paga, il discorso diventa ancora più destabilizzante.
Secondo me nei secoli c’e’ stata una progressiva perdita di coscienza riguardo ciò che e’ ed e’ chiamata a fare realmente la moneta. Basterebbe pensare al baratto, il suo “predecessore”: nessuno avrebbe scambiato dieci uova per una gallina che poi avrebbe lasciato morire. La gallina l’avrebbe presa, ma l’avrebbe anche sfruttata. Oggi e’ un po’ come se una serie di persone si affannassero ad appropriarsi di uova e galline per poi chiuderle in cantina a marcire, mentre fuori molti altri muoiono di fame. Questo perche’ le monete (a parte in caso di default o inflazione) non marciscono come le uova.
La moneta avrebbe solo dovuto facilitare lo scambio, ma poi qualcuno ci ha marciato sopra ed e’ diventata essa stessa un prodotto. Questo, dal mio punto di vista di semplice spettatrice non-studiosa dell’economia.
Ma la questione e’ un’altra secondo me: una volta il morto di fame avrebbe ammazzato il sadico-rapitore-di-galline pur di vivere, o perlomeno gli avrebbe rubato uova e/o galline. Adesso invece?
cos’è? un invito al consumismo?
personalmente, nonostante sia nato a Genova, sono uno spendaccione e non ho ma accumulato molto… la “roba” di verghiana memoria per me va spesa tutta prima che finisca a marcire nella bara dove non saprei che farmene, tranne lasciare (ma fuori dalla bara) quella necessaria ad alleviare il futuro dei cari che rimangono nella speranza che anche loro la usino per quel che vale.. ma non era questo il punto.. ovviamente parlavo di capitale, di maggior reddito relativo, di differenze se vuoi anche di classe.. un capitalismo controllato sia nell’alto ma anche nel basso attenzione, il consumo è salvo ma umano, non voglio salvare invece il potere fino a se stesso.. il ricco (in questo caso relativo) che si compra dieci ferrari fa comunque girare l’economia, il finanziere che gioca in borsa non ha più niente di utile realmente alla società, è solo una scommessa..
trovo interessante il cenno al baratto, la funzione della moneta era appunto quello che dici, è quello sarebbe dovuto rimanere, ed aveva un rapporto speculare a quello che valeva veramente un bene o servizio, ad una risorsa di qualche tipo.. magari si potrebbe discutere quanto vale una gallina in uova o addirittura rispetto invece a qualcosa di completamente diverso come una sedia od un taglio di capelli, la moneta doveva aiutare anche in questo, a trovare equivalenze o rapporti socialmente riconosciuti fra risorse anche molto diverse per garantire una sorta di ecodiversità, insomma un utilità sociale reale
ma la finanza ha distrutto completamente questo senso e questa funzione, non ricordo a quante volte il denaro esistente è corrispondente rispetto al Pil mondiale, ma a decine! ormai non c’è niente dietro al denaro, niente che possa essere utile in un isola deserta, manco la carta che almeno brucerei! il denaro è diventato qualcosa di completamente astratto tanto che la maggior parte in realtà non esiste nemmeno! è solo virtuale nella memoria di milioni di computer, è solo una serie di promesse fra individui che nessuno in realtà potrà mai rispettare perchè ormai non corrisponde più a niente di reale..
ma questo debito con chi ce lo abbiamo poi? chi sono i nostri creditori? di tutti intendo, perchè nel mondo l’europa ora ha poco credito sembra, ma gli altri non stanno tanto meglio a debito anche se il gioco di prestigio ancora li regge ma è scricchiolante (a parte la Cina ma solo perchè è partita tardi in questo modello incaprettante e quindi può tranquillamente respirare ancora), e che cosa ci hanno prestato realmente? quante galline? quante uova? chi minchia sono questi trader che si alzano la mattina e comprano e vendono? e soprattutto comprano e vendono per chi? non ci possiamo parlare? dove cazzo vivono questi, sulla luna? dove li spenderebbero questi soldi se non esistesse più il mondo e io che produco realmente le cose non riconosco più il tuo denaro? e poi perchè il denaro deve avere un costo slegato da un vero utilizzo che produca cose reali? perchè interessi su interessi?
Il debito, da quanto ho capito, ce lo abbiamo verso le risorse naturali che fanno andare avanti il mondo e, di conseguenza, verso chi le ha sapute sfruttare a suo tempo.
Il mio non voleva essere un invito al consumismo, ma effettivamente lo sembra perche’ non ho specificato che secondo me la questione e’ divisa in due parti: una e’ la circolazione della moneta, l’altra e’ lo spreco delle risorse. Per quanto mi riguarda, le Ferrari potrebbero benissimo non essere prodotte. Le macchine potrebbero non arrivare a 280 chilometri orari visto che le leggi italiane attuali permettono di andare al massimo a 130 (140 per la flessibilità) in autostrada. E comunque, uno che si compra dieci ferrari non fa altro che comprare 100.000 uova (a dir poco, sinceramente il conto non lo so e non lo voglio fare) per tenerle in garage.
Se i problemi sono lo spreco delle risorse e la poca circolazione della moneta, allora la soluzione momentanea e’ nell’equilibrio: consumare per far girare l’economia, ma non eccedere per non sprecare le risorse. Se poi invece uniamo il discorso all’energia alternativa e ai materiali non sintetici che sono stati abbandonati col tempo con non tanta specificata motivazione, e alla possibilità che abbiamo (ma non sfruttiamo) di riciclare praticamente ogni tipo di materiale… Beh, e’ inutile che continuiamo a parlane. Le cose si possono fare, che poi non si facciano e’ un altro discorso.
Se consideriamo la moneta come strumento di facilitazione del baratto e poniamo energia e cibo come risorse primarie, allora e’ facile pensare che un modo di risolvere parte del problema e’ semplicemente quello di deciderci ad usare risorse non-finite e non-inquinanti per far andare la nostra società e al contempo il mondo allo stato naturale. E’ una questione di scelte. Visto in quest’ottica, il problema e’ molto più semplice da affrontare e risolvere. Almeno concettualmente.
forse anche la mia descrizione del voler spendere tutto potrebbe sembrarlo, ma non lo è
credo che il problema delle risorse in diminuzione sia stato creato proprio dal sistema capitalistico attuale che prevede crescita infinita in un mondo di risorse finito.. forse non è un caso che la crisi del capitalismo inizi a manifestarsi parallelamente allo spreco e dal diminuire di risorse sempre maggiore.
Forse esiste la necessità di un sistema equilibrato a livello sociale che poi si rifletterebbe in un sistema ambientale equilibrato con lo sviluppo umano.
Gli umani però hanno determinate caratteristiche che sono difficilmente omologabili in un campo ristretto dove a tutti piace correre veloce o a tutti piace andare in bici, o che tutti siano disposti a lavorare 12 ore o tutti solo 3 al giorno. Bisogna creare un equilibrio anche fra queste caratteristiche di tutti, in modo però che nessuna parte ecceda troppo compromettendo l’equilibrio generale. Ne troppo poveri ne troppo ricchi.
E comunque io 10 milioni di uova li avrei messi per lo shuttle
buonanotte
forse anche la mia descrizione del voler spendere tutto potrebbe sembrarlo, ma non lo è
credo che il problema delle risorse in diminuzione sia stato creato proprio dal sistema capitalistico attuale che prevede crescita infinita in un mondo di risorse finito.. forse non è un caso che la crisi del capitalismo inizi a manifestarsi parallelamente allo spreco e dal diminuire di risorse sempre maggiore.
Forse esiste la necessità di un sistema equilibrato a livello sociale che poi si rifletterebbe in un sistema ambientale equilibrato con lo sviluppo umano.
Gli umani però hanno determinate caratteristiche che sono difficilmente omologabili in un campo ristretto dove a tutti piace correre veloce o a tutti piace andar in bici, o che tutti siano disposti a lavorare 12 ore o tutti solo 3 al giorno. Bisogna creare un equilibrio anche fra queste caratteristiche di tutti, in modo però che nessuna parte ecceda troppo compromettendo l’equilibrio generale. Ne troppo poveri ne troppo ricchi.
E comunque io 10 milioni di uova li avrei messi per lo shuttle
buonanotte
[...] i fatti siano piuttosto espliciti, c’è ancora un mucchio di gente che sostiene Monti. No, non parlo dei partiti e degli sgherri che ne fanno parte: non sono un necrofilo quindi non mi [...]
[...] i fatti siano piuttosto espliciti, c’è ancora un mucchio di gente che sostiene Monti. No, non parlo dei partiti e degli sgherri che ne fanno parte: non sono un necrofilo quindi non mi [...]
[...] commentatori hanno rilevato come l’attuale attenzione dei media per i suicidi causati dalla crisi economica, non rifletta una realtà confermata dai dati. Non solo è assurdo legare un evento complesso come [...]
[...] al momento giusto, saresti stato bello bello al tuo posto a fare il soprammobile di rappresentanza senza rompere il cazzo agli amici e, soprattutto, facendo pensare ai tubi digerenti che le cose stanvano veramente [...]
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