Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)! 70


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Il timer dell’apocalisse
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L’Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l’esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l’Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l’apocalisse dell’euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.
Né l’una né l’altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.

Sembra di leggere MC vero? L’Apocalisse, lo Spread, il Timer. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l’articolo qui. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai sono tre mesi che ravano i coglioni ai lettori di MC con l’apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato un profeta che funziona, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.

Ora, mentre a Roma fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto un’introduzione, dei consigli pratici dal punto di vista economico e un consiglione speciale.

Non rimane che parlare di cosa fare dei quattrini che abbiamo in banca. Parlo del contante perché, secondo me, chi tiene i soldi vincolati o in titoli è un ottimista. Io non lo sono. E quando parlo di contanti, immagino cose dai 30k in su. Chi ha meno, legga le puntate precedenti.
Può succedere che il progetto Euro fallisca? Tutti vi dicono di no vero? Forse sono i nipoti di quelli che non credevano alla guerra quando il signor Hitler invase la Polonia: “non conviene a nessuno“, “chi vuoi che si metta a rischiare ora che l’Europa ha raggiunto i suoi equilibri“. Certo, certo. Io che, per tradizione, provengo dalla parte che nella seconda guerra mondiale si è beccata un’eccellente uccello di fiamma proprio perché pensava che non sarebbe successo nulla,  penso che le cose succedono eccome. Soprattutto quando tutti dicono che non è possibile perché non conviene a nessuno. C’è sempre lo stronzo che pensa che a lui, in fondo, converrà o qualche opposizione che pur di conquistare il potere prometterà latte e miele agli elettori coglioni. Tutto in nome della democrazia.

Sì, secondo me la possibilità che l’Euro cessi di esistere è reale, specialmente se Francia e Germania si troveranno costrette a giustificare elettoralmente le enormi perdite subite a causa dei default di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. A quel punto, gli entusiasti della politica monetaria indipendente saranno finalmente soddisfatti perché saremo di nuovo liberi di trasformare le nostre lirette in coriandoli come facevamo negli anni 80. Una bella svalutata del 10% e di colpo in tasca, pur avendo le stesse banconote, hai il 10% in meno. Che magia.

Io, se avessi più di 30k, mi regolerei così. Aprirei un conto estero in un paese con una valuta abbastanza affidabile indipendente dall’Euro. Ce ne sono diversi, ma per tradizione, logistica e solidità preferirei la Svizzera.
Sì, si può aprire un conto in Svizzera anche se non si beccano tangenti e se non si deve riciclare denaro sporco.  Il Franco Svizzero in questo momento ha un rapporto di cambio 1 Euro=1,22 CHF, più o meno, ma se non sbaglio, all’introduzione dell’Euro il cambio era 1 Euro =1,60 CHF, una rivalutazione del Franco del 25% rispetto all’euro.

Ok, mi interessa, dimmi di più: Bene. Lasciamo perdere le banche (quelle vere, con i conti cifrati) che, in genere, hanno tassi negativi sui conti e non prendono tempo con chi ha meno di 100k da depositare. Una buona soluzione è la Posta Svizzera. In questo momento è garantita direttamente dalla Confederazione Elvetica, anche se questa situazione è attualmente in itinere.  Postfinance permette la gestione del conto direttamente on line con bonifici gratuiti da e per l’Italia e con una serie di opzioni (dette set on line) con le quali le spese risultano abbastanza basse o addirittura nulle se si ha una giacenza minima. Infatti, con una giacenza media minima di 25K (in CHF) è possibile attivare quello che loro chiamano un “Set Plus” che consente la gestione on line del conto e l’attivazione di tre conti correnti in diversa valuta + un conto deposito con un interesse dell’1% (è vero, fa cagare, ma loro se lo possono permettere).

Lo voglio, come devo fare?: Finisci di leggere questo pezzo, poi scrivi i tuoi dubbi a questo link. Nel giro di poche ore riceverai una mail con un numero di telefono ed il nome di una persona da contattare.  Se chiami di sabato o di domenica è meglio. Preparati tutte le domande e riceverai risposte precise, gentili ed esaurienti. Avranno risposto a milioni di domande da parte degli italiani e sanno meglio di te quello che stai per chiedergli.
In ogni caso, la procedura è questa. Devi andare di persona in un qualsiasi ufficio postale svizzero e sottoscrivere il modulo di adesione iniziale. Basta la carta d’identità e non c’è bisogno di appuntamento. Si tratta di riempire il modulo con pochi dati (non il codice fiscale), depositare la firma e fornire una copia del documento. Da quel momento in poi avviene tutto per posta/internet/telefono.
Dopo pochissimi giorni e senza aver versato un euro, arriva a casa il bancomat, il dispositivo per la generazione randomica della chiave di accesso al sito ed una serie di documenti. Ora basta fare un bonifico dall’Italia e il giro si è chiuso.

Una buona idea è sottoscrivere un ” Set Plus“,  aprire il conto base in CHF, poi, appena ricevuto l’accesso, aprire on line e gratuitamente un altro conto in euro. In poche ore riceverete l’IBAN del conto in euro e il relativo Bancomat che si può utilizzare senza costi aggiuntivi sul prelievo in tutti i Bancoposta italiani (e in generale ad ogni sportello mondiale del circuito PLUS). A questo punto è possibile bonificare sul conto in euro e lasciare in euro sfruttando, se serve, la possibilità di convertirli immediatamente in CHF semplicemente trasferendoli istantaneamente sul conto in CHF.

Ma devo andare per forza in Svizzera per aprire il conto?: Per Postfinance sì e non conosco altri sistemi per aprire un conto estero on line in area extra UE. Ce ne saranno sicuramente, ma non sono cose per un pezzente come me. In area UE è possibile (ad esempio la banca belga KeyTrade), ma che senso ha aprire un conto in Euro in una banca UE in un paese prossimo al default come il Belgio? Mah.

Ma quanto mi costano i bonifici verso la Svizzera?: Fra i 10 e i 15 euro che preleva inopinatamente la vostra banca italiana perché Postfinance accredita senza spese tutti i bonifici provenienti da area SEPA. Se avete voglia di risparmiare, vi informo che Conto Corrente Arancio, che con una giacenza media di 3000 euro non fa pagare nemmeno il bollo, consente bonifici on line gratuti verso area SEPA.

E’ legale? devo pagare tasse?: Sì, è legalissimo. No, pero ora non si paga nulla, ma non è escluso che si inizia a pagare fra quelche settimana o che fra qualche settimana diventi addirittura proibito. Le cifre trasferite all’estero vanno inserite in un quadro “informativo” della dichiarazione dei redditi e, siccome sugli interessi maturati eventualmente all’estero, si paga il 35% di trattenute, se volete compensare rispetto al 20% italiano dovete dichiararli per andare a rimborso. Ma a me non interessa.

Ma per andare in Svizzera ci vuole l’aereo, mi costa due giorni, non ho tempo, non voglio spendere: Fottiti.

Per ora è tutto.  Ora che il peggio è veramente iniziato ci sentiremo più spesso. Se pensate che fino ad oggi sia stata dura, non avete idea di quello che ci aspetta. Io ho bisogno di uomini, voi avete bisogno di un comandante. Facciamo incontrare domanda e offerta e cerchiamo di tenere il nostro culo fuori dalla merda.

Comodi.

p.s. datemi una mano a far circolare queste informazioni condividendo su facebook, g+ o dove cazzo volete. Almeno, se sparo cazzate qualcuno ce lo dirà.

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70 commenti su “Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!

  • mirce

    se non erro, anche poste italiane dà l’1% sui libretti postali, o credi che con il default è a rischio anche questa forma di risparmio?
    vorrei chiedere come mai non riesco a leggere gli articoli che seguono a Ti Potrebbe anche interessare.
    Grazie

  • Roberto Carboni

    Consigli di aprire un conto PostFinance solo a chi ha più di 30k in contanti.
    Teniamo presente però che anche le poche migliaia di euro che possiamo aver messo da parte sudandole sangue, al primo cenno di disgregazione dell'Euro assumono in fretta il valore della carta igienica.
    Se ce li abbiamo in contanti sotto la mattonella non fa differenza.
    Dovendo comunque tenere un conto in franchi e uno italiano in euro consiglierei quindi di tenere in italia solo il necessario per camparso e bonificare il resto in franchi.
    E' il momento buono perchè da Agosto la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di "agganciare" il tasso di cambio all'Euro in modo che il rapporto Euro/Franco non vado sotto gli 1,20. Alcuni sostengono che arriverà a 1,30 prima della fine dell'anno, ma il problema è che potremmo non arrivarci noi alla fine dell'anno.
    Si vis pacem para bellum.

    • Mente Critica

      Chiaramente, se uno abita a Como, può aprire un conto anche se ha solo 300 euro di risparmi. Ho individuato in 30k la soglia di suggerimento per chi deve imbarcarsi verso la svizzera con una certa fatica. Poi, chiaramente, ognuno si regola come ritiene opportuno.

  • Roberto

    Consigli di aprire un conto PostFinance solo a chi ha più di 30k in contanti.
    Teniamo presente però che anche le poche migliaia di euro che possiamo aver messo da parte sudandole sangue, al primo cenno di disgregazione dell’Euro assumono in fretta il valore della carta igienica.
    Se ce li abbiamo in contanti sotto la mattonella non fa differenza.
    Dovendo comunque tenere un conto in franchi e uno italiano in euro consiglierei quindi di tenere in italia solo il necessario per camparso e bonificare il resto in franchi.
    E’ il momento buono perchè da Agosto la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di “agganciare” il tasso di cambio all’Euro in modo che il rapporto Euro/Franco non vado sotto gli 1,20. Alcuni sostengono che arriverà a 1,30 prima della fine dell’anno, ma il problema è che potremmo non arrivarci noi alla fine dell’anno.
    Si vis pacem para bellum.

    • Comandante Nebbia

      Chiaramente, se uno abita a Como, può aprire un conto anche se ha solo 300 euro di risparmi. Ho individuato in 30k la soglia di suggerimento per chi deve imbarcarsi verso la svizzera con una certa fatica. Poi, chiaramente, ognuno si regola come ritiene opportuno.

  • gabriele

    Era evidente che finisse così, già nel 1994 quando il debito pubblico era di 200.000 miliardi di lire il buon senso suggeriva che il capitale versato in buoni del tesoro non sarebbe mai stato restituito . Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. D’altra parte tuttiquesti soldi sono stati spesi in well fare ( prepensionamenti, esubero di statali e parastatali, finanziamenti a fini elettorali, casseintegrazioni , ecc, ecc ) quindi bene o male sono stati redistribuiti. Il problema però é il nostro debito pubblico in mano alle nazioni straniere , quello si che é un problema . Potranno ” espropriarci ” ciò che ci rimane o ricattarci sul piano produttivo. Dico bene o sbaglio ? Ciao a tutti

    • Comandante Nebbia

      Ci possono fare quello che vogliono. Quando perdi la faccia non conti più un cazzo. Hai voglia di stampare lirette, se non paghi in dollari, franchi svizzeri o euro puoi rimanere al freddo per tutto l’inverno. Bisognerà perdere in termini di proprietà, ma soprattutto di diritti.
      Abbiamo venduto i nostri figli a queste merde e ora loro se li stanno prendendo.

    • Roberto

      Ci siamo già messi il cappio intorno al collo vendendo le nostre industrie ai francesi. I quali ci tengono discretamente per i coglioni al momento. Almeno non facciamogli anche il favore di ricomprarci il debito e tagliarceli. Se ci ricompriamo il debito adesso loro avranno avuto i vantaggi di detenerlo quando contava, e noi l’avremo preso al culo due volte: la prima andando in default, la seconda perdendo tutti i nostri risparmi nel ricomprarci il debito.
      Sta bene che noi italiani siamo campioni di masochismo, ma a tutto c’è un limite! Lasciamo che anche i nostri beneamati cuginetti francesi si sorbiscano qualche cucchiaino della merda che hanno contribuito a scaricarci addosso. Il poco che ci è rimasto mettiamolo dove lo Stato non ci possa mettere le mani sopra.
      Si vis pacem para bellum.

  • Ana Plesa

    non capisco perche' aprire subito un conto in chf e dopo uno in euro, me lo puo' spiegare ?
    io mi limiterei a quello in chf, mentre per quello in euro manterrei una manca italiana, col minimo indispensabile

    • Mente Critica

      per mettersi al riparo dal rischio di cambio. nel senso che è meglio mantenere i soldi in euro, ma avere la potenzialità di convertirli in franchi all'istante e, soprattutto, senza correre il rischio di vederseli convertire in lire.

      • morgan

        ma se mantengo i soldi in euro su un conto Svizzero e in Italia crolla l’euro e tutto i conti italiani vengono convertiti in Lire succede anche nel mio conto Svizzero(in euro)?
        altrimenti sarebbe opportuno convertirli in franchi solo ed esclusivamente a fronte di una forte svalutazione dell’euro,giusto?

  • Ana Plesa

    A PROPOSITO, E DI COMPRARE ORO FISICO NON SE NE PARLA ?
    COME SOPRASCRITTO, IN SVIZZERA GLI INTERESSI LASCIANO UN PO' A DESIDERARE, MA L'ORO DAL MIO PUNTO DI VISTA CONTINUERA' A CRESCERE (INTENDO A LUNGO TERMINE).

    • Mente Critica

      sul sito ci sono tutti i costi. con 25.000 franchi di deposito totale la tenuta conto non prevede costi. I bolli non esistono. Postfinance risponde 24×7. Gli orari degli uffici sono sul sito.

  • Franz

    Intanto grazie mille per le dritte, che ho provveduto a passare in giro.
    Comunque visto che siamo in tema vi chiedo: come la vedete la sterlina?

    Lavoro in uk e il mio stpendio in sterline va a finire su un conto inglese (hsbc), conti in euro non ne possiedo.
    Ora l’inghilterra non è esattamente nella zona euro, ma non è nemmeno immune ai suoi scossoni dati i suoi grossi investimneti nella finanza.

    Inoltre non so se per le leggi di qui sia legale aprire un conto in svizzera, voi ne sapete qualcosa?

    • Comandante Nebbia

      E perché dovrebbe essere illegale se è tutto fatto alla luce del sole con nomi e cognomi e documenti?
      Informati, ma sono quasi sicuro che è tutto ok, facci sapere.

      La sterlina non è esattamente una moneta rifugio. Insomma, c’è di meglio.

    • serpiko

      Boss. Mi conosci da qualche anno, non bene ma mi conosci.
      Sai con quale cautela abbia sempre prestato le mie opinioni. Come abbia sempre ponderato le mie posizioni e lasciato margini per rivederle. Quanto abbia esitato a dare consigli quando la percentuale di dire una stronzata era troppo elevata.
      Sai anche chi sono e, molto probabilmente, da dove scrivo e cosa faccio per campare.

      Bene.
      Sappi che mi sto muovendo. Ora. Con rapidità. Stasera ti/vi spiego come.

      Solo stasera però, perchè ho una fretta bestiale e, come unico privilegio, scelgo quello di non fare coda.
      Ma è un privilegio da avanguardia. Tu sai bene cosa intendo.

  • susodueto

    Tra poco, o comunque entro l’anno ci sarà l’accordo di armonizzazione fiscale tra Italia e Svizzera, come già ha fatto la Germania. Cosa succede ai 30mila € depositati alla Posta elvetica, questi depositi saranno sottoposti all’una tantum patimoniale fino al 34% ?

    Oltre all’imposta, in vigore dal 2013 annuale – anonima – del 26,375% sui redditi finanziari prodotti dai patrimoni dei cittadini tedeschi. Il prelievo copre interamente le imposte che si sarebbero applicate in Germania sui medesimi redditi e si applica anche sui redditi finanziari dei contribuenti tedeschi beneficiari. Per il passato, l’accordo prevede un prelievo forfetario una tantum – una vera e propria imposta patrimoniale – che inciderà pesantemente sullo stock dei depositi (e non sui soli flussi) con aliquote che, in ragione degli anni di deposito e dell’ammontare delle consistenze, oscillano tra il 19 e il 34 per cento.
    http://www.fiscoequo.it/attualita/395-accordo-germania-svizzera-su-patrimoni-nascosti-mentre-litalia-non-blocca-la-fuga-di-capitali-.html

    • Comandante Nebbia

      Ma hai capito quello che hai letto? Secondo me no, oppure sei uno di quelli che, in passato, ha esportato capitale per sottrarsi al prelievo fiscale. Riporto per tutti l’articolo citato così ognuno lo può leggere:

      Pochi giorni prima che il governo italiano varasse la tanto discussa manovra bis, il 10 agosto Germania e Svizzera siglavano un accordo bilaterale destinato ad entrare in vigore all’inizio del 2013. In cambio del mantenimento del segreto bancario (mitigato, di recente, su richiesta dell’OCSE) e di importanti facilitazioni per l’accesso delle banche svizzere in territorio tedesco, la Svizzera si impegna ad applicare, a vantaggio dell’Erario tedesco, un’imposta annuale – anonima – del 26,375% sui redditi finanziari prodotti dai patrimoni dei cittadini tedeschi. Il prelievo copre interamente le imposte che si sarebbero applicate in Germania sui medesimi redditi e si applica anche sui redditi finanziari dei contribuenti tedeschi beneficiari di particolari enti e strumenti contrattuali come fondazioni, società di sede offshore trust non discrezionali, Anstalten; è in grado, quindi, di garantire incassi notevolmente superiori a quelli dell’euroritenuta della direttiva risparmio. Per il passato, l’accordo prevede un prelievo forfetario una tantum – una vera e propria imposta patrimoniale – che inciderà pesantemente sullo stock dei depositi (e non sui soli flussi) con aliquote che, in ragione degli anni di deposito e dell’ammontare delle consistenze, oscillano tra il 19 e il 34 per cento. L’incasso è stimato in circa 4 miliardi di franchi svizzeri (ossia, ai cambi attuali, poco meno di 4 miliardi di euro), 2 dei quali saranno immediatamente anticipati dalle banche svizzere quando l’accordo entrerà in vigore.

      Alfredo Gysi, Ceo della banca BSI, ha evidenziato come, con questo accordo, il segreto bancario svizzero riesca a valorizzare la propria funzione di tutela della sfera privata, senza più risultare indissolubilmente legato al tema dell’evasione fiscale. A tal proposito, il Fisco tedesco non solo riesce ad ottenere le imposte dovute dai propri contribuenti, ma mette a segno un altro importante risultato: la facoltà di richiedere informazioni finanziarie relative ad un determinato cliente, anche senza indicare la banca in cui potrebbero essere depositati i capitali.

      E’ dunque un compromesso che reca importanti vantaggi ad entrambi gli Stati contraenti e che, a breve, dovrebbe essere concluso anche tra Svizzera e Regno Unito.

      Grande assente, ancora una volta, l’Italia. Il nostro paese non è riuscito a concludere nessun accordo sullo scambio di informazioni (TIEAs) che invece gli altri grandi partner Ocse hanno stipulato, negli ultimi due anni, con decine di paesi (anche a fiscalità privilegiata); inoltre, il ministro Tremonti si è fatto promotore di una linea di difesa della ‘trasparenza’ tanto intransigente quanto del tutto inefficace. In particolare con la Svizzera sono stati pubblicamente usati toni da crociata, della serie ‘o tutto o nulla’. E, puntualmente, non abbiamo ottenuto nulla. C’è da credere, del resto, che fosse proprio questo il reale obiettivo di tanta ‘agitazione’, un obiettivo del tutto coerente con l’indirizzo di un governo che, in epoca non lontana, ha giustificato l’evasione – davanti allo stato maggiore della Guardia di Finanza – come strumento di legittima difesa contro un livello impositivo troppo alto.

      Ora che le aliquote massime sono state portate, proprio da questo governo dal 45 per cento (addizionali comprese) a oltre il 50 per cento, il mancato accordo con la Svizzera garantirà un utile salvacondotto ai capitali di nuovo prepotentemente in uscita dall’Italia. Mentre si tagliano i servizi che gli enti locali non saranno più in grado di garantire e che colpiranno soprattutto i più deboli, mentre si introducono aliquote da esproprio, tra le più alte al mondo, sui redditi superiori ai 90.000 euro che, in Italia, sono “dichiarati” da poco più di 600,000 contribuenti, di cui circa 440.000 dipendenti e pensionati, gli evasori continuano a sottrarsi a qualsiasi imposizione sia sui redditi di oggi che riescono ad occultare sia su quelli, evasi, di ieri che si sono trasformati in patrimoni mobiliari e immobiliari o in beni rifugio di vecchia e nuova generazione.

      “La Svizzera italiana finisce le cassette” titola un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 12 agosto da Alessandro Galimberti che squarcia il velo sulla attuale “fuga da tempi d’oro” dei capitali italiani verso la Svizzera, “in contanti e in proprio” per non essere ‘tracciati’ e perché, evidentemente, sono in gran parte frutto di evasione. Nella zona di Lugano molte banche – riferisce l’articolo – hanno esaurito, di fronte ad un vero e proprio assalto dei contribuenti italiani, la disponibilità di cassette di sicurezza di piccole dimensioni, più adatte ai contanti e meno onerose.

      Alcuni autorevoli commentatori (tra cui Lamberto Dini) hanno escluso l’opportunità di una patrimoniale straordinaria per il timore di innestare l’espatrio all’estero dei capitali. Ma i capitali fuggono anche senza la patrimoniale, solo sentendo parlare di imposte di qualsiasi tipo e chi dovrebbe ‘inseguirli’ non è ‘riuscito’ a dotarsi (o non ha voluto dotarsi) degli strumenti contrattuali idonei a garantire, se non la trasparenza, almeno il giusto prelievo ad aliquote corrispondenti a quelle italiane. Con il risultato che essi rimangono tranquillamente anonimi e ‘esenti’.

      Angela Merkel ha ‘sacrificato’ in parte la ‘trasparenza’ ma ha ottenuto una patrimoniale – anonima – che, mediamente, abbatterà di un quarto lo stock del capitale esportato, e un prelievo ordinario, annuo, sui redditi finanziari all’aliquota del 26,375 per cento.

      Se il nostro Ministro dell’Economia ritiene necessario immolarsi sull’altare della più assoluta trasparenza, potrebbe, per lo meno, autorizzare la pubblicazione on line dei redditi dichiarati dai contribuenti italiani affinché sia almeno reso noto il contributo di ognuno al risanamento del paese.

      Comunque, giusto per non farci mancare nulla, l’Italia, come è anche esplicitamente scritto nell’articolo e come riportato in un post di MC
      http://www.mentecritica.net/e-tempo-che-i-cammelli-passino-dalla-cruna-dellago/informazione/oltre-il-confine/lameduck/21459/
      non ha aderito all’accordo ne’ per la fine dell’anno, ne’ per mai.

  • Una che cerca di salvarsi

    io vi dico solo che questa strada l’ho intrapresa, ma è più difficile del previsto… Le banche quando vai a fare il bonifico si inventano di tutto per non farlo andare a buon fine, sbagliano nome del beneficiario, iban, non mettono la causale valutaria, etc.. per guadagnare giorni preziosi… in questo paese se la legge non c’è le cose si risolvono con la delinquenza, non fidatevi e soprattutto sbrigatevi…

  • Maria Elena

    e secondo te se domani andiamo in banca e preleviamo tutti i nostri soldi (sotto qualsiasi forma essi siano) la banca ce lo permette??? in un momento come questo?

  • dm

    Ma invece chi ci propone di investire in BTP proprio in virtù dell’alto rendimento?
    Come la giudicate, una follia o una gran paraculata?

    (a parte il fatto che io ho a malapena i soldi per campare e quindi nulla da investire ma onestamente non presterei mai il mio danaro all’Itaglia).

    • Comandante Nebbia

      Si tratta di scommesse DM. Non di investimenti. Nell’ottica del gioco d’azzardo uno può fare quello che vuole. L’importante è avere le corrette aspettative.

      Comunque, tieni conto che come utente finale tu compri titoli sul mercato secondario e a te, un btp decennale, viene rigirato al massimo al 5% da cui devi poi togliere la tassazione sul rendimento.

      Secondo me c’è più gusto a tentare la fortuna alla roulette.

  • Nello Stoia

    E quando dovrai trasferire i soldi dal conto svizzero che ha valuta in Eur al conto svizzero con valuta locale Chf, hai messo in conto che se l'euro non vale niente il cambio EurChf sarà bassissimo, ovvero un euro varrà pochissimi cents di franchi svizzeri! D'altro canto, se lo facessi già ora in valuta svizzera, significa non credere alla possibilità di recupero dei mercati e al riacquisto di potere dell'euro. Cioè, se non dovesse fallire l Italia e la moneta unica (quello che mi auguro e che ciò che ci meritiamo), quando riandrai ad effettuare il cambio in euro, ti troverai con molti meno soldi rispetto a quelli attuali, perchè nel frattempo EurChf è salito in termini di valori. Curioso dei vs pensieri

  • pai

    Ieri sono andato a Lugano. Motivo ufficiale: turismo.
    Ho visitato la deliziosa cittadina sul lago, ho scattato tante foto.
    Ho ammirato la laboriosità degli svizzeri e la loro onestà… soprattutto quando acquisti in Euro e ti danno il resto in franchi! così i loro prezzi esorbitanti diventano assurdamente incongrui con il bene venduto.
    Lugano in questo periodo sta vivendo un boom economico (semmai ne avesse avuto bisogno!), ci sono cantieri in ogni dove: ristrutturazioni e costruzioni ex novo. Per quanto riguarda le automobili il rapporto utilitarie/macchine di lusso è esattamente inverso rispetto all’Italia.
    Io sono un ammiratore delle bellezze naturali e mi è piaciuto molto il verde: conifere e palme che convivono pacificamente, tanto verde per essere in montagna, il lago mitica il clima. Villette con alberi secolari, osservandone la dimensione del tronco mi è venuto da pensare: “è tanto tempo che qui c’è benessere!”
    Ultima tappa Post Finance, via della Posta a 10 minuti a piedi dalla stazione. Orario continuo 8,30-18,30 circa.
    Che dire?
    Il mestiere degli svizzeri è fare soldi e conservarli e in questo sono molto professionali.
    Totale tempo impiegato dalle 8,30 alle 18,30 compreso turismo. Ne vale la pena: visitare un Paese dove “crisi economico-finanziaria” pare un concetto astratto che non tocca il vivere quotidiano (un po’ come diceva Berlusconi del nostro Paese!).
    Improvvisamente mi sono stupito quando ho percepito dentro di me il desiderio di cercare un lavoro proprio a Lugano. Poi ho scacciato come se fosse una fastidiosa mosca questo insano pensiero e mi sono ricordato di essere “un italiano vero”! ;-))

    Consiglio: non fare cose illegali. Non esportare più di 10000 euro. I controlli della finanza avvengono sul treno appena passata la frontiera. E’ vero che controllano quelli che hanno l’aspetto di immigrati irregolari, ma… meglio godersi una giornata di serena vacanza…

    • Comandante Nebbia

      bella gita 🙂
      Impressioni analoghe le mie, anche se vivendo in Trentino, sinceramente non ho avvertito grandissime differenze.

      Comunque, Pai quando parla di 10K si riferisce al contante, ma operando tramite bonifici che sono operazioni tracciate ed alla luce del sole, non esiste limite all’importo se non quello definito da quanto posseduto.

      • pai

        vero. mi riferivo al contante.
        Sono contento per te e per i trentini sia come una “piccola svizzera”; io sto in emilia romagna, anche qui “sembra” che la gente stia bene, “sembra tutto normale”, ma io sento che non è più così (sulla mia pelle prima di tutto, visto che sono disoccupato da mesi), e poi vedo tanti capannoni industriali/artigianali con il cartello “vendesi-affittasi”, tanti negozi chiusi e, in centro, un turn-over continuo nelle attività commerciali delle vie principali.
        La crisi c’è, ma qui da noi la gente comune vuole ignorarla, prenderne consapevolezza significa prendere atto che esiste la reale possibilità che si possa verificare un evento estremamente spiacevole. E siccome ammettere ciò provoca dolore (gli anglosassoni direbbero che ciò “ha delle importanti implicazioni emotive”), è meglio rimuovere e vivere come se niente fosse…
        Solo gli industriali, gli imprenditori, i manager sono a contatto con la realtà. In questo sembra che siano la parte “più sveglia” della società, lo sono perchè questo fa parte della loro professione. E cosa fanno? Tagliano i costi e licenziano.
        Buona giornata a tutti.
        State svegli!

        • Comandante Nebbia

          Sud Tirol ist nicht italien dicono i nostri cugini di Bolzano. Qui, invece, è piena Italia, ma un’Italia diversa, più parca, severa, rispettosa.

          Forse le montagne sono maestre più severe del mare che con la sua luce ed il suo profumo dispone maggiormente alla dissipazione ed all’indisciplina.
          Lo dico da uomo di mare che, da poco, silenziosamente vive in questa bellissima parte di mondo.

  • fb

    Io e il mio compagno stiamo seriamente pensando di farlo. Non siamo persone ricche – anzi, lui è disoccupato – ma abbiamo venduto un appartamento ricevuto in eredità per comprarne un altro, quindi nell’attesa dell’approvazione del mutuo (che già non è certa, vista la situazione) ci sono veramente troppi soldi sul conto. Non esiteremmo per un attimo se non fosse per il costo delle operazioni: la banca italiana prende un percentuale non irrisorio sui bonifici esteri in partenza e in arrivo. Certo, meglio perdere millequalcosa euro che tutto il malloppo, ma vorremmo capire se c’è un altro modo per trasferire i soldi: tornando su con l’assegno? Ma poi se/quando arriviamo al compromesso, dove bisogna pagare con un assegno circolare, come facciamo con la banca svizzera? Tornando su di nuovo? Ok, ma un assegno circolare su una banca svizzera viene accettato in Italia? Sigh…

    • pai

      Al compromesso io la scorsa settimana ho pagato con un normale assegno bancario, non circolare. Per il resto non so cosa risponderti, non sono un esperto.
      So solo che ieri a Post Finance, Lugano, c’erano altri italiani che aprivano un conto…
      Stiamo facendo bene o male? Perdiamo dei soldi, tempo ed energie inutilmente?
      Sinceramente, mi ripeto, ma non so cosa risponderti.
      Non sono ai vertici del potere, non dispongo di informazioni privilegiate, non sono nemmeno in grado perchè non ho la competenza professionale di leggere la situazione e predire cosa avverrà di qui a una settimana, un mese o un anno. Quelli che sono esperti e informati non scrivono in forum o blog come questi, fanno solo i cazzi loro (dicesi “interessi”) fregandosene di tutto il resto del mondo.
      Io preferisco agire invece che aspettare immobile, forse sbaglio…

    • Comandante Nebbia

      come scritto nell’articolo chiaramente ci sono banche on line che fanno bonifici gratuiti verso la Svizzera.
      In ogni caso, una percentuale sul trasferito è una cosa da Western Union, non da banca.
      Cambia banca e basta.

  • serpiko

    Boss. Mi conosci da qualche anno, non bene ma mi conosci.
    Sai con quale cautela abbia sempre prestato le mie opinioni. Come abbia sempre ponderato le mie posizioni e lasciato margini per rivederle. Quanto abbia esitato a dare consigli quando la percentuale di dire una stronzata era troppo elevata.
    Sai anche chi sono e, molto probabilmente, da dove scrivo e cosa faccio per campare.

    Bene.
    Sappi che mi sto muovendo. Ora. Con rapidità. Stasera ti/vi spiego come.

    Solo stasera però, perchè ho una fretta bestiale e, come unico privilegio, scelgo quello di non fare coda.
    Ma è un privilegio da avanguardia. Tu sai bene cosa intendo

  • Luca Tabacci

    non credo he fallisca l'euro della Germania… fallirà l'Italia e tutti i soldi che sono nelle banche saranno rivalutati al 70% perdendo il 30% per cui ogni 100 euro te ne riconosceranno 70 mentre in germania la svalutazione sarà del 10% ovvero su 100 euro ne perderanno 10… anche perchè invece di rinnovare i btp a scadenza si stanno comprando bund tedeschi e ciò sta compensando la perdita che le banche tedesche avranno con il fallimento dei piigs.

  • andrea

    se ho un conto set online in postfinance in valuta chf con giacenza superiore a 7500 chf posso per evitare costi di bonifici recarmi di volta in volta in svizzera per alimentarlo?

  • Patonza Albisetti

    Ciao, sono residente in CH e moglie di un dipendente Posta. Nel testo sopraccitato non mi pare d aver notato nessun errore sull iter burocratico di Posfinance. Chi ha pubblicato il post sembra molto erudito in materia. Saluti e auguri.

  • Patonza Albisetti

    Ciao, sono residente in CH e moglie di un dipendente Posta. Nel testo sopraccitato non mi pare d aver notato nessun errore sull iter burocratico di Posfinance. Chi ha pubblicato il post sembra molto erudito in materia. Saluti e auguri.

  • Cielo Stellato

    in argentina ai tempi del default metà dei depositi erano in dollari. Ma i risparmiatori non videro mai quei dollari : furono convertiti ad un tasso fraudolento nel peso svalutatissimo dopo averlo finalmente Sganciato dal dollaro. La domanda è la seguente se io cittadino italiano deposito i miei risparmi ( in franchi sviz.) alle poste svizzere, lo stato italiano ha ancora influenza sul conto ?? Può mettere mano in un deposito estero di un cittadino italiano tramite prelievi o conversioni della somma in lire ??

  • morgan

    ma se mantengo i soldi in euro su un conto Svizzero e in Italia crolla l’euro e tutti i conti italiani vengono convertiti in Lire succede anche nel mio conto Svizzero(se li lascio in euro)?
    altrimenti sarebbe opportuno convertirli in franchi solo ed esclusivamente a fronte di una forte svalutazione dell’euro,giusto?

  • morgan

    scusa se insisto,ma in questi casi non si è mai troppo pignoli!
    ho serie intenzioni di aprire un conto in postfinance…
    quindi mi consigli di non convertire i miei capitali in Franchi?
    (almeno per il momento)
    gradirei conferma
    è importantissimo per me il tuo parere
    grazie

  • morgan

    ti ringrazio!
    è quello che farò…
    ma nel caso non fossi così “attento” siamo sicuri che non mi ritrovi il conto in Lire?

  • Roberto Patrone

    mi permetto di chiedere: ma le banche elvetiche, e particolarmente dato l'oggetto, postfinance, come sono esposte su debiti sovrani marci come il nostro?
    Cioè, va bene che sono franchi e non euro, ma com'è la loro solidità ? sarà una domanda stupida, ma non conosco il panorama

  • Bri

    Ciao, sei proprio sicuro che i soldi non vadano dichiarati nel quadro RW della dichiarazione dei redditi ?
    Io ho saputo che devono essere dichiarati

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