Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!

Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!" è stato scritto da dellefragilicose

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Il timer dell’apocalisse
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L’Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l’esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l’Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l’apocalisse dell’euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.
Né l’una né l’altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.

Sembra di leggere MC vero? L’Apocalisse, lo Spread, il Timer. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l’articolo qui. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai sono tre mesi che ravano i coglioni ai lettori di MC con l’apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato un profeta che funziona, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.

Ora, mentre a Roma fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto un’introduzione, dei consigli pratici dal punto di vista economico e un consiglione speciale.

Non rimane che parlare di cosa fare dei quattrini che abbiamo in banca. Parlo del contante perché, secondo me, chi tiene i soldi vincolati o in titoli è un ottimista. Io non lo sono. E quando parlo di contanti, immagino cose dai 30k in su. Chi ha meno, legga le puntate precedenti.
Può succedere che il progetto Euro fallisca? Tutti vi dicono di no vero? Forse sono i nipoti di quelli che non credevano alla guerra quando il signor Hitler invase la Polonia: “non conviene a nessuno“, “chi vuoi che si metta a rischiare ora che l’Europa ha raggiunto i suoi equilibri“. Certo, certo. Io che, per tradizione, provengo dalla parte che nella seconda guerra mondiale si è beccata un’eccellente uccello di fiamma proprio perché pensava che non sarebbe successo nulla,  penso che le cose succedono eccome. Soprattutto quando tutti dicono che non è possibile perché non conviene a nessuno. C’è sempre lo stronzo che pensa che a lui, in fondo, converrà o qualche opposizione che pur di conquistare il potere prometterà latte e miele agli elettori coglioni. Tutto in nome della democrazia.

Sì, secondo me la possibilità che l’Euro cessi di esistere è reale, specialmente se Francia e Germania si troveranno costrette a giustificare elettoralmente le enormi perdite subite a causa dei default di Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. A quel punto, gli entusiasti della politica monetaria indipendente saranno finalmente soddisfatti perché saremo di nuovo liberi di trasformare le nostre lirette in coriandoli come facevamo negli anni 80. Una bella svalutata del 10% e di colpo in tasca, pur avendo le stesse banconote, hai il 10% in meno. Che magia.

Io, se avessi più di 30k, mi regolerei così. Aprirei un conto estero in un paese con una valuta abbastanza affidabile indipendente dall’Euro. Ce ne sono diversi, ma per tradizione, logistica e solidità preferirei la Svizzera.
Sì, si può aprire un conto in Svizzera anche se non si beccano tangenti e se non si deve riciclare denaro sporco.  Il Franco Svizzero in questo momento ha un rapporto di cambio 1 Euro=1,22 CHF, più o meno, ma se non sbaglio, all’introduzione dell’Euro il cambio era 1 Euro =1,60 CHF, una rivalutazione del Franco del 25% rispetto all’euro.

Ok, mi interessa, dimmi di più: Bene. Lasciamo perdere le banche (quelle vere, con i conti cifrati) che, in genere, hanno tassi negativi sui conti e non prendono tempo con chi ha meno di 100k da depositare. Una buona soluzione è la Posta Svizzera. In questo momento è garantita direttamente dalla Confederazione Elvetica, anche se questa situazione è attualmente in itinere.  Postfinance permette la gestione del conto direttamente on line con bonifici gratuiti da e per l’Italia e con una serie di opzioni (dette set on line) con le quali le spese risultano abbastanza basse o addirittura nulle se si ha una giacenza minima. Infatti, con una giacenza media minima di 25K (in CHF) è possibile attivare quello che loro chiamano un “Set Plus” che consente la gestione on line del conto e l’attivazione di tre conti correnti in diversa valuta + un conto deposito con un interesse dell’1% (è vero, fa cagare, ma loro se lo possono permettere).

Lo voglio, come devo fare?: Finisci di leggere questo pezzo, poi scrivi i tuoi dubbi a questo link. Nel giro di poche ore riceverai una mail con un numero di telefono ed il nome di una persona da contattare.  Se chiami di sabato o di domenica è meglio. Preparati tutte le domande e riceverai risposte precise, gentili ed esaurienti. Avranno risposto a milioni di domande da parte degli italiani e sanno meglio di te quello che stai per chiedergli.
In ogni caso, la procedura è questa. Devi andare di persona in un qualsiasi ufficio postale svizzero e sottoscrivere il modulo di adesione iniziale. Basta la carta d’identità e non c’è bisogno di appuntamento. Si tratta di riempire il modulo con pochi dati (non il codice fiscale), depositare la firma e fornire una copia del documento. Da quel momento in poi avviene tutto per posta/internet/telefono.
Dopo pochissimi giorni e senza aver versato un euro, arriva a casa il bancomat, il dispositivo per la generazione randomica della chiave di accesso al sito ed una serie di documenti. Ora basta fare un bonifico dall’Italia e il giro si è chiuso.

Una buona idea è sottoscrivere un ” Set Plus“,  aprire il conto base in CHF, poi, appena ricevuto l’accesso, aprire on line e gratuitamente un altro conto in euro. In poche ore riceverete l’IBAN del conto in euro e il relativo Bancomat che si può utilizzare senza costi aggiuntivi sul prelievo in tutti i Bancoposta italiani (e in generale ad ogni sportello mondiale del circuito PLUS). A questo punto è possibile bonificare sul conto in euro e lasciare in euro sfruttando, se serve, la possibilità di convertirli immediatamente in CHF semplicemente trasferendoli istantaneamente sul conto in CHF.

Ma devo andare per forza in Svizzera per aprire il conto?: Per Postfinance sì e non conosco altri sistemi per aprire un conto estero on line in area extra UE. Ce ne saranno sicuramente, ma non sono cose per un pezzente come me. In area UE è possibile (ad esempio la banca belga KeyTrade), ma che senso ha aprire un conto in Euro in una banca UE in un paese prossimo al default come il Belgio? Mah.

Ma quanto mi costano i bonifici verso la Svizzera?: Fra i 10 e i 15 euro che preleva inopinatamente la vostra banca italiana perché Postfinance accredita senza spese tutti i bonifici provenienti da area SEPA. Se avete voglia di risparmiare, vi informo che Conto Corrente Arancio, che con una giacenza media di 3000 euro non fa pagare nemmeno il bollo, consente bonifici on line gratuti verso area SEPA.

E’ legale? devo pagare tasse?: Sì, è legalissimo. No, pero ora non si paga nulla, ma non è escluso che si inizia a pagare fra quelche settimana o che fra qualche settimana diventi addirittura proibito. Le cifre trasferite all’estero vanno inserite in un quadro “informativo” della dichiarazione dei redditi e, siccome sugli interessi maturati eventualmente all’estero, si paga il 35% di trattenute, se volete compensare rispetto al 20% italiano dovete dichiararli per andare a rimborso. Ma a me non interessa.

Ma per andare in Svizzera ci vuole l’aereo, mi costa due giorni, non ho tempo, non voglio spendere: Fottiti.

Per ora è tutto.  Ora che il peggio è veramente iniziato ci sentiremo più spesso. Se pensate che fino ad oggi sia stata dura, non avete idea di quello che ci aspetta. Io ho bisogno di uomini, voi avete bisogno di un comandante. Facciamo incontrare domanda e offerta e cerchiamo di tenere il nostro culo fuori dalla merda.

Comodi.

p.s. datemi una mano a far circolare queste informazioni condividendo su facebook, g+ o dove cazzo volete. Almeno, se sparo cazzate qualcuno ce lo dirà.

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Avrei voluto essere Rocco Siffredi. Mi consolo scrivendo cazzate.

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