Default Italia: Lo Spread Governa Dove Latita la Politica 2


Monti è salito sul Colle ed ha ricevuto un incarico annunciato da tanto tempo da potersi chiamare ormai d’argento, come le nozze di una vecchia canzone di De André.
In queste ultime ore mi è venuto in mente il remoto ricordo scolastico sulle contraddizioni dialettiche e su quelle reali, Hegel e Kant, insomma.
In sostanza, è vero che i mercati e gli stranieri ci hanno imposto un nuovo governo in violazione del dettato elettorale, ma è vero che quello del Cavaliere ha fatto di tutto per giungere a tale risultato (specialmente per la disistima unanime guadagnatasi dal Nostro).
Siamo una bomba ad orologeria per i mercati e per l’area dell’Euro, ma è anche vero che questa bomba reca molto esplosivo fabbricato all’estero, da banche irresponsabili e governi compiacenti.

E’ vero, altresì, che tutta queste ricette sui disavanzi e sugli spreads altro non sono che l’ennesima stangata dei soliti poteri finanziari che risolvono le difficoltà create dal turbocapitalismo scaricando i costi sulla gente normale. Tuttavia, anche noi abbiamo introiettato l’idea che lorsignori abbiano ragione, che queste idee siano “oggettivamente” vere ma, al tempo stesso, non abbiamo mai bastonato i ladri, gli approfittatori, gli evasori, i parassiti e così via.

Insomma, si evidenziano contraddizioni reali fra opposti interessi (anche all’interno delle singole nazioni) che per un certo periodo di tempo qualcuno, in Italia, ha pensato di risolvere con Scilipoti e simili. Con lo svuotamento del Parlamento grazie anche ad una legge elettorale che piace a tutti, maggioranza ed opposizione.

Oggi qualcuno, a sinistra, (ma, di nascosto, anche a destra) vuol ricorrere alla contraddizione ideale (finta, rovesciata, per usare un linguaggio vetero-marxiano). Monti sarà la sintesi di questa finta contraddizione (in quanto tutta interna ad un corno del dilemma) che farà le cose che i partiti non hanno il coraggio di fare perché, al di là del giudizio sulle singole problematiche, ormai i partiti sono solo agenzie deputate alla loro sopravvivenza e a quella del loro famelico ceto e dei sodali di esso.

Penso che sia molto probabile che i partiti staranno fuori dal governo e cercheranno di condizionarlo (nel senso peggiore del termine).
Ma, alla fine, è molto probabile che il definitivo azzeramento anche di quel poco di dialettica democratica che era rimasta ci porterà ad uno scenario già visto nel ‘94 quando i soloni dell’ex PCI licenziarono in fretta e furia il governo Ciampi per mettere in campo la gioiosa macchina da guerra.
Ma allora c’era ancora grasso che colava. Oggi (domani) saranno cazzi!

Monti ci farà male, ma oggi di Monti non possiamo fare a meno perché i nostri politici (e, segnatamente, Berlusconi) hanno azzerato ogni riserva di tempo e di azione . Questa sembra la contraddizione che non si riesce a portare a sintesi.
Una contraddizione ardua ed alta. A tal fine, non serve Scilipoti, uomo dai non rilevanti centimetri.