Default Italia, Indignati e Black Bloc la Sveglia non Aveva Suonato 6


La verità? La verità è che vi siete indignati tardi, come dice Simona, ma tardi veramente, quando l’acqua è già arrivata al ponte di comando e voi, voi che vivete nelle stive, continuate a respirare solo perché i boccaporti sono chiusi e, ancora per ora, reggono alla pressione dell’oceano.

Vi siete indignati tardi e pure a cazzo di cane. Non ci vogliono 500 black bloc per bruciare tre macchine e spaccare una vetrina. Bastano tre nonciclopedisti che non si sono fatti il solito cinque contro uno quotidiano e hanno l’ormone che gli soffoca il cervello o una ventina di fanboy con tanto di scarpetta lucida e maglioncino aderente convinti che dentro le macchine ci sia l’ultimo modello samsung con android.

500 persone determinate, invece, sono più che sufficienti per portare la paura sulla soglia del potere, per far finalmente cacare sotto chi è abituato a guardare il mondo dai vetri blindati di una macchina di servizio, chi crede che la mattina si faccia tutti colazione con la brioche, la spremuta d’arancia e la confettura fatta in casa, chi si fa di coca per fottersi le modelle, chi si è talmente abituato a vivere di privilegio che se lo perdesse non sarebbe nemmeno capace di procurasi quanto basta per comprare mezzo chilo di pasta e un barattolo di pomodori.

Troppo facile spaccare qualche vetrina sotto gli occhi dei celerini compiacenti, troppo comodo farsi infiltrare come degli stronzi, troppo semplice portare in giro dei pupazzi, esibire cartelli che scimmiottano gli slogan letti su facebook. E’ tardi, è tardi, se c’è una strada non passa più per il confronto civile, per i partiti, per i capipopolo, per le manifestazioni, per le sfilate. Non saranno tre macchine e un blindato in fiamme a fare la rivoluzione.

A questo punto del naufragio, per svoltare veramente c’è da rischiare la pelle senza piangere in tv come i bambini se si becca una manganellata tra i denti, bisogna snidare quelli che contano e non i supermercati di periferia a caccia di birra gratis, bisogna rischiare di beccarsi una pallottola, bisogna prendere il ponte di comando e, se serve, buttare a mare il comandante con tutta la sua ciurma.

Ma forse non sarà sufficiente lo stesso, perché abbiamo i culi così grassi che se pure riuscissimo a risalire fino alla coperta e prendessimo il timone, se pure riuscissimo finalmente a impugnare la leva comando, saremmo così stanchi che ci lasceremmo morire tenendo ben stretto il nostro Iphone e mormorando, come se fosse una preghiera: siate affamati, siate folli …

Ora tornate tutti a casa che è l’ora dello spritz e fate tardi per la pizza con gli amici. Domani colgionate un po’ su facebook, lasciate fare alla  BCE e crepate senza rompere il cazzo perché siamo già al si salvi chi può e mentre voi state per le strade, gli altri si parano il culo.


6 commenti su “Default Italia, Indignati e Black Bloc la Sveglia non Aveva Suonato

  • serpiko

    Forse non ce la faremmo, questo e’ vero.
    Ma un’uscita di scena con un po’ di fuochi d’artificio sarebbe comunque interessante.

  • Stefano

    Ho gli stessi pensieri che sono stati espressi in questo articolo. Grazie a tutta Mentecritica.

  • rivoluzione11

    Sono un OPERAIO DI 44 ANNI.
    Forse non è il caso di indignarsi per i black bloc, forse è il momento di sostenere questi gruppi, forse è l’ora che le forze di polizia lascino la strada spianata fino a montecitorio,forse è tempo di dar fine a un’oligarchia che ci AFFAMA. Il nostro futuro è nero per noi e per i nostri figli.

  • Marco

    sono perfettamente d’accordo con tutto, e anch’io operaio.
    Ho una posizione molto estrema. Per me, le uniche rivoluzioni avvengono solo attraverso la piazza, e da chi è disposto a buscarsi appunto anche una pallottola. Anche a me tre auto messe a fuoco non dicono niente. Quando il parlamento è invaso dai mafiosi, quando loro, e le speculazioni del capitale privato, hanno messo in ginocchio milioni, decine di milioni, centinaia di milioni di persone e famiglie, allora è arrivato il momento di occupare le piazze in pianta stabile come hanno fatto in diversi paesi arabi. A me dell’indignazione anche della sinistra e della piccola borghesia per tre auto messe a fuoco non me ne frega niente, dovrebbero incendiarne tremila, anche la mia e li aiuterò io, e poi occupare scuole, ospedali, tutto, perché siamo già fuori tempo massimo.
    Il potere eversivo e reazionario non si mette il nostro genere di problemi civili e progressisti e comprensivi e umani, va fino in fondo e fino alle conseguenze più estreme, non si ferma mai, smantella tutto mattone per mattone mentre noi stiamo lì ad ascoltare il volemosse bene cattolico e il temporeggiare degli scaldasedie melliflui di sinistra.

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