Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B 6


Ve lo ricordate Gianni? Quello con gli occhiali e i capelli sempre pettinati. Stava in seconda fila al liceo che, diceva lui, in classe è la posizione migliore: non sei immediatamente sotto gli occhi dei professori e resti a debita distanza dal casino che fanno quelli delle ultime file. Non era un secchione ma riusciva sempre a rispondere; anche se, per dirla tutta, spesso faceva discorsi che c’entravano poco con la domanda. Però ai prof  andava bene comunque, che lui almeno partecipava.
Come? Non si chiamava Gianni? Magari nella vostra classe aveva un altro nome, però il soggetto avete capito qual è. Quello che studia poco ma riesce sempre bene, non raggiunge il massimo ma ci va vicino. E tutto questo grazie al solo fatto di saper parlare. In effetti faceva anche un po’ rabbia…
Ecco, Mario Monti mi ricorda Gianni. Uno che sa parlare, si presenta bene, fa colpo per lo stile. Poi magari se vai a guardare i suoi compiti non è che siano il massimo, però è uno che mostra di impegnarsi ed è capace di conquistare tutti.

Aveva promesso “rigore, equità e crescita”. Una bella formuletta che si può tradurre con “c’è da fare dei sacrifici, però li faremo tutti e alla fine ne usciremo più forti”. Bello. E giù, tutti a festeggiare, pensando di poter considerare definitivamente morto e sepolto il teatrino dei pagliacci con cui ci si era intrattenuti fino al giorno prima. E chi non festeggia? Lasciali perdere, quelli sono i soliti rancorosi che devono vedere per forza tutto nero: la verità è che sono invidiosi. Sarà…

Poi però, una volta presentati i compiti (la manovra), ci siamo trovati davanti una versione un po’ diversa dalla formuletta teorica tanto bellaLa crescita non c’è: fin da subito il governo dichiara che verrà affrontata successivamente. Resta un pezzetto di IRAP e poco altro, cose che di sicuro non avranno impatti visibili.
L’equità invece… pure. Nonostante il concetto sia stato ripetuto fino alla nausea (son passati i bei tempi in cui bastava ripetere una bugia abbastanza a lungo per farla diventare verità), è stato subito evidente che la direzione presa era tutt’altra. Tra ICI/IMU, accise sui carburanti, pensioni, IVA, addizionali IRPEF, bolli bancari, eccetera, nessuno può avere dubbi su chi siano i fortunati vincitori del concorso: a pagare, ancora una volta, come tutte le volte, saranno i percettori di reddito fisso (preferibilmente medio-basso) e quei raccomandati dei pensionati.
Resta il rigore. Del resto cosa ci vogliamo fare? La crisi c’è, il debito pure, in qualche modo bisognerà pure uscirne; se tutti si limitano a dire “io non pago” finiamo come l’Argentina. A parte il fatto che l’Argentina oggi, passato un momentaccio davvero brutto, va a gonfie vele (ci sarà mica qualcosa da imparare?), anche il rigore lo abbiamo perso per strada. I parlamentari e le loro indennità non si possono toccare, le province sono in rivolta, i farmacisti hanno cambiato lobbista e si sono messi al sicuro come i tassisti.

Alla fine dei conti il famoso chirurgo, cui era stato affidato il gravoso compito di amputare la gamba in cancrena, si è ritrovato senza un paziente su cui affondare il bisturi. Non gli resta che dare la solita supposta ai soliti sfigati che si ostinano a frequentare l’ambulatorio. Alla fine dei conti la manovra da 30 miliardi (ammesso e non concesso che arrivino tutti) non intaccherà minimamente il debito pubblico, che ne conta 1900, metterà a posto qualche voce di bilancio, e tutti, Europa compresa, faranno finta di credere che sia cosa buona e giusta, oltre che inevitabile.

E come Gianni, che interrogato su Marx parlava delle guerre puniche con soddisfazione del professore perché “lui almeno dice qualcosa”, Monti si accinge a chiedere la fiducia al Parlamento. Fiducia che il Parlamento dei nominati gli darà con soddisfazione, se non altro perché altrimenti gli tocca lavorare e, cosa ancora più grave, prendersi delle responsabilità; meglio, piuttosto, farsi amputare una gamba.
A questo punto perché mai dovremmo tenerci un governo pseudo-tecnico, frutto tra l’altro di un colpo di stato, per ottenere supposte analoghe a quelle di tutti i passati pseudo-governi?

Visto che non ci sono le condizioni per mettere in campo iniziative davvero incisive, e considerato soprattutto che l’Europa non ha alcuna intenzione di fare quel balzo in avanti verso l’unione politica che potrebbe rimettere a posto un po’ di cose, varrebbe quasi la pena di mettere in tavola tutte le carte, scoprire il bluff di Gianni e giungere ad una soluzione più radicale.
Come fece Mussolini nel 25, Monti potrebbe, d’accordo con Napolitano, esautorare il Parlamento e compiere il passo che gli manca per realizzare una vera dittatura. Non vi piace? Nemmeno a me, ma in fondo cosa ci perdiamo? Tanto un colpo di stato è già avvenuto e un Parlamento così è meglio perderlo che trovarlo.
A quel punto Monti e compagni avrebbero veramente carta bianca, potrebbero fare qualsiasi cosa e sarebbero costretti a far vedere sul serio di cosa sono capaci; allora vedremo se davvero sono così bravi come dicono o se, come Gianni, continuano a raccontarci le guerre puniche. Se dimostreranno di essere come Gianni avremo tutti i motivi per prenderli a pernacchie e avremo comunque risparmiato tempo rispetto alle lungaggini imposte da questo residuo di democrazia ipocrita in cui viviamo.
Se invece otterranno risultati apprezzabili, la cosa potrà piacerci oppure no ma almeno avremo una prospettiva per il futuro diversa dal nulla in cui ci stiamo dibattendo.

Peccato che né Monti né Napolitano faranno mai un passo del genere. Gianni ci faceva un po’ rabbia ma in fondo era anche simpatico, e noi resteremo sempre col dubbio se i suoi risultati fossero frutto di autentica preparazione o delle sue chiacchiere fumose.
Mi sa tanto che se vogliamo uscire dal pantano ci tocca preparare un piano “C”.


6 commenti su “Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B

  • MI SONO ROTTO

    Basta, non ce la facciamo più. Monti, Berlusconi, e questi 4 pagliacci di politicanti collusi, conditi con una tonnellata di giornalisti conniventi e impreparati…. basta. Preferirei un Mussolini adesso, una bella marcia su Roma, parteciperei anche io. ma basta, muoviamo qualcosa, usciamo dal pantano, perchè l’Italia, nonostante la corruzione dilagante, le tasse esagerate, la politica corrotta e mafiosa, gli enti pubblici che se ne fottono, i privilegi a go go, le raccomandazioni, ecc. ecc. ecc, è la settima economia del mondo. Immaginate se non ci fossero tutte queste piaghe a fiaccare la nostra forza? potremmo diventare la prima economia al mondo. siamo forti, perchè dobbiamo farci fiaccare da tutti questi delinquenti? basta. marcia su Roma e basta.

  • eduardo

    Nella mia classe (ero seduto nello stesso banco del Comandante) c’era un nostro compagno con le caratteristichie che hai descritto, ma non si chiamava Gianni. E’ passato un bel po’ di tempo e non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che si chiamasse Pier Luigi (chissà se il Comandante potrebbe darmi conferma).

  • fma

    Tra ICI/IMU, accise sui carburanti, pensioni, IVA, addizionali IRPEF, bolli bancari, eccetera, nessuno può avere dubbi su chi siano i fortunati vincitori del concorso: a pagare, ancora una volta, come tutte le volte, saranno i percettori di reddito fisso (preferibilmente medio-basso) e quei raccomandati dei pensionati.

    Penso che la passione politica porti talvolta a fare di tutte le erbe un fascio. Non mi pare che le imposte elencate abbiano tutte la stessa valenza e siano rivolte tutte, allo stesso modo, contro i dipendenti e i pensionati.
    L’IVA e le accise sui carburanti, che sono imposte sui consumi, certamente sì: sono inique, perchè pagate allo stesso modo dai ricchi e dai poveri.
    L’ICI/IMU, invece, colpisce in funzione del valore della casa, chi più ha più dà. Difficile sostenere che non sia equa. Allo stesso modo l’addizionale Irpef. E così pure i bolli bancari: paghi l’1,5 per mille sul valore commerciale dei titoli mobiliari che possiedi: dov’è l’iniquità?
    I pensionati che percepiscono più di 1400 euro/mese saranno penalizzati dalla deindicizzazione, in compenso quelli che percepiscono meno saranno salvati. Anche qui: dov’è l’iniquità?
    A meno di non credere che le imposte le debbano pagare solo i ricchi, cioè gli altri. Questo, da che c’è memoria storica, non è mai avvenuto.

    • ilBuonPeppe

      Hai ragione, ma non si tratta di fare di tutte l’erbe un fascio. Piuttosto di una semplificazione in un discorso che non voleva entrare nei dettagli ma affrontare le situazione complessiva.
      E comunque l’IRPEF, con i relativi aumenti, sarebbe equa se si combattesse l’evasione fiscale. Cosa che non è. Stesso discorso per l’ICI.
      In fin dei conti, se invece che usare il verbo “pagare” avessi detto “essere colpiti più duramente dalla manovra” non ci sarebbero precisazioni da fare. E’ infatti evidente che al di sotto di certi livelli, anche un minimo taglio (proporzionale al reddito) risulta molto pesante. Ciò che è equo tecnicamente può non esserlo negli effetti pratici.

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