Attenzione, su Mentecritica scrivono diversi autori. "Default Italia e Costi della Politica: Bobo? E Perché non Emma?" è stato scritto da Lameduck
Cosa ci vorrebbe per guarire dal berlusconismo acuto, una volta che Berlusconi togliesse le tende, magari dopo avergli concesso quel cavolo di salvacondotto ma fuori dall’Italia, con armi, bagagli, bagasce e famiglie al seguito e che a Maronn l’accumpagn?
Non sarà facile guarire da una malattia così perniciosa ma, per l’immediata convalescenza, ho una proposta, per nulla modesta. Sembra un piano di rinascita democratica reloaded e la cosa mi inquieta tanticchia ma non m’importa.
Parliamoci chiaro. Per il nostro paese sarà indispensabile presto un governo autorevole e in grado di gestire la cosa pubblica con serietà e rigore, finalmente senza distrazioni personalistiche, a maggior ragione se ci sarà veramente il default degli Stati Uniti per colpa degli stramaledetti repubblicani, cosa che speriamo non accada, perché vorrebbe dire che tutto il mondo può aspettarsi economicamente momenti bui e sicuramente nuove guerre.
Questo governo dovrà essere, per forza di cose, di unità nazionale, senza bilancini a misurare il peso politico di ciascuna componente, apparire autorevole all’estero e dovrà avere un mandato con scadenza a sei mesi, dopodiché bisognerà indire nuove elezioni politiche per ottenerne la legittimazione democratica a proseguire nel lavoro o lasciare il campo ad un nuovo governo scelto dagli elettori. L’esecutivo potrebbe cominciare a lavorare già da settembre su alcune priorità assolute. Prima di parlare del presdelcons adatto, e capirete perché, secondo me, 2Maroni non lo è, individuiamo le priorità di questo governo.
In primo luogo, riformare la legge elettorale per tornare ad un sistema dove gli elettori possano veramente scegliere, nella massima trasparenza, da chi farsi governare ( da parlamentari eletti, non nominati) ed evitare che, ad esempio, un partitello che rappresenta solo il dieci per cento dell’elettorato e per giunta dal consenso su base regionale (quindi non omogeneo territorialmente) possa dettare legge in ambito nazionale come se avesse il 30%, per giunta sbandierando propositi eversivi e scissionisti, oltre che idioti. In soldoni, ridimensionare e tagliare la cresta alla Lega, cosa che, tra l’altro, potrebbe solo farle bene. Una volta condotta a più miti consigli, la Lega potrà diventare un intelocutore di governo. Ora, tra ministeri farlocchi, cazzate e leader fanculeggianti, è meglio darle qualche stop and go.
E’ necessario un sistema proporzionale con una robusta soglia di sbarramento al 5%, per evitare i partitucoli da percentuali da albumina e la dispersione del consenso elettorale in mille rivoli. Senza contare che, meno partiti, vorrebbe dire un minor costo della politica.
Seconda cosa che il governo dovrebbe fare, appunto, una feroce revisione dei costi della politica. Riduzione del numero dei parlamentari, adeguamento dei loro guadagni al PIL nazionale e taglio di ogni privilegio di casta. L’abolizione delle province sarebbe un altro buon modo per provare ad ottimizzare il funzionamento e costo delle amministrazioni locali.
Grafico tratto da la voce.info. Mostra il rapporto tra gli stipendi dei parlamentari e il PIL per i diversi paesi europei. Se per tutti gli altri paesi il rapporto è in proporzione, e quindi più il paese è ricco, più guadagnano i suoi governanti, l’Italia (rappresentata dal quadratino rosso in alto) mostra una vergognosa dicotomia tra ricchezza paese e tenore di vita della sua classe politica.
Terza priorità: soluzione definitiva del problema del conflitto di interesse. Ritorno al rispetto delle norme che impediscono, a chi detiene conflitti di interesse, di fare politica senza prima averli risolti; il divieto assoluto di candidarsi per chi detiene concessioni governative nel mondo della comunicazione, con l’abrogazione delle leggi ad personam dalla Mammì in giù che favorivano illecitamente Mediaset, e la liberalizzazione effettiva delle frequenze radiotelevisive. E, a questo proposito, affidamento della RAI ad un consiglio di amministrazione super partes formato da esperti e personalità della società civile e della cultura, con esclusione dei politici che: elimini una rete per metterla sul mercato, elimini totalmente la pubblicità da una delle due reti rimaste e si impegni a ridefinire il ruolo della RAI come servizio pubblico che deve rispondere del suo operato ai cittadini che pagano il canone.Una TV di informazione e cultura, non ad immagine e somiglianza di Mediaset.
Quarto: divieto assoluto di candidatura per qualsiasi carica politica per pregiudicati e condannati.
Quinto: un progetto di crescita economica che punti all’innovazione ed alla valorizzazione dei punti di forza dell’Italia, tra i quali ci sono senz’altro: turismo e beni culturali. Un progetto che investa, credendoci, nella ricerca e che valorizzi al massimo il nostro potenziale creativo a livello tecnologico e scientifico, individuando, nelle università, le menti più brillanti da coinvolgere nel progetto. Ovviamente le Università vanno aiutate e non demolite a picconate come è stato fatto finora.
Per quanto riguarda il ministro dell’economia, più che di un commercialista e quindi di qualcuno dotato pur sempre della mentalità del tipo “come pagare meno tasse e fottere lo Stato”, io vedrei meglio una persona abituata a ragionare ogni giorno in termini macroeconomici. Una personalità come Mario Monti, sicuramente autorevole e in grado di comprendere le nuove esigenze europee di unità e cooperazione che verranno e che saranno inevitabili, sarebbe l’ideale.
La riforma della giustizia si attua facilmente in due mosse: con il ripristino del concetto di legalità come principio imprescindibile da parte di chi governa; con il potenziamento degli organi inquirenti e giudicanti ed i loro ammodernamento. Se chi governa non è un farabutto anche la Magistratura non avrà più bisogno di interessarsi dei fatti dei politici.
Eliminati i ladri conclamati, gli inquisiti per mafia, corruzione ed ogni altro reato penale od amministrativo, per non parlare dei servi, delle baldracche, dei responsabili, dei dipendenti Fininvest e dei voltagiubba, i partiti potrebbero fare la loro parte andando a cercare quel buono che al loro interno pur sempre si nasconde per coprire qualche ruolo ministeriale ma, per diventare ministro, sarebbe preferibile essere in grado di offrire una competenza più che una tessera.
Rimarrebbe il problema del presidente del consiglio. Credo che i tempi siano maturi per affidare questo compito ad una donna e, per rilanciare un’idea già affiorata in passato, quella donna potrebbe essere Emma Bonino. Me ne sto convincendo ogni giorno di più. Emma sarebbe anche un ottimo presidente della repubblica ma credo che prima dovremmo provarla come capo del governo. Il primo governo Bonino della terza repubblica. Non suona male. Certo è un po’ troppo laica e i pretonzoli, dovendo scegliere una signora, le preferirebbero la Rosy Bindi. La Bonino però è, come autorevolezza internazionale ed esperienza politica, sicuramente due spanne sopra la Rosy e poi il PD deve ancora mangiarne di pastasciutta prima di individuare un vero leader credibile. Che ne dite?

Ciao,
trovo il post estremamente interessante.
Per quanto riguarda il piano, lo vedo molto ben scritto, tuttavia credo che manchi un tassello. La patrimoniale.
Qui un’idea su come spostare le rendite immobile in energie creative: http://www.prossimaitalia.it/news/1273/dal-mobile-allimmobile/
Qui proposto un re-equilibrio della ricchezza:
http://www.imille.org/2011/07/la-patrimoniale-questo-tabu/
+1 per Monti.
La giustizia ha un problema grossissimo che include i tempi. Servono eoni per finire un processo. Credo che bisognerebbe agire soprattutto lì. Non sò come, però farli più svelti. È quello che interessa, credo.
Per quanto riguarda il presidente del consiglio, se stiamo parlando di un governo tecnico di unità nazionale (ma eletto come? Pe ora il parlamento non è capace di esprimere una maggioranza che possa sostenere una cosa del genere) forse la Bonino potrebbe essere una buona idea, soprattutto per la qualità e la competenza della persona.
Però è anche il 2011, e allora andiamo un pochino avanti.
Perchè no la Serracchiani? O qualcun altro/a che sia estremamente interessato al futuro.
Cmq sia, io vedo abbastanza gente che si sta organizzando (http://www.prossimaitalia.it/ è un buon esempio a sx).
Riprendere l’Italia e rimetterla in pista sarà un lavoro difficilissimo, ma servono tutti quanti.
Quindi, ora, nel nostro piccolo, cosa possiamo fare?
Questa storia della patrimoniale mi interessa. Sinceramente non ho capito come dovrebbe esplicitarsi: il prelievo notturno alla Amato sul conto corrente? O una tassa sull’asset complessivo di una persona fisica (proprietà immobiliari, titoli di stato, partecipazioni azionarie, conti correnti, ecc.)?
No perché sia nel primo che nel secondo caso, nella maglia della rete capitano solo i pesci piccoli, perché conti correnti, libretti postali e proprietà intestate direttamente usano solo tra le mezze cartucce (come me).
D’altra parte, un’azione di questo tipo, per essere efficace in termini quantitativi, deve puntare a dare tantissimi morsi piccoli al posto di pochi morsi grandissimi. E’ lo stesso principio matematico per il quale conviene innalzare le tasse dell’1% ai redditi bassi, piuttosto che del 10% a quelli alti.
Sulla proposta donna sono d’accordo, assolutamente. Il criterio non dovrebbe essere solo il sesso però, ma l’autorevolezza, la decisione e la competenza.
In termini di contenimento di spese e misure severe, però, l’unico nome che mi viene in mente è Mrs. Thatcher.
Non so le la Bonino o la Serracchiani, la prima di meno, la seconda totalmente organica al sistema di potere che cristallizza il paese avrebbero l’autorevolezza e l’indipendenza intellettuale necessaria a sciogliere i nodi che tengono legata alla sedia la nostra nazione mentre i soliti noti si divertono a violentarla (liberalizzazioni, riduzione della spesa pubblica – in generale e non solo della politica – abolizione degli ordini professionali e delle politiche di controllo che impongono addirittura di non poter superare un certo sconto nella vendita dei libri. Vedi link)
Ciao,
sinceramente ho letto la proposta adesso ed ho buttato su due grafici al volo:
https://github.com/mattions/Imm2mob
http://alago-rets.blogspot.com/2011/07/dallimmobile-al-mobile.html
Si parla di un cosa progressiva, che ovviamente salti i redditi medio bassi.
(Ma no medio-alti, altrimenti non la vegghiu dura..)
Ciao Michele,
faccio uscire un paio di pezzi fra oggi e domani sull’argomento.
Ora non posso vedere il video, ma poi lo guardo. I grafici, senza spiegazioni, non mi dicono niente.
Cut and paste, così rimane più chiaro
“Abbiamo due alternative per detassare il lavoro per 15 miliardi di euro senza produrre un euro di debito e così dare un assegno di 550 euro all’anno a ciascun dei 23 milioni di lavoratori di questo paese e a ciascuno dei 4 milioni di titolari di pensione minima.
La prima consiste nel chiedere un contributo medio di 40 euro al mese per ognuna delle 32 milioni di abitazioni di questo paese.
La seconda consiste nell’esentare tutte le “prime case” e chiedere un contributo medio di 100 euro al mese per ognuna dei 12 milioni di “seconde” e “terze” case di questo paese”
seconde e terze case sulle quali si paga già l’ici. Comunque, più che una patrimoniale, a questo punto è una imposta immobiliare che colpisce un solo settore.
Va bene che il fisco non deve essere giusto, ma solo efficae, ma a questo punto è meglio fare i debiti che risparmiare.
@ mattions
Per una situazione come questa ci vuole una persona di esperienza. Il comandante diceva la Thatcher. Beh, io mi accontenterei di un’Angela Merkel.
Tra le donne papabili la Bonino è la più adatta, secondo me. Anche perché abbastanza super partes e poi non è nell’elenco degli inquisiti.
La Serracchiani per il momento potrebbe testarsi come sindaco. Metterla a capo di una nazione, anche se caruccia, mi pare prematuro.
La Bindi o la Finocchiaro sono troppo apparato del PD, troppo invischiate nei suoi sfaceli.
Di Berlusconi puoi dire tutto il male che vuoi, e io sarò d’accordo.
Ma non illudiamoci: non è lui il problema dell’Italia.
Manda via questo governo e ne verrà un altro, più presente, più presentabile, più competente… e più disastroso di questo.
Emma Bonino? Ecco, appunto, proprio quello che dicevo. I disastri che non ha fatto questo governo li farà il successivo.
Berlusconi è un problema del tutto secondario perché prima, molto prima viene il problema degli italiani, che sono e saranno sempre quelli. E che non hanno ancora deciso (ammesso che lo faranno mai) di risolvere i loro problemi.
Inoltre il caos che stiamo vivendo dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che i problemi veramente seri per ogni governo vengono da fuori e non sono di natura politica.
Io ormai spero che gli USA dichiarino il default (ma non lo faranno) così forse il sistema scoppierà una volta per tutte, e dalle sue ceneri si potrà cominciare a ricostruire qualcosa di nuovo.
Mi sto chiedendo se sto sbagliando pagina..o se ho ripreso a frequentare il bar della stazione e mi sto facendo qualche valpolicella di troppo..e finisco col proporre ciro pomicino alla guida di un governo di transizione, poi mi scuso per l’intromissione…