Default Italia: Bankrupt in progress 6


Mi scuso pubblicamente per posticipare ancora una volta l’articolo, che avevo promesso ormai un mese fa, sul “perchè l’Italia dovrebbe dichiarare subito il proprio default”. La contingenza degli eventi rende più interessante ragionare su quello che sta accadendo davvero piuttosto che elaborare inutili tesi su quel che si dovrebbe fare per evitarlo.
L’altro articolo si farà comunque, anche se per allora potrebbe intitolarsi “perché l’Italia avrebbe dovuto dichiarare prima il proprio default”

Solo lunedì scorso, il 2 aprile, tutte le prime pagine dei principali quotidiani riportavano le parole ricche d’ottimismo del nostro caro premier, che rilasciava con gaudio e letizia le seguenti dichiarazioni.

Monti: crisi superata, l’Italia è solida
Il premier: «La riforma sul lavoro aumenta la flessibilità per le aziende nella gestione della forza lavoro»

MILANO- «Sono volato in Asia per chiedervi di rilassarvi un po’ circa la crisi dell’Eurozona» che è «superata», anche grazie al «più solido sentiero imboccato dall’Italia». (…)

fonte: il Corriere.it

Vi sono informazioni che risulta impossibile celare. Sono quelle che muovono il mercato, quelle che forniscono una visione d’insieme sul prossimo futuro e magari creano le premesse per previsioni a più ampio raggio, perennemente ricercate da broker e operatori di un certo livello, che le ricevono per primi e le rilasciano pubblicamente solo dopo averle sfruttate fino in fondo.
A quel punto interviene la stampa, che le segrega ancora qualche giorno dopodiché le pubblica dopo un opportuno maquillage, magari dandovi una rilevanza contenuta, in terza pagina o giù di lì, e mettendo in primo piano ciò che invece detta il regime corrente. Questo tappo però funziona solo quando la pressione dentro la bottiglia non è troppo elevata, diversamente salta lasciando trapelare le notizie “vere”.

Istat, crolla il risparmio delle famiglie
Cala anche il potere di acquisto dello 0,5 %
Il reddito disponibile in valori correnti sale del 2,1%

fonte: Il Corriere.it

I DATI ISTAT: NEL QUARTO TRIMESTRE DEL 2011 LA MEDIA NAZIONALE È SALITA AL 9,6%
Disoccupazione, dramma tra i giovani: uno su tre non riesce a trovare lavoro
I dati Istat riferiti al mese di febbraio (+0,2%). Se si considerano i 15-24enni sale al 31,9% (+0,9 punti)

fonte: Il Corriere.it

Quando i numeri volgono al peggio, i giornali si appellano all’Istat. Che strano organismo, questo. Viene buono per suffragare tutto e il contrario di tutto. E’ come il maiale, non si butta via niente. (( Per rinfrescare la memoria collettiva, la vexata quaestio del paniere Istat è già stata trattata su questo sito. Si ricordi che a fine 2002 ogni governante giurava sulla credibilità dell’ISTAT quando, dopo l’introduzione dell’euro, veniva diffusa l’evidente stronzata di un’inflazione al 2,5% annuo ponderato, mentre i prezzi erano stati ridefiniti su logica 1000 £ = 1 €, spesso dalle stesse istituzioni. ))

Il 30 dicembre 2011 la borsa italiana chiudeva a 15089,74 punti.
Era ed è mia opinione che il dato, in evidente ripresa rispetto al minimo di 13195,78 del 23 novembre, fosse totalmente fittizio, basato sul volume di denaro piuttosto che su quello di merci e servizi scambiati. A novembre le nuove tasse avevano colpito pesantemente le tasche dei cittadini: solo un’inflazione galoppante aveva contribuito a mantenere il livello del denaro circolante ma gli scambi alla base di essi s’erano ridotti in maniera evidente.

Nel breve la borsa aveva accettato di mantenere i propri valori sulla base del denaro in circolazione ma sul lungo termine gli effetti non hanno mancato di fare capolino: meno merci scambiate significa meno produzione, quindi meno forza lavoro impiegata, quindi meno soldi a disposizione dei lavoratori, quindi ulteriore recessione. Stavolta nessuno a piazza Affari ha potuto fare orecchie da mercante ed ecco che, dopo un picco inatteso a 17133 punti (+13,3% su inizio anno) il 19 marzo, poco dopo le 12 di oggi tutti i guadagni di inizio anno sono stati azzerati: mentre scrivo, siamo sotto a quota 15.000.

La mia previsione è che nel volgere di 3 mesi venga toccato il minimo storico degli ultimi 5 anni, ben più sotto di quei 12900 punti circa che a fine 2009 fecero gridare alla crisi.

L’Ocse: rallenta la crescita del Pil
L’Italia registra un calo dello 0,7

fonte: la Stampa.it

Auto, vendite sempre più giù
Marzo a meno 26,72 per cento

E’ il peggiore marzo degli ultimi 32 anni: si sono registrate solo 138.137 nuove immatricolazioni contro le 188.495 di marzo 2011. I concessionari sono sul piede di guerra.
La quota di mercato di Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa) in Italia si è attestata al 26,03%, in calo rispetto al 29,61% di un anno fa.

fonte: la Repubblica.it

In un simile contesto torna di moda il caro spread, ça va sans dire, la parolina che nessun italiano conosceva (( Nessuno sembra mai ricordare che spread significhi “differenza”, “scostamento”, “disallineamento”. Con questo numero infatti non si misura il rendimento puntuale ma la differenza di rendimento tra titolo di stato tedesco e titolo di stato italiano. Facciamo un esempio. Io e il boss ci prendiamo un gelato. Stesso gelataio, stessi gusti, stessa quantità ma, siccome io sono più stronzo di lui, finisco per pagarlo di più. Poi incontro DM che mi chiede quanto abbia pagato il mio gelato e io, invece di dirgli il prezzo, gli dico che l’ho pagato 2 € più del boss. Ecco, gli ho detto lo spread, ma DM non sa affatto il costo totale di quel gelato. )) prima di luglio 2011 e che nel breve volgere di un anno è stata metabolizzata come servizio fisso di ogni TG, parimenti al meteo e all’onda verde che parla di Roncobilaccio, Casalpusterlengo, Cormano e del raccordo anulare.

Il 19 marzo, complice il picco dell’FTSE MIB, lo spread scendeva fino a quota 2.81. Era il livello più basso dal 17 agosto 2011: di per sé, non certo un dato positivo (la crisi del debito sovrano italiano è cominciata a inizio luglio 2011 con spread a 1.81) ma il trend era in pieno ribasso e un certo sollievo faceva capolino su tutti i volti noti della politica italiana, nonostante su queste pagine si cercasse di tenere alta l’attenzione. Poi il vento è cambiato.
Il 2 aprile, giornata dell’ottimismo asiatico, Monti sparava le sue puttanate con lo spread che aveva appena chiuso a 3.30, peraltro in trend di crescita graduale; una crescita quindi strutturale, solida, irredimibile, ben diversa dall’oscillazione speculativa tutta picchi e crolli che avevamo visto alla fine dell’anno passato.
Mentre scrivo, il differenziale raggiunge quota 3.78 e il limite odierno non pare raggiunto.

La mia previsione è che questo trend continui nei prossimi giorni, fino a riportare lo spread oltre quota 420 entro l’inizio del mese di maggio.

Mi spingo fino a fissare delle soglie.
Ritengo che il limite del sistema Italia sia a 300 punti: varcarlo significa far gravare sulla nazione un tasso d’interesse non sostenibile nel lungo termine.
Se si superano ancora i 400 punti, vi sono poche residue speranze: il rientro è possibile se il differenziale viene riportato stabilmente sotto quota 300 entro fine anno, attraverso riforme strutturali e senza aumentare ulteriormente la pressione fiscale (per capirci, l’IVA al 23% è una spinta nel baratro).
Se si superano ancora i 500 punti, non c’è margine di rientro. Salutate l’Italia così come oggi la conosciamo.


Informazioni su serpiko

Qué culpa Tiene mi corazón? Si la niebla se esfuma Qué otra pasión me espera? Será tranquila y pura? Si mis dedos pudieran Deshojar a la luna! https://vianuova.wordpress.com/

6 commenti su “Default Italia: Bankrupt in progress

  • Gianalessio Ridolfi Pacifici

    Stamattina, su indicazione del poco condivisibile, ma ottimo Oscar Giannino, ho fatto una veloce ricognizione sulla stampa estera. A quanto pare, la riforma "mediata" del governo Monti viene considerata pessima dal Wall Street Journal ed altri autorevoli giornali americani. Giudizi molto negativi anche da Londra. In ginocchio, sospettosamente, tutta la stampa nazionale.
    Topo le mezze liberalizzazioni, la mezza IMU che esenta amici e padri spirituali, ora la mezza riforma del lavoro.
    Il credito internazionale di Monti si sta rapidamente esaurendo e la tecnica utilizzata: grandi annunci e mezze riforme si sta rivelando drammaticamente lesiva.

    Non ero favorevole, ma ora penso che la strada di nove elezioni subito fosse la più utile al paese. Il Professor MezzaMisura non ha palle. Minaccia, annuncia, dispone, poi mette tre tasse nuove e fa quadrare i conti. Così sono buono anche io. Da domani di nuovo gettoniere negli ascensori. 50 centesimi a corsa. Così si recupera danaro, crepa qualche pensionato micragnoso e chi sopravvive si tiene in forma senza pesare sulle casse della sanità pubblica.

  • rinnovamento

    Buongiorno, se tutti gli Stati sovrani non pagassero il proprio debito ( verso chi è ?) cosa succederebbe ? Il “mercato” sparirebbe e tutti felici e contenti o no?

  • serpiko L'autore dell'articolo

    6 aprile, 2012 – 9:30
    “La mia previsione è che nel volgere di 3 mesi venga toccato il minimo storico degli ultimi 5 anni, ben più sotto di quei 12900 punti circa che a fine 2009 fecero gridare alla crisi.”

    30 maggio 2012 -17:00
    FTSE MIB, chiusura: 12872.58

    3 su 3.

  • Comandante Nebbia

    Urgono due cose:
    Un pezzetto su spartiacque 17-6, Grecia in, Grecia out, Grecia in ma mantenuta da Germania (prossimamente Spagna ), da scrivere di notte rubando ore al sonno maledendo il vecchio brontolone scassacazzi.

    Tre numeri sulla ruota di Napoli perle prossime tre estrazioni.

    Grazie

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